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    Viaggio nella Luna: 16ma puntata “Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Cinema western e dintorni” (04/04/2014)

     

     

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    La sedicesima puntata di Viaggio nella Luna, una trasmissione radiofonica di cinema in onda ogni venerdì dalle 22 alle 24 su Regina Web Radio.

    In questa puntata dal titolo “Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Cinema western e dintorni” si parla dei film Western che ci hanno colpito. Prendendo in esame alcune opere miliari si compie una disamina del cinema americano di frontiera e la sua genesi storica: da John Ford e Howard Hawks a Jim Jarmush e Quentin Tarantino.

    Special Guest della Puntata Giuseppe Vanni, un poeta di Cattolica alla sua seconda raccolta di poesie pubblicata, intervenuto coraggiosamente in studio in mezzo alla gabbia dei matti, per rischiarare l’ecumenica via della bellezza con la sua emozionante poetica del quotidiano. Nel corso della puntata verrà data lettura di alcune elegie di Vanni per bocca dello stesso autore, con un tentativo di ermeneutica del testo goffamente tentato dalla compagine di VnL.

    In particolare si sono identificati 4 film su cui imbastire il discorso del cinema Western:

    • Il Mucchio selvaggio (1969) di Sam Peckinpah
    • Il Buono, il Brutto e il Cattivo (1966) di Sergio Leone
    • C’era una volta il West (1968) di Sergio Leone
    • Gli Spietati (1992) di Clint Eastwood

    In studio conducono Marco Belemmi, Francesco Morosini e Federico Minguzzi. Ospite della puntata: Giuseppe Vanni. Buon Ascolto.

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    Viaggio nella Luna: 15ma puntata “24 Disegni al Secondo – Viaggio nel cinema di animazione” (21/03/2014)

     

     

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    La quindicesima puntata di Viaggio nella Luna, una trasmissione radiofonica di cinema in onda ogni venerdì dalle 22 alle 24 su Regina Web Radio.

    In questa puntata dal titolo “24 Disegni al Secondo – Viaggio nel cinema di animazione” si parla dei film d’animazione che ci hanno emozionato. Una disamina dell’industria del cartone animato dagli albori (i primi graffiti nelle grotte del Pleistocene) fino al crepuscolo (gli scarabocchi degli studenti universitari annoiati durante la lezione di Analisi I).

    Special Guest della Puntata Fico Band, una formazione di giovani mattacchioni che ci delizierà con il loro sfizioso buffet musicale a cui abbondantemente tutti noi attingeremo nel corso della puntata.

    La puntata è quanto mai delirante, caotica, dispersiva e ciancolante. Nonostante questo se ne consiglia la visione ad un pubblico il più vasto possibile, peraltro anche il più ben disposto verso i crimini contro l’umanità.

    In particolare si sono identificati 4 film su cui intavolare il discorso del cinema d’animazione:

    • West and Soda (1965) di Bruno Bozzetto
    • La Città Incantata(2001) di Hayao Miyazaki
    • Appuntamento a Belleville (2003) di Sylvain Chomet
    • WALL·E (2008) di Andrew Stanton

    Questi invece i brani musicali proposti in trasmissione (con l’omaggio ai Fichi presenti in trasmissione) :

    • Fico – Scadenza Imminente
    • Fico – Il Blues dello Sciroppo d’Acero
    • Fico – Perry Sottaceto Wilson
    • Fico – La Canzone del Ventilatore

    In studio conducono Marco Belemmi, Francesco Morosini, Federico Minguzzi, Alessandro Nunziata e Lorenzo Scappini. Buon Ascolto.

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    Viaggio nella Luna: 14ma puntata “Io non vorrei mai essere nessun altro – il nuovo cinema On The Road” (14/03/2014)

     

     

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    La quattordicesima puntata di Viaggio nella Luna, una trasmissione radiofonica di cinema in onda ogni venerdì dalle 22 alle 24 su Regina Web Radio.

    In questa puntata dal titolo “Io non vorrei mai essere nessun altro – 50 anni di cinema On The Road” si parla di Strada e di cinema in movimento. I film che hanno caratterizzato il filone On The Road e il movimento culturale che ha sospinto questo genere narrativo. Le nuove opere che rielaborano questa tradizione letteraria mutuandola al nuovo contesto sociologico. La domanda che ci siamo posti è la seguente: la Settima Arte come è riuscita a plasmare iconograficamente una rivoluzione culturale partita dalla beat generation e a trasporla in immagini?

    In particolare si sono identificati 4 film su cui intavolare il discorso:

    • Little Miss Sunshine (2006) di Jonathan Dayton e Valerie Faris
    • Paris Texas (1984) di Wim Wenders
    • Nebraska (2013) di Alexander Payne
    • Into the Wild (2009) di Sean Penn

    Questi invece i brani musicali proposti in trasmissione (con l’omaggio ai DeVotchKa autori della colonna sonora di Little Miss Sunshine) :

    • Rick James – Superfreak
    • DeVotchKa – How It Ends
    • DeVotchKa – No man’s land
    • DeVotchKa – The Enemy Guns
    • DeVotchKa – You love me

    In studio conducono Marco Belemmi, Francesco Morosini, Alessandro Nunziata e Lorenzo Scappini. Buon Ascolto.

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    Film su Rasi e Spinelli: trovati gli sponsor e la troupe artistica. Iniziati i casting e la ricerca delle location

     

     

    Molte buone novità per la produzione di Tutti Morimmo A Stento. Il crowdfunding sta procedendo molto bene ma per arrivare alla cifra definitiva del budget è necessario un ultimo sforzo collettivo. Basta cliccare qui e seguire le istruzioni per donare le proprie quote sul sito Produzioni dal Basso. Intanto sono in piena lavorazione sia la parte artistica sia la parte produttiva del film. Oltre ad aver aggiunto numerosi nomi che contribuiranno a dare il loro apporto alla parte artistica, siamo orgogliosi di annunciare che abbiamo chiuso il budget grazie all’investimento della Mosaico Tour Operator, entrato come sponsor, esprimendo la volontà di sostenere la produzione affinché il film venga realizzato.

