Nuova puntata di Viaggio nella Luna dove i conduttori si occupano di Cinema Coreano. Con l’avvento di Oldboy nel 2003 l’Occidente ha improvvisamente aperto gli occhi su questa immensa realtà. Il cinema coreano è una fucina di idee e talenti dove negli ultimi anni si sono succeduti registi, attori e opere che hanno di fatto arricchito e integrato la Storia del Cinema. Dopo il capolavoro di Park Chan-Wook si sono susseguiti decine di titoli che hanno risvegliato l’interesse di critica e pubblico, vediamo i migliori 20 film coreani degli ultimi quindici anni:

Oldboy (2003) di Park Chan-Wook
Memories of Murder (2003) di Bong Joon-Ho
Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (2003) di Kim Ki-Duk
Two Sisters (2003) di Kim Jee-woon
Ferro 3 – La casa vuota (2004) di Kim Ki-Duk
A Bittersweet Life (2005) di Kim Jee-woon
Lady Vendetta (2005) di Park Chan-Wook
I’m a Cyborg but that’s Ok (2006) di Park Chan-wook
Soffio (2007) di Kim Ki-Duk
Il buono, il matto, il cattivo (2008) di Kim Jee-woon
The Chaser (2008) di Hong-jin Na
Madre (2009) di Bong Joon-Ho
Castaway on the Moon (2009) di Lee Hae-Jun
I Saw The Devil (2010) di Kim Jee-woon
Poetry (2010) di Lee Chang-Dong
L’uomo che veniva dal nulla (2010) di Lee Jeong-Beom
Moebius (2013) di Kim Ki-Duk
Geumul (2016) di Kim Ki-Duk
Train to Busan (2016) di Yeon Sang-Ho
Ah-ga-ssi (2016) di Park Chan-Wook

Come si può evincere da questa lista il capolavoro Oldboy ha inaugurato una nuova stagione feconda di opere e talenti, un cinema brulicante di tematiche, di iconografie, di architetture estetizzanti a volte spinte al limite, nelle quali non si fatica a rinvenire un disegno unitario.

In particolare nel corso della puntata è stato preso in considerazione da Marco “I Saw The Devil” (2010) di Kim Jee-woon, film che segna una sorta di spartiacque tra la trilogia della vendetta di Park Chan-Wook e l’estetica allucinata di Kim Ki-Duk. Un’opera che racconta la storia di una caccia mettendo in campo il dualismo tra due uomini, un crudele assassino e un poliziotto ossessionato dall’idea di vendicare la moglie trucidata dal primo. Il film si avvale della gigantesca interpretazione dell’attore coreano più talentuoso: Choi Min-Sik, già interprete principale di Oldboy e di fatto autentico mattatore di quella pellicola. Choi Min-Sik conferisce alla figura del Killer di I Saw The Devil una spettrale e sinistra liturgia di Morte, riuscendo a plasmare la figura di un balordo dominato da pulsioni ultra-violente e da ossessioni paranoiche. L’essere che ne risulta è un affascinante incarnazione del dettato di Lombroso e delle demoniache figure à la Mario Bava, una sorta di Demone in bilico tra Realtà e Trasfigurazione che diviene da Cacciatore Cacciato attirando su di sè l’odio più ancestrale e atavico che gli uomini possono sprigionare.

Nel corso della puntata, dopo l’ampia parentesi sul cinema coreano (che verrà ripresa nelle prossime puntate) Federico ci ha raccontato la sua esperienza di visione di “The Iceman” (2012) dell’interessante regista Ariel Vromen e Checco ci ha parlato di un grande classico da riscoprire: “L’Uomo che volle farsi Re” (1975) di John Huston.

In Studio conducono Marco Belemmi, Francesco Morosini e Federico Minguzzi. Buon Ascolto.

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