I film che hanno fatto la storia del Cinema

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Quella che segue è la lista dei film che hanno fatto e che costituiscono la storia del cinema. Una storia che dipana i suoi incanti attraverso miliardi di fotogrammi e più di ogni altra ci cattura in una sorta di malìa iconografica. Stiamo parlando di film da vedere assolutamente, opere che consigliamo senza riserve a tutti coloro che amano la Settima Arte. Una lista che ha l’ambizione di raccogliere i capolavori che tutti conoscono o hanno sentito nominare almeno una volta, ma anche quei film che hanno lasciato in qualche modo una traccia nella storia di questa magnifica Arte, e persino quei film che riteniamo comunque meritevoli di apparire in questa sede semplicemente perché ci hanno commosso, ci hanno divertito, ci hanno regalato due ore di pura estasi. Una lista dinamica: cambierà col passare del tempo e nuovi film si aggiungeranno a quelli vecchi. I criteri per la scelta delle pellicole sono i seguenti (in ordine d’importanza): valore artistico, rilevanza storica, successo di pubblico, successo di critica.

Ogni film riceve una valutazione di 8, 9 o 10 stelline, sempre in virtù dei suindicati criteri di selezione. Cliccando sul titolo di ogni film si accede alla relativa scheda presente su IMDB. La lista è in ordine alfabetico, è possibile cambiare l’impostazione cliccando su “giudizio” e ottenendo una classifica ordinata per rating, oppure su “anno” per ottenere una suddivisione cronologica delle opere. I titoli dei film sono quelli della distribuzione italiana. Abbiamo scelto di riportare il titolo italiano per non ingenerare confusione.

  • 1902

  • Viaggio nella Luna (1902) e 10/10

    1902-12-28 10:53

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    Le voyage dans la luneAgli albori di un bislacco mezzo espressivo chiamato “cinematografo” il regista e attore francese Méliès esplora le potenzialità di questa clamorosa novità dando alla luce un’opera visionaria e sorprendentemente moderna nel concept. Tratta da un racconto di Verne narra la storia di un gruppo di astronomi che pur di raggiungere la Luna si fa sparare con un potente cannone centrando l’occhio del satellite (da qui il celeberrimo disegno della locandina, ripreso anche dagli Smashing Pumpkins in una copertina di un loro album). Una volta raggiunto l’obiettivo verranno a conoscenza di un popolo ostile: i Seleniti, dominato da un re tiranno che vuole imprigionare i terrestri e ridurli in schiavitù. In tralice traspare il talento del regista nel rendere al meglio le espressioni dei volti, i paesaggi alieni, la dinamica del viaggio attraverso un uso spregiudicato della cinepresa. Bellissimo e indimenticabile.

    Titolo originale: Le voyage dans la lune – Regia: Georges Méliès – Sceneggiatura: Georges Méliès – Durata: 15 min. – Attori principali:Georges Méliès, Bleuette Bernon, Victor André, Henri Delannoy, Farjaux, Kelm, Brunnet, Bluette Bernon

  • 1915

  • La Nascita di una Nazione (1915) e 10/10

    1915-12-28 11:18

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    L’opera che più di ogni altra scatenò feroci polemiche e scolpì i concetti primitivi della grammatica cinematografica. Griffith erige un templio fastoso e magnifico tentando di conchiudere la storia americana in un’unica possente opera. La durata della versione originale (190 minuti) fa riflettere sulle risorse e le energie investite in questo progetto. Griffith attizza le polemiche sociali quando dipinge il Ku Klux Klan come l’unica speranza di redenzione contro l’anarchia insurrezionalista della popolazione di colore. Ma il suo è un tentativo di contestualizzare le tensioni sociali e di sublimarle nell’amicizia tra nord e sud, nella cooperazione per la costruzione di un paese stabile e forte. Un capolavoro senza tempo che gettò le basi tecniche e concettuali della moderna cinematografia. Un’opera d’arte che non può e non deve essere trascinata nella polvere della polemica, ma ammirata nel suo abbacinante messaggio estetico.

    Titolo originale: The Birth of a Nation – Regia: D.W. Griffith – Sceneggiatura: Thomas F. Dixon Jr., D.W. Griffith, Frank E. Woods – Durata: 190 min. – Attori principali: Mae Marsh, Henry Walthall, Violet Wilkey, Lillian Gish, Miriam Cooper, Mary Alden

  • 1916

  • Intolerance (1916) e 10/10

    1916-10-14 09:57

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    Il primo grande kolossal della storia del cinema nasce quasi per caso, con un progetto (uno dei tanti in verità, del prolifico D. W. Griffith) ripreso in mano dopo il clamoroso successo di pubblico di Birth of a Nation. Il padre del cinema moderno si circondò di uno stuolo di sceneggiatori (tra cui Tod Browning, il futuro regista di Freaks) e filmò quella che risultò essere un’autentica epopea attraverso il tempo e la storia degli uomini. Un film di enorme durata per gli standard sel cinema muto che fu accolto da un successo strepitoso nei teatri americani. Si narra la storia di una donna attraverso le varie epoche che viene separata dal marito e dal figlio per i pregiudizi culturali e l’intolleranza sociale. Un’opera ancora oggi molto attuale girata con grande dispendio di energie e risorse, magnifica nelle sue ricostruzioni storiche, con una sceneggiatura flessibile e dinamica. Un autentico punto di partenza per la Settima Arte, ma in qualche modo anche di arrivo. Un’opera monolitica, definitiva, panteistica.

    Titolo originale: Intolerance: Love’s Struggle Throughout the Ages – Regia: D.W. Griffith – Sceneggiatura: Hettie Grey Baker, Tod Browning, D.W. Griffith, Anita Loos, Mary H. O’Connor, Walt Whitman, Frank E. Woods – Durata: 163 min. – Attori principali: Lillian Gish, Douglas Fairbanks, Constance Talmadge, Alfred Paget, Max Davidson

  • 1920

  • Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920) e 10/10

    1920-11-22 01:13

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    L’opera di Wiene ha influenzato tanto a lungo e così pervicacemente l’immaginario dei cineasti che elementi del suo “Das Cabinet” si rinvengono fino ai giorni d’oggi, pagando un debito di riconoscenza verso quello che a ragione è considerato a tutt’oggi l’archetipo espressionista del film horror. La storia apre il sipario su un giovane che narra la sua terribile esperienza in un manicomio. Non è dato sapere se il giovane è un recluso o un dottore. La storia, tramite un improvviso flashback, ci riporta a una fiera dove un sedicente dottor Caligari espone al pubblico una sorta di sonnambulo in grado di predire il futuro. Il giovane in compagnia di un amico interroga il veggente e questi preconizza all’amico che la sua vita sarebbe finita all’alba del giorno seguente: sarà l’inizio di un incubo in cui morte e perdita della realtà danzeranno inesorabilmente insieme. Wiene riesce a trasformare le emozioni più violente in immagini in divenire, creando una sorta di sensazione sospesa, di congelamento della ragione. La follia non è ciò che rifiuta il razionale, ma ciò che lo circuisce nel modo più subdolo.

    Titolo originale: Das Cabinet des Dr. Caligari – Regia: Robert Wiene – Sceneggiatura: Hans Janowitz, Carl Mayer – Durata: 71 min. – Attori principali: Conrad Veidt, Werner Krauss, Friedrich Feher, Lil Dagover, Hans Heinrich von Twardowski

  • 1921

  • Il Monello (1921) e 10/10

    1921-11-23 11:23

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    Per noi che ci occupiamo di cinema recensire un’opera come questa non è facile. Non tanto per tentare di spiegare la bellezza intrinseca dell’opera in sè, quanto per azzardare a circoscrivere in poche parole la tremenda portata innovativa che il genio di Chaplin portò nella storia del Cinema. Il Monello rappresenta un esempio incarnato di come questa innovazione cambiò per sempre il cinema. Basato su un soggetto dello stesso Chaplin, diretto da Chaplin, interpretato da Chaplin, è incentrato sulla figura del clochard Charlot e della sua vita fatta di espedienti per sopravvivere all’alienazione metropolitana. La sua vita cambierà quando la sorte gli affiderà un bimbo in fasce che crescerà come suo figlio tra mille difficoltà. Tante scene marchiate a fuoco nell’immaginario di tutti noi, una su tutte: il bambino che appena rotto il vetro per consentire a Charlot vetraio di sostituirlo, si sporge dal muro per controllare la situazione, mentre alle sue spalle si profila minaccioso un poliziotto. Un film capitale, dove la vita brulicante dei bassifondi plasma una storia che avvince e commuove.

    Titolo originale: The Kid – Regia: Charles Chaplin – Sceneggiatura: Charles Chaplin – Durata: 68 min. – Attori principali: Charles Chaplin, Jackie Coogan, Carl Miller, Edna Purviance, Tom Wilson

  • 1922

  • Nosferatu il Vampiro (1922) e 10/10

    1922-10-20 11:40

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    Capostipite del genere vampiresco il film di Murnau non può e non deve essere incasellato in un angusto spazio di genere, ma al contrario assumere lo spessore di opera universale che ha contribuito all’edificazione di buona parte del cinema moderno. Tratto dal celebre e saccheggiatissimo romanzo di Bram Stoker narra la storia del Conte Orlok. Questi cambiando residenza e trasferendosi nella regione dei Carpazi porterà la sua condanna in quei luoghi, ma una donna potrà porre fine alla malvagità. Celebre la scena del carro funebre lanciato in una folle corsa nella notte, o le sequenze suggestive dell’ombra del Conte che si staglia sui muri divorati dal buio. Un classico senza tempo.

    Titolo originale: Nosferatu, eine Symphonie des Grauens – Regia: Friedrich Wilhelm Murnau – Sceneggiatura: Henrik Galeen, Bram Stoker – Durata: 94 min. – Attori principali: Max Schreck, Gustav von Wangenheim, Greta Schroeder, Alexander Granach, Georg H. Schnell

  • Il Dottor Mabuse (1922) e 10/10

    1922-10-20 11:40

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    Primo capitolo della trilogia che Lang dedicò alla demoniaca figura del Dottor Mabuse è un’opera divisa in due parti: “Mabuse il giocatore” è la prima, “un quadro dell’epoca” la seconda. Il film narra le gesta di Mabuse, un carismatico ipnotizzatore nella Germania della Repubblica di Weimar. L’uomo tramite i suoi poteri riuscirà ad influenzare la borsa e a trarne immensi vantaggi economici. Ma un ufficiale di polizia gli darà una caccia spietata e dopo mille peripezie la sua fuga si concluderà nelle fogne di Berlino da dove verrà tratto in arresto e condotto in manicomio. Ogni capitolo della saga di Mabuse sfiora e permea un preciso periodo storico tedesco (Weimar, il Nazismo e la Guerra Fredda). Questo film in particolar modo colpisce per la modernità delle emozioni in campo, per la grandezza della mente criminale di Mabuse e per il suo sguardo devastatore. Un’opera terribile come un flagello e affascinante come un elemento della natura in tutta la sua furia.

    Titolo originale: Dr. Mabuse, der Spieler – Ein Bild der Zeit – Regia: Fritz Lang – Sceneggiatura: Norbert Jacques, Fritz Lang, Thea von Harbou – Durata: 297 min. – Attori principali: Lil Dagover, Alfred Abel, Rudolf Klein-Rogge, Anita Berber, Aud Egede Nissen, Gertrude Welcker

  • Nanuk l’Eschimese (1922) e 9/10

    1922-10-20 11:40

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    In questa nostra storia del cinema entra anche un ingegnere minerario, esploratore e avventuriero come Robert J. Flaherty. Com’è possibile, vi chiederete. Il fatto è che Flaherty, nella sua lunga esplorazione delle terre a nord del Canada, girò questo film documentario con l’intento etnologico di fornire all’Occidente un’idea delle condizioni di vita delle popolazioni dei Grandi Ghiacci. E naturalmente ne uscì un’opera di una tale vividezza, di una tale possente forze documentaria, da non poter passare inosservata nei cineclub e sulle fanzine di critica cinematografica. La storia è quella di Nanook, di etnia eschimese, e della sua famiglia. La sopravvivenza in condizioni impensabili, la vita di ogni giorno come atto di armonia con una natura ostile ma in qualche modo affascinante e terribile. Flaherty crea il genere documentaristico e dopo 90 anni sa ancora emozionarci. Non gli si potrebbe chiedere di più, n’est pas?

    Titolo originale: Nanook of the North – Regia: Robert J. Flaherty – Sceneggiatura: Robert J. Flaherty, Frances H. Flaherty – Durata: 79 min. – Attori principali: Allakariallak, Nyla, Cunayou, Allee, Allegoo

  • 1923

  • Preferisco l’Ascensore! (1923) e 9/10

    1923-12-28 11:45

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    Il film che consacrò il talento comico di Harold Lloyd confezionando una delle più celebri gag antrata di diritto nella mitologia iconografica del cinema: la scena in cui Lloyd si aggrappa all’orologio del grattacielo che sta scalando e rimane in bilico nel vuoto, sospeso alle sue lancette. La storia è incentrata sulla figura di un ragazzotto di provincia che, giunto nella Grande Mela, si pone l’obiettivo di farsi notare per sbarcare il lunario. Deciderà di cimentarsi in un’impresa bislacca: scalare un grattacielo con l’aiuto di una controfigura che lo dovrà sostituire a metà scalata. Ma le cose non andranno per il verso giusto e la scalata si trasforma in impresa autentica tra mille peripezie e acrobazie di ogni tipo. Un’opera che fece del dinamismo corporeo un efficace strumento di espressione comica, in cui la risata nasce dallo scarto fisiologico tra possibilità umana e baratro invalicabile del limite fisico. Intramontabile.

    Titolo originale: Safety Last! – Regia: Fred C. Newmeyer, Sam Taylor – Sceneggiatura: Hal Roach, Sam Taylor, Tim Whelan, Harold Lloyd – Durata: 78 min. – Attori principali: Harold Lloyd, Mildred Davis, Bill Strothers, Noah Young, Westcott Clarke

  • 1924

  • Rapacità (1924) e 10/10

    1924-11-23 11:50

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    greedUn’opera visionaria, ossessiva e maledetta, ma al contempo geniale nel suo vorticoso periplo all’interno di psicologie corrotte. Erich von Stroheim non fu mai capito fino in fondo, fu un personaggio talmente inviso e controverso che Abel Gance ebbe a dichiarare in proposito: « Un genio, un uomo di immense capacità che è stato messo nell’impossibilità di nuocere, costretto per vivere a fare l’attore agli ordini di registi mediocri ». Greed narra la storia di un minatore che ha sposato una donna che incarna l’archetipo di avarizia. Dopo una vincita della donna ad una lotteria, il marito la uccide e fugge nel deserto. Sarà raggiunto dall’amico fraterno ma tra i due, presto, scoppierà un tumultuoso confronto che sfocerà in una tragedia annunciata, dai toni scespiriani. Un’opera mutilata dai produttori, originariamente di 3 ore e mezza, ridotta a poco più di due ore. Un film straordinario sui sordidi impulsi umani dinanzi al contigente.

    Titolo originale: Greed – Regia: Erich von Stroheim – Sceneggiatura: June Mathis, Frank Norris, Joseph Farnham, Erich von Stroheim – Durata: 140 min. – Attori principali: Zasu Pitts, Gibson Gowland, Cesare Gravina, Gibson Gowland, Jean Hersholt, Dale Fuller

  • L’ultima Risata (1924) e 9/10

    1924-11-23 11:50

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    the last laughMurnau abbandona gli stilemi gotici di Nosferatu per calarsi in un realismo crepitante, in cui ogni inquadratura è iconografia dinamica di una narrazione asservita alle immagini, alle espressioni, ai volti della gente. E attraverso questa storia Murnau guarda la sua Germania e ne traccia un impietoso quadro sociale criticandone ferocemente il crescente individualismo e la massificazione delle idee. La storia è ispirata al bellissimo racconto di Gogol “Il Cappotto” e affidata alla sceneggiatura di Carl Mayer che ne traspone le atmosfere russe calandole nella realtà tedesca della repubblica di Weimar. Un portiere d’albergo regna su un mondo di facchini, di tassisti e di fattorini. Dal suo prestigioso scranno osserva la vita della città srotolarsi dinanzi a lui. Quando perderà il lavoro l’ostilità latente di quella società che osservava lo ghermirà trascinandolo nel fango. Un’opera visionaria in cui il protagonista è soggetto ad anatomia icastica di una macchina da presa nervosa e aerea. Maestoso e terribile.

    Titolo originale: Der letzte Mann – Regia: F.W. Murnau – Sceneggiatura: Carl Mayer – Durata: 77 min. – Attori principali: Emil Jannings, Maly Delschaft, Emil Kurz, Max Hiller, Hans Unterkircher

  • La Palla n. 13 (1924) e 10/10

    1924-11-23 11:50

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    Buster Keaton dirige e interpreta questa deliziosa riduzione metaletteraria in cui fanno capolino Conan Doyle e Pirandello. Il piano fisico, quello onirico e quello teatrale si intersecano creando una sorta di varco multidimensionale in cui la genialità di Keaton imperversa come un folle Demiurgo. Quarantacinque minuti di grande cinema in cui Keaton tocca fugacemente temi che avrebbero costituito l’ossatura di moltissima cinematografia a venire. Un proiezionista appassionato di gialli si innamora di una ragazza ed è accusato ingiustamente di furto dal rivale in amore che lo vuole incastrare. Tornato al lavoro si addormenta durante una proiezione e sogna di impersonare Sherlock Junior (da cui il titolo del film) risolvendo un intricato caso di furto. Si noti come nel film Keaton operi sagacemente tra i vari piani armonizzando ogni passaggio con una sublime tecnica narrativa supportata da acuti stilemi registici. Un capolavoro di cui custodire gelosamente l’aulico linguaggio.

    Titolo originale: Sherlock Jr. – Regia: Buster Keaton – Sceneggiatura: Jean C. Havez, Joseph A. Mitchell, Clyde Bruckman – Durata: 45 min. – Attori principali: Buster Keaton, Kathryn McGuire, Ward Crane, Erwin Connelly, Joe Keaton

  • 1925

  • La Corazzata Potëmkin (1925) e 10/10

    1925-11-23 11:36

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    Un’opera millenaria che ha donato vita e coscienza al Cinema infondendo la consapevolezza che esso poteva e doveva assurgere ad Arte. Il film commissionato dal Governo Sovietico ad Eisenstein era deputato a svolgere una altisonante propaganda comunista. Ma l’arte del regista travalicò l’intento propagandistico confezionando un capolavoro senza tempo. L’opera è suddivisa il cinque atti: Uomini e vermi, Dramma sul ponte, Il morto chiama, La scalinata di Odessa, Una contro tutte. Nel 1905, nella città portuale di Odessa, i marinai dell’incrociatore Potëmkin si ribellano alle autorità a causa del cibo avariato che veniva loro servito. Molti vengono fucilati sul posto. Da questa ribellione scaturiscono disordini in tutta la città contro l’oppressivo regime zarista. I moti saranno affogati nel sangue da un intero reggimento di cosacchi giunto per ordine diretto dello Zar. Un film le cui immagini parlano con una forza straordinaria (celebre è la scena della carrozzina in caduta sulla scalinata), tanto che è perfettamente lecito parlare di forza iconica, un nuovo linguaggio che avrebbe ben presto formato tantissimi ingegni e mietuto proseliti nei circoli cinematografici della democratica Europa Occidentale.

    Titolo originale: Bronenosets Potyomkin – Regia: Sergei M. Eisenstein – Sceneggiatura: Nina Agadzhanova, Nikolai Aseyev, Sergei M. Eisenstein, Sergei Tretyakov – Durata: 75 min. – Attori principali: Alexander Antonov, Vladimir Barski, Grigorij Alexsandrov, Michail Gomarov, Ivan Bobrov

  • La Febbre dell’Oro (1925) e 10/10

    1925-11-23 11:36

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    Chaplin, dopo un’opera cardine come Il Monello, continuò nel suo percorso estetico teso a ricavare delicata poesia dalla figura di uno squattrinato vagabondo. Ne uscì questo capolavoro in cui l’ambientazione cupa e oppressiva della città lascia il posto alla sconfinata asprezza delle pianure ghiacciate del Klondike ai tempi della corsa all’oro (sul finire dell’800). Charlot si arrabatta per trovare un lavoro in una cittadina sperduta dell’Alaska. Nel frattempo si innamora di una delle ballerine di un saloon locale. La storia gli riserverà amarezze e umiliazioni fino al riscatto finale. Tantissime le scene da menzionare: la cena con la scarpa bollita, la baracca semovente in bilico sul precipizio, Charlot che fa danzare un panino animandolo con due posate. Il film fu forse il primo vero grande successo popolare (e di critica, in seguito) della storia della Settima Arte. Un grande e inarrivabile capolavoro, frutto dello sfolgorante genio di un solo uomo.

    Titolo originale: The Gold Rush – Regia: Charles Chaplin – Sceneggiatura: Charles Chaplin – Durata: 95 min. – Attori principali: Charlie Chaplin, Mack Swain, Georgia Hale, Tom Murray

  • 1926

  • Come Vinsi La Guerra (1926) e 10/10

    1926-07-23 14:47

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    The General è una sorta di consacrazione per Buster Keaton come cineasta e come attore comico, e nello stesso tempo rappresenta una vera e propria pietra miliare nella storia della commedia. La storia si dipana attraverso la guerra di secessione americana: Buster Keaton sventa i piani di conquista dell’esercito nordista con l’aiuto della sua fida locomotiva. Esilaranti alcune scene d’azione attorno ai binari ed al treno in corsa. Interessante è annotare come Keaton risolva brillantemente alcuni scogli tecnici come la resa cinematografica della corsa del treno, o le acrobazie del protagonista durante essa. La sensazione di movimento che se ne ricava è davvero impressionate e dimostra come Keaton non fosse solo un grande caratterista ma anche un talentuoso cineasta. Triste annotazione finale: il titolo italiano ancora una volta risulta totalmente avulso dall’originale, banalizzando un’opera fondamentale e complessa.

    Titolo originale: The General – Regia: Clyde Bruckman, Buster Keaton – Sceneggiatura: Clyde Bruckman, Buster Keaton, Al Boasberg – Durata: 107 min. – Attori principali: Buster Keaton, Marion Mack, Glen Cavender, Jim Farley, Frederick Vroom

  • Faust (1926) e 9/10

    1926-07-23 14:47

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    faustMurnau rilegge Goethe con sguardo profondo e deferente. Ne scaturisce questo suggestivo affresco corroborato da un forte senso iconografico e un grande senso scenico. La trama segue fedelmente il dramma goethiano: Mefistofele si insinua mellifluamente nella vita di Faust e lo tenta con eterna giovinezza e poteri sovrannaturali pur di carpirne l’anima. Dopo alterne vicende il tragico epilogo in cui Faust ritroverà un barlume di redenzione. Una parabola mistica in cui ci si interroga sul confine sottile che divide il Bene dal Male. Grandi risorse economiche per quello che fu considerato il primo grande kolossal europeo.

    Titolo originale: Faust – Eine deutsche Volkssage – Regia: F.W. Murnau – Sceneggiatura: Johann Wolfgang Goethe, Gerhart Hauptmann, Hans Kyser – Durata: 116 min. – Attori principali:Gösta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn, Wilhelm Dieterle, Yvette Guilbert

  • 1927

  • Metropolis (1927) e 10/10

    1927-11-20 11:28

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    Un film che cambia il nostro modo di intendere cinema e che suscita nuove idee ad ogni visione. Fritz Lang racconta la storia di una futuristica città in cui classe operaia e classe dirigente sono rigidamente divise sotto il comando di un dittatore. Le cose cambieranno con l’arrivo di un profeta lavoratore che predice mutamenti sociale e porta con sè il germe ambiguo dell’amore. Spettacolare uso delle immagini come rarefatte icone impreziosite da una cura per il dettaglio, da un amore per la fotografia che hanno del commovente. Una straordinaria capacità registica di carpire le emozioni attraverso una nuova iconografia fa di quest’opera un classico senza tempo e una palestra preziosa per ogni uomo che voglia cimentarsi con l’arte del cinema.

    Titolo originale: id. – Regia: Fritz Lang – Sceneggiatura: Thea von Harbou – Durata: 153 min. – Attori principali: Alfred Abel, Gustav Fröhlich, Rudolf Klein-Rogge, Fritz Rasp

  • Aurora (1927) e 10/10

    1927-11-20 11:28

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    Sunrise di Murnau rappresenta forse il primo sontuoso tentativo di travalicare il mezzo espressivo della cinepresa per lambire un risultato artistico innovativo e sensazionale. Muranu girò questo film nei nuovi studi della Fox con ossessivo tecnicismo, esplorando ogni sequenza con foga creativa. Ne nacque un capolavoro adamantino. La storia, basata sul romanzo di Hermann Sudermann “Viaggio a Tilsit”, è incentrata su una coppia di contadini, la cui quiete domestica è turbata dall’arrivo di una donna di città. La femme fatale sedurrà l’uomo e in un sensuale turbinio di passione lo indurrà a liberarsi della sua vecchia vita uccidendo la moglie, per poi seguirla nella metropoli. L’uomo risoluto in un primo tempo, vacillerà dinanzi al suo ingrato compito, e ritroverà l’amore della moglie proprio in quella città che doveva accoglierlo da uxoricida. Sublimi alcune scene, come il tentativo di assassinio in barca sul lago, con primi piani al viso sardonico dell’uomo. Un’opera che si spinge nei più ombrosi recessi dell’animo umano per estrarne nere passioni e lucenti debolezze. Un film che fece di Murnau un artista celebrato anche a Hollywood e che diede nuova e ruggente linfa alla Settima Arte.

    Titolo originale: Sunrise – Regia: Friedrich Wilhelm Murnau – Sceneggiatura: Hermann Sudermann, Carl Mayer, Katherine Hilliker, H.H. Caldwell – Durata: 94 min. – Attori principali: George O’Brien, Janet Gaynor, Margaret Livingston, Bodil Rosing, J. Farrell MacDonald

  • Le Notti di Chicago (1927) e 9/10

    1927-11-20 11:28

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    Noto in Italia anche come “Castigo” questo film di Josef von Sternberg colpisce per intensità drammatica e raffinatezza formale. Definito da molti critici come l’archetipo del gangster movie offre molti altri spunti semantici che lo rendono unico nel suo genere. Inoltre si consideri l’enorme successo di pubblico che il film conobbe, contribuendo a dare una spinta decisiva al cinema in quanto business, attirando l’interesse di grandi investitori e dando il la alle innovazioni tecnologiche (prima fra tutte l’introduzione del sonoro). La storia narra di un boss finito in carcere per una rapina. La sua donna intanto s’innamora del suo braccio destro. L’uomo quando uscirà sospetterà i due di averlo tradito spedendolo in carcere. Indagando sui due si accorgerà della loro lealtà, ma anche del loro amore. Alcuni celebri scene sono impresse nella mente di qualsiasi amante del cinema, su tutte due in particolare: il ballo scatenato dei gangster e la scena iniziale della rapina.

    Titolo originale: Underworld – Regia: Josef von Sternberg – Sceneggiatura: Charles Furthman, Ben Hecht, Robert N. Lee, Howard Hawks, Josef von Sternberg – Durata: 80 min. – Attori principali: George Bancroft, Clive Brook, Larry Semon, Evelyn Brent

  • 1928

  • La Passione di Giovanna d’Arco (1928) e 10/10

    1928-08-04 13:33

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    Carl Theodor Dreyer antesignano e artefice del genere epico disegna la sua Giovanna d’Arco in un salire di inquadrature che appaiono ancora oggi come assolutamente innovative e anzi, contemporanee nella loro misura artistica. La cronaca agiografica della Santa è rivisitata con occhio sempre indagatore e mai fermo alla mera cronaca. La Santa appare sì nel suo fulgore mistico, ma anche e soprattutto in una nuove luce più umana, derivata da un’attenta indagine psicologica condotta sul personaggio. Un film che ha aperto nuovi orizzonti e che rimane tuttora insuperato per la sua grandezza.

    Titolo originale: La passion de Jeanne d’Arc – Regia: Carl Theodor Dreyer – Sceneggiatura: Joseph Delteil – Durata: 110 min. – Attori principali: Maria Falconetti, Eugene Silvain, André Berley, Maurice Schutz, Antonin Artaud

  • La Folla (1928) e 9/10

    1928-08-04 13:33

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    the crowdKing Vidor diresse questo film dietro la consapevolezza che le grandi metropoli americane che stavano allora sorgendo portavano con sè alcuni gravi effetti collaterali, primo fra tutti l’alienazione. Ed è proprio questo il tema di questa magnifica opera del cinema muto: il progressivo allontanamento dell’uomo dalla realtà ostile della città e la sua inesorabile deriva psicologica. La storia è incentrata sulla vita di una coppia a New York. Ad ogni piccola gioia corrisponderà un tormentato fallimento. I profili dei due protagonisti vengono messi a nudo da un magistrale uso della sceneggiatura e della cinepresa. Ne consegue la scarnificazione di due coscienze portando alla luce debolezze, piccole viltà, egoismo. Un film bello e struggente, un macigno gettato nello stagno della modernizzazione forzata e del progresso a prescindere dall’uomo.