    Siamo inoltre lieti di annunciarvi che Giuseppe Ricci da oggi farà parte dello staff artistico in veste di supervisore musiche e curatore Colonna Sonora del film. Giuseppe Ricci, sociologo classe ’73, è già autore del saggio La Teledittatura e di romanzi come Amarkord, Caos Amore Caos, Sbranando Dio.

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    Da sinistra: Eleonora Calesini (operatore, montaggio), Lorenzo Scappini (sceneggiatore, produttore), Giuseppe Ricci (curatore musiche e colonna sonora) e Alessandro Nunziata (regista, sceneggiatore).

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    Intanto proseguono i sopralluoghi per la ricerca di location da adattare nel film. Nella pellicola saranno molto importanti i casolari e le cascine di campagna dove avverranno gran parte delle scene. Per questo facciamo un appello a chiunque possegga una casa in campagna che possa essere usata per le riprese. Dovranno essere casolari di mattoni verosimili agli anni ’40 nei dintorni di Cattolica. Necessitiamo tuttora di un buon numero di casolari, ma non tutti andranno ripresi anche negli interni, per cui chi avesse una cascina ristrutturata solo all’interno può comunque inviare la propria richiesta. Accogliamo qualsiasi tipo di candidatura e ringraziamo sentitamente chiunque si proponga di fornire il fondamentale aiuto alla realizzazione della pellicola. Per contattarci potete chiamare al numero 338-9085393 o inviare una mail a lorenzo.scappini@gmail.com, possibilmente allegando alcune foto della casa (sia interni che esterni).

    Concludiamo annunciando anche l’inizio dei casting. Per candidarsi come attore o comparsa e prendere appuntamento con la produzione è necessario inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail ale87.nunziata@gmail.com. L’ e-mail dovrà contenere:
    -Un curriculum con le proprie esperienze
    -Due foto del candidato: una in primo piano e una a figura intera.
    -Specificare nell’oggetto della e-mail se il candidato intende presentarsi come attore (richiesta una buona esperienza teatrale e/o cinematografica) o come comparsa.

    Per qualsiasi tipo di informazione sul film o per candidarsi come stagista sul set durante il periodo delle riprese inviare una mail a lorenzo.scappini@gmail.com

    La Produzione del Film

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    Viaggio nella Luna: tredicesima puntata “Ignude Statuette Auree – un bilancio degli Oscar 2014″ (07/03/2014)

     

     

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    La tredicesima puntata di Viaggio nella Luna, una trasmissione radiofonica di cinema in onda ogni venerdì dalle 22 alle 24 su Regina Web Radio.

    In questa puntata dal titolo “Ignude Statuette Auree – un bilancio degli Oscar 2014” si parla della babelica kermesse hollywoodiana e del trionfo italiana con “La Grande Bellezza” di Sorrentino. Si prendono in esame tutti i premi assegnati e se ne discute valenza critica in relazione alle altre opere in nomination, si parla di attori trionfatori e attori trombati (ancora una volta Leonardo DiCaprio non ce l’ha fatta).

    In particolare si sono identificati 5 film che hanno sicuramente meritato l’ambita statuetta approfondendone il dettato stilistico. Stiamo parlando di

    • 12 Anni Schiavo di Steve McQueen
    • The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese
    • Gravity di Alfonso Cuàron
    • Nebraska di Alexander Payne
    • Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée

    Questi invece i brani musicali proposti in trasmissione:

    • The Beatles – She’s leaving Home
    • The Byrds – Turn, turn, turn
    • Dire Straits – Sultans of Swing
    • Red Hot Chili Peppers – Higher Ground

    In studio conducono Marco Belemmi, Francesco Morosini, Federico Minguzzi, Alessandro Nunziata e Lorenzo Scappini. Buon Ascolto.

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    Oscar 2014: Vince 12 Anni Schiavo. Cuaròn migliore regista e 7 Oscar per Gravity. La Grande Bellezza miglior film straniero

     

     

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    Tutti i vincitori della 86esima edizione degli Academy Awards:

    Miglior Film: 12 Anni Schiavo
    Miglior Regista
    : Alfonso Cuaròn – Gravity
    Migliore Attore Protagonista: Matthew McCounaghey – Dallas Buyers Club
    Migliore Attrice Protagonista: Cate Blanchett – Blue Jasmine
    Migliore Attore Non Protagonista: Jared Leto – Dallas Buyers Club
    Migliore Attrice Non Protagonista: Lupita Nyong’o – 12 Anni Schiavo
    Migliore Sceneggiatura Originale: Spike Jonze – Lei
    Migliore Sceneggiatura Non Originale: John Ridley – 12 Anni Schiavo
    Migliore Film Straniero: La Grande Bellezza
    Migliore Film D’Animazione: Frozen
    Miglior Documentario: 20 Feet From Stardom
    Migliore Fotografia: Gravity
    Migliore Montaggio: Gravity
    Migliori Effetti Speciali: Gravity
    Migliore Scenografia: Il Grande Gatsby
    Migliori Costumi: Il Grande Gatsby
    Miglior Make Up: Dallas Buyers Club
    Migliore Canzone: “Let It Go” – Frozen
    Migliore Colonna Sonora: Gravity
    Migliore Montaggio Sonoro: Gravity
    Migliore Missaggio Sonoro: Gravity
    Miglior Cortometraggio: Helium
    Miglior Cortometraggio Animato: Mr. Hublot
    Migliore Cortometraggio Documentario: The Lady in Number 6

