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Un interessante progetto cinematografico potrebbe essere affidato alla sapienza cinematografica di Roman Polanski. Il regista è l’indiziato maggiore per occuparsi della nuova pellicola “True Crime”, la Focus Features sta cercando di fare di tutto per poter affidare questo nuovo lavoro proprio a Polanski. “True Crime” è un thriller tratto da una storia vera, un genere che sembra tra l’altro essere molto a cuore al regista.
La storia è incentrata su un misterioso omicidio avvenuto nel 2000 in Polonia. Il signor Dariusz Janiszewski fu trovato morto sulle rive del fiume Oder, un caso difficile da risolvere tant’è che dopo circa sei mesi si decise di congelarlo. Il detective Jacek Wroblewski volle approfondire questo misterioso caso di omicidio e non lasciando nulla al caso iniziò a fare delle proprie indagini per riuscire a scovare il colpevole. Iniziando a lavorare su questo difficile caso scoprì che il cellulare del signor Janiszewski aveva ricevuto un numero elevato di chiamate, ma che soprattutto era stato venduto on line da un intellettuale polacco, Krystian Bala.
Continuando ad investigare il detective scoprì che questo stesso Bala aveva scritto un libro, Amok, che raccontava praticamente una storia simile all’omicidio del signor Janiszewski. Wroblewski capì che stava seguendo la pista giusta e che il libro l’avrebbe aiutato a trovare il vero colpevole.
Negli ultimi anni si parla di Lindsay Lohan soprattutto per i suoi problemi legati alla giustizia, ma la Lohan è da tempo che bazzica nel mondo del cinema pur essendo ancora molto giovane. E’ stata una bambina prodigio, che forse non è riuscita a sopportare il peso della popolarità e del successo in così poco tempo, lasciandosi trasportare nel turbinìo della droga e dell’alcol.
Ora però per Lindsay, che ha anche trascorso alcuni giorni in prigione, si è presentata l’occasione di poter riscattare gli ultimi anni bui. Si vocifera ad Hollywood che la rossa attrice potrebbe interpretare Sharon Tate nella pellicola “Eyes of dreamer”. Sarebbe un ripartire da zero per la Lohan e dimostrare che non è un’attrice fallita. La pellicola è un progetto di Tyler Shields, fotografo che potrebbe vestire i ruoli anche del protagonista Charles Manson, oltre che posizionarsi dietro la macchina da presa. Il film narra di vicende realmente accadute durante gli anni Sessanta, quando Charles Manson diede vita ad una catena di omicidi davvero brutali insieme a dei suoi complici.
Proprio Sharon Tate fu una delle vittime di questo tremendo assassino, Tate era un’attrice molto giovane sposata con il regista Roman Polanski e quando fu uccisa era anche incinta di otto mesi. Secondo Shields la Lohan sarebbe perfetta in questo ruolo, il regista vuole mostrare soprattutto la ferocia e la crudeltà di questi omicidi. Le riprese dovrebbero iniziare a Luglio per poi uscire nel prossimo anno.
Roman Polanski sbarca nel 1968 a Hollywood, con un discreto bagaglio di esperienza (tre film in Polonia e uno in UK) e soprattutto con la ferma intenzione di sfruttare la chance che gli si prospettava nel migliore dei modi. La Paramount lo aveva convocato per un progetto e il regista polacco si sentiva una specie di eletto dalla sorte. Era un uomo risoluto, acuto e tremendamente perspicace, ma al tempo stesso manteneva una visione fatalistica della vita, in cui l’uomo trovava il suo destino con entropico determinismo. Roman aveva già una rosa di testi candidati a divenire il suo primo film americano. Ma il libro che scelse fu come una folgorazione che lo lasciò talmente affascinato da intimargli un’affrettato inizio delle riprese. Il libro in questione era Rosemary’s Baby di Ira Levin, un romanzo gotico-metropolitano in cui satanismo ed esoterismo si insinuavano tra i confortevoli muri dei grattacieli di New York e scuotevano le certezze cittadine. Polanski seppe subito scorgervi l’immediata potenza narrativa in quella storia invero un po’ scontata, proprio come Kubrick seppe annusare lo spessore intellettuale di Shining di Stephen King.