    Titolo originale: The Crowd – Regia: King Vidor – Sceneggiatura: King Vidor, John V.A. Weaver, Joseph Farnham, Harry Behn – Durata: 98 min. – Attori principali: Bert Roach, James Murray, Eleanor Boardman, Estelle Clark, Daniel G. Tomlinson, Dell Henderson

  • Il Cameraman (1928) e 9/10

    1928-08-04 13:33

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    Un grande artista impresse alla fine degli anni 20 una svolta nella gestione della mimica corporea nel cinema muto facendo del proprio corpo un incredibile veicolo espressivo dove dinamismo, motorietà, senso dello spazio e gestualità contribuirono alla creazione di un archetipo infallibile di comicità, frutto di un talento ineguagliabile. Quell’uomo, naturalmente, è Buster Keaton e tutti conosciamo (e amiamo) i suoi film, le sue irresistibile gag, ma anche il suo estro nel costruire personaggi con pochi semplici movimenti del corpo. Questa opera non fa eccezione e segna il debutto (anche se non accreditato) di Keaton alla regia. La storia è quella di un uomo che innamoratosi di una dipendente della MGM fa di tutto per entrare nel mondo del cinema barattando la sua macchina da scrivere per una cinepresa. Dopo un’esilarante sarabanda di fallimenti l’uomo riuscirà a sfondare con l’ausilio di una scimmietta. Un’opera brillante che dimostra (laddove ce ne fosse bisogno) come ad un grande comico bastino davvero pochi miseri espedienti per incendiare di sorrisi la sua platea. Un caposaldo del divertimento.

    Titolo originale: The Cameraman – Regia: Edward Sedgwick, Buster Keaton – Sceneggiatura: Clyde Bruckman, Lew Lipton, Richard Schayer, Joseph Farnham – Durata: 69 min. – Attori principali: Buster Keaton, Harold Goodwin, Marceline Day, Sidney Bracy

  • 1929

  • L’uomo con la Macchina da Presa (1929) e 9/10

    1929-11-26 10:02

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    Quando nel ’29 Vertov concepì e realizzò il progetto di un documentario pensò, non tanto al risultato artistico, ma a quello sociale: si pose cioè l’obiettivo di esaltare la vita quotidiana dei proletari russi, vero motore della rivoluzione economica e politica del Paese del Soviet. Oggi guardiamo la sua opera con spirito critico e non possiamo non constatare l’immensa valenza estetica che essa contiene e dipana. Un documentario girato in presa diretta nella città di Kiev per documentare la quotidianità delle persone umili con immagini di una modernità sconvolgente, riprese con fine tecnica realista. Nel corso dell’opera le immagini giocano fra di loro, si avvicendano in un crescendo lisergico, fino ad abbandonare l’intento documentale per concedersi alle sublimi vette della poetica costruttivista. Un film capitale che diede l’esatta percezione delle potenzialità di una macchina da presa accordata ad un sottile ingegno. Dopo questo film il Cinema prende coscienza che Arte e Sociologia possono convivere.

    Titolo originale: Chelovek s kino-apparatom – Regia: Dziga Vertov – Sceneggiatura: Dziga Vertov – Durata: 68 min. – Attori principali: Mikhail Kaufman

  • Diario di una Donna Perduta (1929) e 9/10

    1929-11-26 10:02

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    Un viaggio attraverso la perdizione, l’annullamento totale di una donna, la sua freudiana deriva sociale fino alla resurrezione attraverso lo stesso destino che l’ha così intimamente ferita. Da uno splendido romanzo di Margarete Böhme adattato da un ottimo Leonhardt e messo in scena da un geniale Pabst con uso di tecniche sorprendentemente moderne (contrasti di luce, piani sequenza ossessivi, sequenzialità dei primi piani). Narra la storia di Thymian, figlia di un farmacista, violentata da un assistente del padre, ripudiata dal violentatore e dal padre finisce prima in un istituto correttivo poi in un bordello dove subisce umiliazioni tremende. Alla fine riscatterà una vita di sofferenze attraverso l’amore di un nobile e tornerà sui suoi passi per vendicarsi del suo passato. Un ritratto di donna sconvolgente nella sua lucidità. Guardare questo film ancora oggi lascia un senso mal represso di rabbia frammista a esaltazione allucinata.

    Titolo originale: Tagebuch einer Verlorenen – Regia: Georg Wilhelm Pabst – Sceneggiatura: Margarete Böhme, Rudolf Leonhardt – Durata: 104 min. – Attori principali: Louise Brooks, André Roanne, Josef Rovenský, Fritz Rasp

  • Il Vaso di Pandora (1929) e 9/10

    1929-11-26 10:02

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    Distribuito in Italia anche con il titolo di Lulu è il secondo dei due film di Pabst usciti nel 1929 (l’altro è Diario di una Donna Perduta). Anche in questo film un ritratto di donna fatale: ammaliatrice, maitresse perversa e oggetto del desiderio Lulu è l’archetipo della sensualità. Seduce il fidanzato della figlia di un ministro per poi flirtare con il figlio di questi. Sposatasi col padre chiede di essere uccisa ma uccide a sua volta. Uscita di prigione ripara a Londra con l’amante. Qui dopo varie peripezie conoscerà la lama di Jack lo Squartatore. Una donna eccessiva in tutto: smodata negli affetti, affabulatrice fino all’ipnosi, grondante di un fascino oscuro e ineludibile. Icona di donna cesellata da un Pabst espressionista. Un’opera di straordinaria luce iconografica.

    Titolo originale: Die Büchse der Pandora – Regia: Georg Wilhelm Pabst – Sceneggiatura: Georg Wilhelm Pabst, Frank Wedekind, Ladislaus Vajda, Joseph Fleisler – Durata: 133 min. – Attori principali: Francis Lederer, Louise Brooks, Fritz Kortner, Carl Goetz, Krafft Raschig

  • 1930

  • All’Ovest Niente di Nuovo (1930) e 9/10

    1930-10-04 11:09

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    Uno dei primi film ad avvalersi del sonoro l’opera di Milestone prende spunto dall’omonimo romanzo di Erich Maria Remarque per raccontare l’odissea di un gruppo di amici di nazionalità tedesca che decide di arruolarsi per la Grande Guerra del 15-18. La loro odissea è narrata con occhio disincantato e velatamente amaro, con un retrogusto spiccatamente antimilitarista e pacifista. Partiti intrisi di ideali altisonanti come coraggio, onore, senso della Patria, in realtà i giovani si renderanno presto conto che la Grande Carneficina che alla fine fagociterà anche loro, non ha nulla a che vedere con questi roboanti propositi. Un film emozionante per il taglio iper-realista delle inquadrature, per il nevrotico succedersi degli eventi, per l’inquietante sondaggio delle anime dei protagonisti. Un’opera unica, solenne, commovente.

    Titolo originale: All Quiet on the Western Front – Regia: Lewis Milestone – Sceneggiatura: Erich Maria Remarque, Maxwell Anderson, George Abbott, Del Andrews, C. Gardner Sullivan, Walter Anthony, Lewis Milestone – Durata: 147 min. – Attori principali: Louis Wolheim, Lew Ayres, John Wray, Arnold Lucy, Ben Alexander

  • L’Angelo Azzurro (1930) e 9/10

    1930-10-04 11:09

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    Sternberg crea un mito iconografico incancellabile e il mito si incarna e prende vita grazie al carisma magnetico della Dietrich. Il personaggio di Lola Lola è sensualità allo stato puro, rottura di ogni schema precostituito, ferocia scenica e eros dirompente. Il film è incentrato sulla figura di un professore universitario che perde la testa per una cantante di cabaret. La sua vita ne risulterà stravolta, lui stesso si trasformerà in una grottesca creatura in spasmodica attesa di un cenno della sua divina ispiratrice. Quando ogni cosa si sgretolerà intorno all’uomo, anche in quel preciso momento nella sua mente correranno le immagini a fuoco di una donna con cappello a cilindro, un sorriso beffardo, due lunghissime gambe colore avorio e una voce roca, profonda e indescrivibile. Un’opera ipnotica che ha consacrato una donna nella storia del cinema.

    Titolo originale: Der blaue Engel – Regia: Josef von Sternberg – Sceneggiatura: Heinrich Mann, Carl Zuckmayer, Karl Vollmöller, Robert Liebmann – Durata: 104 min. – Attori principali: Marlene Dietrich, Emil Jannings, Kurt Gerron, Rosa Valetti, Hans Albers

  • La Terra (1930) e 10/10

    1930-10-04 11:09

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    Un grande poema naturalistico che celebra il rapporto tra il cittadino sovietico e il suo elemento. Il tutto in un’altissima forma estetica corroborata da un lirismo mai di maniera. Dovzhenko firma uno dei più grandi capolavori del cinema muto con una personalità permeata di straordinario senso delle immagini. La storia inizia con un assassinio. Un giovane animatore di una cooperativa, Vasil, viene barbaramente ucciso da un contadino. Il suo funerale sarà occasione di una festa spontanea e di una comunione bucolica con la natura circostante, che appare come una creatura viva, lussureggiante, compagna di liturgia. Un’opera incredibilmente moderna a fronte di un gusto estetico raffinatissimo e di un talentuoso uso della cinepresa. Una pellicola che ancora oggi sa commuovere e appassionare, segno inequivocabile di un’arte che resiste al tempo vincendone gli inganni.

    Titolo originale: Zemlya – Regia: Aleksandr Dovzhenko – Sceneggiatura: Aleksandr Dovzhenko – Durata: 75 min. – Attori principali: Semion Svascenko, Stepan Skurat, Julia Solnceva

  • 1931

  • M, il Mostro di Düsseldorf (1931) e 10/10

    1931-05-07 09:25

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    Un film che rimesta nel sordido questo di Fritz Lang, possente e affascinante nella sua visione criminale della realtà. Narra la storia di Hans Beckert, serial killer di bambine, inseguito invano dalla polizia tedesca e catturato dal crimine organizzato che si sostituirà alla giustizia civile nel processarlo e condannarlo. Un’opera davvero rivoluzionaria dove la cinepresa percorre le nervature degli stati d’animo dei vari personaggi e ne restituisce un quadro analitico e spietato allo spettatore. L’inquietudine sorge non già dal reiterato uso di scene di violenza ma dalla sensazione di delitto che aleggia in potenza durante ogni scena, quasi un crimine in fieri, denudato nella sua essenza ontologica e scaraventato in pasto allo spettatore. Un film che può essere definito a pieno titolo archetipo di ogni noir e padre di ogni thriller.

    Titolo originale: M – Regia: Fritz Lang – Sceneggiatura: Thea von Harbou, Fritz Lang – Durata: 117 min. – Attori principali: Peter Lorre, Ellen Widmann, Inge Landgut, Otto Wernicke, Theodor Loos

  • Frankenstein (1931) e 9/10

    1931-05-07 09:25

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    Un’autentica icona del cinema horror, e in senso lato della letteratura tout cour. Karloff infuse nel mostro ogni singola stilla della sua arte ottenendo una creatura inquietante, parte dell’immaginario di noi tutti. Tratto dal celebrato romanzo gotico di Mary Shelley descrive l’attività scientifica del dottor Frankenstein nel tentare di ricreare la vita da parti anatomiche inerti. Il folle scienziato assemblerà la sua creatura e la riporterà alla vita abbattendo l’ultima barriera tra uomo e Dio. Ma il cervello criminale impiegato nel mostro manderà a monte i piani di Frankenstein. Opera di raffinata fattura con accorto e sapiente uso delle inquadrature e dell’impianto narrativo. Un’icona ineludibile.

    Titolo originale: id. – Regia: James Whale – Sceneggiatura: Mary Shelley, John L. Balderston, Peggy Webling, Garrett Fort – Durata: 70 min. – Attori principali: Colin Clive, Mae Clarke, John Boles, Boris Karloff, Edward Van Sloan

  • Nemico Pubblico (1931) e 9/10

    1931-05-07 09:25

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    Wellman creò letteralmente dal nulla il genere gangster-movie partorendo un’opera che rimane per certi versi ancora insuperata in quanto a vigore espressivo e tecnica narrativa. Il resto lo fece Cagney con il suo straordinario talento mimico unito ad un incontestabile phisique du role. La storia è quella dell’ascesa e della caduta di un gangster metropolitano: Tom Powers e del suo fido compagno nella tumultuosa America dei primi del 900, quando il proibizionismo segnò un manicheistico spartiacque tra legalità e mondo criminale. Dall’infanzia nelle strade più degradate di New York fino alle imprese criminalmente più ardite, l’uomo non viene mai discinto dal gangster ma ne è come vivificato e trova un’esaltante trasposizione nel film. Celebre la scena cruenta in cui Cagney con una mitragliatrice intercetta ad uno ad uno i bersagli, ancor prima delle pallottole. Un’opera che ha insegnato tantissimo a registi come Coppola, Scorsese e De Palma. Un vero e proprio archetipo risparmiato dal tempo.

    Titolo originale: The Public Enemy – Regia: William A. Wellman – Sceneggiatura: Kubec Glasmon, John Bright, Harvey F. Thew – Durata: 83 min. – Attori principali: James Cagney, Jean Harlow, Edward Woods, Beryl Mercer, Donald Cook

  • Il Dottor Jekyll (1931) e 9/10

    1931-05-07 09:25

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    Dr. Jekyll and Mr. HydeIl romanzo di Stevenson è stato senza ombra di dubbio uno dei più influenti testi per la cinematografia di tutti i tempi. Tra la selva di riduzioni cinematografiche (che spaziano dal 1920 fino ai giorni nostri) il Jekyll di Mamoulian si distingue per originalità, sensibilità del macabro e tensione emotiva. Ancora oggi la sua sottile inquietudine rimane inalterata e in qualche modo ineguagliata. Il dottor Jekyll è uno scienziato che conduce esperimenti sul lato oscuro dell’uomo giacchè è profondamente convinto che in ogni essere umano convivano male e bene (una versione occidentale del simbolo del Tao cinese). Attraverso i suoi esperimenti pervieni alla scoperta di una soluzione che lo trasforma nel ferino mr. Hide. La sua vita sarà, da ora in poi, sottomessa al lato bestiale e l’uomo perderà ogni contatto con la realtà. Un classico dell’horror vivificato da un grande regista. Le sue atmosfere, la sua nebbia oscura, le sue ombre spettrali vi inchioderanno inesorabilmente alla poltrona.

    Titolo originale: Dr. Jekyll and Mr. Hyde – Regia: Rouben Mamoulian – Sceneggiatura: Samuel Hoffenstein, Percy Heath, Robert Louis Stevenson – Durata: 98 min. – Attori principali: Fredric March, Miriam Hopkins, Rose Hobart, Holmes Herbert, Halliwell Hobbes

  • La Cagna (1931) e 9/10

    1931-05-07 09:25

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    la chiennePrimo film sonoro di Renoir. Il grande Maestro francese dimostra di padroneggiare perfettamente il nuovo strumento realizzando un affresco sensazionale in cui ogni personaggio viene campito in una dimensione ritagliata su misura. L’indagine psicologica è funzionale alla narrazione e non collide con il risultato estetico, anzi lo corrobora. La storia è incentrata sul personaggio di Legrand, uno squallido cassiere sposato ad un’arpia che lo tiranneggia. Legrand si innamorerà di una prostituta e per lei diventerà ladro e infine assassino della donna. Sfuggito alla giustizia comincia una vita di bagordi in cui edonismo e affrancamento dalla moglie fanno di lui una creatura dionisiaca. Un capolavoro del cinema moderno che segna un confine netto nel percorso estetico speculativo di Renoir. Un’opera che parla attraverso la complessa psiche di Legrand e ci trascina nel suo vortice mentale.

    Titolo originale: La Chienne – Regia: Jean Renoir – Sceneggiatura: Bernardo Georges de La Fouchardière, André Girard, André Mouézy-Éon, Jean Renoir – Durata: 91 min. – Attori principali:Michel Simon, Alexandre Rignault, Henri Guisol, Janie Marèse, Georges Flamant

  • Luci della Città (1931) e 9/10

    1931-05-07 09:25

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    Un’opera di delicato candore in cui lo sguardo disincantato di un grande artista si posa sulle contraddizioni di una Metropoli straniante, sulle differenze di classe, sullo scarto tremendo tra ricchezza e povertà. Chaplin persegue il suo ideale estetico di purezza attraverso la figura del suo clochard e coerentemente sceglie di mantenere il muto per il suo film nonostante proprio in quegli anni si stesse affermando il sonoro: una scelta perfettamente aderente ad una poetica minimalista in cui l’elegia e la bellezza del mondo salgono dalle cose più umili, spogliate di ogni inutile orpello. Charlot si dibatte tra l’amore per una fioraia cieca e la sua cronica mancanza di mezzi. Quando avrà l’occasione di salvare e dissuadere un milionario dal suicidio la sua vita cambierà e potrà aiutare la ragazza ad affrontare una costosa operazione per ridarle la vista. Il finale, amaro e suadente, rimane nel cuore dello spettatore come un prezioso macigno di cui sopportare gravità e bellezza.

    Titolo originale: City Lights – Regia: Charles Chaplin – Sceneggiatura: Charles Chaplin, Harry Clive, Harry Crocker – Durata: 87 min. – Attori principali: Charles Chaplin, Virginia Cherril, Harry Myers, Florence Lee, Al Ernest Garcia, Hank Mann

  • 1932

  • Freaks (1932) e 9/10

    1932-01-31 20:11

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    Un film da subito entrato nel mito: ignobilmente sforbiciato dalle censure di mezzo mondo, proibito per oltre 30 anni in Europa, rinnegato addirittura dalla sua stessa casa di produzione (la Metro Godwyn Mayer), tutto questo per i supposti contenuti scabrosi in cui si metteva in scena la deformità. In realtà è un piccolo capolavoro nella sua feroce contrapposizione della normalità e della diversità, una sublime dicotomia tra la crudeltà psicologica e la crudeltà della natura. La trama è condensata in 64 minuti e racconta la storia di una trapezista che sposa un nano per impossessarsi dei suoi averi dopo averlo ucciso. Ma gli amici deformi e mostruosi del nano lo vendicheranno mettendo in atto un contrappasso infernale per la spietata vedova. Un film di una modernità sconvolgente, girato con una tecnica sublime in cui furiosi piani-sequenza conducono lo spettatore attraverso l’animo marcio della protagonista e nelle carni straziate dei freaks. Una colonna portante del cinema contemporaneo.

    Titolo originale: id. – Regia: Tod Browning – Sceneggiatura: Clarence Aaron ‘Tod’ Robbins, Al Boasberg, Willis Goldbeck, Leon Gordon, Charles MacArthur, Edgar Allan Woolf – Durata: 64 min. – Attori principali: Wallace Ford, Roscoe Ates, Olga Baclanova, Leila Hyams, Henry Victor

  • Mancia Competente (1932) e 9/10

    1932-01-31 20:11

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    Lubitsch, artista dotato di un prezioso e ineffabile “tocco di leggerezza” alla cinepresa, girò questo film con la consapevolezza di dover restituire su pellicola le raffinate emozioni che la piéce teatrale di Laszlo (The Honest Finder) aveva suscitato in lui e in tutti gli spettatori che avevano seguito la commedia. Indubbiamente non solo vi riuscì ma creò quella che per molti è l’archetipo ultimo della commedia raffinata e brillante, un concentrato di impalpabile parodia e di tenera ironia ben miscelati. La storia è quella di una coppia di ladri che si spaccia per nobili allo scopo di derubare una ricca madame parigina. I problemi cominceranno ad insorgere quando il ladro si innamorerà della sua preda: una sarabanda di gag e imprevisti si scatenerà conducendo lo spettatore in un terreno dove realtà e finzione sono pressochè indistinguibili. Menzione d’onore per la divina Miriam Hopkins, qui chiamata ad un sottile gioco satirico che seppe incarnare alla perfezione. Un grande film per riscoprire l’origine di ciò che ci fa ridere ora.

    Titolo originale: Trouble in Paradise – Regia: Ernst Lubitsch – Sceneggiatura: Aladar Laszlo, Samson Raphaelson, Grover Jones – Durata: 83 min. – Attori principali: Miriam Hopkins, Kay Francis, Herbert Marshall, Charlie Ruggles, Edward Everett Horton

  • Io sono un Evaso (1932) e 9/10

    1932-01-31 20:11

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    Controverso e duramente osteggiato da una certa critica che non riuscì assolutamente a coglierne il rivoluzionario messaggio di denuncia sociale questo film di LeRoy è sopravvissuto alla falce del tempo ed è arrivato fino a noi intonso nella sua freschezza e nel suo straordinario impatto visivo. James Allen è un reduce di guerra e viene ingiustamente incarcerato per un crimine non commesso. Condannato ai lavori forzati evade dal carcere salvo poi costituirsi per denunciare gli abusi e l’inumana condizione a cui vengono assoggettati i detenuti. Preso di mira dal sistema penitenziario riuscirà ad evadere una seconda volta. Film girato con tecnica documentaristica e con importanti innovazioni tecniche (come l’accostare il ruolo del narratore a vicende in presa diretta mantenute in background).

    Titolo originale: I Am a Fugitive from a Chain Gang – Regia: Mervyn LeRoy – Sceneggiatura: Robert E. Burns, Howard J. Green, Brown Holmes, Sheridan Gibney – Durata: 93 min. – Attori principali: Paul Muni, Glenda Farrell, Helen Vinson, Noel Francis, Preston Foster

  • 1933

  • La Guerra Lampo dei Fratelli Marx (1933) e 9/10

    1933-01-07 11:09

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    duck soupIl titolo originale è “duck soup”, ma lo zampino del distributore italiano stravolge nuovamente l’opera con un titolo estraneo alla sottile ironia del titolo originale. Un film chiassoso, irriverente, debilitante, irritante, sarcastico e parodistico. In una parola: un film dei fratelli Marx, geniale fucina di battute e prese in giro. La storia ruota all’improbabile dittatore di un improbabile stato, Freedonia, e alle sue sconclusionate azioni diplomatiche. Ridateci i fratelli Marx e tenetevi il novanta per cento della comicità contemporanea! Un’opera spassosa fino alla morte.

    Titolo originale: Duck Soup – Regia: Leo McCarey – Sceneggiatura: Bert Kalmar, Harry Ruby, Arthur Sheekman – Durata: 68 min. – Attori principali: Groucho Marx, Harpo Marx, Chico Marx, Zeppo Marx

  • King Kong (1933) e 9/10

    1933-01-07 11:09

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    Un film che è stato un punto d’arrivo e una presa di coscienza: l’industria hollywoodiana si rende conto di poter fabbricare kolossal apprezzati dal grande pubblico. Un fattore che significa business, investimenti e credibilità verso un settore quasi agli esordi, ai tempi. La storia è quella di una troupe cinematografica che approda su un’isola tropicale e scopre questo enorme esemplare di gorilla che sarà catturato e trascinato alla civiltà come un trofeo in mostra. Ma la natura si ribellerà. Ancora oggi affascinante nella sua visione rivoluzionaria del mostro.

    Titolo originale: id. – Regia: Merian C. Cooper, Ernest B. Schoedsack – Sceneggiatura: James Ashmore Creelman, Ruth Rose, Merian C. Cooper – Durata: 100 min. – Attori principali: Fay Wray, Robert Armstrong, Bruce Cabot, Frank Reicher, Sam Hardy

  • Quarantaduesima Strada (1933) e 9/10

    1933-01-07 11:09

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    Il prolifico Bacon (oltre 130 film all’attivo nella sua carriera) arriva a questo progetto con un solido background alle spalle. 42nd Street si differenzia dalle sue opere precedenti prima di tutto per essere un musical, e in secondo luogo per la complessa metanarrazione che affronta (parlando di uno spettacolo nello spettacolo). L’opera che ne uscì risultò di finissima fattura e gradevolissima visione, tanto che consacrò definitivamente Bacon a Hollywood. La storia è incentrata sulla produzione di uno spettacolo a Broadway. Il regista deve affrontare mille problemi per mettere in scena il musical. Quando la star dello show si slogherà una caviglia a pochi giorni dalla prima tutto appare perduto. Ci penserà una ballerina di secondo piano a risolvere l’intricata situazione. Opera pregevole anche per la ricostruzione storica dei bui anni della Grande Depressione. Un film che ha fatto storia consegnando al genere musical una miniera iconografica di cui fare tesoro.

    Titolo originale: 42nd Street – Regia: Lloyd Bacon – Sceneggiatura: Rian James, James Seymour, Bradford Ropes, Whitney Bolton – Durata: 89 min. – Attori principali: Dick Powell, Warner Baxter, Ginger Rogers, Una Merkel, Bebe Daniels

  • 1934

  • L’Atalante (1934) e 10/10

    1934-12-27 12:14

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    Un’opera fondamentale nella storia del cinema, concepita e plasmata da un giovanissimo regista (Jean Vigo la girò a soli 29 anni), scomparso subito dopo le riprese. Ma L’Atalante è molto di più che un semplice manifesto surrealista di maniera: è un primo tentativo di entrare nell’universo psicologico di un personaggio complesso e restituirne i prismatici rimandi attraverso una cinepresa. La storia è quella di Juliette, una donna raffinata e volitiva, che si innamora e sposa un comandante di una chiatta, Jean, e va a vivere con lui sulla barca. A causa della monotonia della vita di bordo la donna si stacca progressivamente dall’uomo fino a tornare alla vita barocca di Parigi. Ritroverà l’uomo anni dopo e capirà di non essersi mai separata da lui. Un’opera complessa e affascinante, resa celebre dalla sigla di Fuori Orario di Ghezzi e Giusti, dove viene riproposta la sequenza subacquea in cui Juliette si tuffa. Splendida la fotografia, velata da una screziatura di surrealismo e sempre con una sospensione metafisica al culmine dell’inquadratura. Un’affettuosa menzione, infine, per la divina Ditta Parlo, una donna che fu il vero e unico archetipo della maliarda inarrivabile.

    Titolo originale: id. – Regia: Jean Vigo – Sceneggiatura: Jean Guinée, Albert Riéra, Jean Vigo – Durata: 89 min. – Attori principali: Michel Simon, Dita Parlo, Jean Dasté, Gilles Margaritis, Louis Lefebvre, Maurice Gilles, Raphaël Diligent, Claude Aveline

  • L’Uomo Ombra (1934) e 9/10

    1934-12-27 12:14

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    the thin manIl film restituisce fedelmente il modus operandi del suo artefice: Woody Van Dyke. E così da un serrato intreccio noir che non concede respiro a chi lo segue traspare l’arte di un regista che era soprannominato “one take” per la sua abitudine di girare un film quasi in presa diretta (impiegò 12 giorni per girare The Thin Man). La storia è quella di un detective, Nick Charles, che fa ritorno a New York con una nuova moglie e un cane. Gli toccherà in sorte uno spinoso caso che vede imputato d’omicidio uno strambo inventore. Dopo un’indagine labirintica annuncerà il colpevole riunendo tutti i sospetti in un party. Un’opera nervosa, misteriosa, spiazzante. Il protagonista è in bilico tra il bene e il male e vi cammina come fosse miracolosamente sospeso. Un’opera che ha forgiato un’intera generazione al gusto del mistero.

    Titolo originale: The Thin Man – Regia: Woody Van Dyke – Sceneggiatura: Albert Hackett, Frances Goodrich, Dashiell Hammett – Durata: 91 min. – Attori principali: William Powell, Nat Pendleton, Cesar Romero, Myrna Loy, Maureen O’Sullivan

  • Accadde una Notte (1934) e 9/10

    1934-12-27 12:14

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    Una commedia saporita e fresca come una fragola matura. E’ questa la metafora con cui ci sentiamo di descrivere al meglio questa divertente prova di un Frank Capra agli esordi, ma già dotato di quella brillantissima verve che infondeva in ogni suo lavoro riuscendo a mutare una piega delle labbra in un luminoso sorriso spontaneo. La storia è quella di una ricca ereditiera di New York che si innamora di un famigerato Play Boy e lo insegue fino a Miami, scappando di casa dal padre, naturalmente contrario all’unione. Sull’autobus per la città della Florida incontrerà un giornalista a cui aprirà il suo cuore finendo per innamorarsene. Celebre la scena in cui la ragazza spiega al compagno di viaggio come una gamba in bella mostra può funzionare molto meglio di qualsiasi goffo tentativo di autostop. Un film che porta buon umore e gioia di vivere e dopo quasi 70 anni rimane di una modernità sconvolgente.

    Titolo originale: It Happened One Night – Regia: Frank Capra – Sceneggiatura: Robert Riskin, Samuel Hopkins Adams – Durata: 105 min. – Attori principali: Clark Gable, Claudette Colbert, Walter Connolly, Roscoe Karns, Alan Hale

  • I Figli del Deserto (1934) e 8/10

    1934-12-27 12:14

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    Il più celebrato e osannato lungometraggio della collaudata coppia Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio, in Italia). Seiter lo gira affidandosi quasi ciecamente alla straordinaria vis comica della coppia che, come in molti casi, infondeva nello storyboard una propria innata creatività fatta di gag spontanee e trovate irresistibili. La storia è quella dei due mariti tiranneggiati da due mogli molto oppressive e presenti (per usare un eufemismo). I due, iscritti alla loggia massonica “Sons of the desert” cercano in ogni modo una soluzione per recarsi a Honolulu, sede dell’annuale convention della loro loggia. Per farlo dovranno sottrarsi alla feroce guardia delle consorti, non sarà facile. Un’opera, come detto, basata sull’impatto mimico e scenico che i due comici sapevano mettere in campo. ma anche un film che fa del linguaggio del corpo un oggetto di irrefrenabile ilarità, seguendo in questo la lezione di Chaplin e Keaton.

    Titolo originale: Sons of the Desert – Regia: William A. Seiter – Sceneggiatura: BFrank Craven, Byron Morgan, Oliver Hardy, Stan Laurel – Durata: 68 min. – Attori principali: Stan Laurel, Oliver Hardy, Charley Chase, Mae Busch

  • L’Uomo di Aran (1934) e 9/10

    1934-12-27 12:14

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    Man of AranUn altro excursus di Flaherty nella selvaggia natura per documentare l’improbo rapporto tra l’uomo e l’elemento. Questa volta al posto dell’ostile Alaska c’è la brulla Irlanda, con le sue isole inospitali e selvagge in cui alcune comunità di nativi conducono una vita di faticosa quotidianità. Flaherty filma le giornate del capo di una di queste comunità, dei suoi ritmi lavorativi, del suo delicato rapporto con la terra e il mare circostanti. Veniamo introdotti in un microcosmo dove vige una legge avulsa da ogni compromesso sociologico, una legge che tende darwinianamente a favorire il più forte. Flaherty cala sulla realtà con occhio microscopico in cui osservazione scientifica e analisi antropologica trovano un punto d’incontro. E su tutto il talento di un maestro nel far apparire le cose come sono. Una pietra miliare nella storia del cinema naturalistico, e tout court della Settima Arte.