    Classifica per statuette (vittorie e nomination): 

    • 7/10 – Gravity
    • 3/9 – 12 Anni Schiavo
    • 3/6 – Dallas Buyers Club
    • 2/2 – Il Grande Gatsby
    • 2/2 – Frozen – Il Regno di Ghiaccio
    • 1/5 – Lei
    • 1/3 – Blue Jasmine
    • 1/1 – La Grande Bellezza
    • 0/10 – American Hustle – L’apparenza inganna
    • 0 /6 – Captain Phillips – Attacco in mare aperto
    • 0/6 – Nebraska
    • 0/5 – The Wolf of Wall Street
    • 0/4 – Philomena
    • 0/3 – Lo Hobbit – La Desolazione di Smaug
    • 0/2 – A Proposito di Davis
    • 0/2 – The Grandmaster
    • 0/2 – I Segreti di Osage County

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    Il selfie di Ellen Degeneres con alcuni protagonisti durante la cerimonia

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    Oscar 2014: Sommario sui 9 candidati a Miglior Film

     

     

    Tra poche ore inizierà l’86esima edizione degli Academy Awards in quel di Los Angeles. Dopo i nostri articoli sui film snobbati e sulle nostre previsioni, presentiamo i 9 film con il maggior numero di nomination, contendenti della statuetta più ambita, quella di Miglior Film. Con più nomination, annunciate il 16 Gennaio, ci sono Gravity e American Hustle a quota 10, subito seguiti da 12 Anni Schiavo con 9 candidature. Ma sarà una serata ricca perché molto probabilmente non ci sarà un film “strappa-statuette” e fino all’ultimo sarà incerta la vittoria di migliore film. Appuntamento alle 2.30 su Sky Cinema Oscar e in diretta streaming su Livestream e probabilmente anche su ABC, da valutare la visibilità all’estero.

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    GRAVITY

    Il capolavoro di Alfonso Cuaròn parte tra i favoriti forte delle 10 nomination conquistate. Oltre ad essere un fortissimo film che esplora l’essere umano in quanto tale partendo dalle sue paure, è un magnifico spettacolo per gli occhi, infatti la maggior parte delle nomine provengono da categorie tecniche (fotografia, effetti speciali, sonoro), senza contare la meravigliosa colonna sonora, la dura prova fisica di Sandra Bullock e l’enorme regia di Cuaròn che è prima di tutto la messa in scena di un enorme progetto, il quale non poteva essere trasposto meglio di così. E dimenticata la mancata nomination come Miglior Sceneggiatura Originale, giustamente, la pellicola si lancia nel testa a testa che la vedrà contendersi il premio più importante contro 12 Anni Schiavo.
    I due protagonisti di Gravity, Matt Kowalski e Ryan Stone, prima di essere due austronauti in missione attorno all’atmosfera terrestre sono due persone che cercano la pace assoluta che solo lo spazio può offrire, alla ricerca della solitudine come unica compagna di viaggio, in fuga da qualcosa che sulla Terra probabilmente li tormenta. Ma il loro viaggio si tramuta ben presto in qualcosa di catastrofico e vengono messi alla dura prova per la lotta alla sopravvivenza dopo l’esplosione di un satellite russo, causando una pioggia di detriti devastante. Sventata la prima fase del pericolo iniziano a rendersi conto quanto sia angosciante vagare nell’infinità dello spazio profondo per poter tornare a casa.

    Nomination: 10
    Rottentomatoes: 97% (media del 9.0)
    Budget: 100 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 704 milioni $

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    AMERICAN HUSTLE

    Il più nominato, assieme a Gravity, è stato apprezzato moltissimo dalla critica americana. Più altalenante il suo gradimento a livello mondiale. Per me un film molto gustoso, ma tra i titoli agli Oscar passa in secondo piano rispetto ad altri con meno nomination. In effetti, a meno di grandi ribaltamenti, potrebbe portarsi a casa solo 1 o al massimo 2 statuette. La più probabile è quella per la stratosferica Jennifer Lawrence, in aperto duello con Lupita Nyong’o. Qualche scarsa chance ce l’ha anche a livello di sceneggiatura e costumi. Da sottolineare comunque il cast stellare che riempie tutte le 4 categorie designate.
    Trama intrigante sull’America criminale degli anni ’70, cast stellare e un periodo più che positivo per il regista David O. Russel dopo gli ottimi drammi familiari The Fighter e Il Lato Positivo. Se con questi film il cinquantacinquenne regista si era addentrato nei conflitti familiari di un pugile e di uno schizofrenico ora concentra il suo metodo analitico delle relazioni ruvide nel mondo luccicante dei soldi sporchi e facili. Strizzando l’occhio a Casino di Scorsese può apparire da subito come di già visto. Vero, c’è lo sporco protagonista che fa del suo business come stile di vita, ma non racconta la solita ascesa e il declino del malavitoso di turno. American Hustle ci spiattella davanti ai nostri occhi un preciso spezzone di vita di un truffatore (uno tra mille) che a fatti realmente accaduti o meno mostra da dietro le quinte l’esecuzione della truffa in se, prima, e il conseguente truffare per conto degli agenti segreti per pararsi il culo poi.