Per il cast, nel ruolo di protagonisti, furono chiamati due giovani attori quasi sconosciuti al grande schermo: Mia Farrow era nota soprattutto per la sua partecipazione al serial TV Payton Place, ma nel cinema non aveva mai lavorato, mentre John Cassavetes aveva anch’egli una lunga militanza televisiva ma quasi mai lo si era visto sul grande schermo. Si dice, e pare sia confermato, che per la parte maschile i produttori avevano già deciso per Jack Nicholson, astro nascente del momento. Ma quando Polanski lo vide disse che il suo fascino magnetico conferiva al personaggio di Guy un’aura troppo sinistra: la qual cosa, almeno nelle prime scene del film, non doveva accadere: così fu scartato Nicholson. Per la location si optò per un vecchio e inquietante palazzo a pochi passi dal Central Park: il Dakota Building. Polanski lo volle per il suo senso di malessere e decadenza che traspirava da ogni singolo mattone. E’ curioso notare che in quell’edificio nel 1980 sarebbe andato a viverci John Lennon e vi avrebbe barbaramente trovato la morte due anni dopo.
La storia è incentrata sulla giovane coppia Guy e Rosemary Woodhouse. I due affittano un appartamento in centro a New York e mentre lui si dedica al lavoro di attore lei accudisce la casa. Ben presto la coppia sarà avvicinata da due strambi ma gradevoli vecchietti, i coniugi Roman e Minnie Castevet, loro vicini di casa. Comincerà un’amicizia molto gradita a Guy, che subisce il fascino oratorio di Roman, ma un po’ scomoda per Rosemary che gradualmente si sentirà sempre più a disagio per le attenzioni rivoltele da Minnie. Una notizia verrà a spezzare la tranquilla routine dei Woodhouse: Rosemary è incinta. Il concepimento avviene in un momento in cui lei giace svenuta, inizia così un crescendo di fatti inquietanti che matureranno la consapevolezza in Rosemary di vivere accanto ad una coppia dedita alla stregoneria e al culto di Satana. Da qui inizierà la sua disperata lotta per strappare il nascituro dalle grinfie di quella gente.
Vi sono diverse scene che hanno acquisito immortalità e fama nel corso del tempo. Ad esempio quella in cui Rosemary scompone il titolo di un libro per tentare di anagrammarlo e per farlo usa le lettere dello Scarabeo: la cinepresa segue i suoi tentativi e sembra quasi partecipare al suo sforzo speculativo. Un’altra famosa scena è quella in cui Rosemary corre in mezzo al traffico infernale di New York, al nono mese di gravidanza. Tutte le macchine si fermano quasi per miracolo al suo passaggio: ancor più incredibile è pensare che questa scena, per suggerimento della stessa Farrow, fu girata improvvisando, senza prendere accordi con nessun autista presente in scena. Polanski le disse calmo: “tranquilla Mia, nessuno metterebbe sotto una donna incinta!” E così è stato in effetti. Un’altra icona fulminante del film è la scena finale in cui Rosemary fa irruzione nell’appartamento dei Castevet brandendo un coltello da cucina: la cinepresa la segue da dietro, di soppiatto, quasi con muta deferenza, mentre la ragazza avanza verso il cuore dell’abominio a passi incerti e tremanti, impugnando la lama luccicante.