    Titolo originale: Man of Aran – Regia: Robert J. Flaherty – Sceneggiatura: Robert J. Flaherty – Durata: 76 min. – Attori principali: Colman King, Maggie Dirane, Michael Dirrane, Pat Mullin, Patch ‘Red Beard’ Ruadh

  • 1935

  • Cappello a Cilindro (1935) e 9/10

    1935-12-26 12:53

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    Quando uscì questo film, nel 1935, la platea internazionale non era del tutto educata alla cultura del musical e alla danza come espressione fulminante per gettare un ponte tra narrazione convenzionale e mimica corporea. L’opera di Sandrich ebbe, tra gli altri, il merito di creare un primo fondamentale archetipo di musical dove la grazia e la levità dei due protagonisti assumessero valenza di pura narrazione. La storia si basa sul viaggio di un ballerino e del suo impresario alla volta di Venezia, per raggiungere la moglie dell’impresario. Il ballerino comincerà a corteggiare un’avvenente bionda non sospettando che questa è proprio la moglie dell’amico. Una sarabanda di equivoci farà da cornice ad alcuni dei più memorabili e soavi balletti che mai cinepresa fu in grado di riprendere. Ginger e Fred paiono fluttuare in un’aura di morbida bruma mentre intorno infuria il caos degli eventi che non riesce neppure a lambirli. Memorabile.

    Titolo originale: Top Hat – Regia: Mark Sandrich – Sceneggiatura: Allan Scott, Dwight Taylor, Sándor Faragó, Aladar Laszlo – Durata: 101 min. – Attori principali: Fred Astaire, Ginger Rogers, Edward Everett Horton, Helen Broderick

  • La Moglie di Frankenstein (1935) e 9/10

    1935-12-26 12:53

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    James Whale, non pago del risultato di Frankenstein, volle dare un seguito al suo lavoro potendo contare su una maggiore libertà d’azione per dar sfogo al suo estro creativo. E il seguito di Frankenstein non deluse certo, ma anzi molti critici sono portati a considerarlo superiore al suo predecessore. Del resto l’opera potè avvalersi, oltre che del talento del collaudato Karloff, del fascino magnetico di Ernest Thesiger che seppe infondere nella narrazione uno strisciante senso di terrore. La storia prende l’avvio dal finale del primo film. Il professor Frankenstein intende chiudere la sua esperienza di scenziato e sposare Elizabeth. Ma un secondo scenziato, Pretorius, avvicinerà Frankenstein e gli mostrerà i risultati dei suoi esperimenti sulla creazione della vita. L’obiettivo dell’uomo è indurre Frankenstein a collaborare con lui per dare al mostro una compagna. Al rifiuto ottenuto farà rapire dal mostro Elizabeth e comincerà una fuga forsennata attraverso un mondo ostile e temibile. Un’opera di una forza visionaria inaudita, dove il talento onirico di Whale si libra sopra la narrazione rendendola assolutamente coinvolgente e affascinante.

    Titolo originale: Bride of Frankenstein – Regia: James Whale – Sceneggiatura: Mary Shelley, William Hurlbut, John L. Balderston – Durata: 75 min. – Attori principali: Walter Brennan, John Carradine, Boris Karloff, Colin Clive, Valerie Hobson, Ernest Thesiger

  • Una Notte all’Opera (1935) e 9/10

    1935-12-26 12:53

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    A Night at the OperaI fratelli Marx al loro apogeo comico accendono la miccia di una girandola di gag e trovate irresistibili dando vita ad un film spassoso e irriverente. Fu anche il primo film in cui la MGM credette in loro mettendo loro a disposizione un budget faraonico con cui i tre ottennero carta bianca per creatività e realizzazione tecnica. La storia è quella di tre mattacchioni che, impiegati in un teatro d’opera, fanno di tutto perchè un tenore in erba raggiunga la fama. Così faranno in modo che il tenore titolare cada in disgrazia per essere sostituito all’ultimo momento dal loro pupillo. Pieno zeppo di scene che sono divenute altrettanti archetipi di comicità: su tutti la scena della cabina super affollata (miglior battuta: “la mia camicia non russa”). Per ridere a dispetto di tutto e di tutti. Fino alle lacrime.

    Titolo originale: A Night at the Opera – Regia: Sam Wood – Sceneggiatura: George S. Kaufman, Morrie Ryskind, James Kevin McGuinness, Buster Keaton – Durata: 96 min. – Attori principali: Margaret Dumont, Groucho Marx, Chico Marx, Harpo Marx

  • Il Club dei Trentanove (1935) e 9/10

    1935-12-26 12:53

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    Ancora in pieno periodo british Sir Alfred non si smentisce in quanto a classe, e pur non disponendo dei faraonici mezzi hollywoodiani che in futuro gli saranno messi a disposizione, confeziona un piccolo gioiello screziato di humour, noir, spy and action movie. La storia va in scena a Londra dove un cittadino canadese è in visita alla città. Durante una serata a teatro conosce una donna e decide di ospitarla per aiutarla a sfuggire a dei loschi individui coinvolti in un affare di spionaggio. Quando la donna viene assassinata l’uomo si rende ben presto conto che il principale indiziato del delitto è lui stesso. Inizierà una rocambolesca fuga in Scozia dove si ritroverà compagno di viaggio di una misteriosa donna. E’ affascinante notare come Hitchcock sappia infondere ad ogni storia un proprio peculiare taglio emozionale scaturito dalla sua visione del mondo. In quest’opera così sapidamente intrisa di ironia e placido sarcasmo rivediamo il suo sardonico sorriso mentre introduceva con piglio beffardo i suoi telefilm.

    Titolo originale: The 39 Steps – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: John Buchan, Charles Bennett, Ian Hay – Durata: 86 min. – Attori principali: Robert Donat, Madeleine Carroll, Lucie Mannheim, Godfrey Tearle, Peggy Ashcroft

  • 1936

  • Tempi Moderni (1936) e 10/10

    1936-01-08 11:40

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    Chaplin all’apice della sua arte crea un film che diviene icona delle nevrosi a cui viene sottoposto l’uomo moderno dinanzi all’incedere del progresso tecnologico. Un film di una finezza e di una raffinatezza senza pari. Celeberrima la scena alla catena di montaggio e il viaggio di Charlot dentro gli ingranaggi della macchina, metafora fin troppo lampante di come l’uomo sia in qualche modo stritolato dai tempi frenetici e dai ritmi di lavoro dei nostri giorni. L’alienazione giunge non tanto dal ritmo ossessivo di lavoro ma dal sentimento di estraneità ad un mondo ipercomplesso, divorato da tecnologia e scienza del profitto. Un capolavoro dell’arte umana, un’opera di vera denuncia sociale compiuta attraverso lo sguardo disincantato e ironico di un adorabile vagabondo. In definitiva un film a cui inchinarsi e rendere rispettoso omaggio.

    Titolo originale: Modern Times – Regia: Charles Chaplin – Sceneggiatura: Charles Chaplin – Durata: 90 min. – Attori principali: Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Bergman, Tiny Sandford, Chester Conklin

    • 1936

    • Una Gita in Campagna (1936) e 10/10

      1936-01-08 11:40

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      Partie de campagneBenchè si tratti di un’opera incompiuta per le difficoltà che Renoir incontrò nel terminare le riprese degli interni, siamo dinanzi ad un capolavoro emozionante. Tratto da un racconto di Maupassant e splendidamente filmato da Jean Renoir in regia e dal fratello Claude alla cinepresa balza subito agli occhi la lezione pittorica che i due fratelli mutuano dal padre, sublime artista e padre dell’espressionismo francese. La storia prende luogo fuori Parigi dove il bottegaio Dufour conduce la famiglia ad una scampagnata. Mentre l’uomo è a pesca con il futuro genero Anatole la figlia cede alla corte di un giovane del luogo. Anni dopo quando la figlia sarà sposata con Anatole incontrerà di nuovo quel giovane amante e sarà occasione di una struggente ondata di ricordi. Una gemma splendente nella storia del cinema, questo corto va a tutti gli effetti considerato come un’opera a se stante in cui l’arte di Renoir trova sublime compimento.

      Titolo originale: Partie de campagne – Regia: Jean Renoir – Sceneggiatura: Jean Renoir, Guy de Maupassant – Durata: 40 min. – Attori principali: Sylvia Bataille, Jane Marken, André Gabriello, Georges Darnoux

    • 1937

    • Biancaneve e i Sette Nani (1937) e 10/10

      1937-01-27 19:41

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      Quando il disegno animato assurge ad arte. Walt Disney ci apre le porte di un film possente dove i disegni ricalcano sentimenti, emozioni e spiritualità. Una giovane principessa caduta in disgrazia per colpa di una matrigna dispotica e crudele è costretta a fuggire in una casa sperduta nel bosco, la dimora di sette nani minatori. Icone memorabili come l’interfaccia dello specchio magico, il calderone magico della strega, la danza dei nani. Paradigmatico è la nettezza e la perpetua collisione dei due piani etici, bene e male, che diverrà nell’opera di Walt Disney il cardine di ogni opera a venire. Aldilà della fiaba, senza tempo, nel tempo. Archetipo e caposaldo.

      Titolo originale: Snow White and the Seven Dwarfs – Regia: David Hand – Sceneggiatura: Wilhelm Grimm, Jacob Grimm, Ted Sears – Durata: 83 min. – Voci principali: Roy Atwell, Stuart Buchanan, Adriana Caselotti

    • La Grande Illusione (1937) e 10/10

      1937-01-27 19:41

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      la grande illusionUn’opera che fa del messaggio antibellico la colonna portante della sua poetica. Jean Renoir gira con una sensibilità che travalica ogni tentativo di incasellare il suo film, elaborando un’opera che ancora oggi impressiona per la sua modernità, per la sua forza semiotica. Due soldati francesi durante la Prima Guerra Mondiale vengono catturati e portati in un campo di prigionia tedesco, ricavato dal Castello di un nobile tedesco, asso della Luftwaffe. Sarà l’occasione per misurarsi con la sensibilità dell’uomo, ma anche con la sua terribile intransigenza. Celeberrima la scena in cui i prigionieri vengono costretti ad umiliarsi travestendosi da donne e cantando a squarciagola la Marsigliese. Eppure qualcuno riuscirà a scappare dando vita ad un tragico epilogo. Un’opera di sconvolgente bellezza iconica, di grande impatto emotivo, girata e recitata magistralmente. Un autentico capolavoro che ancora oggi non cessa di abbagliarci.

      Titolo originale: La grande illusion – Regia: Jean Renoir – Sceneggiatura: Charles Spaak, Jean Renoir – Durata: 114 min. – Attori principali: Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim, Dita Parlo, Marcel Dalio

    • 1938

    • Susanna! (1938) e 9/10

      1938-10-21 15:06

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      Hawks brillante e indiavolato dirige quella che a detta di molti è il prototipo ineludibile della commedia. Una storia scoppiettante, serrata, grottesca e infinitamente ilare questa Susanna, impreziosita dal talento della Hepburn e dell’aura perennemente ironica di Cary Grant. La storia ruota intorno ai guai causati da Susanna, un’imprevedibile ragazza che si innamora di un goffo professore di paleontologia. Una girandola di equivoci farà da cornice alla loro bislacca storia d’amore. Un ritmo serrato non concede tregua, si arriva alla fine avidi di battute e non paghi dei dialoghi ficcanti. Un film semplicemente bello e divertente.

      Titolo originale: Bringing Up Baby – Regia: Howard Hawks – Sceneggiatura: Dudley Nichols, Hagar Wilde – Durata: 102 min. – Attori principali: Katharine Hepburn, Cary Grant, May Robson, Ward Bond, Charles Ruggles

    • Aleksandr Nevskij (1938) e 9/10

      1938-10-21 15:06

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      Un articolato affresco della Russia del 13° Secolo e un diffuso moto d’orgoglio nazionalistico: sono questi i due elementi che meglio caratterizzano questa grande opera di Eisenstein, regista poliedrico e uomo dalla creatività straordinariamente fervida. Occorre precisare che il Maestro fu aiutato nell’impresa immane per i mezzi dell’epoca dall’ottimo aiuto regista (non accreditato) Dmitri Vasilyev che seppe rendere al meglio la plasticità e il dinamismo delle scene di guerra più cruente. La storia è incentrata sulla figura storica del principe Nevskij, che nel 1242, durante la famosa Battaglia sul Lago Ghiacciato, ricacciò gli invasori dell’Ordine Teutonico dal suolo russo. Grande è l’attenzione che Eisenstein dedica al profilo psicologico del Principe, dipingendolo come un autentico eroe arrovellato da dubbi ancestrali. Una certa critica di sinistra non gli perdonò di aver infuso nel personaggio troppo sentimento nazionalista arrivando a sfiorare il fascismo. Ma lo stesso Stalin gli fece i complimenti per la pellicola. Aldilà delle sterili polemiche politiche una grande opera dell’ingegno umano, dove ingegnosa invenzione e amore filologico per la ricostruzione storica si fondono in un capolavoro assoluto.

      Titolo originale: Aleksandr Nevskiy – Regia: Sergei M. Eisenstein – Sceneggiatura: Sergei M. Eisenstein, Pyotr Pavlenko – Durata: 90 min. – Attori principali: Nicolaj Cerkasov, Nicolaj Ochlopkov, Andrej Abrikosov, Dmitriy Orlov, Varvara Massalitinova

    • Il Porto delle Nebbie (1938) e 9/10

      1938-10-21 15:06

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      Carné alla regia, Prevert alla sceneggiatura e Gabin come primo attore: un film con un tale parterre de roi non poteva che divenire un simbolo per generazioni di cinefili. E così è stato. Un’opera che si fa apprezzare per un soffuso lirismo, una narrazione coinvolgente, una recitazione sempre all’altezza (la memoria corre alla scena in cui un sardonico Gabin schiaffeggia Brasseur). La storia è incentrata sul personaggio di Jean, un disertore dell’esercito colonialista, che arriva al porto di Le Havre in cerca di una nave con cui lasciare il Paese. Qui in attesa di partire incapperà in diversi accadimenti, non ultimo innamorarsi di una giovane di 17 anni, sfruttata da un vecchio aguzzino. E proprio il vecchio sarà ucciso da Jean nel tentativo di difendere la ragazza da un tentativo di violenza. Le cose precipiteranno fino al tragico epilogo. La cornice nebbiosa del porto (come premesso dal titolo) ammalia e stordisce per la sua suadente distorsione di una realtà spesso ostile e inconoscibile di per sè. Un grande film che non deluderà tutti coloro che credono che il Cinema è Poesia, prima di ogni altra cosa.

      Titolo originale: Le quai des brumes – Regia: Marcel Carné – Sceneggiatura: Pierre Dumarchais, Jacques Prévert – Durata: 91 min. – Attori principali: Jean Gabin, Michel Simon, Michèle Morgan, Pierre Brasseur, Robert Le Vigan

    • La Leggenda di Robin Hood (1938) e 9/10

      1938-10-21 15:06

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      Curtiz codirige questo primo film a colori della Warner Bros con l’amico Keighley. Per impersonare l’eroe britannico viene prescelto Errol Flynn, attore a inizio carrera ma già travolto da un clamoroso successo grazie a film come Capitan Blood o La Carica dei 600. Il risultato di questa mirabile sinergia di talenti è uno dei primi grandi film epici della storia della cinematografia. Interamente incentrato sul personaggio di Robin Hood che contrasta la politica taglieggiatrice del principe John sulle contee di Nottingham. Datosi alla macchia Robin Hood compirà azioni di sabotaggio rubando ingenti risorse monetarie per ridistribuirle ai poveri della zona. Lo aiuterà nel compito un allegra brigata di banditi. Sullo sfondo il prode eroe trova il tempo dell’amore con la bella Lady Marian. L’archetipo di ogni Robin Hood vive la sua estasi iconografica nei lineamenti di Errol Flynn, nel suo portamento, nel suo stare in scena. Ogni versione che verrà dopo pagherà un pesante tributo a questo patrimonio immaginario non riuscendo mai totalmente a divincolarsi dal retaggio estetico di questo film.

      Titolo originale: The Adventures of Robin Hood – Regia: Michael Curtiz, William Keighley – Sceneggiatura: Norman Reilly Raine, Seton I. Miller – Durata: 136 min. – Attori principali: Olivia De Havilland, Basil Rathbone, Claude Rains, Errol Flynn, Patric Knowles

    • 1939

    • Via col Vento (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Un’autentica epopea filmata nel lontano 1939 dal grande Victor Fleming. La storia di un amore che passa attraverso la tempesta della guerra civile americana e che ritorna più potente che mai. Clark Gable archetipo del cavalier servente e Vivien Leigh della pulzella da amare. Un’opera densa di rimandi a romanzi d’appendice, al concetto romantico dell’amore eterno, alle rigide imposizioni sociali per la casta alto-borghese. Un’opera maestosa che sfida un periodo storico delicato e critico come la guerra di secessione per ricavarne una storia d’amore perduto e ritrovato. Un film che tutti prima o poi vedranno.

      Titolo originale: Gone with the Wind – Regia: Victor Fleming – Sceneggiatura: Margaret Mitchell, Sidney Howard – Durata: 238 min. – Attori principali: Vivien Leigh, Clark Gable, Olivia de Havilland, George Reeves, Thomas Mitchell, Barbara O’Neil

    • Ombre Rosse (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Il west scorre veloce espietato ai margini di una diligenza inseguita dagli indiani. Un film che si trasforma in archetipo e diviene simbolo di un’arte e di una visione del mondo pioneristica. Un’opera realmente innovativa a partire dai piani sequenza con cui viene filmato l’attacco infinito alla diligenza e la scansione cronologica in tempo reale della strenua difesa e dei piani di fuga. Innovativo e geniale il concetto di movimento che viene infuso ad ogni angolazione di ripresa per conferire il senso oppressivo di dinamismo esasperato, di perenne corsa contro il tempo. Un film in questo senso moderno che tuttora è fonte di ispirazione. John Ford ci offre un opera d’arte al prezzo di un posto unico, meglio approfittarne!

      Titolo originale: Stagecoach – Regia: John Ford – Sceneggiatura: Ernest Haycox, Dudley Nichols – Durata: 96 min. – Attori principali: Claire Trevor, John Wayne, Andy Devine, John Carradine, Tim Holt

    • Il Mago di Oz (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Un musical dal sapore onirico e fiabesco diretto dal grande maestro Victor Fleming. Dorothy, una bimba texana alquanto curiosa, dopo una violenta tempesta precipita con la sua casa in un mondo fantastico, una favola incarnata dove incontrerà streghe dalla faccia verde, altre streghe che appaiono e scompaiono in una bolla di sapone, leoni fifoni, omini di latta, spaventapasseri senza cervello e tantissime altre creature strampalate. La musica aiuterà lo spettatore ad acclimatarsi in questo paesaggio fiabesco. Celebre in questo senso la canzone Somewhere Over The Rainbow che ha contribuito al grande successo del film. Un’opera onirica e solare.

      Titolo originale: The Wizard of Oz – Regia: Victor Fleming – Sceneggiatura: Florence Ryerson, Noel Langley, Edgar Allan Woolf – Durata: 101 min. – Attori principali: Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Bert Lahr, Jack Haley, Billie Burke

    • Ninotchka (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Un film in cui Lubitsch, con la sua raffinatezza stilistica, riesce a tratteggiare in modo perfetto la metamorfosi di una donna: da rigida burocrate a evanescente e leggiadra creatura innamorata. La chiave di lettura dell’opera sta tutta qui, in questa figura di donna in cui Greta garbo infonde linfa vitale attraverso una recitazione rarefatta e leggera. La storia è quella di una spia russa, fanatia dell’aparato comunista, che viene inviata a Parigi per controllare l’operato di 3 emissari sovietici in missione. La donna si innamorerà di un aristocratico parigino dando il via a una trasformazione imprevedibile e coinvolgente. Un film in cui i dialoghi recitano un ruolo primario: sottili, veloci e attagliati perfettamente a ciascun personaggio sono il cuore della visione del mondo di un grande regista. Un film delizioso, come la prima uva settembrina che scricchiola sotto i denti liberando all’improvviso dolcissime fragranze.

      Titolo originale: id. – Regia: Ernst Lubitsch – Sceneggiatura: Charles Brackett, Billy Wilder, Walter Reisch, Melchior Lengyel – Durata: 110 min. – Attori principali: Melvyn Douglas, Alexander Granach, Greta Garbo, Bela Lugosi

    • Mister Smith va a Washington (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Un film dalla duplice valenza questo di Capra: valenza politica, con il tentativo di scardinare la demagogia del sogno americano attraverso la denuncia di un sistema politico infetto e corrotto; valenza sociale, con la fotografia di una casta metropolitana di uomini rampanti e cinici, contrapposta all’ingenuità, al candore e all’onestà morale di chi viene dalla lontana provincia. La storia è quella di un giovane leader dei Boy Scouts che per una serie di circostanze viene nominato senatore e si trasferisce a Washington. Qui la sua dirittura morale unita al suo bislacco spirito alternativo gli causeranno le antipatie di vari personaggi politici. Ma il ragazzo non si piegherà al loro sporco gioco. Un’opera mirabile nella sua caratterizzazione di ciascun personaggio, funziona come un microscopio mettendone a nudo personalità e psicologia.

      Titolo originale: Mr. Smith goes to Wasghington – Regia: Frank Capra – Sceneggiatura: Sidney Buchman, Lewis R. Foster, Myles Connolly – Durata: 129 min. – Attori principali: James Stewart, Claude Rains, Jean Arthur, Harry Carey, Edward Arnold

    • La Regola del Gioco (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Un patinato melodramma in cui Eros e Thanatos danzano fino alla fine con disinvolta leggiadria. Renoir stupisce ancora una volta per il suo realismo senza prigionieri, in cui la nuda verità è fatta oggetto di pubblica esposizione senza alcun tipo di disincanto. La storia è incentrata sul complesso intreccio di amori nella Parigi degli anni a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Un pilota è innamorato follemente della moglie di un Marchese che a sua volta tradisce la moglie ma che farà di tutto per riconquistarla. Ai margini gli amorazzi dei servi, dei borghesi, dei cittadini di parigi, in una folle e gioiosa danza d’innamoramento. Un’opera che rappresentò un fallimento al botteghino ma che oggi riscopriamo e ne apprezziamo la straordinaria modernità.

      Titolo originale: La règle du jeu – Regia: Jean Renoir – Sceneggiatura: Jean Renoir, Carl Koch – Durata: 110 min. – Attori principali: Jean Renoir, Marcel Dalio, Nora Gregor, Roland Tautain, Gaston Modot

    • Alba Tragica (1939) e 9/10

      1939-01-20 15:34

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      Le jour se lèveUn film precursore del neorealismo italiano e autorevole fonte d’ispirazione. Carné gestisce con delicata sensibilità gli elementi scenici (attori, ambientazione, oggetti) e ne fa traspirare il potente afflato di verità. Si aggiunga la straordinaria interpretazione di Jean Gabin e il lirismo pragmatico di Prevert nella sceneggiatura. Si otterrà la cifra di un vero e proprio capolavoro. La storia è quella di un operaio che uccide, in un impeto d’ira, il proprio rivale in amore. Braccato dalla polizia si barrica nella propria stanza e rivive in flashback la sua vita. Analizzerà la sua storia d’amore con la piccola fioraia come in un lucido sogno. Fu oggetto di venerazione per intere generazioni di cineasti, tanto che nel ’47 Hollywood decise di realizzarne un remake con Rita Hayworth, assolutamente non all’altezza dell’originale.

      Titolo originale: Le jour se lève – Regia: Marcel Carné – Sceneggiatura: Jacques Viot, Jacques Prévert – Durata: 93 min. – Attori principali: Jules Berry, Jean Gabin, Arletty, Bernard Blier, Mady Berry

    • 1940

    • Il Grande Dittatore (1940) e 10/10

      1940-01-15 11:25

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      La satira feroce di Charlie Chaplin sul nazismo diviene iconografia stessa di un determinato tipo di cinema che per osmosi incorpora un secondo aspetto: il cinema di denuncia e quello della grande arte. La storia è quella del fantomatico stato di Tomania, dove vige la dura legge del dittatore Adenoid Hynkel. Parallelamente seguiamo le vicende di un barbiere smemorato nel ghetto ebreo della città. I guai per l’uomo cominceranno presto. Memorabile la scena in cui il Dittatore gioca graziosamente con un emisfero che rimbalza nella sua mano con la soavità di un pallone sospeso. Un vero capolavoro senza tempo: che ci fa pensare, che ci fa ridere, che ci commuove con la forza della sua arte.

      Titolo originale: The Great Dictator – Regia: Charles Chaplin – Sceneggiatura: Charles Chaplin – Durata: 125 min. – Attori principali: Charles Chaplin, Jack Oakie, Reginald Gardiner, Henry Daniell, Grace Hayle

    • Fantasia (1940) e 9/10

      1940-01-15 11:25

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      La Disney libera l’estro creativo dei suoi disegnatori e produce un’opera dove musica e animazione sono indissolubile vettore narrativo. Da Tchaikovsky a Ponchielli, da Mussorgsky a Bach, tutte le più grandi Suite per orchestra vengono riscritte iconograficamente dalla matita di Wal Disney. Il risultato finale è un’opera di altissima qualità artistica, dove occhio e orecchio sono appagati con un sorriso bonario di fondo. Una menzione particolare per la tecnica in cui filmato e animazione vengono sovrapposti: si tratta del primo film che fa uso di questa tecnica poi ripresa largamente in Mary Poppins e altre opere disneiane. Mirabile infine l’armonia e il gusto con cui vengono accostati e fusi disegni e musica, quasi un affresco sonoro che si imprime indelebilmente nell’immaginario di chi vi si accosti.

      Titolo originale: id. – Regia: James Algar, Samuel Armstrong – Sceneggiatura: Joe Grant, Dick Huemer, Lee Blair – Durata: 125 min. – Attori principali: Leopold Stokowski, Deems Taylor

    • Furore (1940) e 9/10

      1940-01-15 11:25

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      La grande opera letteraria di Steinbeck sublimata in pellicola da John Ford: così potrebbe essere condensata l’esegesi di questo film monumentale. Tom Joad fa rientro alla fattoria di famiglia dopo aver scontato una pena detentiva, trova i propri familiari messi su una strada da uno sfratto. Si unirà a loro per un viaggio catartico verso una nuova terra promessa. Un affresco sensazionale che John Ford mutua da un romanzo di per sè paradigmatico nel plasmare un’umanità dilaniata dalla storia e dalle avversità incontrate. Grande prova nel ruolo di protagonista di Henry Fonda, commovente, espressivo, ironico. Un film da conoscere, da amare, da citare.

      Titolo originale: The Grapes of Wrath – Regia: John Ford – Sceneggiatura: John Steinbeck, Nunnally Johnson – Durata: 128 min. – Attori principali: Henry Fonda, Jane Darwell, John Carradine, Charley Grapewin, Dorris Bowdon

    • La Signora del Venerdì (1940) e 9/10

      1940-01-15 11:25

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      Tratto da una commedia di successo come The Front Page del duo MacArthur – Hecht, questo film nasce indiscutibilmente sotto una buona stella. In primo luogo perchè dietro la cinepresa c’è Howard Hawks, il maestro di un cinema garbato, intelligente e sempre sobriamente ironico. In secondo luogo perchè si avvale della partecipazione di Cary Grant, l’attore che più di ogni altro seppe incarnare lo spirito della commedia brillante hollywoodiana traducendola in gestualità, modo di apparire e recitazione. La storia è incentrata sulla figura di Walter Burns, al timone di uno dei più importanti giornali americani. Burns ha un problema: la sua ex moglie si è innamorata e sta per risposarsi. L’uomo tenterà con ogni mezzo di impedire il matrimonio e al contempo di sfruttare l’abilità professionale della donna come giornalista investigativa. Una commedia scoppiettante, dal ritmo perfetto, dove il mezzo sorriso si allarga in sguaiata risata senza soluzione di continuità. Aiutano in questa delicata operazione i dialoghi serrati, velocissimi, pirotecnici dove un gioco dialettico di botta e risposta diviene il cardine della semantica dell’intera opera.

      Titolo originale: His Girl Friday – Regia: Howard Hawks – Sceneggiatura: Charles Lederer, Ben Hecht, Charles MacArthur – Durata: 89 min. – Attori principali: Ralph Bellamy, Cary Grant, Rosalind Russell, Gene Lockhart, Cliff Edwards

    • Scandalo a Filadelfia (1940) e 9/10

      1940-01-15 11:25

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      The Philadelphia StoryQuando George Cukor cominciò a girare Philadelphia Story si rese subito conto che il film l’avrebbero fatto principalmente i 3 interpreti (Cary Grant, James Stewart e Katharine Hepburn) con il loro innato talento artistico unito ad una naturale predisposizione alla commedia raffinata e brillante. E cosi fu. Il soggetto, se vogliamo, è il tipico canovaccio hollywoodiano dove il triangolo amoroso da vita ad un fuoco di fila di equivoci che costituisce l’ossatura del film. Un’ereditiera si prepara a sposare un ricco politico di Philadelphia, ma il suo primo marito si opporrà al matrimonio manifestandosi tra gli invitati delle nozze. Ne nascerà una sorta di duello rusticano rarefatto dove contrapposizione dialettica e spirito di adattamento costituiranno gli elementi principali. Un’opera che ancora oggi insegna ai cineasti cosa significa commedia e come la si mette in scena. Punto di riferimento.