    Nomination: 10
    Rottentomatoes: 93% (media dell’ 8.2)
    Budget: 40 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 230 milioni $

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    12 ANNI SCHIAVO

    Il nuovo capolavoro del giovane Steve McQueen parte come favorito nella vittoria di Miglior Film. La critica americana lo incorona già come film dell’anno. Ma per il restante delle 9 nomination sicuramente non porterà a casa un granché. La più probabile è sceneggiatura adattata e la lotta di Lupita Nyong’o tra le attrici non protagoniste che potrebbe portarla a battere Jennifer Lawrence. In ogni caso è ormai assodata la consacrazione mondiale di Steve McQueen dopo i due film “da festival” apprezzatissimi dalla critica (e meno dai giudici degli Oscar), Hunger e Shame, entrambi con Fassbender, che grazie a 12 Anni Schiavo arriva per la prima volta alla notte degli Oscar, nelle vesti di candidato tra i migliori attori non protagonisti. Nel film anche la giovane attrice di 10 anni Quvenzhanè Wallis, che l’anno scorso battè il record come attrice più giovane nominata agli Oscar per l’interpretazione in Re Della Terra Selvaggia.
    Nel 1841, prima della guerra di secessione, Solomon Northup, talentuoso violinista di colore, vive libero nella contea di Saratoga con la moglie Anne e i figli Margaret e Alonzo. Ingannato da due falsi agenti di spettacolo, viene rapito, privato dei documenti e portato in Louisiana, dove rimarrà in schiavitù fino al 1853, cambiando per tre volte padrone e lavorando principalmente nella piantagione di cotone del perfido schiavista Edwin Epps.

    Nomination: 9
    Rottentomatoes:  96% (media del 9.0)
    Budget: 20 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 130 milioni $

    NEBRASKA

    NEBRASKA

    L’ultimo film del massimo autore attuale sul tema del viaggio (fisico ed interiore) Alexander Payne è un’opera molto sensibile ed emozionante. Ma nonostante la sua bellezza il film con tutta probabilità uscirà dagli Oscar senza nessuna statuetta vinta. Sarebbe un vero peccato per la fotografia eccezionale in completo bianco e nero. Anche il fantastico Bruce Dern avrebbe meritato ma capita in un anno in cui è sormontato dagli ottimi DiCaprio e McCounaghey. Stesso discorso per la simpatica June Squibb, perfetta nel suo personaggio di anziana scontrosa.
    Nebraska è il solito viaggio confortevole di Alexander Payne, che ti fa sentire bene ed aiuta a rappacificassi con il mondo. Un ritratto di assolutà umiltà ed umanità. Comprensione soprattutto. C’è tanto in questa opera sulla terza età. La dolce amarezza del viaggio di un uomo e il suo anziano padre che vede i segni tangibili della sua vita sfuggirgli via, notando accanto a lui come tutto ciò che conosceva nel suo paese d’origine ora semplicemente non c’è più. O è modificato, plasmato, corretto nell’inesorabile panorama acerbo del Nebraska.

    Nomination: 6
    Rottentomatoes: 92% (media dell’ 8.0)
    Budget: 12 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 20 milioni $

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    DALLAS BUYERS CLUB

    Questo piccolo capolavoro realizzato con soli 5 milioni di dollari riuscirà a portarsi a casa qualche statuetta. Tre per la precisione, secondo le nostre previsioni: McCounaghey indiscusso il miglior attore dell’anno, Jared Leto miglior non protagonista (dominio di attori maschili agli Oscar) e miglior trucco e make-up.
    Un cowboy di origini texane con la passione del rodeo, il vizio di droga e prostitute e convinto omofobo, contrae inspiegabilmente l’AIDS. Il virus delle “checche”. La vera storia di Ron Woodroof, stereotipo del cowboy anni ’80, racconta di come l’uomo abbia cambiato totalmente vita e orizzonti non appena gli vengono dichiarati solo 30 giorni di vita. La trasformazione di Matthew McCounaghey è pressoché stupefacente, facendo divergere la fisicità - qui dimagrito di 25 chili - all’immagine del classico “good guy” belloccio che si era impresso addosso, riuscendo a sfatarla in pieno. L’unica forte e grande tematica del film è la lotta per mettersi in gioco, contro ogni tipo di avversità. E nel film ce ne sono tante: dall’imminente morte per malattia terminale all’odio omofobo, fino alla battaglia contro i medici e il governo degli Stati Uniti. Sarà proprio questo insieme di avversità a mettere in moto la forza e la fragilità del personaggio che contrae il virus dell’HIV nel paese più razzista degli USA.

    Nomination: 6
    Rottentomatoes: 94% (media del 7.8)
    Budget: 5 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 30 milioni $

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    CAPTAIN PHILLIPS – ATTACCO IN MARE APERTO

    Notevole il film di Paul Greengrass che ha saputo coniugare una storia potenzialmente da action movie con un pubblico ampio e una critica che lo ha accolto a braccia aperte. La storia vera del capitano americano rapito dai pirati somali si aggiudica 6 nomination; mancata la candidatura per l’ottimo protagonista Tom Hanks, il film faticherà ad aggiudicarsi anche solo una statuetta. La più probabile? Quella per il miglior montaggio. Notevole la prova dello sconosciuto attore somalo Barkhad Abdi che esordisce con il botto e presenzierà alla cerimonia tra i migliori attori non protagonisti.
    Come nei suoi 12 film precedenti, dietro la maschera del thriller molto ben curato nei particolari, cela un volto più umano con la capacità di far riflette su argomenti come gli effetti della globalizzazione, in quanto i pirati attaccano la nave porta container, pieni di viveri per associazioni umanitarie, solo perché essa è americana dando per scontato che sia sinonimo di denaro. Ed affronta con grande maestria la situazione geo-politica che si vive in quei territori mostrando un gruppo di pirati saputi e “obbligati” ad agire da un signore della guerra locale

    Nomination: 6
    Rottentomatoes: 93% (media dell’ 8.3)
    Budget: 55 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 218 milioni $