L’opera presenta diversi sostrati ermeneutici in cui ci si può calare ed affrontarne la lettura, ma due di essi possono essere individuati come duplice chiave di lettura per scardinarne la semantica. Dapprima vi si scorge il tema dell’alienazione metropolitana e di come questa alienazione si traduca in mistero e occulta angoscia tra le mura di casa. Una graduale perdita di ogni punto di riferimento proprio nel luogo per antonomasia che dovrebbe proteggerci e accoglierci. Il viso di Rosemary, in questo senso, dapprima disincantato e ilare, poi pallido ed emaciato, è la metafora più pregnante per delineare questa angoscia sorda, questa paura strisciante che si fa largo brano a brano. Vi è poi naturalmente il tema esoterico: inizialmente balugina tra le righe, poi si rafforza creando un clima di costante tensione nello spettatore che viene reso edotto dei rituali, degli interpreti, degli oggetti magici, dei poteri oscuri. Il tema del soprannaturale viene calato in scena, con grande intuizione semiotica da parte di Polanski, con la forza delle immagini, che via via si fanno più possenti, più esplicite, più cariche di significati. Dapprima vi è quello strano ciondolo che i due diabolici vecchietti regalano a Rosemary, poi i quadri inquietanti nel loro appartamento, quindi il libro “All of them witches” colmo di illustrazioni di streghe e stregoni, che viene inviato a Rosemary per metterla in guardia contro i due, infine la culla drappeggiata di nero dove riposa il bambino, con la croce capovolta appesa. In quest’opera aleggia il potere iconografico che in qualche modo fagocita il logos e lo seduce ai suoi voleri. Una malìa per immagini che è quasi impossibile razionalizzare, come accade spesso nel risveglio quando ci sorprendiamo a cercare disperatamente di fissare nella mente un’immagine terribile e colma di arcano significato balenata in sogno, ma che in qualche modo ci sfugge come vapore tra le mani.
Un film da cui non si può e non si deve prescindere: Rosemary’s Baby.
Titolo originale: id. – Nazione: USA – Anno di produzione: 1968 – Regia: Roman Polanski – Sceneggiatura: Ira Levin (romanzo), Roman Polanski – Durata: 136 min. – Attori principali: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer, Maurice Evans
VOTO FAC: 89/100
I lettori di FAC l’hanno chiesta a gran voce e noi li accontentiamo volentieri: eccovi dunque l’elenco dei registi presenti nella lista dei film da vedere, una lista, ci fa piacere sottolinearlo, divenuta ormai un punto di riferimento nel web nonché acceso spunto di dibattito tra cinefili e appassionati della Settima Arte. I registi sono ordinati in primo luogo per opere presenti nella lista che vengono segnalate tra parentesi, quindi in ordine alfabetico riferito al nome di battesimo (e non al cognome). E’ chiaro che questa lista non vuol essere né una classifica né una sorta di gara a chi è l’autore più presente. Semplicemente è un dato statistico per compendiare la consultazione della lista di FAC e magari per annotarsi qualche nome che ancora non si conosce a fondo e che si intende (ri)scoprire. Naturalmente l’elenco verrà aggiornato in corrispondenza alle opere aggiunte nel tempo. Per l’interpretazione della lista aspettiamo fiduciosi i vostri commenti, noi per il momento preferiamo non sbilanciarci: certo che di spunti di riflessione ce ne sarebbero! Buona lettura:
Alfred Hitchcock (9)
Stanley Kubrick (8)
Billy Wilder (7)
Charles Chaplin (6)
John Ford (6)
Luis Buñuel (6)
Martin Scorsese (6)
Orson Welles (6)
Akira Kurosawa (5)
David Lynch (5)
Ethan & Joel Coen (5)
Federico Fellini (5)
Howard Hawks (5)
John Huston (5)
Ingmar Bergman (5)
Roman Polanski (5)
Quentin Tarantino (5)
Andrei Tarkovsky (4)
David Lean (4)
Elia Kazan (4)
Francis Ford Coppola (4)
François Truffaut (4)
Friedrich Wilhelm Murnau (4)
Fritz Lang (4)
Jean Renoir (4)
Jean-Luc Godard (4)
Luchino Visconti (4)
Mario Monicelli (4)
Michael Powell (4)
Sidney Lumet (4)
Steven Spielberg (4)
Wim Wenders (4)
Woody Allen (4)
Carl Theodor Dreyer (3)
Christopher Nolan (3)
Emeric Pressburger (3)
Ernst Lubitsch (3)
Frank Capra (3)
George Stevens (3)
Giuseppe Tornatore (3)
Kenji Mizoguchi (3)
Lars von Trier (3)
Marcel Carné (3)
Peter Jackson (3)
Pier Paolo Pasolini (3)
Ridley Scott (3)
Robert Aldrich (3)
Robert Altman (3)
Robert Bresson (3)
Roberto Rossellini (3)
Satyajit Ray (3)
Sergei M. Eisenstein (3)
Sergio Leone (3)
Takeshi Kitano (3)
Terrence Malick (3)
Tim Burton (3)
Vittorio De Sica (3)
Werner Herzog (3)
William Wyler (3)
Yasujirô Ozu (3)
Arthur Penn (2)
Bernardo Bertolucci (2)
Blake Edwards (2)
Brian De Palma (2)
Buster Keaton (2)
Clint Eastwood (2)
Darren Aronofsky (2)
David Cronenberg (2)
David Fincher (2)
David Wark Griffith (2)
Dino Risi (2)
Frank Darabont (2)
Fred Zinnemann (2)
Georg Wilhelm Pabst (2)
George Lucas (2)
George Roy Hill (2)
Hal Ashby (2)
Hayao Miyazaki (2)
Henri-Georges Clouzot (2)
Jacques Tourneur (2)
James Whale (2)
Jean-Pierre Jeunet (2)
Jean-Pierre Melville (2)
John Cassavetes (2)
Josef von Sternberg (2)
Jim Jarmusch (2)
Krzysztof Kieslowski (2)
Louis Malle (2)
Max Ophüls (2)
Michael Curtiz (2)
Michelangelo Antonioni (2)
Mike Nichols (2)
Milos Forman (2)
Nanni Moretti (2)
Nicholas Ray (2)
Paul Thomas Anderson (2)
Pedro Almodóvar (2)
Preston Sturges (2)
Robert J. Flaherty (2)
Robert Siodmak (2)
Robert Wise (2)
Robert Zemeckis (2)
Spike Lee (2)
Terry Gilliam (2)
Theodoros Angelopoulos (2)
Victor Fleming (2)
Yimou Zhang (2)
Wes Anderson (2)
Abbas Kiarostami
Agnès Varda
Aki Kaurismäki
Alain Resnais
Alan J. Pakula
Aleksandr Dovzhenko
Aleksandr Sokurov
Alejandro Amenábar
Alejandro González Iñárritu
Alejandro Jodorowsky
Alexander Payne
Alfonso Cuaròn
Andrew Niccol
Andrew Stanton
Andy & Lana Wachowski
Anthony Harvey
Asghar Farhadi
Béla Tarr
Bob Fosse
Bob Rafelson
Bryan Singer
Camillo Mastrocinque
Carol Reed
Chan-wook Park
Charles Laughton
Clyde Bruckman
Curtis Hanson
Danny Boyle
David Hand
Delmer Daves
Dennis Hopper
Don Siegel
Douglas Sirk
Duncan Jones
Dziga Vertov
Edgar Reitz
Edward Sedgwick
Elio Petri
Emir Kusturica
Ermanno Olmi
Eric Rohmer
Erich von Stroheim
Ernest B. Schoedsack
Fatih Akin
Fernando Meirelles
Florian Henckel von Donnersmarck
Francesco Rosi
Frank Miller
Franklin J. Schaffner
Fred C. Newmeyer
George A. Romero
George Cukor
George Miller