      Titolo originale: The Philadelphia Story – Regia: George Cukor – Sceneggiatura: Donald Ogden Stewart, Philip Barry, Waldo Salt – Durata: 112 min. – Attori principali: Cary Grant, Katharine Hepburn, James Stewart, Ruth Hussey, John Howard

    • Rebecca, la Prima Moglie (1940) e 9/10

      1940-01-15 11:25

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      Rebecca fu il primo vero grande capolavoro di sir Alfred Hitchcock. E lo fu proprio in virtù del suo immenso talento registico nel convertire in cinema un romanzo (di Daphne Du Maurier) sicuramente avulso dal genere giallo e più propenso al melodramma di maniera. Rebecca è una complessa storia d’amore su cui aleggia un fantasma da un passato oscuro e incombente. Una giovane donna salverà dal suicidio un vedovo americano in vacanza a Montecarlo. Inizierà con lui una storia d’amore culminata nel matrimonio. Ma tornati in patria la ragazza si accorge che nella casa e nello spirito del marito aleggia la figura di Rebecca, la prima moglie perita in circostanze misteriose. Inizierà una girandola di avvenimenti che culmineranno con l’accusa al marito di omicidio. I due resteranno uniti nonostante tutto e tutti. Memorabile la figura della diabolica governante che spinge in ogni modo la figura di Rebecca nella vita dei due sposini. Un’opera di straordinario impatto emotivo in cui vita e morte si dissolvono l’una nell’altra.

      Titolo originale: Rebecca – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Daphne Du Maurier, Philip MacDonald, Michael Hogan, Robert E. Sherwood, Joan Harrison – Durata: 130 min. – Attori principali: Laurence Olivier, Joan Fontaine, George Sanders, Judith Anderson, Nigel Bruce

    • 1941

    • Quarto Potere (1941) e 10/10

      1941-01-26 12:30

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      Citizen Kane è in un certo modo IL cinema: un’opera di un’intensità evocativa e di un talento iconografico senza pari. L’epopea di Charles Foster Kane, un tycoon dell’editoria narrata dall’occhio conturbante di Orson Welles. La sua biografia raccontata attraverso una tecnica di flashback che rende quest’opera antesignana e ultramoderna rispetto ad un certo cinema del suo tempo. Welles sciorina un repertorio da cineasta mai visto fino ad allora. Un film che rende irreale qualsiasi tentativo di contestualizzarlo, com’è stato fatto, ma che rimane una grande opera dell’ingegno umano, un capolavoro senza tempo. La cinepresa racconta quel che la narrazione fisica non potrebbe esprimere, un’opera prima di tutto iconica e poi epica e multitestuale.

      Titolo originale: Citizen Kane – Regia: Orson Welles – Sceneggiatura: Herman J. Mankiewicz, Orson Welles – Durata: 119 min. – Attori principali: Joseph Cotten, Orson Welles, Agnes Moorehead, Dorothy Comingore, Ray Collins

    • Il Mistero del Falco (1941) e 9/10

      1941-01-26 12:30

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      The Maltese Falcon è tratto da un romanzo di Dashiell Hammett ed è un’opera dal ritmo incalzante che non concede respiro. John Huston gira raffinati piani sequenza riscrivendo in qualche modo il genere noir poliziesco, infondendo alla narrazione uno stato di continua tensione, grazie anche alla recitazione di attori del calibro di Humphrey Bogart e Peter Lorre. L’investigatore privato Sam Spade è chiamato ad indagare su una statuetta d’oro raffigurante un Falcone Maltese, l’oggetto continua a cambiare padrone ma si rivelerà un falso. Una grande opera che conserva il fascino di un noir miscelato ad un giallo dal mistero impenetrabile.

      Titolo originale: The Maltese Falcon – Regia: John Huston – Sceneggiatura: Dashiell Hammett, John Huston – Durata: 101 min. – Attori principali: Humphrey Bogart, Mary Astor, Gladys George, Peter Lorre, Barton MacLane, Lee Patrick

    • Lady Eva (1941) e 9/10

      1941-01-26 12:30

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      Preston Sturges era un uomo di cinema completo, appassionato e indipendente. Quando realizzava un film c’erano poche possibilità che la produzione potesse esercitare su di lui pressioni o ingerenze sull’opera in corso. E Sturges godè sempre di un’ampia libertà che gli permise di raffinare la cifra stilistica delle sue opere. The Lady Eve narra di una cinica cacciatrice di dote che seduce un giovane milionario durante una crociera. Ma innamoratasi del giovane gli rivelerà le sue vere intenzioni finendo per essere lasciata. Per riconquistarlo dovrà trasformare se stessa e la sua vita, e nulla sarà più come un tempo. Un’opera che diverte con intelligenza, soffusa ironia e un briciolo di rigore morale. Celebri i dialoghi tra i due protagonisti con scoppiettanti botta e risposta che spesso finivano nel nonsense più sguaiato. Un film che cambia l’umore, e scusate se è poco.

      Titolo originale: id. – Regia: Preston Sturges – Sceneggiatura: Monckton Hoffe, Preston Sturges – Durata: 97 min. – Attori principali: Barbara Stanwyck, Henry Fonda, Charles Coburn, Eugene Pallette, William Demarest

    • I Dimenticati (1941) e 9/10

      1941-01-26 12:30

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      Sullivan’s Travel è l’opera in cui Preston Sturges infuse con più passione e impeto la propria arte unitamente ad una visione rielaborata delle vicende umane. Ne nacque un film divertente, profondo e assai godibile. La storia è quella di John lloyd Sullivan, un commediografo di successo che intende scivere e dirigere una piéce sugli strati più umili e indigenti della società. Per farlo si cala nella parte travestendosi da clochard e inizia a peregrinare per la città per raccogliere informazioni. Sarà l’inizio di una sarabanda di avventure che lo porteranno in prigione, accusato di essere l’assassino di se stesso. Ma la redenzione è lì a due passi: sia personale che artistica. L’uomo troverà infatti l’amore e l’ispirazione drammaturgica. Un film inebriato da una denuncia sociale soft, con un mezzo sorriso sulle labbra, più di ogni altra cosa per capire questo film valga questo scambio di battute tra Sullivan e il suo maggiordomo: “Voglio andare per la strada a scoprire cosa significhi essere povera gente: fare un film sulla miseria.” “Se mi è permesso dire, signore, il soggetto non interessa a nessuno. li povero sa tutto sulla povertà: solo agli intellettuali piacerà l’argomento.” “Ma io voglio farlo per i poveri, non capisci?”

      Titolo originale: Sullivan’s Travels – Regia: Preston Sturges – Sceneggiatura: Preston Sturges – Durata: 91 min. – Attori principali: Joel McCrea, Veronica Lake, Eric Blore, Robert Warwick, William Demarest

    • Piccole Volpi (1941) e 9/10

      1941-01-26 12:30

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      Un William Wyler stilisticamente inappuntabile dirige questo raffinato melodramma familiare ambientato nel profondo Sud di un America sulle soglie del novecento. Wyler rimane formalmente grato al dramma teatrale di Lilian Hellman da cui è tratta l’opera, ma al contempo lo trasfigura nella “sua” creatura cinematografica dove le ambientazioni e la ricostruzione storica raggiungono le soglie della perfezione estetica. La storia è incentrata sul clan famigliare degli Hubbard in cui tre fratelli (due uomini e una donna) lottano per il potere e per il denaro. La lotta è senza esclusioni di colpi e coinvolgerà gli affetti famigliari di ciascuno di loro non risparmiandone le implicazioni tragiche. Immensa la prova artistica di Bette Davis nei panni di Regina, un talento recitativo che trova ben pochi riscontri e rimane ganglio cardinale dell’intero impianto narrativo.

      Titolo originale: The Little Foxes – Regia: William Wyler – Sceneggiatura: Lillian Hellman, Arthur Kober, Dorothy Parker, Alan Campbell – Durata: 115 min. – Attori principali: Bette Davis, Teresa Wright, Herbert Marshall, Richard Carlson, Dan Duryea

    • 1942

    • Casablanca (1942) e 10/10

      1942-01-16 11:43

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      Quando Curtiz cedette alle lusinghe dello script dei fratelli Epstein il destino di questa pietra miliare del cinema era già scritto. Il regista si rese subito conto della validità del copione e della possibilità di cavalcare il momento storico in cui il film sarebbe andato in lavorazione, vale a dire l’inizio dell’espansionismo nazismo nell’Europa occidentale. Humphrey Bogart e Ingrid Bergman danno vita ad un amore impossibile, nato in terre lontane e ritrovato tra i tavolini di un night di Casablanca. Intorno a questo palcoscenico infuria la guerra e i nazisti. Un grande classico che scorre come una perfetta sinfonia in cui immagini, trama e musica si fondono dinamicamente, in sublime armonia. In evidenza la scena in cui Ilsa chiede al pianista Sam di suonare la “loro” canzone con le proverbiali parole: “Play Sam. Play As time goes by”. Oh yes, play it again, please.

      Titolo originale: id. – Regia: Michael Curtiz – Sceneggiatura: Julius J. Epstein, Philip G. Epstein, Howard Koch – Durata: 102 min. – Attori principali: Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Conrad Veidt

    • L’Orgoglio degli Amberson (1942) e 9/10

      1942-01-16 11:43

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      Tratto da un romanzo di Booth Tarkington, The Magnificent Ambersons è la seconda prova registica di Orson Welles alle prese con un violento dissidio con la casa di produzione RKO che arriverà a tagliare il film di oltre 40 minuti rispetto al girato originale (!!!). Nonostante questo un grande film, non poteva essere altrimenti, con un immenso Joseph Cotten, un attore troppo spesso dimenticato ma dalla grande verve recitativa. La storia è una saga familiare: gli Amberson, ricca e potente famiglia che non riesce a fare fronte al proprio inesorabile declino. Sullo sfondo Eugene Morgan, un brillante giovane, innamorato di Isabel Amberson che si vede messo da parte per un pretendente inetto e insensibile. Ma la storia non finirà con quel rifiuto. Orson Welles ci fa capire quanto grande sia la sua abilità nello scavare nella sfera psicologica di ogni “dramatis persona” coinvolta nell’intreccio narrativo, fino a presentarcela scarnificata, un’anima di vetro da studiare con spietata calma.

      Titolo originale: The Magnificent Ambersons – Regia: Orson Welles – Sceneggiatura: Booth Tarkington, Orson Welles – Durata: 88 min. (148 min. uncut version) – Attori principali: Joseph Cotten, Dolores Costello, Anne BAxter, Tim Holt, Agnes Moorehead, Orson Welles

    • Vogliamo Vivere! (1942) e 9/10

      1942-01-16 11:43

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      Lubitsch, maestro della levità, raccoglie la sfida di un argomento spinoso come il nazismo (in tempo di guerra) e realizza un’opera ironica e profonda. Nella Polonia occupata una compagnia di attori mette in scena l’Amleto di Shakespeare dopo aver ricevuto il veto della censura tedesca su un dramma intitolato Gestapo. Il tutto avviene sotto gli occhi dei nazisti invasori. Sullo sfondo una complicata vicenda di spionaggio in cui la compagnia prende parte per evitare guai alla resistenza polacca. Celebre la scena del monologo to be or not be (da cui il titolo del film) che vede il dipanarsi di un incredibile girandola di equivoci presso i tedeschi. Un’opera fresca, leggera, intelligente, pungente, quasi parodistica, ma mai volgare nei toni. Un film che ci fa comprendere meglio il nazismo e che riconcilia con il vero significato di arte.

      Titolo originale: To Be or not To Be – Regia: Ernst Lubitsch – Sceneggiatura: Melchior Lengyel, Edwin Justus Mayer, Ernst Lubitsch – Durata: 99 min. – Attori principali: Robert Stack, Carole Lombard, Jack Benny, Felix Bressart, Henry Victor

    • Il Bacio della Pantera (1942) e 9/10

      1942-01-16 11:43

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      In tempi in cui il genere horror conosceva un periodo di relativa stasi dopo i fasti dei primordi con la saga di Frankenstein e Dracula, Tourneur, ottimamente supportato in produzione da Val Lewton vero appassionato e soggettista horror, e in fase di sceneggiatura da DeWitt Bodeen, plasma una storia inquietante di rara raffinatezza stilistica e di fulgida originalità. Si narrano le vicende di una donna di origine serba che custodisce un lugubre segreto. La donna è infatti convinta di essere discendente di un’antica razza balcanica che aveva la caratteristica di trasformare i suoi discendenti in belve feroci una volta che questi ricevevano uno stimolo sessuale. La donna seppur sposata non riesce a scacciare questo puntello psicologico e una serie di inquietanti accadimenti sembreranno dar ragione alla sua lucida follia. La paura che questo film instilla non è nella mostruosità delle immagini, ma è nel dubbio ancestrale, nell’ombra che si acquatta nei recessi mentali. Ed è una paura ben più efficace di qualsiasi altra.

      Titolo originale: Cat People – Regia: Jacques Tourneur – Sceneggiatura: DeWitt Bodeen – Durata: 73 min. – Attori principali: Simone Simon, Kent Smith, Tom Conway, Jack Holt, Jane Randolph

    • 1943

    • Dies Irae (1943) e 10/10

      1943-01-11 12:29

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      day of wrathCarl Theodor Dreyer si cimenta con una storia a sfondo mistico religioso, ricavandone un possente inno al libero arbitrio, contro ogni fanatismo e censura religiosa. Un’opera rivoluzionaria che introduce nella settima arte lo strumento della critica sociale sotto l’audace forma di pura arte cristallina. La narrazione è ambientata nella Danimarca del 1623: il giovane figlio di un pastore protestante si innamora perdutamente della sua matrigna, ed è ricambiato. L’amore clandestino tra i due causa la morte per infarto del padre. La giovane donna sarà accusata dalla suocera di stregoneria e salirà orgogliosamente sul rogo pur di difendere quell’amore innocente, nonostante il suo amante le sia vilmente schierato contro. Un’opera monumentale, dove la dilaniante critica contro ogni forma di repressione emerge possente. Indimenticabile.

      Titolo originale: Vredens Dag – Regia: Carl Theodor Dreyer – Sceneggiatura: Carl Theodor Dreyer, Poul Knudsen, Paul La Cour – Durata: 97 min. – Attori principali: Kirsten Andreasen, Sigurd Berg, Albert Høeberg, Harald Holst, Emanuel Jørgensen

    • L’Ombra del Dubbio (1943) e 9/10

      1943-01-11 12:29

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      Shadow of a DoubtHitchcock nel suo elemento si muove con agilità sorniona di un gatto. E in questo film può liberare tutto il suo estro creativo nel far balenare l’ambigua identità del protagonista come in un paesaggio nebbioso quando a fatica distinguiamo chi ci viene incontro mentre lentamente quella figura si ritaglia una traballante realtà dal baluginare metafisico della nebbia. La storia è incentrata sul personaggio di Zio Charlie, un affascinante parente che spezza la grigia monotonia di una famiglia americana. La nipotina di Charlie resta ammaliata dai suoi racconti mondani, ma piano si insinua nella ragazza la convinzione che l’uomo non sia chi dica di essere. Un nuovo inquietante quadro prenderà gradualmente corpo sino a diventare un puntello ineludibile nella sua mente. Magistrale Joseph Cotten nell’impersonare Charlie, grazie ad una innata sensibilità riesce infatti a lasciarne intatta l’ambiguità maliziosa che Hitchcock contribuisce ad alimentare in ogni piano sequenza. Un classico psicodramma in cui avvince la metamorfosi mentale connaturata al dipanarsi della narrazione.

      Titolo originale: Shadow of a Doubt – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Thornton Wilder, Sally Benson, Alma Reville, Gordon McDonell – Durata: 108 min. – Attori principali: Joseph Cotten, MacDonald Carey, Teresa Wright, Henry Travers, Patricia Collinge

    • 1944

    • La Fiamma del Peccato (1944) e 10/10

      1944-10-18 11:02

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      Tralasciando il titolo orribile che gli fu affibbiato dalla distribuzione italiana stiamo parlando insieme a “Il Grande Sonno” di Howard Hawks del più bel noir della storia del cinema. Ed è quasi paradigmatico che a girarlo sia stato quel grande maestro della commedia che fu Billy Wilder, e a sceneggiarlo quel grande scrittore che fu Raymond Chandler. L’opera si potrebbe condensare in questi due aspetti: un grande regista e un grande scrittore che concepiscono e forgiano un autentico capolavoro basandosi su un romanzo non certo sublime di James Cain. La storia è quella di un grigio assicuratore che si innamora di una donna oscura e fatale divenendone l’amante. L’uomo verrà plagiato a tal punto dalla sensualità della donna che progetterà l’omicidio del marito, dopo aver stipulato sulla sua vita una polizza che prevede il doppio dell’indennizzo in caso di morte in circostanze rare (da qui il titolo “double indemnity”). Qualcosa nel piano diabolico dei due andrà storto. Grandiosa l’interpretazione di Barbara Stanwyck nel ruolo della Dark Lady. Un’opera al nero, cupa, ossessionata dalla notte e dai suoi baluginanti confini. Un pilastro della Settima Arte da venerare e studiare a fondo.

      Titolo originale: Double Indemnity – Regia: Billy Wilder – Sceneggiatura: James M. Cain, Billy Wilder, Raymond Chandler – Durata: 107 min. – Attori principali: Fred MacMurray, Barbara Stanwyck, Edward G. Robinson, Tom Powers, Porter Hall, Byron Barr

    • Ivan il Terribile (1944) e 10/10

      1944-10-18 11:02

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      Ivan Groznyy è soltanto la prima parte di un’ipotetica trilogia che Eisenstein progettò per celebrare i fasti di uno Zar che per primo seppe unire tutta la galassia russa. La seconda parte dal titolo “La congiura dei boiardi” fu completata nel 1958 e mai distribuita, a causa della censura posta sull’opera dal PCUS di allora. La terza parte purtroppo non fu mai girata, ne esistono soltanto due spezzoni ritrovati recentemente negli archivi di qualche oscuro ufficio moscovita. Il film narra la vita dello Zar Ivan (1547 – 1584): la travagliata vita di corte, la congiura dei boiardi a lui ostili, l’esilio volontario in convento, il ritorno trionfale a Mosca, le guerre conquistatrici e pacificatrici. Uno sguardo che abbraccia mezzo secolo di storia in cui la Russia trovò la consapevolezza di un’unità a portata di mano. Il Maestro indugia sulla dignità, sulla fierezza, sul carattere semi-divino di Ivan. Nel farlo crea un’opera magistrale, in cui profondità prospettica, sensibilità estetica e gusto per l’indagine psicologica raggiungono vette di aulico lirismo. Tuttora inarrivabile per gran parte dei registi contemporanei.

      Titolo originale: Ivan Groznyy – Regia: Sergei M. Eisenstein – Sceneggiatura: Sergei M. Eisenstein – Durata: 95 min. – Attori principali: Nicolaj Cerkasov, Lyudmila Tselikovskaya, Serafina Birman, Andrei Abrikosov

    • Incontriamoci a Saint Louis (1944) e 9/10

      1944-10-18 11:02

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      Meet Me in St. LouisUn soffio leggero pervade quest’opera rendendola fresca e soave, una commedia musicale che passa sullo schermo come un rapido sogno. Minelli, chiamato dalla produzione all’ultimo momento per sostituire Cukor, non delude le attese e benchè relativamente inesperto (qui è al suo terzo film, il primo a colori) dimostra un abilità straordinaria nel rendere le atmosfere di inizio 900 e la levità di ballo e canto perfettamente innestati nel tessuto narrativo. La storia è ambientata a St. Louis, Missouri, nel 1903. Una famiglia composta dai genitori e da 4 figlie deve affrontare la notizia del trasferimento in un’altra città. Inizierà una sarabanda di immagini, canzoni e visioni in una St. Louis splendidamente ricostruita. Notevole la prova di Judy Garland. Memorabile la scena in cui la giovanissima O’Brien (appena 7 anni all’epoca delle riprese) canta nella notte di Halloween. Un film che arriva come una brezza rinfrescante in una giornata di afa. Leggero e rinfrancante.

      Titolo originale: Meet Me in St. Louis – Regia: Vincente Minelli – Sceneggiatura: Irving Brecher, Fred F. Finklehoffe, Sally Benson – Durata: 113 min. – Attori principali: Margaret O’Brien, Mary Astor, Judy Garland, Lucille Bremer, Leon Ames

    • 1945

    • Amanti Perduti (1945) e 10/10

      1945-08-29 11:18

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      Il titolo originale del film è “Les Enfants du Paradis”, con riferimento a tutti quei ragazzi che si recavano a teatro e assistevano agli spettacoli dal loggione. L’opera è firmata da Marcel Carné ed è un autentico capolavoro, una vera pietra miliare della settima arte. Ambientato nel 1840 a Parigi, narra le gesta del celeberrimo mimo Baptiste Debureau e della sua straordinaria arte. L’uomo si innamora perdutamente di Garance, dama affascinante ma volubile. Dopo una breve ma intensa storia i due si lasceranno per ritrovarsi a teatro. Un’opera dal duplice fascino: neorealista (celebri gli scorci di una Parigi mai così bella) e romantica, con l’incarnazione dei grandi amori cantati da Flaubert e Hugo. Imperdibile.

      Titolo originale: Les enfants du paradis – Regia: Marcel Carné – Sceneggiatura: Jacques Prévert – Durata: 190 min. – Attori principali: Jean-Louis Barrault, Léonie Marie Julie Bathiat (Arletty), Pierre Brasseur, Pierre Renoir

    • Roma Città Aperta (1945) e 9/10

      1945-08-29 11:18

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      roma città apertaUn’opera cruciale per la genesi del nostro cinema, che ha ispirato intere generazioni di registi. Rossellini gira a caldo un documento che testimoniasse gli effetti della Guerra in Italia. Lo fa con un’opera di rottura che rinuncia ad ogni tipo di sentimentalismo hollywoodiano per raccontare la verità, così com’è, da qui il termine “neorealismo” che trae le sue origini proprio da questo film. Nella Roma occupata di fine guerra tre personaggi vanno incontro al loro drammatico destino: una donna del popolo, un sacerdote e un ingegnere comunista. Menzione di merito per Aldo Fabrizi e Anna Magnani, due attori che hanno contribuito alla fortuna di quest’opera. Un film che rappresenta una presa di coscienza del Cinema Italiano: da mero intrattenimento a vera e propria Arte.

      Titolo originale: id. – Regia: Roberto Rossellini – Sceneggiatura: Federico Fellini, Sergio Amidei – Durata: 100 min. – Attori principali: Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Marcello Pagliero, Vito Annichiarico, Nando Bruno

    • Giorni Perduti (1945) e 10/10

      1945-08-29 11:18

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      the lost weekendUn’opera sulla perdizione di un uomo: così potrebbe conchiudersi questa ennesima prova del genio di un regista eclettico e mai scontato. Billy Wilder, intellettuale raffinato e profondo, volle in questo modo innestare un po’ dello spirito inquieto, umbratile e obliquo, tipico dell’arte europea, in seno alla macchina buonista di Hollywood. La storia è quella di uno scrittore in crisi di risultati che sprofonda nell’alcolismo. Gradualmente la sua vita andrà in pezzi con l’allontanamento delle persone che lo amano, l’alienazione, l’esilio in una città ostile e sconosciuta. Sarà la sua compagna a lottare con tutte le sue forze per riportare l’uomo alla vita. Splendida interpretazione di Ray Milland, davvero un’icona della perdizione. Un’opera sontuosa sulla deriva psicologica e affettiva di un essere umano, che ci ricorda ogni minuto quanto siamo fragili dinanzi alle avversità. Un film cattivo come un insulto, bello come una città sospesa nella nebbia.

      Titolo originale: The Lost Weekend – Regia: Billy Wilder – Sceneggiatura: Charles R. Jackson, Charles Brackett, Billy Wilder – Durata: 101 min. – Attori principali: Howard Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen, Philip Terry

    • Breve Incontro (1945) e 8/10

      1945-08-29 11:18

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      Lean, ancora agli esordi, trasse questo film da una piéce teatrale di Coward e cercò di trasporne su pellicola le atmosfere crepuscolari e decadenti. Ne risultò un’opera in sordina, dove la passione dei due protagonisti è quasi sussurrata, avvolta nel grigio della metropoli e infine dissolta nel nulla. La storia è quella di due persone ordinarie che si incontrano casualmente e si innamorano. Lei conduce una vita dove la routine scandisce ogni attimo e dove il marito e la famiglia sono il suo unico orizzonte plausibile. Quando le si presenterà l’occasione di stravolgere la routine andrà incontro ad una storia d’amore effimera e deliziosamente delicata. Fino all’inevitabile epilogo della separazione. Un’opera costellata di piccole gioie quotidiane, di amore in controluce, di garbata emozionalità. Un film recitato sottovoce.

      Titolo originale: Brief Encounter – Regia: David Lean – Sceneggiatura: Noel Coward, David Lean, Roland Neame, Anthony Havelock-Allan – Durata: 86 min. – Attori principali: Trevor Howard, Celia Johnson, Joyce Carey, Stanley Holloway, Cyril Raymond, Everley Gregg, Marjorie Mars, Margaret Barton

    • La Scala a Chiocciola (1945) e 9/10

      1945-08-29 11:18

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      The Spiral StaircaseThe Spiral Staircase è, per certi veri, l’antesignano dei moderni thriller con risvolti horror. Girato nel 1945 in uno splendido bianco e nero, contiene i prodromi di quelli che sarebbero stati i canoni di un intero genere negli anni a venire: i primi piani assillanti agli occhi dell’assassino nell’atto di colpire la sua vittima, l’attesa carica di tensione della vittima, le atmosfere inquietanti rese da un uso nervoso e ossessivo della cinepresa. La storia è ambientata nel 1906 nel new England. Un killer seriale uccide ragazze con un handicap fisico. La prossima vittima designata è la governante sorda di un’avita magione. Il proprietario della casa è lo stesso killer deputato ad uccidere la fanciulla. Grande prova dietro la macchina da presa di Robert Siodmak, un regista molto prolifico che girò, nella sua lunga carriera, qualcosa come 60 film, gran parte di altissimo livello.

      Titolo originale: The Spiral Staircase – Regia: Robert Siodmak – Sceneggiatura: Mel Dinelli, Ethel Lina White – Durata: 83 min. – Attori principali: George Brent, Kent Smith, Dorothy McGuire, Ethel Barrymore, Sara Allgood

    • 1946

    • Notorious (1946) e 10/10

      1946-07-17 20:34

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      notoriousIl perfect movie, com’è stato a ragione definito da qualche fanzine di critica cinematografica. Hitchcock gira con una raffinatezza stilistica senza pari, accostando alla sua maestria registica una storia appassionante e un incedere narrativo coinvolgente. Una donna viene infiltrata nella casa di un contrabbandiere di uranio. Amore e morte si intrecceranno in un crescendo senza respiro. Cary Grant e Ingrid bergman in un amore senza confini. Celebre la sequenza della chiave della cantina che sparisce dal mazzo e poi riappare la mattina dopo. Un faro tra i flutti del cinema del dopoguerra, un punto d’arrivo ineludibile.

      Titolo originale: id. – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Ben Hecht – Durata: 101 min. – Attori principali: Cary Grant, Ingrid Bergman, Claude Rains, Louis Calhern, Leopoldine Konstantin

    • La Vita è Meravigliosa (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      Frank Capra è un fine conoscitore dell’animo umano e attraverso le sue commedie scava a fondo e ci offre sempre personaggi credibili, veri, tangibili. E’ il caso di questo film in cui James Stewart impersona un filantropo in preda allo sconforto a causa di un affare andato male. Sarà il suo angelo custode a scendere sulla terra e convincerlo che il suicidio non è la soluzione giusta. Menzione speciale per il bravo Lionel Barrymore nei panni del crudele miliardario Henry Potter (ebbene sì, si chiama così). Un film che reinventa il concetto di levità e che dispone lo spettatore ad un percorso quasi catartico in cui abbandonare ogni zavorra per lasciarsi cullare da un ritmo irresistibile e spensierato.

      Titolo originale: It’s a Wonderful Life – Regia: Frank Capra – Sceneggiatura: Frances Goodrich, Alber Heckett, Frank Capra – Durata: 130 min. – Attori principali: James Stewart, Donna Reed, Lionel Barrymore, Thomas Mitchell, Henry Travers

    • Il Grande Sonno (1946) e 10/10

      1946-07-17 20:34

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      Humphrey Bogart interpreta Philip Marlowe, alla regia c’è il grande Howard Hawks, alla sceneggiatura nientemeno che William Faulkner. Basta questo per fare un capolavoro? Certo che no, salvo il fatto che questo film lo è sotto ogni aspetto: registico, scenografico, interpretativo, narrativo. La storia vede il detective privato Marlowe ingaggiato da un facoltoso generale in pensione per investigare sulle cattive compagnie in cui sarebbe caduta la figlia minore. Appena Marlowe si accosterà alla famiglia verrà invischiato in problemi che aprono altri problemi, in un gioco infinito di scatole cinesi. Un film che dona lustro alla settima arte.

      Titolo originale:The Big Sleep – Regia: Howard Hawks – Sceneggiatura: William Faulkner, Leigh Brackett, Jules Furthman – Durata: 114 min. – Attori principali: Humphrey Bogart, Lauren Bacall, John Ridgely, Martha Vickers, Dorothy Malone

    • Sciuscià (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      De Sica, un anno dopo Roma Città Aperta che plasmò il neorealismo, fa sua la lezione di Rossellini e realizza un’opera splendida, dibattuta tra amore per il popolo e cruda narrazione. Due giovani napoletani lustrascarpe (o sciuscià, contrazione dell’inglese shoe shine) decidono di imbarcarsi in un losco affare con il naturale risultato di finire in carcere. Inizierà per loro un percorso catartico che li spoglierà dell’infanzia per gettarli cinicamente nel mondo degli adulti. Risalto particolare all’ottima sceneggiatura di Zavattini e al fine lavoro di cesello di De Sica con la macchina da presa. Un’opera che ha fatto risplendere il nostro cinema e di cui andiamo fieri.