    Joaquin Phoenix

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    Spike Jonze è vicinissimo al suo primo Oscar. Non come regista ma come sceneggiatore di Her. Dopo il Golden Globe il regista de Il Ladro di Orchidee sta mettendo tutti d’accordo con la storia di un uomo (Joaquin Phoenix) che, in un non lontano futuro, si innamora di un sistema operativo con la voce di Scarlett Johansson. Con questo grande azzardo (ma niente in confronto a Essere John Malkovich) speriamo, anche noi Dammit che abbiamo amato Her, possa vincere l’ambita statuetta che l’anno scorso andò nelle mani di Quentin Tarantino con Django Unchained. Lo stesso Phoenix è un altro grande assente tra i migliori attori protagonisti. Oltre a miglior film e sceneggiatura originale, il film presenzierà anche tra le migliori scenografie, miglior canzone e  migliore colonna sonora. Fosse stato per noi avremmo inserito anche Scarlett tra le migliori attrici non protagoniste per la splendida performance vocale che gioca un ruolo importante nel film e che pochi mesi fa è stata premiata al Festival di Roma come migliore interpretazione femminile, gettando la critica in uno spaccato di elogi e scalpori.

    Nomination: 5
    Rottentomatoes: 94% (media dell’ 8.5)
    Budget: 23 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 30 milioni $ (in Italia esce il 13 Marzo)

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    THE WOLF OF WALL STREET

    Il capolavoro da 3 ore di Martin Scorsese è stato tra i film più chiacchierati della stagione cinematografica. Sia perché tratta vicende ancora scomode per il governo americano e mette in luce un aspetto poco politicamente corretto della società, sia per la sua massiccia durata che ricalca con maniacale eccesso il carattere anti-eroico dei suoi personaggi. Ma al di fuori di ogni perbenismo qualunquista, Scorsese ci pone su un piatto d’argento un opera formidabile, godibilissima ed energica. Non tutti la pensano cos+, basti vedere i voti fresh su rottentomatoes, il più basso tra i 9 film in gara. Ma nonostante tutto, Scorsese è arrivato agli Oscar, con un film che ha fatto parlare, con una storia poco corretta, ma lo ha fatto mostrandoci un grande cinema. Purtroppo, nonostante le 5 nomination (tutte pesanti), non riuscirà ad aggiudicarsi nulla: DiCaprio è capitato nell’anno di grazia di McCounaghey e per questo dovrà mangiarsi le mani. Lo stesso Scorsese è candidato per l’ottava volta come miglior regista, ma qui le chance sono nulle. Chiudono la grandiosa sceneggiatura di Terrence Winter e l’interpretazione da non protagonista (sottopagato) di Jonah Hill.
    Jordan Belfort
     è un giovane dalle umili origini che a soli 26 anni è a capo di una delle più proficue società di brokeraggio di Wall Street, garantendogli un guadagno settimanale pari quasi a 1 milione di dollari. Il giovane broker scala presto la vetta della capitale del guadagno fondando la Stratton Oakmont e ponendosi come un vero leader rock’n’roll di un gruppo sempre più ampio composto da voraci broker, affamati di soldi e potere.

    Nomination: 5
    Rottentomatoes: 77% (media del 7.7)
    Budget: 100 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 340 milioni $

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    PHILOMENA

    Quattro nomination, tutte molto pesanti, ma se la gioca da comparsa l’ultimo film del britannico Stephen Frears. E’ già un grande traguardo quello di essere tra i 9 migliori film. Ma soprattutto un grande elogio all’immensa Judi Dench che rientra pienamente nella liste delle 5 migliori attrici. Settima nomination per la 79enne attrice inglese che vinse il premio nel 1999 per Shakespeare In Love come attrice non protagonista. Chiudono il quadro di nomination la candidatura per la colonna sonora di Alexandre Desplat e la sceneggiatura adattata (tratta dall’omonimo romanzo di Martin Sixsmith) già riconosciuta come migliore sceneggiatura all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, ai BAFTA e ai Satellite Awards.
    Il giornalista Martin Sixsmith ha appena perso il suo lavoro come consulente governativo del partito Laburista per Tony Blair e vorrebbe iniziare a scrivere un libro sulla storia della Russia. Contemporaneamente, Philomena Lee confida a sua figlia che, in Irlanda, 50 anni prima, molto giovane, ha concepito un bambino, che ha poi partorito nel convento al quale era stata data in affidamento e dove si troverà costretta in uno stato di segregazione e prigionia, che la porterà fino alla privazione del figlio, dato in adozione.

    Nomination: 4
    Rottentomatoes: 92% (media del 7.9)
    Budget: 12 milioni $
    Incasso mondiale attuale: 85 milioni $

    9 migliori film

    L’articolo Oscar 2014: Sommario sui 9 candidati a Miglior Film sembra essere il primo su Toby Dammit.

    Fonte Articolo

    Oscar 2014: Le previsioni

     

     

    US-ENTERTAINMENT-ACADEMY AWARDS-NOMINATION ANNOUNCEMENT

    DGA – Directors Guild Awards – sindacato registi di Hollywood
    PGA – Producers Guild Awards – sindacato produttori di Hollywood
    SAG – Screen Actors Guild Awards – sindacato degli attori di Hollywood

    Film e regia: Sembra sempre più vicina la statuetta ad Alfonso Cuaròn come miglior regista dell’anno dopo la vittoria ai DGA e ai Golden Globe. Ma non è ancora così scontata la vittoria per il Miglior Film, anzi, ancora sembra essere una delle statuette più vacillanti. La stragrande maggioranza di critici e bookmaker sta scommettendo su 12 Anni Schiavo, Golden Globe come miglior film drammatico. Gravity e 12 Anni Schiavo hanno ottenuto un’insolita vittoria ai PGA come ex aequo (questo era il principale indicatore per gli Oscar), lasciando ancora più suspence per la notte degli Oscar!