Georges Méliès
Gianni Amelio
Guillermo Del Toro
Gus Van Sant
Guy Hamilton
Guy Ritchie
Henry Selick
Hiroshi Teshigahara
Irvin Kershner
István Szabó
Jacques Audiard
Jacques Tati
Jack Arnold
James Algar
James Cameron
James McTeigue
Jean Cocteau
Jean Vigo
Jean-Pierre & Luc Dardenne
Jerome Robbins
Jim Sharman
John Boorman
John Carpenter
John Frankenheimer
John Landis
John Schlesinger
John Sturges
John Woo
Jonathan Dayton
Jonathan Demme
Joseph L. Mankiewicz
Joseph Losey
Julian Schnabel
Kaige Chen
Kar Wai Wong
Kathryn Bigelow
Kim Ki-Duk
King Vidor
Leo McCarrey
Lewis Milestone
Lloyd Bacon
Luc Besson
Luciano Salce
Marc Caro
Marco Bellocchio
Marco Ferreri
Mario Bava
Mark Sandrich
Mathieu Kassovitz
Mel Brooks
Merian C. Cooper
Mervyn LeRoy
Michael Cimino
Michael Haneke
Michael Moore
Mike Leigh
Mira Nair
Neil Jordan
Norman Jewison
Oliver Hirschbiegel
Oliver Stone
Otto Preminger
Paolo e Vittorio Taviani
Percy Adlon
Peter Bogdanovich
Peter Greenaway
Peter Weir
Pietro Germi
Pupi Avati
Rainer Werner Fassbinder
Raoul Walsh
Richard Attenborough
Richard Brooks
Richard C. Sarafian
Richard Lester
Rouben Mamoulian
Robert Hamer
Robert Mulligan
Robert Rodriguez
Robert Wiene
Roland Joffé
Rolf De Heer
Ron Fricke
Sam Mendes
Sam Peckinpah
Sam Taylor
Sam Wood
Samuel Armstrong
Samuel Fuller
Sean Penn
Sidney Pollack
Sofia Coppola
Spike Jonze
Stanley Donen
Stanley Kramer
Steno
Stephan Elliott
Steve McQueen
Sylvain Chomet
Tengiz Abuladze
Terry Jones
Thomas Vinterberg
Tod Browning
Tom Hooper
Tom Stoppard
Tony Kaye
Valerie Faris
Vincent Paronnaud
Vincente Minelli
Walter Hill
Walter Salles
William A. Seiter
William A. Wellman
William Friedkin
William Keighley
Wolfgang Becker
Wolfgang Petersen
Woody Van Dyke
In un film di Miike con la benedizione e la presenza di Tarantino non pu
di Roman Polanski – GB 1965 – drammatico/thriller – 104min.
Prosegue Articolo Originale:
recensione: Repulsion
( Nóż w wodzie ) di Roman Polanski – Polonia 1962 – commedia/drammatico – 94min. Una coppia benestante, Andrzej (Leon Niemczyk) e Krystyna (Jolanta Umecka) sta andando in auto verso i laghi Masuri per trascorrere il weekend in barca a vela.
Fonte Articolo:
recensione: Il coltello nell’acqua
Tornato libero, Roman Polanski lavora con Yasmina Reza all’adattamento della commedia di quest’ultima God of carnage, che racconta la deriva di due coppie di genitori, messe una contro l’altra da uno scontro tra i due figli. Mano a mano che il pomeriggio avanza le due coppie assumono atteggiamenti sempre più infantili, sino al caos più totale
Le autorità elvetiche hanno deciso che il regista Roman Polanski è libero e può lasciare la Svizzera, pur con alcune limitazioni di spostamento.

Approfondimento fonte:
Roman Polanski è libero
Il ministro della giustizia dello stato elvetico ha negato l’estradizione di Roman Polanski richiesta dagli Stati Uniti. Si chiude così una lunga vicenda giudiziaria iniziata 30 anni fa, poi a lungo rimasta sommersa e riesplosa lo scorso settembre con l’arresto del regista polacco

Prosegue Articolo Originale:
Polanski è libero, negata l’estradizione verso gli Stati Uniti
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