      Titolo originale: id. – Regia: Vittorio De Sica – Sceneggiatura: Sergio Amidei, Adolfo Franci, Cesare Giulio Viola – Durata: 93 min. – Attori principali: Franco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, Annielo Miele, Bruno Ortenzi, Emilio Cigoli

    • La Bella e la Bestia (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      Jean Cocteau rilegge la celeberrima fiaba della Beaumont in chiave onirico-danzante. Ne esce, manco a dirlo, un capolavoro cinematografico che fa tabula rasa del bagaglio neorealista e strizza l’occhio a surrealismo e dadaismo. La storia è quella di Belle, quarta figlia di un ricco signore che cade in rovina. La ragazza si prostra ad umili lavori mentre i fratelli conducono la stessa vita dissoluta. Belle dovrà poi concedersi prigioniera alla Bestia nel suo castello per salvare il padre. Ne nascerà un grande amore oltre ogni tempo e misura umana. Scenografia e fotografia curatissime grazie all’apporto artistico dello scenografo Christian Bérard. Un’opera sospesa tra sogno e incanto, un caposaldo della settima arte.

      Titolo originale: La belle et la bête – Regia: Jean Cocteau, René Clément – Sceneggiatura: Jean Cocteau, Jeanne-Marie Leprince de Beaumont – Durata: 96 min. – Attori principali: Josette Day, Jean Marais, Michel Auclair, Christian Marquand, Mila Parély, Nane Germon

    • Paisà (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      paisàUno dei vertici del neorealismo italiano raggiunto da un Rossellini che scompone l’immagine della realtà come in un prisma. Ne ricava sei episodi affidati alla forza narrativa di grandi scrittori (Fellini, Pratolini etc.). Tutte le storie possono considerarsi dei bassorilievi, dei fotogrammi, delle vignette di una realtà che cambiava velocemente con l’avanzata degli alleati da sud a nord. Ciascuna storia narra vicende legate a quella trionfale avanzata, ciascuna storia è fatta di gente semplice, che dovendosi arrabattare con una vita di stenti ritrova nelle vittorie dell’esercito liberatore una sorta di redenzione. Su tutto lo sguardo severo e amorevole di Rossellini che non scende a compromessi con la metafora ma che filma la realtà e tale la traspone inalterata su pellicola. Un film che è la realtà stessa, dunque, con un processo speculativo che inizia e si conclude con immagini di una potenza unica.

      Titolo originale: id. – Regia: Roberto Rossellini – Sceneggiatura: Sergio Amidei, Klaus Mann, Federico Fellini, Marcello Pagliero, Alfred hayes, Vasco Pratolini, Roberto Rossellini – Durata: 120 min. – Attori principali: William Tubbs, Harriet White, Gar Moore, Carmela Sazio, Dots M. Johnson, Dale Edmunds, Giulietta Masina

    • Grandi Speranze (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      Great ExpectationsStraordinaria trasposizione cinematografica del romanzo di Dickens questo film di Lean si fa apprezzare per levigatezza della fotografia, meticolosa ricostruzione storica, presenza di spirito nel cogliere la lezione dickensiana. Lean si dimostra sensibile verso la tradizione letteraria del suo paese e offre una visione d’insieme sapida e convincente della storia dell’ascesa di Pip. Dalle umili origini, la povertà e l’orfanotrofio, Pip percorre la parabola umana della rinascita sociale attraverso l’aiuto di un misterioso benefattore. Dalle scuole uscirà un gentiluomo di nobile fattura che sarà capace di inclite imprese: arricchirsi rapidamente, frequentare i salotti dell’elite nobiliare, fare colpo sulle ragazze di buona famiglia. Quando s’innamorerà della figlia del suo benefattore scoprirà che questi non è altro che un assassino in prigione. Lean non interpreta Dickens, semplicemente lo imprime su pellicola e ce lo offre con una pulizia stilistica che affascina. Un film che non mancherà di emozionare.

      Titolo originale: Great Expectations – Regia: David Lean – Sceneggiatura: Charles Dickens, Anthony Havelock-Allan, David Lean, Cecil McGivern, Ronald Neame, Kay Walsh – Durata: 118 min. – Attori principali: Jean Simmons, John Mills, Valerie Hobson, Martita Hunt, Alec Guinness

    • Scala al Paradiso (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      La premiata ditta Powell Pressburger colpisce ancora. E lo fa nel modo più originale con un’opera di rottura rispetto al clichè prefabbricato della hollywood del dopoguerra. L’aviatore inglese Peter Carter di ritorno da una missione di bombardamento è colpito dalla contraerea e si rende conto che il paracadute è inutilizzabile. Inviando l’SOS alla radio ha occasione di parlare con June, una ragazza in forza alla USAF che lo convince a tentare la sorte. Saltando dal suo aereo si perderà in caduta nella nebbia e si sveglierà miracolosamente illeso su una spiaggia. La sua ora sarebbe dovuta suonare ma in Cielo è accaduto un disguido e l’uomo è sopravvissuto alla morte. Ora nella Sede Celeste infuria un dibattito se far vivere o morire l’uomo, dato che questi ha trovato l’amore in June. Grazie a mirabolanti trovate tecniche (le riprese del consesso di anime in assemblea sono straordinarie) e ad una sceneggiatura palpitante la coppia di cineasti consegna alla storia un nuovo modo di fare cinema, e la loro lezione rimane a tuttoggi di inalterata freschezza.

      Titolo originale: A Matter of Life and Death – Regia: Michael Powell, Emeric Pressburger – Sceneggiatura: Michael Powell, Emeric Pressburger – Durata: 104 min. – Attori principali: David Niven, Kim Hunter, Roger Livesey, Marius Goring

    • I Gangsters (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      the killersIn uno squallido alberghetto di quart’ordine un uomo attende con disillusa rassegnazione l’arrivo dei sicari. Inizia così questa folgorante messa in scena di uno dei più affascinanti racconti di Hemingway. Siodmak lavora egregiamente puntando l’obiettivo della sua cinepresa sulla figura del protagonista, sondandone ogni recondita emozione e restituendola sotto forma di pura essenzialità. Lo stesso Hemingway ammise che questo film era l’unico che aveva veramente colto lo spirito di una sua opera. Dopo l’uccisione dello Svedese inizierà il paziente ordito dei flashback che metteranno a nudo la vita dell’uomo e il perchè della sua tragica fine. Un film che segna indelebilmente il genere noir, con un grande Burt Lancaster e un ancor più grande regista nel ruolo di Demiurgo delle emozioni, un invisibile burattinaio che gioca sagacemente con la morbosa curiosità dello spettatore portandolo dove esattamente voleva.

      Titolo originale: The Killers – Regia: Robert Siodmak – Sceneggiatura: Anthony Veiller, Ernest Hemingway, John Huston, Richard Brooks – Durata: 103 min. – Attori principali: Edmond O’Brien, Burt Lancaster, Ava Gardner, Albert Dekker, Sam Levene

    • Sfida Infernale (1946) e 9/10

      1946-07-17 20:34

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      Ford al suo terzo film western delinea la sua poetica attraverso il mito della sparatoria di Tombstone, leggendario evento ripreso tra gli altri anche da Sturges in Sfida all’Ok Corral. My Darling Clementine è un’opera che alterna possenti digressioni icastiche a momenti di intima introspezione, dove l’occhio inquieto di Ford scava nei recessi emozionali del protagonista mettendone a nudo contraddizioni e pulsioni umane. Wyatt Earp è deciso a vendicare la morte del fratello per mano di una banda di fuorilegge, i famigerati Clanton. Per farlo non esita a diventare sceriffo. Si metterà sulle tracce della banda e la affronterà a Tombstone, potendo contare sull’aiuto di un dottore alcolizzato. Vedendo questo film si ha la netta impressione di assistere a qualcosa di velatamente grandioso, un senso di grandezza in fieri che aleggia per tutta l’opera e le dona un fascino ineguagliabile, quasi mistico.

      Titolo originale: My Darling Clementine – Regia: John Ford – Sceneggiatura: Samuel G. Engel, Winston Miller, Sam Hellman, Stuart N. Lake – Durata: 97 min. – Attori principali: Henry Fonda, Linda Darnell, Victor Mature, Cathy Downs, Walter Brennan

    • 1947

    • Narciso nero (1947) e 9/10

      1947-10-20 09:39

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      black narcissusUn’opera cardinale per il dopoguerra hollywoodiano, perché ebbe il merito di inaugurare un filone mistico speculativo fino a quel momento bellamente ignorato, La premiata coppia Powell – Pressburger dimostra ancora una volta che il cinema può e deve far riflettere lo spettatore, coinvolgendolo e commuovendolo. La storia è quella di un gruppo di cinque suore, di stanza a Calcutta, che decidono di stabilire una comunità religiosa nell’impervia regione dell’Himalaya. Per farlo si stabiliscono in un antico palazzo che fu un harem. Quelle ataviche mure risveglieranno in loro demoni sopiti e ancestrali dubbi. Un’opera davvero splendida nella sua rincorsa forsennata al lato psicologico del fervore religioso e alla sua graduale corruttibilità. Un film che centellina metafore spirituali mutandole in fredda materia.

      Titolo originale: Black Narcissus – Regia: Michael Powell, Emeric Pressburger – Sceneggiatura: Rumer Godden, Michael Powell, Emeric Pressburger – Durata: 100 min. – Attori principali: David Farrar, Deborah Kerr, Sabù, Jean Simmons, Flora Robson

    • 1947

    • Le Catene della Colpa (1947) e 9/10

      1947-10-20 09:39

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      Quando Geoffrey Homes pubblicò “Build My Gallows High” probabilmente non si sarebbe atteso un successo così improvviso per il suo romanzo hard-boiled. Eppure Tourneur credette immediatamente in questo romanzo e affidò alla stesso Homes la sceneggiatura del film. Il risultato è uno dei noir più cupi e affascinanti mai prodotti a Hollywood, grazie anche all’estro di Tourneur che utilizzò tutta la sua cultura europea per risciacquare la sua opera dai rigidi canoni hollywoodiani. La storia è quella di un ex investigatore privato, Jeff Bailey, che si è rifatto una vita come gestore di una stazione di servizio. ma il suo passato tornerà a visitarlo. Rivedrà una donna fatale che lo coinvolse in una brutta storia d’omicidio e gli fece perdere la testa. La donna cercherà nuovamente di trascinarlo verso la perdizione e Jeff si troverà presto davanti a una tragica scelta da compiere. Un’opera al nero dove sordide passioni strisciano nell’ombra e traviano i fragili animi degli uomini. Un film aspro e appassionante.

      Titolo originale: Out of the Past – Regia: Jacques Tourneur – Sceneggiatura: Geoffrey Homes, Frank Fenton, James M. Cain – Durata: 97 min. – Attori principali: Robert Mitchum, Kirk Douglas, Jane Greer, Rhonda Fleming, Virginia Huston

    • La Signora di Shangai (1947) e 9/10

      1947-10-20 09:39

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      Welles è in un periodo creativo particolarmente fervido quando la Columbia decide di affidargli la sua star di punta, Rita Hayworth, per il suo prossimo lavoro. Il problema è che il genio di Orson Welles difficilmente collima con la banalità commerciale dei produttori hollywoodiani e la riprova è in questo splendido film tenuto volutamente fermo per 2 anni dalla Columbia per timore di un danno d’immagine per la sua gallina dalle uova d’oro. La storia è quella di un marinaio irlandese che scorta un avvocato, sua moglie e il suo losco socio d’affari da San Francisco ad Acapulco in yacht. Presto l’uomo si accorgerà di essere capitato in un convitto di belve dove la più temibile e perfida delle fiere è la donna. che tenterà con ogni mezzo di trascinarlo in una spirale di veleno. Un’opera al nero che sarebbe davvero riduttivo classificare come noir. Si tratta di un’opera complessa, sublime nei suoi verminosi cunicoli semantici che si diramano dal suo centro per irretire uno spettatore quasi catatonico ed in totale balia della cinepresa e dell’ingegno di Welles.

      Titolo originale: The Lady from Shanghai – Regia: Orson Welles – Sceneggiatura: Sherwood King, Orson Welles, William Castle, Charles Lederer, Fletcher Markie – Durata: 87 min. – Attori principali: Everett Sloane, Rita Hayworth, Orson Welles, Glenn Anders, Ted De Corsia

    • La Fuga (1947) e 9/10

      1947-10-20 09:39

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      Dark Passage rappresenta il primo vero archetipo il cui ganglio narrativo è basato sul Tòpos dell’uomo in fuga. La vicenda, basata sull’omonima novel di Goodis, vede protagonista un uomo che accusato ingiustamente di aver ucciso la moglie riesce ad evadere di prigione e si cambia i connotati con una chirurgia plastica per sfuggire ai suoi inseguitori. Seppur ferocemente braccato l’uomo troverà l’aiuto e l’amore di una donna conosciuta per caso con cui espatrierà per poter ricominciare una vita. Il tema dell’opera è per la prima volta, non la vicenza poliziesca in sè (di cui si intuisce quasi immediatamente il vero assassino), ma il concept di un uomo senza punti di riferimento, privato di amicizie, scopo sociale e perfino umanità. La redenzione del protagonista attraverso il suo graduale distacco da quella società che così animalescamente gli da la caccia è forse il messaggio ultimo cui Daves vuol affidare alla macchina da presa. Centrata e perfettamente a fuoco la prova di Bogart, come sempre a suo agio nei ruoli oscuri e mistificanti.

      Titolo originale:Dark Passage – Regia:Delmer Daves – Sceneggiatura: Delmer Daves, David Goodis – Durata: 106 min. – Attori principali:Humphrey Bogart, Lauren Bacall, Agnes Moorehead, Bruce Bennett, Tom D’Andrea

    • 1948

    • Il Tesoro della Sierra Madre (1948) e 9/10

      1948-04-06 09:32

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      John huston firma la regia di un film irrequieto e di grande fascino. Tre uomini alla ricerca dell’oro nel Messico Centrale, andranno incontro ad ogni genere di avversità fino ad arrivare al cospetto delle loro stesse anime, denudate di ogni velleità umana. Un Humphrey Bogart insolito e ante litteram, nel cast, che si fa notare per una grande prova di bravura recitativa. Menzione speciale per la fotografia che restituisce paesaggi incontaminati in perfetta armonica con l’incedere degli avvenimenti. Un film epico e intelligente.

      Titolo originale: The Treasure of the Sierra Madre – Regia: John Huston – Sceneggiatura: John Huston, Bernard Traven – Durata: 126 min. – Attori principali: Humphrey Bogart, Walter Huston, Tim Holt, Bruce Bennett, Barton MacLane

    • Ladri di Biciclette (1948) e 10/10

      1948-04-06 09:32

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      Vittorio De Sica emerge dalle nebbie della Grande Guerra e porta il suo profondo sguardo sull’Italia che fatica a ritrovare una dimensione reale dopo lo sconquasso bellico. Un uomo, insieme a suo figlio, cerca disperatamente di rientrare in possesso della sua bicicletta, rubatagli da ignoti qualche giorno prima, e unico strumento che gli consente di continuare a svolgere il suo lavoro di attacchino. Inizia un’odissea nella Roma post-bellica densa di immagini, personaggi ed emozioni. Attraverso il viaggio dell’uomo riscopriamo una città mai doma, che ha voglia di rialzarsi e lotta quotidianamente contro meschinerie e povertà. Un monumento del neorealismo, e in senso lato, del cinema italiano. Un film che ha inventato un linguaggio e lo ha codificato a beneficio delle generazioni future.

      Titolo originale: id. – Regia: Vittorio De Sica – Sceneggiatura: Cesare Zavattini, Luigi Bartolini, Suso Cecchi D’Amico – Durata: 93 min. – Attori principali: Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carell, Gino Saltamerenda

    • Scarpette rosse (1948) e 9/10

      1948-04-06 09:32

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      the red shoesUn’opera girata a quattro mani da Michael Powell ed Emeric Pressburger è divenuta, nel tempo, un santuario degli amanti del genere melodrammatico, e più in generale oggetto di ammirazione di critici e addetti ai lavori. Cos’è che rende speciale questo film? Anzitutto la storia: una ballerina consacra se stessa alla danza, massacrata fisicamente dal direttore di una compagnia (il celebre personaggio di Lermontov) che la sottopone a una disciplina ferrea e distruttiva. La ragazza divide la sua vita tra l’amore per la danza e la passione per un compositore che lavora allo spettacolo di Scarpette Rosse (basato sulla fiaba di Andersen). Un tragico epilogo suggellerà questi due tormentati amori. Un film che fa dell’espediente scenico, della tecnica di ballo e del melodramma puro le sue armi vincenti.

      Titolo originale: The red shoes – Regia: Michael Powell, Emeric Pressburger – Sceneggiatura: Hans Christian Andersen, Emeric Pressburger, Keith Winter, Michael Powell – Durata: 133 min. – Attori principali: Anton Walbrook, Marius Goring, Moira Shearer, Ludmilla Tcherina, Léonide Massine

    • Lettera da una Sconosciuta (1948) e 9/10

      1948-04-06 09:32

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      Letter from an Unknown WomanUn’opera straordinariamente decadente, affascinante nella sua ossessiva ricerca di un profilo femminile in ogni sua più sottile sfaccettatura psicologica. Max Ophüls si dimostra cineasta di grandissima caratura, ricavando da un grande romanzo di Zweig un prototipo di donna vinta dal suo stesso amore. La storia inizia con un pianista che nella Vienna di inizio 900 riceve una lettera da una donna sconosciuta. Attraverso la lettura della lettera si rivive in flashback l’amore che questa donna, nell’ombra, ha nutrito per l’uomo. Una passione morbosa che ha caratterizzato la vita della donna: da vicina di casa a donna matura che non esita a lasciare marito e figli per il pianista. Finita la lettura il pianista dovrà recarsi ad un duello, sfidato proprio dal marito della donna. Un film di straordinaria modernità nelle sue passioni tenebrose e nel senso del tempo rivissuto in flashback. Un’opera memorabile.

      Titolo originale: Letter from an Unknown Woman – Regia: Max Ophüls – Sceneggiatura: Stefan Zweig, Howard Koch, Max Ophüls – Durata: 86 min. – Attori principali: Joan Fontaine, Louis Jourdan, Mady Christians, Marcel Journet, Art Smith

    • Germania Anno Zero (1948) e 9/10

      1948-04-06 09:32

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      Un formidabile affresco di una Berlino straziata dai bombardamenti con il chiaroscuro dinamico di un bambino che si muove tra le macerie come una molecola in preda all’entropia. E’ questo il lascito iconografico di un grande regista che ha spinto il suo sguardo attento in una situazione storica a lui contemporanea ricavandone un’opera di grande suggestione visiva e narrativa. La storia è appunto incentrata sul piccolo Edmund, un bambino che con la sua forza d’animo mantiene, tra mille difficoltà tutta la sua famiglia. L’esito tragico della sua vicenda sarà la parabola di una nazione prostrata alla sconfitta all’alba di una nuova era di rinascita. Una grande prova di Rossellini girata interamente con attori non professionisti.

      Titolo originale: id. – Regia: Roberto Rossellini – Sceneggiatura: Roberto Rossellini, Max Kolpé, Sergio Amidei, Carlo Lizzani – Durata: 78 min. – Attori principali: Franz Kruger, Edmund Moeschke, Barbara Hintze, Ernst Pittschau, Erich Gühne

    • Il Fiume Rosso (1948) e 9/10

      1948-04-06 09:32

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      Un capolavoro di dimensioni bibliche questo di Hawks: vuoi per l’impegnativo set che ha visto la messa in campo di una mandria di ottomila capi seguendo lo sforzo dei protagonisti nel trasportarla in lungo e in largo attraverso una america inesplorata e ostile, vuoi per le dimensioni epiche di una storia con risvolti psicologici inusuali per la Hollywood del dopoguerra preoccupata di una divisone netta e manichea tra buoni e cattivi. Il film basa il suo intreccio narrativo sul viaggio che due allevatori, Tom Dunson e il suo figlioccio ventenne, intraprendono per condurre una mandria in Missouri. Il viaggio sarà costellato di insidie, tra le quali la più feroce sarà quella rappresentata dalle imboscate dei Comanches. Dunson è spietato con chi abbandona l’impresa e la sua insensata ferocia convince suo figlio ad abbandonarlo lasciandolo senza mandria e senza uomini. Il regolamento finale tra i due uomini sarà lo scontro tra due attitudini a vivere la frontiera, tra due concezioni di Far West che inevitabilmente si trovano a collidere. Splendida l’interpretazione di Wayne che deve infondere al personaggio, oltre la scorza di ostinata durezza, una sottilissima venatura lirica, un amore sotterraneo e malcelato che in definitiva traspare come straordinaria chiave di lettura dell’intero film.

      Titolo originale: Red River – Regia: Howard Hawks – Sceneggiatura: Borden Chase, Charles Schnee – Durata: 133 min. – Attori principali: John Wayne, Walter Brennan, Montgomery Clift, John Ireland

    • 1949

    • Il Terzo Uomo (1949) e 10/10

      1949-01-22 11:13

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      Opera di Carol Reed che si scuote di dosso il buonismo hollywoodiano degli anni post bellici e diviene archetipo del genere noir poliziesco con un retrogusto cinico e amaro. La storia è quella di uno scrittore di libri d’avventura disoccupato che arriva nella Vienna devastata dalla Guerra per un lavoro offertogli dal suo amico Harry Lime, salvo scoprire che il suo amico è morto in un misterioso incidente d’auto. Inizierà il suo viaggio iniziatico alla ricerca della verità conducendo un’inchiesta personale. Scoprirà così che oltre ai due uomini che hanno trasportato Lime dopo l’incidente, vi era un misterioso terzo uomo… Un film geniale, di una raffinatezza devastante, complice anche l’interpretazione di Joseph Cotten, un attore spesso dimenticato di grande talento. Celebri alcune scene come la conversazione con il redivivo Lime sulla ruota panoramica, o come l’apparizione dello stesso Lime illuminato dalla luce di una finestra che piove improvvisamente su un androne oscuro svelandone l’incarnato soprannaturale. Da imparare a memoria e tramandare in eterno alle future generazioni.

      Titolo originale: The Third Man – Regia: Carol Reed – Sceneggiatura: Graham Greene – Durata: 104 min. – Attori principali: Joseph Cotten, Alida Valli, Orson Welles, Trevor Howard, Bernard Lee – RECENSIONE FAC

    • Tarda Primavera (1949) e 9/10

      1949-01-22 11:13

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      Un mirabile incantamento dove ogni immagine è disposta con infinito amore e straordinario senso estetico. Ozu dimostra ancora una volta di essere un raffinato intellettuale realizzando un’opera che non solo dal punto di vista formale ma anche semantico rispecchi i valori e le tradizioni del suo popolo. Affronta infatti in questo film un tema a lui caro: la disgregazione della famiglia e l’allontanamento degli affetti. La storia è quella di un vedovo che vive solo con la figlia. L’uomo desidera che la ragazza trovi un marito e fa di tutto per convincerla. Ma la ragazza è riluttante a lasciare il padre da solo. L’uomo metterà in atto uno stratagemma per convincerla. Il delicato equilibrio delle parti in gioco, la vellutata cascata di immagini che ci investe inondandoci di pura bellezza, lo stile cristallino, il morbido dibattito dei sentimenti: tutto ciò contribuisce a fare di questo film un’opera a cui non si può rinunciare. Per stabilire un’oasi di pace e bellezza nelle nostre frenetiche esistenze.

      Titolo originale: Banshun – Regia: Yasujirô Ozu – Sceneggiatura: Kazuo Hirotsu, Kôgo Noda, Yasujirô Ozu – Durata: 108 min. – Attori principali: Yumeji Tsukioka, Chishu Ryu, Setsuko Hara, Haruko Sugimura, Hohi Aoki

    • La Furia Umana (1949) e 9/10

      1949-01-22 11:13

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      white heatWalsh firma un gangster movie atipico per molti versi: anzitutto la connotazione psicologica del protagonista: complessa e compulsiva, con interessanti fobie che delizierebbero qualsiasi famelico psichiatra. In ogni caso affascinante nella sua poliedricità. Poi c’è la connotazione etica che viene bellamente evitata, a differenza di altri casi in cui i fuorilegge erano comunque condannati, benchè dipinti come uomini valorosi. James Cagney interpreta Cody Jarrett un bandito cresciuto in una famiglia di banditi. Cody ha una venerazione per la madre ed è vittima di violenti cambiamenti d’umore che lo fanno apparire un uomo sulla soglia della follia. Quando riunirà la vecchia banda in una fabbrica abbandonata inizierà a progettare un colpo ad un treno che dovrà cambiare le loro vite per sempre. Memorabile, è davvero il caso di dirlo, l’interpretazione di Cagney. Cody Jarrett è l’archetipo della ferocia e della sottomissione edipica alla madre. Hitchcock quando girò Psycho sicuramente rammentò la lezione di questo film.

      Titolo originale: White Heat – Regia: Raoul Walsh – Sceneggiatura: Ivan Goff, Ben Roberts, Virginia Kellogg – Durata: 114 min. – Attori principali: James Cagney, Edmond O’Brien, Virginia Mayo, Steve Cochran, Margaret Wycherly

    • Sangue Blu (1949) e 10/10

      1949-01-22 11:13

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      La commedia nera britannica nasce con questo film. Indiscutibilmente un archetipo, l’opera di Hamer si distingue per la sottile forza di un’ironia mai pedante, di un sarcasmo sussurrato, di una parodia mai enfatizzata dalla narrazione. Si ride, insomma, ma a denti stretti e con il cervello sempre in stato di vigile allerta per cogliere ogni machiavellico simbolismo che Hamer butta in scena con destrezza demoniaca. La storia è incentrata sull’ambizione di un nobile spogliato del proprio titolo nobiliare a causa dei burrascosi passati amorosi della madre. Determinato ad acquisire il titolo di Lord ad ogni costo pianifica l’uccisione di ogni erede al titolo per centrare il traguardo. Dopo aver fatto fuori otto rivali per colmo dell’assurdo sarà imprigionato per un omicidio che non ha commesso. Spicca la camaleontica prova di un Alec Guinnes a dir poco strepitoso che interpreta otto personaggi (le vittime designate, tra cui una donna). Peter Sellers raccoglierà la sua eredità nel Dottor Stranamore di Kubrick. Un’opera che non esitiamo a definire vitale nella nascita dell’odierna commedia e che tuttora conserva i crismi del capolavoro.

      Titolo originale: Kind Hearts and Coronets – Regia: Robert Hamer – Sceneggiatura: Roy Horniman, Robert Hamer, John Dighton – Durata: 106 min. – Attori principali: Dennis Price, Valerie Hobson, Joan Greenwood, Alec Guinness

    • 1950

    • Rashômon (1950) e 10/10

      1950-01-19 10:27

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      Nel Giappone feudale del 12esimo secolo una donna viene violentata e suo marito ucciso. Akira Kurosawa disseziona questo crimine al microscopio fornendone diverse versioni che formeranno un quadro d’insieme via via più nitido e spietato. Ogni personaggio implicato in questa vicenda è parte di un complesso meccanismo semantico che fornisce un tenue spiraglio sulla Verità Ultima dei fatti, ogni fonte è collocata nel puzzle dall’occhio vigile del maestro giapponese, ricostruendo una vicenda grottesca che via via prende consistenza alla luce dei racconti. Un’opera che intesse una filosofia secondo la quale la realtà è costituita di innumerevoli versioni diverse, figlie della psiche umana e della traiettoria soggettiva che prende ogni singolo evento reale. Un Kurosawa che giganteggia dietro la macchina da presa, con inquadrature mai ridondanti, tese a snudare l’animo umano e i suoi meschini rivolgimenti. Da menzionare l’interpretazione di Toshiro Mifune, attore-feticcio idealizzato in gran parte della filmografia del Maestro nipponico.

      Titolo originale: Rashômon – Regia: Akira Kurosawa – Sceneggiatura: Akira Kurosawa, Ryûnosuke Akutagawa, Shinobu Hashimoto – Durata: 88 min. – Attori principali: Toshirô Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki

    • Viale del Tramonto (1950) e 9/10

      1950-01-19 10:27

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      Billy Wilder è uno dei registi americani che ha massicciamente contribuito alla costruzione del mito di Hollywood dal dopoguerra in poi. In questo film la sua indagine psicologica si dirige sulla decadenza delle star. Il film è infatti incentrato sulla figura di Norma Desmond, un’attrice del cinema muto caduta nell’oblio. Il mondo che circonda Norma diviene un microcosmo reclusivo in cui amori, tradimenti e storie di uomini si mescolano indissolubilmente in un pout pourrì dove disillusione, solitudine ed emarginazione continuano a farla da padroni. Un film splendido nel suo amaro cinismo di fondo.

      Titolo originale: Sunset Blvd. – Regia: Billy Wilder – Sceneggiatura: Charles Brackett, Billy Wilder, D.M. Marshman Jr. – Durata: 110 min. – Attori principali: William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Fred Clark, Jack Webb

    • Il Diritto d’Uccidere (1950) e 9/10

      1950-01-19 10:27

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      Il film si intitola “in a lonely place” con un titolo evocativo e potente, ma il titolista italiano come al solito ci mette del suo e ne esce un titolo inverosimile. A dispetto di questo l’opera è uno splendido archetipo del genere noir che vale da sola il prezzo del biglietto per l’interpretazione di Bogart nel ruolo di uno scrittore di best sellers trash, un po’ paranoide e sospettato di aver ucciso la propria compagna. Davvero indimenticabile la regia di Nicholas Ray che con rapide carrellate alternate a primi piani ossessivi, crea un repertorio iconografico per il genere noir. Un film da non perdere, da riscoprire, da amare come un figlio perduto.