    Attore protagonista: Corsa a due tra i vincitori dei rispettivi Golden Globes: McCounaghey sicuro vincitore all’80%. La ribalta per DiCaprio pare ancora abbastanza improbabile.
    Attrice protagonista: Qui la corsa è già chiusa al 90% con la certa vittoria di Cate Blanchett, nonostante le ottime Judi Dench e Sandra Bullock.
    Attori non protagonisti: Anche qui le cose sembrano già scritte. Se Jared Leto fresco di Golden Globe non si portasse a casa anche l’Oscar sarebbe uno scandalo, ma non dovrebbe avere problemi neanche Jennifer Lawrence che farebbe doppietta con l’Oscar dello scorso anno per Il Lato Positivo, come attrice protagonista. L’unica a poterla battere potrebbe essere Lupita Nyong’o forte del SAG Awards ed in netta crescita negli ultimi giorni.

    Sceneggiatura originale: Qui le cose si fanno interessanti in un anno di ottimi sceneggiati come Blue Jasmine, Nebraska e Dallas Buyers Club. Ma i Golden Globe e i Writers Guild Awards dicono Her unanime. Potrebbe avere qualche scarsa chance solo American Hustle.
    Sceneggiatura adattata: Qui i Writers Guild Award hanno detto Captain Phillips, ma era forzatamente assente 12 Anni Schiavo che è stato apprezzatissimo in patria. Perciò quest’ultimo per noi è il favorito nella categoria degli adattamenti che i Golden Globe ancora accorpano assieme alle sceneggiature originali in un’unica categoria di Miglior Sceneggiatura. Il nostro vincitore morale: The Wolf of Wall Street scritto da Terrence Winter.

    Film straniero: Nonostante Il Sospetto sia un signor film e i restanti 3 non li abbiamo ancora visti, La Grande Bellezza dovrebbe venire incoronato definitivamente come miglior film non in lingua inglese dell’anno. Sicuri al 99%!
    Animazione: Con l’assenza di Monsters University e la non ottima critica con l’ultimo Miyazaki, la vittoria per Frozen pare già scontata (soprattutto dopo la vittoria del PGA come miglior film animato), nonostante abbia ancora qualche piccola chance Cattivissimo Me 2, forte degli ottimi incassi.
    Documentario: Qui niente è mai scontato. Il candidato favorito pareva essere The Act of Killing, ma ci siamo dovuti ricredere dopo l’inaspettata vittoria di The Square ai DGA e l’ancora più sorprendente vittoria di We Steal Secrets: The Story of Wikileaks ai PGA. Quest’ultimo doc non è neanche presente nella cinquina che concorrerà agli Oscar.

    Fotografia: Tra le 5 fotografie, tutte ottime, la spunterà quasi sicuramente quella cine-tecnologica di Gravity.
    Montaggio: Qui se la giocano American Hustle e Captain Phillips, vincitori degli ACE Eddie Awards. Noi diciamo Captain Phillips, nell’anno in cui The Wolf of Wall Street, assente dai 5, forse meritava più di tutti.
    Effetti Speciali: Gravity e basta. La categoria più scontata di tutte per un film che rinnoverà la tecnologia nel cinema moderno.

    Scenografia: E’ la categoria de Il Grande Gatsby, classico film che esalta il mestiere dello scenografo. L’unico a poterlo scalzare è Gravity.
    Costumi: Vedi sopra. Il Grande Gatsby è il film da battere. Qui l’outsider è American Hustle.
    Make up: Nella categoria in cui è presente anche Jackass (!), l’unico possibile vincitore è Dallas Buyers Club.

    Colonna sonora: Nonostante la storica 49esima nomination per John Williams (Storia di Una Ladra di Libri), probabilmente la spunterà all’ultimo Steven Price per Gravity.
    Canzone: Dopo l’esclusione di Alone Yet Not Alone dai 5 candidati e nonostante la vittoria degli U2 con Ordinary Love ai globi, probabilmente la migliore canzone sarà Let It Go di Frozen.
    Montaggio e missaggio Sonoro: In entrambe le categorie (che sembrano simili ma non lo sono affatto) è Gravity il miglior favorito in entrambe dopo aver vinto ai Motion Picture Sound Editors Golden Reel Awards.

    Cortometraggio: In leggero vantaggio su tutti parrebbe essere l’inglese The Voorman Problem che vede la partecipazione di Martin Freeman come uno psichiatra che deve risolvere il problema di Voorman, un paziente che si crede Dio. Il corto sarà prodotto per realizzarne un lungometraggio.
    Cortometraggio animato: Quasi certa la vittoria del ritorno di Topolino sui televisori, con il corto Tutti in Scena (qui potete vedere una clip).
    Cortometraggio documentario: I rumors danno per certo vincitore The Lady in Number 6, corto doc sulla più anziana pianista vivente (109 anni!) sfuggita miracolosamente alla Shoah.