      Titolo originale: In a Lonely Place – Regia: Nicholas Ray – Sceneggiatura: Andrew Solt, Dorothy B. Hughes, Edmund H. North – Durata: 94 min. – Attori principali: Humphrey Bogart, Gloria Grahame, Frank Lovejoy, Carl Benton Reid, Art Smith

    • Eva contro Eva (1950) e 9/10

      1950-01-19 10:27

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      Mankiewicz, regista degno di nota e abile artigiano della cinepresa, ricavò questo film da un racconto di Mary Orr e ne fece un’opera dove vita e recitazione si compenetrano dando luogo ad un intreccio appassionante sul degrado delle relazioni umane. La storia è incentrata sulla stella di Broadway Margo Channing. La donna prende sotto la sua protezione una ingenua aspirante attrice, Eve Harrington. Sarà l’inizio di una lenta metamorfosi che trasformerà una spaesata ragazza in una mostruosa arrampicatrice sociale capace di passare sul cadavere della sua protettice. Un film affascinante, splendidamente interpretato da Bette Davis e Anne Baxter, che segnò il debutto di un’attrice di belle speranze che di lì a poco avrebbe conosciuto un successo clamoroso: Marilyn Monroe. Un’opera al nero sulla corruzione delle passioni umane e sulla natura corrotta delle più elementari aspirazioni.

      Titolo originale: All About Eve – Regia: Joseph L. Mankiewicz – Sceneggiatura: Joseph L. Mankiewicz, Erich Kästner, Mary Orr – Durata: 138 min. – Attori principali: Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders, Celeste Holm, Gary Merrill, Marilyn Monroe

    • Giungla d’Asfalto (1950) e 10/10

      1950-01-19 10:27

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      Huston firma uno dei più bei gangster movie di sempre e lo fa con una leggerezza e al contempo una profondità di campo che ne hanno fatto un caposaldo del genere. La cosa migliore del film è senza dubbio la fine scultura di ogni personaggio coinvolto nella narrazione. L’elemento umano è michelangiolescamente delineato nella sua intrinseca specificità: vizi, emozioni, pensieri, tensioni. La storia prende corpo intorno al progetto di una rapina in una gioielleria. Artefice e mente del colpo è un avvocato sull’orlo del fallimento. Gli esecutori materiali sono una banda eterogenea di varia umanità: porteranno a termine il colpo ma lasceranno delle labili tracce su cui si avventerà la polizia. Sarà l’inizio di un lento gioco al massacro in cui ogni componente della banda cade inesorabilmente nella rete. Un riferimento per tanti uomini di cinema che hanno amato visceralmente questo film. Huston ha dato libero sfogo al suo grande estro da caratterista ricavandone un bastione su cui erigere la fortezza della Settima Arte. Difficile non considerare questo film un capolavoro.

      Titolo originale: The Asphalt Jungle – Regia: John Huston – Sceneggiatura: Ben Maddow, John Huston, W. R. Burnett – Durata: 112 min. – Attori principali: Marilyn Monroe, Sterling Hayden, Louis Calhern, Sam Jaffe, Jean Hagen

    • I Figli della Violenza (1950) e 9/10

      1950-01-19 10:27

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      Un dramma sociale diventa, nelle mani di Buñuel, un affilato strumento di denuncia e al contempo un perfetto ingranaggio cinematografico. Los Olvidados è il terzo del ciclo messicano del grande regista spagnolo e ottenne grandi riconoscimenti a cominciare dalla Palma d’Oro a Cannes nel ’51. La storia è incentrata sulle vicende di quattro ragazzi di strada a Città del Messico, quattro vite scavate nel solco di degrado e abbandono. Pedro ruba alla sua stessa madre e scappa di casa, Meche nasconde un coltello tra le vesti lacere da fanciulla, Ojitos attende invano ogni giorno un padre che lo ha lasciato al suo destino, e Jaibo vive di espedienti corazzandosi di un’astuzia che lo mantiene in vita in un mondo ostile e spietato. Quattro vite destituite da ogni candore, da ogni borghese vernice di fatalismo. Un’opera che in Italia avremmo a ragione definito neorealista e che restituisce allo spettatore il crudele sapore della sconfitta in fieri.

      Titolo originale: Los Olvidados – Regia:Luis Buñuel – Sceneggiatura: Luis Buñuel, Luis Alcoriza, Max Aub, Juan Larrea, Pedro de Urdimalas – Durata: 80 min. – Attori principali: Miguel Inclan, Estela Inda, Alfonso Mejia, Roberto Cobo, Alma Delia Fuentes

    • 1951

    • Un Tram che si chiama Desiderio (1951) e 9/10

      1951-11-30 10:49

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      Elia Kazan traspone in pellicola il bellissimo dramma di Tennessee Williams. Ne esce un film possente e intenso, splendidamente interpretato da Marlon Brando e Vivien Leigh. La storia è incentrata sulla figura di Blanche DuBois, una donna nevrotica che intreccerà il suo destino con la sorella Stella e il marito Stanley. Un’anatomia delle passioni umane portata prima sul palcoscenico e poi sul grande schermo, non cambia assolutamente il valore artistico dell’opera che rimane altissimo. Notevole la capacità di kazan di conservare inalterato il sapore prettamente teatrale dell’opera concepita per essere trasposta su palcoscenico, a cui Kazan intelligentemente lascia inalterato l’impatto dialettico dei dialoghi.

      Titolo originale: A Streetcar Named Desire – Regia: Elia Kazan – Sceneggiatura: Tennessee Williams, Oscar Saul – Durata: 122 min. – Attori principali: Vivien Leigh, Marlon Brando, Kim Hunter, Karl Malden, Rudy Bond, Nick Dennis

    • Il Diario di un Curato di Campagna (1951) e 9/10

      1951-11-30 10:49

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      Un’opera fondamentale nella storia del cinema, non fosse altro per la sua purezza stilistica unita ad un indagine psicologica pervicace e totale. Bresson infuse in queso film l’arte del “conoscere gli uomini” e ne ricavò un qualcosa di grandioso e memorabile. La storia verte sulla figura di un giovane prete che viene destinato ad una sperduta cittadina di campagna nel nord della Francia: Ambricourt. Qui il giovane dovrà confrontarsi con la diffidenza degli abitanti e con le tensioni in seno alla famiglia più rispettabile del paese, il Conte e sua moglie. Il curato tenterà di riconciliare i due sposi ma otterrà ancora più ostilità. Intanto una malattia devasterà lentamente il suo corpo e l’epilogo sarà quanto mai amaro. Tratto da un romanzo di Bernanos quest’opera rimane un punto di riferimento indimenticabile in seno alla cinematografia francese. Quasi un assioma di come le passioni umane possano contrarsi in un lugubre canto di morte che nessuna Religione rivelata può sperare di contrastare.

      Titolo originale: Journal d’un curé de campagne – Regia: Robert Bresson – Sceneggiatura: Georges Bernanos, Robert Bresson – Durata: 115 min. – Attori principali: Claude Laydu, Jean Danet, Jean Rivière, André Guibert, Antoine Balpêtre, Bernard Hubrenne, Gaston Séverin

    • La Regina d’Africa (1951) e 9/10

      1951-11-30 10:49

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      Un’opera che introdusse l’ironia e la scanzonata dialettica del botta e risposta nel film d’avventura. Huston intese cioè scrostare l’alone di pomposità che circondava i film d’avventura senza rinunciarvi e senza cadere nella mera parodia. Ne uscì un capolavoro annunciato anche grazie alla verve irresistibile dei due protagonisti: Bogart e la Hepburn. La storia è quella di un’inacidita missionaria inglese che durante il conflitto del 15-18 discende un fiume africano con l’aiuto di un ruvido capitano di nave. L’intento paradossale della donna è quello di affondare una nave tedesca che è ancorata in un lago dove il fiume va a confluire. Inevitabilmente tra i due protagonisti scoppierà un amore condito di velenose battaglie dialettiche e circondato dalla lussureggiante natura di un’Africa quasi incontaminata. Un’opera inarrivabile quanto a trovate sceniche e a sceneggiatura effervescente: da vedere tutta d’un fiato.

      Titolo originale: The African Queen – Regia: John Huston – Sceneggiatura: C.S. Forester, James Agee, John Huston – Durata: 105 min. – Attori principali: Humphrey Bogart, Katharine Hepburn, Robert Morley, Theodore Bikel, Peter Bull

    • L’Asso nella Manica (1951) e 9/10

      1951-11-30 10:49

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      Wilder a volo radente sul labirinto dell’ambizione umana ne documenta dall’alto ogni sordido recesso. Per mezzo di un’opera che destò non pochi interrogativi sul ruolo della stampa in un paese democratico il regista austriaco estrae dal cilindro un personaggio che incarna l’archetipo del fallimento e del cinismo. Chuck Tatum è un giornalista allontanato dal grande circuito giornalistico della metropoli e relegato in un piccolo quotidiano di Albuquerque. L’uomo vede frustrato ogni suo progetto di carriera ma intravede in un avvenimento di cronaca la possibilità per dare una nuova spinta alle sue ambizioni professionali. Un operaio è infatti rimasto intrappolato in una miniera del Nuovo Messico e Tatum si getta a capofitto nella storia facendone un pezzo di richiamo. Ma il circo mediatico che si scatenerà intorno alla vicenda travolgerà anche lui. Una menzione di onore per Kirk Douglas con una recitazione davvero all’altezza della sceneggiatura. In filigrana l’occhio sempre vigile di Wilder plasma la storia senza alcun infingimento morale, semplicemente denudandone la cronaca e lasciando giudicare allo spettatore.

      Titolo originale: Ace in the Hole – Regia: Billy Wilder – Sceneggiatura: Billy Wilder, Lesser Samuels, Walter Newman, Victor Desny – Durata: 111 min. – Attori principali: Kirk Douglas, Jan Sterling, Robert Arthur, Porter Hall, Frank Cady

    • Un Posto al Sole (1951) e 9/10

      1951-11-30 10:49

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      Tratto dal celebre romanzo di Dreiser “An American Tragedy” riesce ad eguagliarlo in denuncia sociale e introspezione dell’animo umano. Il protagonista è un giovane squattrinato che viene sedotto da una ricca ereditiera e si vede spalancato un mondo di sfarzo e opulenza che infiamma la sua ambizione di scalatore sociale. Ma la sua ex fidanzata gli annuncia la sua gravidanza e gli intima di sposarla. Il giovane durante una gita in barca medita di uccidere la ragazza ma all’ultimo istante si trattiene (si noti il parallelismo con Sunrise di Murnau in questo frangente). La ragazza per un malaugurato incidente cade fuori bordo e annega. Durante il processo un implacabile pubblico ministero tenterà di incastrare l’uomo e di condannarlo a morte. Un’opera emotivamente possente, pervasa da una costante tensione psicologica e impreziosita da un Montgomery Clift in grande spolvero.

      Titolo originale: A Place in the Sun – Regia: George Stevens – Sceneggiatura: Theodore Dreiser, Patrick Kearney, Michael Wilson, Harry Brown – Durata: 122 min. – Attori principali: Shelley Winters, Elizabeth Taylor, Raymond Burr, Montgomery Clift, Keefe Brasselle

    • Ultimatum alla Terra (1951) e 8/10

      1951-11-30 10:49

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      Wise dimostra a se stesso e all’establishment hollywoodiano di poter dirigere qualsiasi genere di film. E’ così che arriva la decisione di gettarsi nel calderone della fantascienza costruendo un film intorno al romanzo di Harry Bates “Farewell to the Master”. L’opera viene incentrata sulla figura di un alieno, Klaatu, che discende sulla terra per farsi latore di un importante messaggio per l’umanità. La razza umana infatti è in pericolo e starebbe per venir spazzata via da un’altra civiltà aliena. ma le difficoltà di comunicazione dell’alieno sono insormontabili, gli umani sono troppo ottusi e diffidenti. Klaatu tenterà allora un nuovo rivoluzionario approccio dialettico. Un’opera che ha segnato un capitolo fondamentale nel modo di “fare fantascienza” al cinema. Le trovate sceniche, gli espedienti narrativi, il linguaggio presudo scientifico, l’enfatizzazione tecnologica: tutto ciò ha cambiato per sempre il modus operandi della Settima Arte nei confronti del fantastico. Per fortuna, verrebbe da dire.

      Titolo originale: The Day the Earth Stood Still – Regia: Robert Wise – Sceneggiatura: Edmund H. North, Harry Bates – Durata: 92 min. – Attori principali: Michael Rennie, Hugh Marlowe, Patricia Neal, Sam Jaffe, Billy Gray

    • Un americano a Parigi (1951) e 9/10

      1951-11-30 10:49

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      Una delle opere che ha contribuito a rendere grande il genere del Musical e a metterne a punto i meccanismi cinematografici fino a rasentare la perfezione stilistica. Contribuirono notevolmente al successo le musiche di Gershwin e le coreografie dei balletti ispirate all’espressionismo. La trama vede l’ambientazione della storia in una Parigi fervente di artisti in una bohéme quasi di prammatica. In questo brulicante milieu di intelletti uno scrittore e una donna facoltosa si conoscono e si amano tra mille difficoltà. Lui a causa del suo senso di colpa verso il mecenatismo della donna, lei perchè promessa ad un altro uomo. Dietro il fluire degli eventi l’occhio divertito di Minelli che plasma nuovi stilemi espressivi per incrociare danza e cinema sotto un perfetto cielo stellato. Inutile dire che l’impresa gli riesce fin troppo bene. Una menzione finale va, çava sans dire, alla levità ultraterrena del virtuoso Gene Kelly che trasla il suo corpo da una scena all’altra con grazia ectoplasmatica.

      Titolo originale: An American in Paris – Regia: Vincent Minelli – Sceneggiatura: Alan Jay Lerner – Durata: 113 min. – Attori principali:Nina Foch, Gene Kelly, Leslie Caron, Oscar Levant, Georges Guétary

    • 1952

    • Umberto D. (1952) e 10/10

      1952-08-08 09:11

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      Vittorio De Sica con questo bellissimo film si cala nel decadentismo di maniera dipingendo una storia di solitudine ed emarginazione. Umberto Domenico Ferrari deve combattere con la vita e i suoi squallidi tranelli arrabattandosi a vivere in una piccola camera in affitto. E’ tiranneggiato dalla padrona di casa che lo umilia quotidianamente ed ha come unica amica la donna delle pulizie che pur incinta è costretta a lavorare duramente. Un film amaro e cupo, con una sceneggiatura veramente palpitante, ottimamente redatta dal grande Cesare Zavattini. Un pugno nello stomaco con i crismi dell’opera d’arte.

      Titolo originale: id. – Regia: Vittorio De Sica – Sceneggiatura: Cesare Zavattini – Durata: 89 min. – Attori principali: Carlo Battisti, Maria Pia Casillo, Lina Gennari, Ileana Simova, Elena Rea

    • Cantando sotto la Pioggia (1952) e 9/10

      1952-08-08 09:11

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      Un film che in un certo senso ha gettato le basi per i musical e ha aperto le porte alla danza con il grande Gene Kelly. Da notare come l’abile ballerino sia anche dietro la macchina da presa coadiuvato da Stanley Donen. La storia è quella di una coppia cinematografica che nel 1927 ha raggiunto l’apice del successo. Ma per il nuovo film a cui sta lavorando sono richieste anche doti canore, trattandosi di un musical. A complicare ulteriormente le cose sarà la presenza di una giovane attrice che farà innamorare il protagonista. Un’opera soave e levigata, che rende leggera qualsiasi forzatura ermeneutica. L’espressività dei corpi, il linguaggio delle posture, della mimica, della danza, prende graziosamente il sopravvento senza alcun tipo di prevaricazione. E’ la poetica del movimento che prevale, per una volta, su quella della parola. Ed è giusto così.

      Titolo originale: Singin’ in the Rain – Regia: Stanley Donen, Gene Kelly – Sceneggiatura: Adolph Green, Betty Comden – Durata: 103 min. – Attori principali: Gene Kelly, Donald O’Connor, Debbie Reynolds, Jean Hagen

    • Luci della Ribalta (1952) e 10/10

      1952-08-08 09:11

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      Nel suo ultimo film americano il Maestro Chaplin affronta il problema del declino e dell’emarginazione di fine carriera degli uomini di spettacolo. A coadiuvarlo un altro immenso talento, Buster Keaton, l’unico che negli anni d’oro del cinema muto fu in grado di essere artisticamente al suo pari. C’è quindi questa sorta di meta-realtà in cui il vissuto dei due attori principali si trasfonde nella trama del film. Calvero, un vecchio attore comico di Music Hall, tenta di infondere linfa vitale e talento artistico in un ballerino che ha perso la voglia di vivere. Celebri i duetti sul palco dei due grandi attori, in un’opera che scivola nell’autobiografismo. Un film assolutamente da non perdere, per conservare bene a mente la cifra del dono, della destrezza, della predisposizione geniale di due grandi maestri della commedia e in senso lato del cinema.

      Titolo originale: Limelight – Regia: Charles Chaplin – Sceneggiatura: Charles Chaplin – Durata: 137 min. – Attori principali: Charles Chaplin, Buster Keaton, Claire Bloom, Nigel Bruce, Sydney Chaplin

    • Un Uomo Tranquillo (1952) e 9/10

      1952-08-08 09:11

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      Ford girò questo film come un atto d’amore incondizionato verso il suo paese d’origine: l’Irlanda. Per farlo volle con sè il suo attore feticcio John Wayne. Ne scaturì un’opera emozionante dove pathos narrativo e sintesi estetica risultano inscindibili, dando vita ad un film meraviglioso. La storia è quella di un pugile irlandese negli States. Dopo la tragica fine di uno dei suoi incontri in cui muore il suo avversario, farà ritorno nel paese d’origine. In Irlanda troverà l’amore ma dovrà ancora una volta combattere per esso, in un crescendo rossiniano di ostacoli e impedimenti. Un film in cui la mano di Ford è poeticamente ispirata nel riprendere i luoghi delle sue origini e in cui John Wayne incarna tutto ciò che il vecchio leone avrebbe voluto essere.

      Titolo originale: The Quiet Man – Regia: John Ford – Sceneggiatura: Frank S. Nugent, Maurice Walsh, John Ford – Durata: 129 min. – Attori principali: Victor McLaglen, Maureen O’Hara, John Wayne, Barry Fitzgerald, Ward Bond

    • Mezzogiorno di Fuoco (1952) e 9/10

      1952-08-08 09:11

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      Che dire di questo film che non sia già stato scritto? Probabilmente si tratta dell’opera che più di ogni altra contribuì al successo dell’epopea western con la glorificazione dell’eroe solitario che icasticamente assurge a incarnazione della purezza del sogno americano. La storia è incentrata sulla figura dello sceriffo di una placida città di provincia nel 1870. L’uomo innamoratosi di una ragazza di fede quacchera, per amore della fanciulla decide di appendere la stella al chiodo e di partire con la sua amata. Ma i suoi piani verranno stravolti dall’annuncio dell’arrivo di un pericoloso bandito e dei suoi complici con il treno di mezzogiorno. L’uomo, rimasto drammaticamente solo, si appresterà al duello per puro senso di responsabilità. Il film è una clessidra inesorabile che scandisce il tempo che separa i protagonisti dal duello finale. Girato in un bianconero da levare il fiato, fu orribilmente deturpato negli anni 80 da un colore artificiale, che suona come un paio di baffi finti sopra una figura michelangiolesca.

      Titolo originale: High Noon – Regia: Fred Zinnemann – Sceneggiatura: Carl Foreman, John W. Cunningham – Durata: 85 min. – Attori principali: Thomas Mitchell, Gary Cooper, Lloyd Bridges, Grace Kelly, Katy Jurado

    • 1953

    • Le Vacanze di Monsieur Hulot (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      Jacques Tati, indimenticato e sublime artista del cinema francese, dirige e interpreta questa deliziosa commedia sulle vacanze del signor Hulot, una piaga che cala disgraziatamente su un hotel sul mare causando gaffe, rovesci e distruzioni di ogni tipo. Memorabili alcune scene come la catastrofica partita a tennis che, nonostante gli infortuni, avvince un’affascinate ospite inglese dell’albergo. La comicità di Tati gioca sul falsopiano dell’incertezza ingenerata nello spettatore che in definitiva non riesce mai a capire se il goffo protagonista è cosciente dei disastri causati o ne è totalmente all’oscuro. La genialità di Tati risiede soprattutto nella postura del personaggio, come lo muove attraverso la scena facendogli compiere improbabili interazioni che sconcertano e causano un moto dubbioso di ilarità strozzata in gola. Un’opera alle radici di ogni comicità.

      Titolo originale: Les vacances de Monsieur Hulot – Regia: Jacques Tati – Sceneggiatura: Henri Marquet – Durata: 114 min. – Attori principali: Jacques Tati, Louis Perrault, Nathalie Pascaud, Lucien Frégis, Micheline Rolla

    • Viaggio a Tokyo (1953) e 10/10

      1953-01-28 10:21

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      tokyo storyYasujirô Ozu è uno dei massimi registi giapponesi insieme a Kurosawa. In questo delicato film ci racconta la storia di due anziani coniugi originari della piccola città costiera di Onomichi che decidono di partire alla volta della grande metropoli Tokyo per una visita ai loro due figli sposati, un medico e una parrucchiera con le rispettive famiglie. Quando arriveranno nella grande città l’alienazione che infuria intorno a loro si tradurrà anche nei rapporti con i famigliari. I figli infatti non presteranno attenzione ai genitori, trattandoli come seccatori. Un’opera incentrata sull’incomunicabilità tra generazioni e sull’eversione ascetica della megalopoli. Un film che è un caposaldo dell’arte cinematografica e che conserviamo nel nostro cuore come una gemma inestimabile.

      Titolo originale: Tôkyô monogatari – Regia: Yasujirô Ozu – Sceneggiatura: Kogo Noda, Yasujirô Ozu – Durata: 136 min. – Attori principali: Chishû Ryû, Chieko Higashiyama, Setsuko Hara, Haruko Sugimura, Sô Yamamura

    • I Racconti della Luna Pallida d’Agosto (1953) e 10/10

      1953-01-28 10:21

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      Mizoguchi indimenticato Maestro giapponese di un cinema levigato e intimista concepisce quest’opera dopo la lettura dei racconti surreali di Ueda, su cui basa la poetica dell’opera (e da cui nasce lo spregiudicato titolo della distribuzione italiana). Il film è imperniato sulla storia di due umili uomini di un piccolo villaggio nel Giappone del sedicesimo secolo sconvolto dalla guerra civile. I due abbandonano le rispettive famiglie e partono in cerca di fortuna per ambire all’agognato status di Samurai. La loro epopea sarà cagione di lutti e disperazione, e la rovina si abbatterà sulle famiglie lasciate in balia degli eventi. Un’opera marmorea nel suo possente spirito epico che non manca di commuovere ed appassionare. Un autentico cardine del Cinema di ogni tempo.

      Titolo originale: Ugetsu monogatari – Regia: Kenji Mizoguchi – Sceneggiatura: Matsutarô Kawaguchi, Kyûchi Tsuji, Akinari Ueda, Yoshikata Yoda – Durata: 94 min. – Attori principali: Machiko Kyô, Masayuki Mori, Tanaka Kinuyo, Sakae Ozawa, Mito Mitsuko

    • Da qui all’Eternità (1953) e 8/10

      1953-01-28 10:21

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      Un’opera che consegnò Zinnemann all’Empireo Hollywoodiano con la vittoria di ben 8 oscar. Un film che racconta l’entrata in guerra degli USA dal punto di vista di alcuni soldati di stanza a Pearl Harbour, poco prima del fatale attacco giapponese. Ogni storia è caratterizzata da un forte legame amoroso e dalla rigidità della vita militare. Ogni personaggio viene scandagliato in ogni sua debolezza facendo di questo film un interessante strumento per capire meglio lo stato d’animo di una nazione durante la sua più grande sconfitta militare. Un film che destò anche qualche contrasto in seno all’Academy per l’assegnazione di così tante statuette (poi sarebbero venute opere che ne avrebbero vinte anche di più). Sicuramente memorabile sia per gli espedienti narrativi che per la perizia cinematografica.

      Titolo originale: From here to eternity – Regia: Fred Zinnemann – Sceneggiatura:Daniel Taradash, James Jones – Durata: 118 min. – Attori principali: Frank Sinatra, Ernest Borgnine, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Burt Lancaster, Donna Reed, Jack Warden

    • Vacanze Romane (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      Il garbo e la sobrietà di William Wyler hanno fatto di questo film, se vogliamo confezionato intorno alla popolarità dei due protagonisti, Gregory Peck e Audrey Hepburn, un vero e proprio archetipo della commedia sentimentale, citato e venerato da generazioni di cineasti negli anni a venire. Il film è incentrato sulla principessa Anna in visita ufficiale a Roma. Dopo essersi affrancata dal rigido protocollo di corte la ragazza, nella sua fuga, incontra un reporter americano che la ospita nella propria casa romana. Con lui esplorerà le meraviglie di una città in bilico tra eternità storica e caos metropolitano. Celebre le scene in cui i due girano Roma con una mitica Lambretta azzurra. Un’opera niente affatto scontata, che non fa del buonismo spicciolo la sua chiave di volta, ma al contrario trova i suoi punti di forza nel folclore di strada, nella scoperta di una città meravigliosa, nella vitalità romantica di un amore nato per caso.

      Titolo originale: Roman Holiday – Regia: William Wyler – Sceneggiatura: BIan McLellan Hunter, John Dighton, Dalton Trumbo – Durata: 118 min. – Attori principali: Gregory Peck, Eddie Albert, Audrey Hepburn, Artley Power, Hartley Power

    • Il Grande Caldo (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      Fritz Lang dimostra, in questo film, di avere assimilato i canoni estetici hollywoodiani rielaborandoli attraverso il suo genio. Ne nasce un’opera al nero dove ogni personaggio chiamato in causa è soggiogato da un destino nefasto. La storia crepita intorno all’archetipo del noir alla Chandler narrando la storia di un poliziotto che in circostanze poco chiare si suicida. Il suo collega e amico Dave bannion (Glenn Ford) decide di vederci più chiaro, sebbene riceva avvertimenti a non proseguire con la sua inchiesta personale. L’uomo dovrà fare i conti con il potente sindacato di polizia completamente corrotto dalla criminalità organizzata. Le cose precipiteranno quando sfuggendo ad un attentato, Bannion perderà sua moglie. Una pellicola in cui il livello di violenza fu talmente alto che scatenò furiose polemiche. In questo senso è celeberrima la scena in cui una ragazza di uno dei membri della banda viene sfigurata con del caffè bollente. Un’opera oscura e magistrale, in cui si fatica a trovare un rantolo di redenzione.

      Titolo originale: The Big Heat – Regia: Fritz Lang – Sceneggiatura: Sydney Boehm, William P. McGivern – Durata: 89 min. – Attori principali: Gloria Grahame, Lee Marvin, Glenn Ford, Jocelyn Brando, Alexander Scourby

    • Il Cavaliere della Valle Solitaria (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      L’unico film western di Stevens diventò un autentico caso per il suo enorme successo di pubblico. Eppure Stevens non si concesse repliche, ma preferì dedicarsi ad altri generi. Un’opera rivalutata da una certa critica che lo aveva giudicato troppo scontato e banale, oggi viene giustamente considerato un autentico caposaldo del cinema western. La storia è quella del pistolero Shane che giunge in una rigogliosa valle per piantarvi dimora finirla con il suo passato. Shane non ha però fatto i conti con il temibile Ryker, ricco e spietato latifondista, che vuole cacciare i coloni dalla valle per accaparrarsi la terra. Inutile dire che Shane si schiererà con i coloni e debellerà dopo una lotta serrata l’esercito dei malvagi. Un film dalla trama lineare ma dal grande rilievo metaforico, con l’abandono alle vastità della frontiera americana e con il fine lavoro di cesello psicologico sui personaggi. Un’opera senza tempo che ci ha insegnato ad amare il western e gli spazi incontaminati.

      Titolo originale: Shane – Regia: George Stevens – Sceneggiatura: A.B. Guthrie Jr., Jack Sher, Jack Schaefer – Durata: 118 min. – Attori principali: Alan Ladd, Jean Arthur, Van Heflin, Brandon De Wilde, Jack Palance

    • Vite Vendute (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      Le salaire de la peurUn film davvero unico questo di Clouzot, grande talento visionario nell’imprimere su pellicola uno spettro analitico della realtà attraverso una leggera distorsione focale venata di assurdo e ironia. La storia è quella di quattro uomini, due francesi, uno svedese e un italiano, che in una cittadina sperduta del Sudamerica si imbarcano in una missione a dir poco pericolosa. Trasportare su due camion un carico di nitroglicerina per recarsi a spegnere un pozzo petrolifero in fiamme, a 600 km. di distanza. Clouzot è abile nel tracciare il profilo di ognuno degli uomini e ricavarne una maschera gonfia di biascicata ironia. Il film è un baccanale iconografico con una fotografia a dir poco splendida. Da un romanzo di Arnaud. Un vero e proprio tesoro del cinema francese che vi consigliamo caldamente di non perdere.

      Titolo originale: Le salaire de la peur – Regia: Henri-Georges Clouzot – Sceneggiatura: Georges Arnaud, Henri-Georges Clouzot, Jérôme Géronimi – Durata: 131 min. – Attori principali: Peter Van Eyck, Folco Lulli, Charles Vanel, Yves Montand, Vera Clouzot

    • I Vitelloni (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      Al suo secondo film Fellini dipana il suo meraviglioso linguaggio intessuto di ricordi adolescenziali, personaggi grotteschi, imprese picaresche, ironia di strada. Un’opera che rende dichiaratamente omaggio alla sua venerata Rimini, ricostruita per esigenze cinematografiche sul litorale tirrenico (cosa che dopo lo sconcerto iniziale gli fu perdonata dai suoi ammirati concittadini). La storia narra le imprese di cinque sfaccendati bighelloni in una Rimini sospesa nel tempo e nella memoria. I cinque vivono di scherzi triviali, di vicendevole sarcasmo, di piccoli espedienti. I cinque tentando di sopravvivere alla furia del giorno cercano di non fermarsi a pensare alla contingenza. Tra loro in risalto il personaggio contraddittorio di Alberto (Alberto Sordi) che regala squarci di violenza repressa alternati a inconcepibili rodomontate. Un film che mette a nudo la debolezza umana di fronte alla gravità della realtà. La leggerezza dell’ironia si stempera e infine evapora al sorgere dei primi problemi. E dietro a questa dicotomia intravediamo in filigrana lo sguardo amorevole di Fellini che non condanna assolutamente, ma che accarezza i suoi vitelloni come il poeta fa con i suoi amati versi.

      Titolo originale: id. – Regia: Federico Fellini – Sceneggiatura: Federico Fellini – Durata: 104 min. – Attori principali: Leopoldo Trieste, Alberto Sordi, Franco Interlenghi, Franco Fabrizi, Leonora Ruffo

    • I Gioielli di Madame de… (1953) e 9/10

      1953-01-28 10:21

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      Un patinato inno allo stile, all’eleganza, alla severa raffinatezza dei sentimenti. Ophüls dimostra di essere uomini di cinema sensibile al fascino della femme fatale e ne incarna il mito spogliandolo di ogni orpello barocco e fissando su pellicola il ritratto di una donna sofisticata ma al tempo stessa fragile ed esposta ai suoi tragici errori. La storia è interamente incentrata su una coppia di orecchini che Louise, donna altolocata moglie di un importante generale, deve vendere per far fronte ad alcuni debiti. Gli orecchini saranno segretamente ricomprati proprio da suo marito che ne farà dono alla propria amante, la quale li cederà a sua volta ad un gentiluomo italiano. L’uomo, in visita a Parigi, incontrerà Louise chiudendo il cerchio di un fato imprescindibile. Un’opera di algida e sensuale bellezza dove il ritmo narrativo è ben sostenuto da una cinepresa che ora indugia sul particolare ora scivola sorniona su piani sequenza di alta scuola.

      Titolo originale: Madame de… – Regia: Max Ophüls – Sceneggiatura: Louise de Vilmorin, Marcel Achard, Max Ophüls, Annette Wademant – Durata: 105 min. – Attori principali: Charles Boyer, Vittorio De Sica, Danielle Darrieux, Jean Debucourt, Jean Galland

    • 1954

    • La Finestra sul Cortile (1954) e 10/10

      1954-01-12 11:15

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      Sir Alfred Hitchcock sa filmare e sa fare film, ma questo “rear window” è di una purezza e bellezza abbacinanti. La storia è quella di un fotografo costretto a una convalescenza domestica da una gamba rotta. Inizierà quasi per gioco a spiare i vicini dalla sua finestra affacciata sul cortile dello stabile in cui vive. Lentamente prenderà coscienza che uno dei tranquilli vicini spiati nasconde un assassino. Un viaggio sottile e quasi morboso nel voyeurismo, nel sordido animo di un assassino osservato in controluce. Un film da rivedere ogni mese.

      Titolo originale: Rear Window – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: John Michael Hayes, Cornell Woolrich – Durata: 112 min. – Attori principali: James Stewart, Grace Kelly, Wendell Corey, Thelma Ritter, Raymond Burr

    • I Sette Samurai (1954) e 9/10

      1954-01-12 11:15

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      Akira Kurosawa piazza la sua macchina da presa ancora una volta nel Giappone medioevale per raccontarci la storia di un manipolo di ardimentosi samurai disoccupati che troverà un impiego presso un villaggio frequentemente attaccato da bande di predoni. Sarà l’occasione per un’epopea dove coraggio e senso dell’onore saranno costantemente in primo piano. Un senso della regia iper moderno e una storyboard accattivante fanno di quest’opera un monumento del cinema e un punto d’arrivo per ogni operatore del settore. Un classico senza età e senza tempo.

      Titolo originale: Shichinin no samurai – Regia: Akira Kurosawa – Sceneggiatura: Akira Kurosawa, Shinobu Hashimoto, Hideo Oguni – Durata: 207 min. – Attori principali: Toshiro Mifune, Takashi Shimura, Keiko Tsushima, Yukiko Shimazaki, Kamatari Fujiwara

    • Un Americano a Roma (1954) e 9/10

      1954-01-12 11:15

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      Steno dirige Sordi in una splendida parodia che prende di mira il crescente americanismo che gravava sull’Italia degli anni ’50 appena uscita dall’inferno della Guerra. Ne esce un film marchiato a fuoco dall’interpretazione spettacolare di Sordi che plasma una macchietta dal nome di Nando Moriconi, coatto che si circonda di oggetti e cultura americana nella speranza di evadere dalla quotidianità. Menzione speciale per la mitica scena: “Maccherone m’hai provocato e io ti distruggo!”. Un’opera che intelligentemente pone l’accento, con toni lievi e ilari propri della commedia all’italiana, sull’esterofilia e in particolare sul graduale assoggettamento culturale del Belpaese nei confronti della patinata cultura americana.

      Titolo originale: id. – Regia: Steno – Sceneggiatura: Sandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola – Durata: 94 min. – Attori principali: Alberto Sordi, Maria-Pia Casilio, Giulio Calì, Ilse Peterson, Rocco D’Assunta

    • Fronte del Porto (1954) e 9/10

      1954-01-12 11:15

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      Elia Kazan punta una lente d’ingrandimento sul mondo della malavita, ne esce un film dove passione e redenzione formeranno un binomio indissolubile. Una grande attenzione alla scenografia e ai dettagli delle singole inquadrature rende quest’opera da subito reale, palpitante, viva, legando lo spettatore al crescendo narrativo. Marlon Brando interpreta un giovane pugile al soldo di un boss, assisterà all’uccisione di un uomo da parte di due scagnozzi del boss e inizierà il suo viaggio catartico verso la redenzione. Un film in chiaroscuro, con una fotografia netta che indugia su visi e ambientazioni.

      Titolo originale: On the Waterfront – Regia: Elia Kazan – Sceneggiatura: Budd Schulberg, Malcolm Johnson – Durata: 108 min. – Attori principali: Marlon Brando, Karl Malden, Lee J. Cobb, Rod Steiger, Pat Henning

    • Senso (1954) e 9/10

      1954-01-12 11:15

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      Visconti si accosta da par suo al melodramma romantico e ne raffina gli stilemi filtrandolo con uno sguardo tipicamente decadente da intellettuale mitteleuropeo. Il risultato è un film dallo straordinario rigore formale da un lato, con la sua lussureggiante sequela di ritratti cesellati e fini ambientazioni, dall’altro un’opera che spinge la sua indagine psicologica in un amore titanico e ne scompone cinicamente i fattori in campo. La storia è incentrata sul tradimento alla patria da parte di una Contessa innamorata di un tenente austriaco, sullo sfondo della guerra austro-ungarica del 1866. L’uomo si dimostrerà ben poca cosa dinanzi all’amore eterno profuso dalla donna. Da un romanzo di Camillo Boito, Visconti, con l’ausilio di uno stuolo eccellente di sceneggiatori (anche il grande Tennessee Williams tra questi), stravolge il romanticismo di maniera e ne fa una sorta di psicodramma di vellutata raffinatezza. Un’opera rara e preziosa del cinema italiano.

      Titolo originale: id. – Regia: Luchino Visconti – Sceneggiatura: Luchino Visconti, Suso Cecchi d’Amico, Camillo Boito, Giorgio Bassani, Tennessee Williams, Paul Bowles, Giorgio Prosperi – Durata: 118 min. – Attori principali: Massimo Girotti, Rina Morelli, Farley Granger, Alida Valli, Christian Marquand

    • L’Intendente Sanshô (1954) e 9/10

      1954-01-12 11:15

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      Sanshô dayûMizoguchi pianifica e costruisce una torre d’avorio perfetta e inarrivabile nella sua rigorosa coerenza stilistica. Un’opera formalmente straordinaria dove ricostruzione storica e caratterizzazione psicologica dei personaggi vanno di pari passo. E su tutto la visione estetica di un indiscutibile Maestro che corrobora la propria semantica con una sintassi iconografica di patinato rigore. La storia è tratta da un romanzo di Ogai Mori e narra le vicende di una famiglia nel Giappone feudale dell’undicesimo secolo. Privata del capofamiglia, un governatore locale spedito in esilio dai suoi nemici politici, la moglie insieme ai due figli dovrà affrontare soprusi e violenze da un mondo in vorace attesa. Premiato con il Leone d’Oro a Venezia (il terzo della carriera per Mizoguchi) rappresenta un j’accuse verso lo sfruttamento delle fasce sociali più deboli ed esposti alla crudeltà di una realtà che sembra incarnare il motto di Hobbes Homo Homini Lupus.

      Titolo originale: Sanshô dayû – Regia: Kenji Mizoguchi – Sceneggiatura: Ogai Mori, Fuji Yahiro, Yoshikata Yoda – Durata: 124 min. – Attori principali: Kyôko Kagawa, Kinuyo Tanaka, Kisho Hayanagi, Eitarô Shindô, Akitake Kôno

    • 1955

    • La Valle dell’Eden (1955) e 10/10

      1955-10-18 11:40

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      Elia Kazan, con grande e sontuoso mestiere, prende in mano il romanzo di Steinbeck e da un capolavoro letterario riesce a ricavarne un capolavoro cinematografico. La storia segue le gesta di Cal Trask, un giovane in eterna competizione con il fratello Aron per ottenere un briciolo d’amore dal padre che gli preferisce il figlio maggiore. Durante lo sconvolgimento della prima guerra mondiale il padre di Cal perderà gran parte della sua fortuna e Cal si sentirà in dovere di correre in suo aiuto. Molto buona anche la recitazione di James Dean che restituisce all’inquieto personaggio di Cal un’umbratilità di fondo che lo rende più vero e credibile. Un film sfolgorante nella sua immensa cifra stilistica, un punto cardinale.

      Titolo originale: East of Eden – Regia: Elia Kazan – Sceneggiatura: John Steinbeck, Paul Osborn – Durata: 115 min. – Attori principali: Julie Harris, James Dean, Raymond Massey, Burl Ives, Lois Smith

    • La Morte corre sul Fiume (1955) e 9/10

      1955-10-18 11:40

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      Ci troviamo in presenza di un film per molti aspetti strano: prima e unica regia di Laughton (si dice che fu coadiuvato da Robert Mitchum), una trama grottesca e volutamente spiazzante, un insuccesso di pubblico che si tramutò, nel corso del tempo, in un vero e proprio film di culto per legioni di cinefili. La storia è quella del pastore protestante Harry Powell, losco e orchesco figuro che passa di vedova in vedova, prima plagiando poi uccidendo senza pietà. Ma l’ultima sua vittima lo porta in conflitto con i suoi due bambini che riusciranno a fuggire da lui e a trovare riparo da un’adorabile vecchina. Un film sospeso nel tempo, con un incedere fiabesco (hansel e gretel, barbablù….) e con una denuncia di fondo netta e incontrovertibile sulle ipocrisie di ogni religione. Un vero e proprio tesoro celato sul fondo di un fiume melmoso (come la povera Shelley Winters, nella celebre scena in cui venne ritrovata). Un’opera sublime, visionaria, poetica: da amare come una persona cara.

      Titolo originale: The night of the hunter – Regia: Charles Laughton – Sceneggiatura: Charles Laughton, Davis Grubb, James Agee – Durata: 92 min. – Attori principali: Robert Mitchum, Shelley Winters, Peter Graves, Lillian Gish, Evelyn Varden

    • Gioventù bruciata (1955) e 9/10

      1955-10-18 11:40

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      Ciò che Nicholas Ray progettò e in definitiva fece con “Rebel without a cause” fu un’operazione di svecchiamento di alcuni stereotipi che infestavano il cinema di Hollywood. Primo fra tutti quello del malessere e della ribellione giovanile sdoganato come fenomeno di costume. Ray invece indagò le cause di questo malessere, seppe varcare la soglia dell’universo psicologico dei suoi giovani protagonisti confezionando un piccolo grande capolavoro. Jim Stark è un ragazzo dal passato difficile che giunge in una nuova città. Ma anche con nuovi amici e nuovo ambiente in cui muoversi il suo carattere ribelle riaffiorerà creando una terribile spirale dove perdizione, annientamento e fuga da una rigida società saranno gli elementi imprescindibili. Un grande uso della cinepresa del Maestro Ray produce sequenze entrate nella storia della cinematografia: celebre è la scena d’apertura con Dean ubriaco a terra che gioca con un pupazzo meccanico, con inquadratura rasente al terreno. Immenso il lavoro di Dean per questo film. Un’opera da cui non si sfugge se si vuole ripercorrere la storia della Settima Arte.

      Titolo originale: Rebel Without a Cause – Regia: Nicholas Ray – Sceneggiatura: Stewart Stern, Irving Shulman, Nicholas Ray – Durata: 111 min. – Attori principali: Natalie Wood, James Dean, Sal Mineo, Dennis Hopper, Jim Backus

    • 1955

    • Ordet (1955) e 9/10

      1955-10-18 11:40

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      Penultimo film del regista danese, si distingue per un afflato mistico infuso in tutta l’opera. Un film senza dubbio complesso, dove il sostrato dialogico viene a collidere con l’aura spirituale dando luogo ad un’atmosfera di sostanziale sospensione di tempo, luogo e azione. La storia è ambientata nel 1925 in una fattoria danese. Il patriarca Borgen ha tre figli: Mikkel, Johannes e Anders. Quest’ultimo si innamora della figlia di un sarto, ma il padre della ragazza si oppone all’unione per motivi religiosi, essendo in contrasto con il rigido luteranesimo del vecchio Borgen. Quando la moglie di Mikkel morirà di parto, il folle mistico Johannes opererà il suo miracolo riportando le cose alla normalità prestabilita. Opera di immenso valore artistico, costituita da una recitazione asciutta, da dialoghi pressanti e asettici, da un uso onirico e quasi ipnotico della cinepresa. Un film che ci costringe a ripensare al nostro rapporto con Dio.

      Titolo originale: id. – Regia: Carl Theodor Dreyer – Sceneggiatura: Carl Theodor Dreyer, Kaj Munk – Durata: 126 min. – Attori principali: Henrik Malberg, Emil Hass, Birgitte Federspiel, Ove Rud, Ejner Federspiel, Gerda Nielsen, Hanne Agesen

    • I Diabolici (1955) e 9/10

      1955-10-18 11:40

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      Un magnifico horror giocato sull’assenza-presenza che scatena una ridda furiosa di inferenze al punto di condurre ad una deriva di lenta follia i protagonisti. Clouzot si dimostra ancora una volta abile burattinaio delle emozioni confezionando un vero e proprio archetipo del filone noir-horror che tanto influenzerà cineasti a venire (basti pensare a opere come “Il Sesto Senso” o “The Ring”). La storia è incentrata sull’amicizia saffica tra la moglie di un direttore scolastico e un’insegnante del collegio. Le due donne coalizzano il proprio odio verso il direttore e ne pianificano l’omicidio. Lo annegheranno nella vasca da bagno facendo sparire il suo corpo in fondo alla piscina scolastica. Ma quando la piscina verrà prosciugata il corpo risulterà misteriosamente scomparso ed una serie di eventi incredibili metterà a dura prova la coppia assassina. La lenta dissoluzione di un’opera malvagia porta con sè i germi di una malvagità ancora più mostruosa, un’empietà latente che si insinua nelle atmosfere del film e di riflesso nello spettatore che non può fare a meno di guardare in una sorta di estasi pietrificata. Film tetro e affascinante, come una luna eclissata.

      Titolo originale: Les diaboliques – Regia: Henri-Georges Clouzot – Sceneggiatura: Pierre Boileau, Thomas Narcejac, Henri-Georges Clouzot, Jérôme Géronimi – Durata: 114 min. – Attori principali: Simone Signoret, Paul Meurisse, Charles Vanel, Vera Clouzot, Michel Serrault

    • Un Bacio e una Pistola (1955) e 9/10

      1955-10-18 11:40

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      Aldrich e Spillane, ovvero cinemà di qualità e letteratura di largo consumo. Davvero uno strano connubio che da vita ad uno dei più conturbanti noir di sempre. Mike Hammer è un detective fuori dal comune: ottuso, rude e senza sentimenti si muove come un caterpillar e macina risultati con la sua rozza caparbietà. In questo caso si trova di fronte ad un traffico di materiale radioattivo che un losco individuo vuole rivendere ad una potenza straniera. Inizierà un torbido vortice di sotterfugi che svelerà un piano diabolico. Il film è paradigmatico per i suoi latenti (e nemmeno troppo nascosti) sentimenti ecologisti e antinuclearisti. Tanto che valse allo sceneggiatore Bezzerides l’iscrizione nelle liste nere di Hoover, bollato come simpatizzante di sinistra. Il film riesce a catturare la brutalità retorica di Spillane ricavandone un avvincente congegno poliziesco da dipanare con pazienza.

      Titolo originale: Kiss Me Deadly – Regia: Robert Aldrich – Sceneggiatura: Mickey Spillane, A.I. Bezzerides – Durata: 105 min. – Attori principali: Paul Stewart, Ralph Meeker, Cloris Leachman, Albert Dekker, Juano Hernandez

    • Il Lamento sul Sentiero (1955) e 9/10

      1955-10-18 11:40

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      Un vero e proprio luogo della bellezza imperniato su un’aspra critica sociale e un grido di dolore che salgono sommessamente dal film e ne divengono potente mezzo semantico di comunicazione con l’Occidente. Si potrebbe consensare così il primo film di Ray della trilogia di Apu che spalancò gli occhi occidentali sulle potenzialità cinematografiche di una nazione nuova, che sarebbe in breve divenuta prima produttrice mondiale dell’industria cinematografica. La vicenda è quella di una famiglia contadina che affronta una tremenda povertà attraverso il filtro dello sguardo del più piccolo: Apu. La lotta contro eventi e malasorte ricorda vividamente i Malavoglia di Verga. Quando la famiglia deciderà di trasferirsi a Benares per cercare miglior sorte lo struggente addio alla natura, ai luoghi, ai ricordi diviene occasione di uno struggente lirismo mai sconfinato nel patetico.

      Titolo originale: Pather Panchali – Regia: Satyajit Ray – Sceneggiatura: Satyajit Ray, Bibhutibhushan Bandyopadhyay – Durata: 115 min. – Attori principali: Kanu Bannerje, Karuna Bannerje, Subir Bannerje, Uma Das Gupta

    • 1956

    • L’Invasione degli Ultracorpi (1956) e 10/10

      1956-09-04 09:59

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      Don Siegel dirige un film che anticipa e crea presupposti inquietanti per la fantascienza: il concetto del Doppelgaenger e della possessione corporale. In una pacifica cittadina statunitense gli abitanti vengono gradatamente sostituiti da esseri alieni senza emozioni, una sorta di entità ostili che tirano i fili dei corpi ospitanti. Un entusiasmante viaggio nella psiche umana e nel concetto di identità. Ma anche un estenuante confronto tra sè ed altro-da-sè. Un’opera che lungo la storia del cinema si è vista saccheggiare il proprio bagaglio semantico da decine di cineasti innamorati della sua irripetibile atmosfera, della sua cupa inquietudine, del senso di muto orrore che cela dietro ogni inquadratura. Inutile dire che nessuno è riuscito a riprodurne l’estatta magica miscela. Un classico senza tempo.

      Titolo originale: Invasion of the Body Snatchers – Regia: Don Siegel – Sceneggiatura: Daniel Mainwaring, Jack Finney – Durata: 90 min. – Attori principali: Kevin McCarthy, Dana Wynter, Larry Gates, King Donovan, Carolyn Jones, Jean Willes

    • Totò, Peppino e la Malafemmina (1956) e 9/10

      1956-09-04 09:59

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      Camillo Mastrocinque, padre della commedia all’italiana, dirige la splendida coppia in un film demenziale e sarcastico. La storia vede i due zii Totò e Peppino andare a caccia del nipote nel profondo Nord per fargli mettere la testa a posto. Milano non è mai stata così aliena e straniera agli occhi di due partonepei. Una citazione doverosa alla celeberrima scena in cui i due redigono una lettera per tentare di corrompere la donna che ha fatto perdere la testa al nipote. Va da sè che l’italiano dell’epistola è assolutamente barcollante. Da notare come la verve comica infusa nella sceneggiatura, come spesso accade nei film di Totò, presenti dei ritmi incalzanti e assolutamente moderni nel loro incedere. Un film che riconcilia con il sorriso.

      Titolo originale: id. – Regia: Camillo Mastrocinque – Sceneggiatura: Edoardo Anton, Sandro Continenza, Nicola Manzari – Durata: 106 min. – Attori principali: Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, Teddy Reno, Nino Manfredi

    • Il Gigante (1956) e 9/10

      1956-09-04 09:59

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      George Stevens firma una delle più voluminose opere degli anni d’oro di Hollywood, dall’omonimo romanzo di Edna Ferber. Il Gigante è essenzialmente un film epico incentrato su una saga famigliare in Texas. Rick Benedict (impersonato da Rock Hudson) è il capofamiglia, ha sposato la ricca Leslie (Elizabeth Taylor). La pacifica convivenza dei due verrà insidiata dall’ambizioso Jett Rink (James Dean), un bracciante che farà fortuna con il petrolio e si prendera la sua cinica rivincita sulla famiglia. Un’opera come detto smisurata, la cui durata (tre ore e venti minuti) mise a dura prova la distribuzione e la fruizione. Magistrali i tre attori principali. Un film che richiede tempo e dedizione ma ripaga con una narrazione serrata e una fotografia maliarda.

      Titolo originale: The Giant – Regia: George Stevens – Sceneggiatura: Edna Ferber, Fred Guiol, Ivan Moffat – Durata: 201 min. – Attori principali: Elizabeth Taylor, Rock Hudson, James Dean, Carroll Baker, Jane Wither, Denis Hopper

    • Sentieri Selvaggi (1956) e 9/10

      1956-09-04 09:59

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      Uno dei film più controversi di Ford, a causa della gestione non proprio agevole del personaggio principale a livello narrativo, e segnatamente semantico. Ma anche un’opera di una bellezza smisurata dove uomo e natura, sullo sfondo di una lotta psicologica interiore, si compenetrano, si sfidano e si scoprono l’uno con l’altra. Tratto da un romanzo di Le May narra di una grande ricerca. Ethan Edwards è un veterano della guerra civile e si mette sulle tracce di una tribù nomade di Comanches, rea di aver rapito la giovane nipote. La sua ricerca, ardua sulla pista, si farà aspra e inane sul piano intellettivo, dove l’uomo dovrà confrontarsi con un razzismo latente e con una misantropia dai risvolti ironici innestati con delizioso estro nel tessuto narrativo del film. Un personaggio controverso che risulta di difficile gestione si è detto, sia per il regista che per l’attore che ne deve interpretare lo spettro caratteriale. Il risultato finale è uno dei film western più belli e avvincenti. La sfida è ancora una volta a favore dell’uomo con l’occhio bendato dietro la cinepresa.

      Titolo originale: The Searchers – Regia: John Ford – Sceneggiatura: Frank S. Nugent, Alan Le May – Durata: 119 min. – Attori principali: John Wayne, Natalie Wood, Ward Bond, Jeffrey Hunter, Vera Miles

    • La Strada della Vergogna (1956) e 9/10

      1956-09-04 09:59

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      Akasen chitaiL’ultimo film di Mizoguchi è in qualche modo un epitaffio della sua estetica. Mai compiaciuto nella raffinatezza delle sue immagini, ma preoccupato di documentare il dramma umano e di incarnarlo attraverso creature ctonie, fatte di carne e ossa. Mizoguchi dimostra di essere sensibile allo scarto semantico del dramma di strada, senza inutili fronzoli, senza implicazioni morali. Il film narra le storie di cinque prostitute impiegate in un bordello di Tokyo. Ognuna delle done con il suo pesante fardello di ricordi, di errori, di sconfitte silenziose. Ognuna con una speranza di redenzione, di libertà da una vita di schiavitù sessuale. Solo una di loro riuscirà nell’intento di affrancarsi, ma per farlo dovrà essa stessa divenire parte di quell’inganno che la sovrasta. Splendida la fotografia e ancor di più la narrazione, scevra da ogni barocchismo retorico. Un grande film da vedere.

      Titolo originale: Akasen chitai – Regia: Kenji Mizoguchi – Sceneggiatura: Masashige Narusawa, Yoshiko Shibaki – Durata: 87 min. – Attori principali: Machiko Kyô, Ayako Wakao, Aiko Mimasu, Michiyo Kogure, Kumeko Urabe

    • 1957

    • Il Ponte sul Fiume Kwai (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      Una storia ambientata nell’Asia Orientale dove un gruppo di prigionieri britannici nelle mani dei giapponesi devono costruire un ponte per la ferrovia del Siam, un’impresa ritenuta umiliante da parte dei loro carcerieri. Sarà invece l’occasione per dimostrare loro l’onore e il valore dei soldati di Sua Maestà. Un film, che aldilà della propaganda di maniera, rimane una grande tappa della storia della cinematografia. Celeberrima anche la colonna sonora con il motivetto fischiettato come marcetta militare. Un’opera di indiscutibile valore artistico dove fotografia e sceneggiatura fanno la differenza.

      Titolo originale: The Bridge on the River Kwai – Regia: David Lean – Sceneggiatura: Pierre Boulle – Durata: 161 min. – Attori principali: William Holden, Alec Guinness, Jack Hawkins, Sessue Hayakawa, James Donald

    • Il Settimo Sigillo (1957) e 10/10

      1957-07-27 11:29

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      Un cavaliere rientra sfinito dalle Crociate quando incrocia la Morte. Per sfuggire al suo abbraccio la sfida ad una partita a scacchi. Inizia così un’avvincente braccio di ferro psicologico tra uomo e spirito mortale, un dualismo in cui i due contendenti lottano disperatamente alla pari per tentare di sopravanzare l’avversario. Questo è il folgorante plot di uno dei film più belli e affascinanti mai girati da essere umano. Ingmar Bergman davvero sublime nell’arte di rendere visivamente il pathos del dualismo tra i due contendenti. Come un trattato filosofico reso per immagini e parole si ha quasi l’impressione di poter toccare con mano il flusso dialettico, il punto segreto del contendere, la sovranità degli spazi in lotta per il predominio. Un’opera maestosa e nascosta, come un immenso diamante platonico sul fondo degli abissi.

      Titolo originale: Det sjunde inseglet – Regia: Ingmar Bergman – Sceneggiatura: Ingmar Bergman – Durata: 96 min. – Attori principali: Gunnar Björnstrand, Bengt Ekerot, Nils Poppe, Max von Sydow, Bibi Andersson

    • La Parola ai Giurati (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      “12 Angry Men” è prima di tutto una storia confinata in un’angusta aula di tribunale dove 12 giurati devono decidere della sorte di un giovane ispano americano, colpevole di presunto omicidio. Pregiudizi, malanimo, cinismo e luoghi comuni peseranno sul giudizio della giuria popolare. Uno scontro tra culture e tra uomini. Un film di Sidney Lumet che scava a fondo il sottile pregiudizio che muta in aperto razzismo, in ognuno di noi. Il confronto dialettico si fa talmente serrato che la tensione diviene insostenibile per gli schematismi borghesi dei giurati, ecco il grimaldello sociale con cui Lumet apre una critica a cielo aperto al perbenismo americano e all’ottusità di certi modelli di pensiero. Un film di una bellezza primordiale, brillante sinestesia di teatralità cinematografica e impegno civile.

      Titolo originale: 12 Angry Men – Regia: Sidney Lumet – Sceneggiatura: Reginald Rose – Durata: 96 min. – Attori principali: Henry Fonda, Jack Warden, Martin Balsam, Lee J. Cobb, Jack Klugman – RECENSIONE FAC

    • Il Posto delle Fragole (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      Isak Borg è un anziano primario di medicina in pensione che sta viaggiando verso l’Università di Lund per ritirare un’onorificenza alla carriera. Durante il viaggio affronterà incubi e allucinazioni che gli prospetteranno un passato diverso in relazione alle scelte compute. Il viaggio diverrà strumento di catarsi in bilico tra redenzione e dannazione. Un film dove Bergman dispiega tutta la sua arte d’introspezione psicologica denudando l’uomo e fornendoci un codice di accesso alle sue memorie più intime. Un film dilaniante e lisergico.

      Titolo originale: Smultronstället – Regia: Ingmar Bergman – Sceneggiatura: Ingmar Bergman – Durata: 90 min. – Attori principali: Victor Sjöström, Bibi Andersson, Ingrid Thulin, Gunnar Björnstrand, Jullan Kindahl

    • Le Notti Bianche (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      le notti biancheUn Visconti levigato e ipnotico dirige questo affresco veneziano tratteggiandolo come un lungo sogno. Mastroianni incontra una donna in lacrime e ne diviene il cavalier servente per 3 notti consecutive, conducendo la donna nella notte veneziana e ammirandone l’algida bellezza. L’ultima notte inizia a nevicare. Un film che scompone anatomicamente l’elemento “amore” operando una minuziosa trasposizione del flusso di coscienza che consegue da esso. Un’opera sensuale che rimane a lungo nella memoria.