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    Ecco la lista veloce con le nostre previsioni:

    Film: 12 Anni Schiavo
    Regia
    : Alfonso Cuaròn
    Attore protagonista: Matthew McCounaghey
    Attrice protagonista: Cate Blanchett
    Attore non protagonista: Jared Leto
    Attrice non protagonista: Jennifer Lawrence
    Sceneggiatura originale: Her
    Sceneggiatura adattata: 12 Anni Schiavo
    Film straniero: La Grande Bellezza
    Animazione: Frozen
    Documentario: The Square
    Fotografia: Gravity
    Montaggio: Captain Phillips
    Effetti Speciali: Gravity
    Scenografia: Il Grande Gatsby
    Costumi: Il Grande Gatsby
    Make Up: Dallas Buyers Club
    Colonna sonora: Gravity
    Canzone: Let It Go – Frozen
    Montaggio Sonoro: Gravity
    Missaggio Sonoro: Gravity
    Cortometraggio: The Voorman Problem
    Cortometraggio animato: Tutti in Scena!
    Cortometraggio documentario: The Lady in Number 6

     

    In questo caso ecco come finirebbe (vittore/nomination):

    • 6/10 – Gravity
    • 3/6 – Dallas Buyers Club
    • 2 /9 – 12 Anni Schiavo
    • 2/2 – Frozen – Il regno di ghiaccio
    • 2/2 – Il Grande Gatsby
    • 1/10 – American Hustle – L’apparenza inganna
    • 1 /6 – Captain Phillips – Attacco in mare aperto
    • 1/5 – Her
    • 1/3 – Blue Jasmine
    • 1/1 – La Grande Bellezza
    • 0/6 – Nebraska
    • 0/5 – The Wolf of Wall Street
    • 0/4 – Philomena
    • 0/3 – Lo Hobbit – La desolazione di Smaug
    • 0/2 – A proposito di Davis
    • 0/2 – The Grandmaster
    • 0/2 – I segreti di Osage County

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    L’articolo Oscar 2014: Le previsioni sembra essere il primo su Toby Dammit.

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    Oscar 2014: Gli snobbati

     

     

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    E si, anche quest’anno per il sottoscritto ci sono stati numerosi film snobbati. Alcuni dei quali non prenderanno nemmeno parte alla celeberrima notte degli Oscar, altri faranno da comparsate, altri ancora sono presenti in numerose categorie ma assenti in altre. Questo snobismo che considero comunque prettamente soggettivo è però, per quanto mi riguarda, una sorta di mancanza a più livelli. Da chi consideravo imprenscindibile nella nomina dei 5 candidati ad altre mancanze più o meno di rilievo.

    •  Livello di indignazione:
      -Monsters University – Ancora mi sto arrovellando per capire come mai sia stato nominato un film come I Croods per lasciare fuori l’ottimo film della Pixar che, a mio parere, poteva essere benissimo il vincitore di categoria. Forse si sono stancati di far vincere facile la Pixar.
      -Prisoners –  Snobbatissimo. Immeritatamente fuori da categorie come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Originale e se vogliamo anche per l’Attore Non Protagonista Paul Dano. Contentino solo per la nomination come Miglior Fotografia, grazie a colui che si è fatto un nome, Roger Deakins.
      -Daniel Bruhl –  Ai Golden Globe era presente tra i migliori attori non protagonisti. Sbagliatissimo perché il film gira proprio attorno a lui, Niki Lauda. Però perlomeno il lavoro monstre dell’attore tedesco era stato riconosciuto. Agli Oscar non ha trovato spazio oppure non sapevano dove collocarlo dopo la gaffe globiana?
      -Blue Jasmine – Sarebbe stato l’ideale decimo dei Migliori Film. Che senso ha metterne 9? Si la politica è che i film devono avere almeno una certa percentuale di gradimento per rientrare nella listona… a questo punto non sarebbe meglio decidersi ad arrotondare?
      -Thelma Schoonmaker – Il suo grandissimo montaggio in The Wolf of Wall Street che da tutto il tono alla pellicola l’ho notato solo io o le 3 ore di film pensano si siano montate automaticamente da sole con un programma ipertecnologico a la Gravity?

     

    • Livello di dispiacere soggettivo:
      -A Proposito di Davis – Meritatissimo tra le 5 migliori fotografie e contentino per Miglior Sonoro. Ok lasciarlo fuori dalle principali categorie ma nel film c’è praticamente l’imbarazzo della scelta su quale prendere tra le migliori canzoni. Tante per citarne solo una manciata: Hang Me, Oh Hang Me, Five Hundred Miles e Fare Thee Well.
      -Rush – A grande sorpresa per me sarebbe potuto rientrare tranquillamente tra i migliori film dell’anno. Compresa la sceneggiatura e il citato Daniel Bruhl.
      -Mads Mikkelsen – In un anno in cui rimangono fuori gli ottimi Joaquin Phoenix di Lei, Tom Hanks di Captain Phillips e Robert Redford di All Is Lost, io non avrei mai e poi mai tralasciato la gigantesca interpretazione del danese per il nostro concorrente straniero ne Il Sospetto.

     

    • Livello di mancanze affettive:
      -Promised Land – L’analitico capolavoro di Gus Van Sant è stato COMPLETAMENTE snobbato. Peccato. La sceneggiatura per me è qualcosa che rasenta la perfezione.
      -Spring Breakers – Le odiose ragazzine di Harmony Korine sono sicuramente troppo sgraziate per presenziare alla cerimonia tradizionalista. Anche lo stile ancora troppo innovativo non poteva essere celebrato tra lo chic del gala.
      -Solo Dio Perdona – Che l’Academy ignorasse Refn lo avevamo già notato con Bronson prima e con Drive (ahimè) poi. Questo film, che ha diviso un po’ tutti, qualcosa avrebbe meritato.
      -Come Un Tuono –  Che Gosling vinca un Oscar è solo questione di tempo. Ma l’ottimo film di Derek Cianfrance è un peccato non vederlo in nessuna lista, specie tra le migliori sceneggiature.
      -Scarlett Johansson – Dopo la brillante operazione romana avrei portato la voce della diva anche tra le migliori prove femminili dell’anno.

     Lorenzo Scappini

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    Breaking Bad – Stagione 1. Inizia l’epopea di un malato terminale: da Walter White ad Heisenberg

     

     

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    Che cosa ci fa un bizzarro uomo con baffetti, camicia verde, mutande e pistola in mezzo al deserto del New Mexico? Se l’amore lo si prova a primo impatto, quello per Breaking Bad è un colpo di fulmine.

    Walter White (Bryan Cranston) è un normalissimo uomo di mezza età che scopre di avere un cancro ai polmoni e circa due anni di vita. Dopo un periodo di rabbia e confusione arriva l’accettazione della malattia e la conseguente svolta. Walter è un uomo che ha vissuto la propria vita da persona sottomessa ad altri, la cui voce in capitolo è sempre passata in secondo piano. Infatti Walter è un ottimo chimico che, a differenza dei colleghi affermati in ambito scientifico, si è accontentato di un posto formale come insegnante di chimica al liceo. Anche la moglie ha un rapporto di maniacale controllo sul marito. Skylar è infatti una donna piuttosto bigotta e precisa che controlla il marito in ogni singolo dettaglio. Walt pur di farla felice e non contraddirla si lascia dire di tutto e subisce ogni tipo di accusa o critica, passando perciò da marito menefreghista nonostante lui veda (e provveda) ogni situazione alla lunga. I coniugi White hanno un affettuoso e sveglio figlio adolescente, Walter Junior, che presenta un notevole problema celebrale causa di evidenti disfunzioni a livello motorio. Inoltre, poco prima di sapere della malattia di Walt, Skylar rimane incinta di una bambina che con probabilità Walt non potrà crescere.

    Ma ad un tratto la svolta. Come a ribellarsi davanti a tutto ciò, cosciente della brevità che avrà la sua vita, Walter decide di buttarsi nel campo delle droghe sintetiche: la produzione di Metanfetamina – o Meth. Da esperto di chimica e processi molecolari, Walter elabora tutti i dettagli tecnici per realizzare la Meth più pura che ci sia nel New Mexico. Ma non conoscendo il mondo dello spaccio di droga ne il funzionamento dall’interno, Walt assume come suo aiutante spacciatore Jesse Pinkman, uno dei suoi allievi al liceo, un ragazzo piuttosto sbandato ma già afferrato come piccolo pusher locale. I due si metteranno a “cucinare” assieme la Meth e la dovranno spacciare per ricavarne soldi di cui necessita Walter per potersi pagare le costosissime cure di radio e chemioterapia ed inoltre per lasciare del capitale alla sua famiglia una volta che lui non ci sarà più. Ma la chicca è rappresentato dal cognato di Walt, perché Hank, marito della sorella cleptomane di Skylar, è un agente della DEA, la sezione della narcotici.

    L’intero plot è presentato benissimo già dalla prima puntata, un pilot veloce ed incisivo come pochi, che subito cattura nella visione della velocissima prima stagione di Breaking Bad, dove i nostri Walter e Jesse, dai caratteri contrastanti, dovranno scontrarsi con i primi problemi di produzione e spaccio di Metanfetamina, soprattutto con l’incontro di spacciatori più grandi di loro. Sarà proprio durante la genesi del nuovo Walt che nascerà il suo alter ego più duro e cinico del Walt che tutti conoscevano finora, il “cuoco” di metanfetamina Heisenberg. Da qui in poi prenderanno vita due storie parallele, quella del Walt di sempre, poveraccio padre di famiglia malato che tiene nascosto ai familiari la sua nuova vocazione e quella di Walt/Heisenberg, cazzuto produttore della metanfetamina più pura del paese aiutato da un problematico giovincello.

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    I contrasti:

    -Da uomo perbene a vero e proprio criminale (crescita del personaggio).
    -Proprio Walt, che ha un cognato nella DEA, si mette a cucinare la metanfetamina.
    -Walt sceglie come suo aiutante Jesse, proprio uno dei suoi allievi del liceo in cui insegna.
    -Walt sa di avere breve vita proprio quando sua moglie rimane incinta.
    -Lo stesso personaggio di Walt è pieno di contrasti con il mondo e con le persone, anche come figura di padre si sente in qualche modo inadatto e fallimentare, forse per il fatto di aver messo al mondo un figlio “imperfetto”, nonostante il figlio lo reputi un grande padre.

    Lo stile:
    -L’epilogo di ogni puntata (la scena prima della sigla) rimanda al finale della stessa, per cui ogni puntata dai titoli in poi è un lungo flashback.
    -Lo stile iperrealista. Ogni approccio che lega Walt a vicende e personaggi può essere in fin dei conti verosimile anche nella realtà. La bravura degli sceneggiatori sta nel fatto di creare appositi contrasti che rendono le vicende più tribolate ed affascinanti.
    -Poche e brevi ellissi. Ogni giornata è descritta quasi sempre nella sua interezza, dalla mattina alla sera.
    -Camera a mano, dolly, carrello o cavalletto, la telecamera è sempre traballante. Quanto più o quanto meno (spesso impercettibilmente) lo stile di Breaking Bad si fonda su questo “traballare” che crea un inconscia sensazione di inadeguatezza.
    -Spesso si ricorre a riprese sotto oggetti ricreate apposta. Esempio: la ripresa da sotto la vasca in cui Jesse e Walt la ripuliscono dal sangue. Oppure il punto macchina all’interno della lavatrice piena di soldi o addirittura dentro una tazza.
    -Dialoghi fighissimi.

    Con un soggetto fortissimo, un insieme di contrasti tra personaggi caratterizzati ottimamente, una storia iperrealista e tantissime scelte su cui poter virare nelle prossime stagioni, la serie targata AMC (e trasmessa in Italia da AXN) parte in quarta e alla visione del 7° ed ultimo episodio di stagione già non vediamo l’ora di proseguire nel cammino di Walter e di Heisenberg.

    Lorenzo Scappini

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