      Titolo originale: id. – Regia: Luchino Visconti – Sceneggiatura: Fyodor Dostoyevsky, Luchino Visconti, Suso Cecchi D’Amico – Durata: 107 min. – Attori principali: Marcello Mastroianni, Maria Schell, Jean Marais, Marcella Rovena, Corrado Pani

    • Orizzonti di Gloria (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      In questa classifica dei film più belli della storia Stanley Kubrick è presente con sette film, di gran lunga il regista con più opere. Questo non perchè siamo fanatici del maestro (sì un po’ lo siamo in effetti), ma perchè sono film da cui effettivamente non si può prescindere. Paths of Glory non fa eccezione: durante la Prima Guerra Mondiale un gruppo di soldati si rifiuta di andare al macello, ma i Generali che tirano le fila della partita di scacchi ne faranno un esempio per tutti. Un film epico che dimostra come tutti gli uomini sono mere pedine nelle mani di altri uomini.

      Titolo originale: Paths of Glory – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Calder Willingham, Jim Thompson – Durata: 87 min. – Attori principali: Kirk Douglas, Ralph Meeker, Adolphe Menjou, Richard Anderson, Christiane Kubrick

    • Le Notti di Cabiria (1957) e 10/10

      1957-07-27 11:29

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      Opera inquieta e preziosa questa di Federico Fellini, la sesta dall’inizio della sua luminosa carriera di cineasta. Un film incentrato su un personaggio di estrazione popolare, una prostituta romana di periferia, che faticosamente strappa alla vita e alla sua durezza, un sudato risparmio che affida ad un giovane impiegato. Il ragazzo però la deruberà di tutti i suoi soldi e la lascerà in fin di vita dopo un’aggressione. La piccola Cabiria dovrà rimettersi in viaggio incontrando improbabili personaggi come una diva di Cinecittà in decadenza che la prenderà sotto la sua ala, e un buffo ipnotizzatore che le regalerà squarci del futuro e folgorazioni sul presente. Un’opera magistrale dove un neorealismo di facciata fa da contraltare ad un innovativo e minuzioso profilo psicologico di ciascun personaggio, per mezzo di dialoghi e riprese quasi feroci nel loro realismo. Un capolavoro che sopravvive a mode e tendenze e assurge a icona di un passato ancora vivo.

      Titolo originale: id. – Regia: Federico Fellini – Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Pier Paolo Pasolini, Tullio Pinelli, Maria Molinari – Durata: 110 min. – Attori principali: Franca Marzi, Giulietta Masina, Amedeo Nazzari, Dorian Gray, François Périer

    • Il Grido (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      Un doloroso messaggio di incomunicabilità, questa potrebbe essere la suprema sintesi di questa affascinante opera di Michelangelo Antonioni. Il regista affida ad un viaggio l’esperienza mistificante dell’emarginazione sentimentale del protagonista e attraverso i suoi occhi rielabora un paesaggio di provincia ostile, inconoscibile. La storia è imperniata sul viaggio di un uomo e della sua figlioletta attraverso la regione padana. L’uomo si è allontanato di casa dopo aver litigato con la compagna e cerca attraverso il movimento una sorta di catarsi. Ma persone e luoghi che gli si faranno incontro non faranno altro che allontanarlo ancor di più dalla realtà, dalle emozioni e in definitiva da se stesso. Un grandioso film sulla parola non detta, sul passato che mastica la vita, sui rapporti umani azzerati.

      Titolo originale: id. – Regia: Michelangelo Antonioni – Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Elio Bartolini, Ennio De Concini – Durata: 116 min. – Attori principali: Steve Cochran, Alida Valli, Betsy Blair, Gabriella Pallotta, Dorian Gray

    • Radiazioni BX Distruzione Uomo (1957) e 8/10

      1957-07-27 11:29

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      Piccola perla della fantascienza degli anni ’50. realizzato con un modesto budget fu nobilitato da una sceneggiatura intensa e incalzante (che Richard Matheson adattò da un suo stesso romanzo) e da una regia creativa nel sorprendere lo spettatore con soluzioni tecniche innovative per rendere l’idea dell’immensità del mondo esperibile. Scott Carey è colpito da una nube radioattiva e comincia gradualmente a perdere peso e statura. L’orizzonte del suo mondo si allargherà a dismisura e presto la casa diverrà un vero e proprio campo di sopravvivenza dove il nostro eroe dovrà lottare con un ragno per sopravvivere. Splendide alcune scene intermedie della “decrescita” come il fidanzamento con la nana, o ancora prima, il fallimento sessuale con la moglie. Un’opera che non manca di spunti speculativi come l’impotenza umana dinanzi al progresso. Film deturpato da un titolo italiano degno di un B movie.

      Titolo originale: The Incredible Shrinking Man – Regia: Jack Arnold – Sceneggiatura: Richard Matheson – Durata: 81 min. – Attori principali: Grant Williams, Randy Stuart, April Kent, Paul Langton, Raymond Bailey, William Schallert

    • Testimone d’Accusa (1957) e 9/10

      1957-07-27 11:29

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      Un film dove l’estro mistificatore di Wilder forza lo spettatore a dubitare di ogni personaggio, quasi che ogni parte in campo nasconda segreti inconfessabili dietro la cortina caratteriale. Tratto da un lavoro teatrale di Agata Christie e magistralmente interpretato da uno straordinario Charles Laughton (nei panni di un avvocato ambiguo e malaticcio) quest’opera spicca per una suspense catatonica a fronte di un’aspra battaglia dialettica combattuta in un’aula di tribunale. La storia narra la vicenda giudiziaria di Leonard Vole arrestato con l’accusa di essere l’assassino di una ricca vedova di mezza età. Al suo fianco sul banco della difesa Sir Wilfrid, in passato principe del foro, ed ora fortemente debilitato da un recente attacco di cuore. Grande sarà lo stupore dei due quando la moglie di Vole accetterà di deporre come testimone per la pubblica accusa. Ma sarà solo l’inizio di un fuoco di fila di colpi di scena che culmineranno in un epilogo imprevedibile. Wilder giganteggia e dimostra di essere un grande uomo di cinema anche nel cimentarsi con un genere non propriamente suo: il legal thriller. Il risultato è di livello eccelso, come per quasi ogni suo lavoro.

      Titolo originale: Witness for the Prosecution – Regia: Billy Wilder – Sceneggiatura: Agata Christie, Larry Marcus, Billy Wilder, Harry Kurnitz – Durata: 116 min. – Attori principali: Tyrone Power, Charles Laughton, Marlene Dietrich, Elsa Lanchester, Norma Varden

    • 1958

    • L’Infernale Quinlan (1958) e 10/10

      1958-07-27 11:18

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      Il poliziotto messicano Mike Vargas è in luna di miele con la sua mogliettina statunitense in una città di confine. Si troverà invischiato in un fattaccio locale e dovrà testimoniare contro Grande, un narcotrafficante del posto. Sarà affiancato nelle indagini da Hank Quinlan, laido, losco e ambiguo detective. Orson Welles ci offre un’altra opera degna di essere assaporata lentamente, come un aroma che non deve essere dilapidato troppo in fretta dal palato. Il personaggio di Quinlan è talmente controverso e diabolico da risultare di ardua lettura. Probabilmente era proprio l’intento originario di Welles. Un film millenario. Imprescindibile.

      Titolo originale: Touch of Evil – Regia: Orson Welles – Sceneggiatura: Orson Welles, Whit Masterson – Durata: 95 min. – Attori principali: Charlton Heston, Janet Leigh, Orson Welles, Dennis Weaver, Joseph Calleia

    • Ascensore per il Patibolo (1958) e 9/10

      1958-07-27 11:18

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      Louis Malle è un uomo che naviga nel sottile limine che separa le ombre dalla notte emozionale. Il regista indugia sulle passioni più torbide e sui risvolti più tenebrosi per l’animo umano. In questo film tutto questo diviene stato dell’arte. La visione che ne traspare non è mai di un realismo fine a se stesso ma è quasi specchio ontologico in cui le vicende si trasfigurano e acquistano carattere di blando dramma. Jeanne Moreau (immensa e, anzi, divina in questo ruolo) interpreta una black queen che convince il proprio amante ad uccidere il marito. Inizia così una vicenda in cui amore, morte, dubbio e violenza si annodano e divengono indistinguibili. Un capolavoro del cinema transalpino impreziosito dalla colonna sonora originale di Miles Davis, scritta appositamente per questo film (il buon vecchio Miles era innamorato della Moreau ai tempi).

      Titolo originale: Ascenseur pour l’échafaud – Regia: Louis Malle – Sceneggiatura: Roger Nimier, Louis Malle – Durata: 88 min. – Attori principali: Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Georges Poujouly, Yori Bertin

    • La Strada (1958) e 10/10

      1958-07-27 11:18

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      Forse non tutti sanno che questo film era il preferito in assoluto di Walt Disney e che spesso il maestro del disegno lo additava come riferimento nella cinematografia. E in effetti il film di Fellini è un’opera di magnificente candore trasposto su pellicola, un unico corpo narrativo, maestoso e coeso, in cui indulgere e ritrovarsi. Giulietta Masina interpreta una ragazza indigente venduta ad un artista di strada, il temibile Zampanò, interpretato da un grande Anthony Queen. La ragazza verrà impiegata dall’uomo nel suo show itinerante. Tra i due nascerà un rapporto contradditorio dove senso di possesso e scoperta di un’umanità latente saranno i sentimenti predominanti. Un film poetico, fluente e sequenziale.

      Titolo originale: id. – Regia: Federico Fellini – Sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli – Durata: 108 min. – Attori principali: Anthony Queen, Giulietta Masina, Richard Basehart, Aldo Silvani, Marcella Rovere

    • La Donna che Visse due Volte (1958) e 10/10

      1958-07-27 11:18

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      Vertigo è prima di tutto una sonda sensibilissima dentro le paure dell’uomo. E’ un’opera indubbiamente di immenso valore artistico che acquista più potere visivo grazie al modo in cui Hitchcock riesce a filmare su pellicola le emozioni vibranti di ogni personaggio coinvolto in questa storia. La trama vede un detective di San Francisco ingaggiato dal marito di una donna per seguire la consorte e indagare sul suo stato di salute mentale. Sarà l’occasione per l’uomo di sprofondare in una spirale di paranoia e mistero. Un lungo brivido su pellicola, una regia magistrale, un film insostituibile.

      Titolo originale: Vertigo – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Alec Coppel, Samuel A. Taylor, Pierre Boileau – Durata: 128 min. – Attori principali: James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore, Henry Jones

    • I Soliti Ignoti (1958) e 9/10

      1958-07-27 11:18

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      Un’opera che dopo oltre 50 anni conserva tutto il suo fascino di fedele spaccato del sottobosco di varia umanità che in qualche modo tentava di stare a galla e di farcela nella vita. Un Monicelli sopraffino tratteggia un manipolo di personaggi che paiono sputati fuori da una novella di Boccaccio. C’è Peppe, il pugile balbuziente interpretato da Gassman, c’è Tiberio (Mastroianni) alle prese con i suoi guai familiari, c’è il capobanda bislacco e imprevedibile che è Totò naturalmente. Insieme lavoreranno al colpo della vita: rapinare il Banco dei Pegni sfondando un tramezzo in una casa confinante. Una lezione di comicità trasfusa nel vissuto contaminato da cialtroneria e balordaggine. Godibile, spassoso, irriverente, vero come un romanzo di Verga. Un nodo imprescindibile del nostro cinema.

      Titolo originale: id. – Regia: Mario Monicelli – Sceneggiatura: Agenore Incrocci, Furio Scarpelli – Durata: 106 min. – Attori principali: Vittorio Gassman, Totò, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Mimmo Carotenuto, Claudia Cardinale

    • La Sala di Musica (1958) e 9/10

      1958-07-27 11:18

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      JalsagharUn grande, appassionato ritratto di un uomo perduto nella propria passione per la musica. Un lucido studio di quanto a fondo l’arte possa permeare un animo e indurlo a prendere commiato dalla realtà per perdersi nei suoi arabescati recessi. Biswambhar Roy è uno stimato signorotto locale che ama la musica a tal punto da avergli dedicato una grande sala della sua magione per organizzarvi concerti e invitare i notabili e gli amici. Ma il suo patrimonio è tristemente in declino e nonostante gli avvertimenti della parsimoniosa moglie l’uomo seguita nella sua attività di organizzare concerti. Arriverà inevitabilmente al lastrico e deciderà di organizzare un ultimo grandioso concerto per poi sparire nel nulla. Ray, sensibile e talentuoso uomo di cinema, si dimostra ancora una volta regista di indiscussa statura artistica realizzando un’opera toccante e profonda.

      Titolo originale: Jalsaghar – Regia: Satyajit Ray – Sceneggiatura: Tarashankar Banerjee, Satyajit Ray – Durata: 100 min. – Attori principali: Chhabi Biswas, Kali Sarkar, Tulsi Lahiri, Padmadevi, Pinaki Sengupta

    • 1959

    • Intrigo Internazionale (1959) e 10/10

      1959-07-24 18:49

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      Dinanzi ad opere come queste a volte si fatica a trovare le parole che aiutino a descriverle. Semplicemente un film perfetto con un Cary Grant che giganteggia e impartisce una lezione di stile. Hitchcock, come al solito, tira magistralmente le fila di una spy story con taglio brillante: un pubblicitario, suo malgrado, si trova al centro di un equivoco che lo vede vestire i panni di una spia impalpabile. Una serie incredibile di avventure gli pioveranno addosso calandolo nella parte, suo malgrado, della spia consumata. Un’opera magistrale per un regista che ha segnato un’epoca, un’arte, un modo di vedere la realtà. Una perfezione formale e un rigore stilistico che andrebbero spiegati nelle scuole di cinematografia fino alla nausea.

      Titolo originale: North by Northwest – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Ernest Lehman – Durata: 131 min. – Attori principali: Cary Grant, Eva Marie Saint, James Mason, Jessie Royce Landis, Martin Landau

    • La Grande Guerra (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Una feroce e disincantata critica ad ogni forma di guerra attraverso il levigato occhio di Monicelli e le magistrali interpretazioni di Sordi e Gassman. La storia racconta le imprese di due amici che tentano in ogni modo di evitare la chiamata alle armi del 1916 per la Grande Guerra. Inutile dire che i due si ritroveranno a combattere sul fronte e consolideranno un’amicizia insperata. Troveranno tempo e modo di trascorrere un relativo periodo di pace nel villaggio di Tigliano, dove uno dei due riuscirà persino ad innamorarsi di una prostituta locale. Finchè una missione vitale non li strapperà a quella effimera quiete catapultandoli di nuovo nell’aspro infuriare della battaglia. Un film che segna uno spartiacque tra neorealismo e commedia all’italiana.

      Titolo originale: id. – Regia: Mario Monicelli – Sceneggiatura: Agenore Incrocci, Mario Monicelli, Carlo Salsa – Durata: 137 min. – Attori principali: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Folco Lulli, Bernard Blier, Romolo Valli

    • I Quattrocento Colpi (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      les 400 coupsFrançois Truffaut al suo fulgore ci offre un’opera biografica sulla vita di un adolescente problematico e sulla sua lenta discesa verso la perdizione. Interessante è anche l’azione di introspezione su ogni personaggio chiamato in causa, che nel film prende corpo per mano del regista per mezzo di inquadrature voraci e quasi ossessive, indugiando a fondo sui primi piani. Sullo sfondo la denuncia sociale verso l’immobilismo borghese e il cosiddetto regime dei benpensanti. Un film toccante e memorabile.

      Titolo originale: Les quatre cents coups – Regia: François Truffaut – Sceneggiatura: François Truffaut, Marcel Moussy – Durata: 99 min. – Attori principali: Jean-Pierre Léaud, Claire Maurier, Albert Rémy, Guy Decomble

    • Hiroshima Mon Amour (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Una pietra rara e preziosa nello scrigno del cinema francese. Alain Resnais dirige con poetico mestiere una storia che sfiora ricordi e brandelli di vite passate. Una donna viene inviata a girare un film pacifista a Hiroshima, conoscerà un uomo giapponese con cui passerà la notte. L’incontro diviene occasione per destare un vecchio amore sopito per un soldato tedesco durante la seconda guerra mondiale. Un film che fa della memoria umana e delle emozioni vissute un pilastro su cui reggere il suo magnifico lirismo. Un’opera dal forte sapore evocativo, come un verso folgorante di un poeta simbolista.

      Titolo originale: id. – Regia: Alain Resnais – Sceneggiatura: Marguerite Duras – Durata: 90 min. – Attori principali: Emmanuelle Riva, Eiji Okada, Stella Dassas, Pierre Barbaud, Bernard Fresson

    • A Qualcuno Piace Caldo (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      La commedia è un’arte e Billy Wilder è il suo profeta. Il trio Jack Lemmon, Tony Curtis e Marilyn Monroe è una combinazione chimica perfetta e ne esce un film divertente con alcune scene memorabili che fanno parte dell’immaginario di tutti noi. Due musicisti cercano di sfuggire alla vendetta della folla inferocita per aver assistito al massacro di San Valentino nella Chicago del 29. Ripareranno a Miami e si travestiranno da donne per formare una band di sole donne con un’avvenente cantante autoctona. Ma i guai saranno appena agli inizi. Un film che riconcilia con la vita andando a scarnificare i precetti basilari della commedia e trasponendoli direttamente su pellicola per farci ridere in un crescendo inarrestabile.

      Titolo originale: Some Like It Hot – Regia: Billy Wilder – Sceneggiatura: Robert Thoeren, Michael Logan, Billy Wilder – Durata: 120 min. – Attori principali: Jack, Lemmon, Tony Curtis, Marilyn Monroe, George Raft

    • Anatomia di un Omicidio (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Un coinvolgente dramma giudiziale per Otto Preminger che si avvale della recitazione di James Stewart nel ruolo di un avvocato che difende un uomo accusato dell’omicidio di un barman. Durante il dibattimento l’avvocato si rende conto che il suo cliente non è colui che sta risultando dalle carte processuale e si trova di fronte ad un dilemma di coscienza. La sensazione di una forza circonfusa nell’opera sale potente dal nudo logos, la vis retorica di un avvocato che con la parola sovverte il dettato sociale e i suoi rigidi incartamenti. Un grande film sepolto nell’oblio del passato a cui intendiamo donare il giusto lustro che merita. Un’opera affilata come una lama che trapassa la mente dei suoi personaggi e ne rilascia alla luce del sole ogni più recondito contenuto.

      Titolo originale: Anatomy of a Murder – Regia: Otto Preminger – Sceneggiatura: Wendell Mayes, John D. Voelker – Durata: 160 min. – Attori principali: James Stewart, Lee Remick, Ben Gazzara, Arthur O’Connell

    • Il Mondo di Apu (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Dopo Pather Panchali (Il lamento sul sentiero) e Aparajito (L’invitto), “il mondo di Apu” è il terzo film della celeberrima saga di Apu del regista indiano (nativo bengalese) Ray. Forse dei tre è quello più occidentale nelle pulsioni psicologiche del protagonista, sicuramente il più affascinante. La storia è quella di Apu, spiantato scrittore senza lavoro, che sposa la bellissima Aparna. La donna morirà di parto dando alla luce suo figlio e Apu si rifiuterà di vedere il bambino fino al suo quinto anno d’età. Ne nascerà uno struggente rapporto tra padre e figlio che sarà il fulcro della narrazione. Un film di una raffinatezza stilistica ineguagliata, dove espressionismo e neorealismo si fondono per dar vita ad un’opera di commovente bellezza. Un film che rimane a lungo nel cuore.

      Titolo originale: Apur Sansar – Regia: Satyajit Ray – Sceneggiatura: Bibhutibhushan Bandyopadhyay, Satyajit Ray – Durata: 105 min. – Attori principali: Soumitra Chatterjee, Sharmila Tagore, Aloke Chakravarty, Swapan Mukherjee, Dhiresh Majumdar

    • Diario di un Ladro (1959) e 10/10

      1959-07-24 18:49

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      Robert Bresson è prima di tutto un artista che vuole conoscere l’uomo e per farlo ne indaga contorni psicologici, vizi, manie e spirito dialettico facendo uso del mezzo espressivo cinematografico come un potente microscopio. Uno strumento che seziona, in ogni sua opera, una determinata tipologia di umanità disvelandone brillantemente il microcosmo. In questo film narra la storia di un giovane borghese parigino che per noia e gusto del rischio diviene uno dei più abili borseggiatori della città. Il personaggio subirà una trasformazione morale e psicologica fedelmente documentata con tecnica quasi espressionista. L’amore per una ragazza madre porterà quell’elemento di rottura che farà crollare ogni certezza. Un grande film che documenta l’uomo e il suo milieu, il personaggio e il suo palcoscenico. Celebri le sequenze in cui Bresson illustra la tecnica necessaria per borseggiare impunemente. Magistrale.

      Titolo originale: Pickpocket – Regia: Robert Bresson – Sceneggiatura: Fyodor Dostoevsky, Robert Bresson – Durata: 75 min. – Attori principali: Marika Green, Martin Lasalle, Pierre Leymarie, Jean Pélégri, Dolly Scal

    • Ben Hur (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Il primo grande kolossal della storia di Hollywood nasce per mano di un regista ambizioso come Wyler e di un sottile lavoro drammaturgico operato sul romanzo di Wallace da parte di Turnberg. Con questi semplici ma efficaci ingredienti prese vita un’operazione davvero titanica, da cui le tre ore e mezza della durata del film che riflettono le dimensioni della produzione. La storia è quella di un nobile principe giudeo, Ben Hur, ingiustamente accusato da un amico d’infanzia, ora tribuno romano e amministratore della sua regione. Ben Hur verrà ridotto in schiavitù e inizierà le sue peripezie intorno al primo mondo cristiano (siamo nel 29 d.c.) per ritornare, in una sorta di nastro di Moebius, al punto di partenza, per ottenere la sua vendetta. Si sono spese molte parole su questo film, un concetto su tutti vale la pena circoscrivere: viene ridefinita la dimensione di “epico”. Ben Hur è prima di tutto una storia avvincente che diviene saga passando in rassegna i punti cardine del suo tempo: prima evangelizzazione del Cristo, oppressione politica romana, decadenza e corruzione di Roma, nobiltà d’animo degli strati più umili della popolazione. Un film che è prima di tutto catarsi, purificazione, distacco dal frastuono del moderno.

      Titolo originale: id. – Regia: William Wyler – Sceneggiatura: Lew Wallace, Karl Tunberg – Durata: 212 min. – Attori principali: Charlton Heston, Jack Hawkins, Haya Harareet, Stephen Boyd, Hugh Griffith

    • Nazarin (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Buñuel mette in scena un romanzo dello scrittore spagnolo Benito Pérez Galdós e ne trasfigura perfettamente il significato più intimo porgendolo ad uno spettatore ammaliato dal limpido fluire delle immagini. La storia è incentrata sulla figura di padre Nazario, un San Francesco ante litteram, che nel Messico latifondista di Porfirio Diaz porta la sua missione di misericordia presso i più umili. Il frate si dona al prossimo secondo l’applicazione delle parole di Cristo, ma ogni suo sforzo è reso vano da una serie di avvenimenti che gli ritorcono contro la sua pietà e il suo altruismo. Il Cristo diviene Don Chisciotte: ogni sforzo compiuto sembra vano e inutile. Filmato in uno splendido bianco e nero l’opera risulta di una sobrietà e di una linearità insolite per il regista spagnolo amante del nonsense e del grottesco. Eppure anche qui trionfa il talento registico di Buñuel nel realizzare un film che scuote violentemente le coscienze (come già per altre sue opere, ma con mezzi del tutto diversi) e affascina per narrazione e fotografia.

      Titolo originale: id. – Regia: Luis Buñuel – Sceneggiatura: Luis Buñuel, Julio Alejandro, Benito Pérez Galdós, Emilio Carballido – Durata: 94 min. – Attori principali: Francisco Rabal, Marga López, Rita Macedo, Jésus Fernandez, Ignacio Lopez Tarso

    • Un Dollaro d’Onore (1959) e 10/10

      1959-07-24 18:49

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      Per alcuni (come Quentin Tarantino) Rio Bravo di Howard Hawks è IL film western: un capolavoro di teatralità cinematografica in cui le tre unità aristoteliche danno vita ad un crescendo di tensione impalpabile, di ostilità chiusa fuori, di nemici invisibili tenuti a distanza da un manipolo di disperati. La vicenda, assai scarna in verità, narra dell’improbo confronto tra lo sceriffo John T. Chance coadiuvato da tre squinternati aiutanti, e una banda di pistoleros decisi a liberare un collega dal carcere. Ambientato quasi interamente nell’ufficio dello sceriffo colpisce per la perfezione dei dialoghi, per la complessa architettura dei tempi di azione, per l’impareggiabile atmosfera di inquieto fatalismo che aleggia sulla narrazione. Un’architrave del cinema moderno d’azione, ma anche della figura dell’antieroe tout court.

      Titolo originale: Rio Bravo – Regia: Howard Hawks – Sceneggiatura: Jules Furthman, Leigh Brackett, B.H. McCampbell – Durata: 141 min. – Attori principali: John Wayne, Dean Martin, Walter Brennan, Angie Dickinson, Ricky Nelson

    • Lo Specchio della Vita (1959) e 9/10

      1959-07-24 18:49

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      Sirk, regista spesso dimenticato e ampiamente sottostimato, prende in mano un melodramma e ne restituisce una lucida critica sociale, un solido impianto narrativo teso a mettere in luce un’America ancora dilaniata da conflitti razziali e da un egoismo di classe che ne spezza violentemente gli equilibri. Un’attrice dopo aver speso la propria vita alla disperata ricerca di un successo inarrivabile trascura la figlia affidandola alle cure di una governante di colore. Questa a sua volta ha una figlia che presto la rinnegherà per inseguire la stessa chimerica visione di un successo irraggiungibile. Splendide le prove delle quattro protagoniste che definiscono una nuova dimensione di recitazione: la scarna rilevanza di un mondo femminile costruito sul cinismo. Ottimo Sirk sul ponte di comando a dirigere quello che sarà il suo ultimo film hollywoodiano e che molti reputano il suo testamento artistico.

      Titolo originale:Imitation of Life – Regia:Douglas Sirk – Sceneggiatura: Eleanore Griffin, Allan Scott, Fannie Hurst – Durata: 125 min. – Attori principali: Lana Turner, John Gavin, Sandra Dee, Robert Alda, Susan Kohner

    • 1960

    • La Dolce Vita (1960) e 10/10

      1960-07-23 11:05

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      Un Fellini iconografico dipinge un affresco della vita alto-borghese nella Roma degli anni 60. Si narrano le vicende di un fotografo playboy che fatica a trovare una collocazione nel grande meccanismo della Vita. Incontrerà una donna che lo trascinerà in una girandola di avvenimenti a cui non può opporsi. Un film che rimane il riferimento per tutti coloro che fanno cinema. Alcune scene sono poi entrate nell’immaginario collettivo di tutti noi (la scena del bagno nella Fontana di Trevi è una di queste). Particolare menzione alla strepitosa prova di un grande Mastroianni che ci manca ogni giorno di più, esattamente come il lucido genio di Federico Fellini.

      Titolo originale: id. – Regia: Federico Fellini – Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli – Durata: 174 min. – Attori principali: Marcello Mastrionanni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Furneaux, Magali Noël

    • L’Appartamento (1960) e 9/10

      1960-07-23 11:05

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      La premiata coppia Jack Lemmon e Billy Wilder costruisce questo autentico capolavoro della commedia. L’ambizioso signor Baxter trova un modo redditizio per scalare i vertici della sua azienda, cedere ai suoi capi il suo appartamento per le scappatelle. Naturalmente arriverà una donna a complicare il delicato equilibrio. Da citare la presenza scenica di Shirley MacLaine, come al solito perfetta e irriverente al punto giusto. Nel complesso un’opera brillante e teatrale, un altro grande film partorito dal genio di Billy Wilder.

      Titolo originale: The Apartment – Regia:Billy Wilder – Sceneggiatura: Billy Wilder, I.A.L. Diamond – Durata: 125 min. – Attori principali: Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Fred MacMurray, Ray Walston, Jack Kruschen

    • Psycho (1960) e 9/10

      1960-07-23 11:05

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      Hitchcock rimesta nel torbido dirigendo il suo sguardo acuminato dentro la psiche contorta di un gestore di motel deviato e paranoide. Anthony Perkins alla sua parte della vita, incarna un Norman Bates che diviene l’archetipo dell’ombra acquattata dietro la realtà, il fantasma che incombe sul nostro quieto vivere. Celeberrima la scena della doccia in cui l’assassino si avvicina in controluce, squarcia la tendina con il suo coltello e pugnala, pugnala e pugnala, mentre il sangue defluisce inesorabilmente nello scarico della doccia. Forse una delle prime opere che affronta il tema dello sdoppiamento della personalità e le relative implicazioni criminali. Un film che vi farà guardare nervosamente alla finestra e che magari vi farà scegliere molto attentamente la vostra prossima camera d’albergo.

      Titolo originale: id. – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Joseph Stefano, Robert Bloch – Durata: 109 min. – Attori principali: Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Janet Leigh, Patricia Hitchcock

    • Rocco e i suoi Fratelli (1960) e 9/10

      1960-07-23 11:05

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      Luchino Visconti si occupa di affetti familiari descrivendo i tumultuosi rapporti di 5 fratelli al seguito della madre nella città di Milano, dopo essere emigrati dalla Basilicata, dopo la morte del padre. Uno dei 5 fratelli, Rocco, intreccerà un rapporto con una prostituta e contendendola al fratello Simone. Inizierà un dualismo che sfocerà nella tragedia. Un film analitico, descrittivo, empatico in cui Visconti impiega tutta la sua arte di fine indagatore dell’animo umano e delle passioni che lo travolgono. Un’opera monumentale sul degrado degli affetti che ricorda da vicino le grandi passioni che muovono i fili dei romanzi russi di Dostoevskij. Un film intorno ad un lessico familiare perduto e riconquistato.

      Titolo originale: id. – Regia: Luchino Visconti – Sceneggiatura: Luchino Visconti, Suso Cecchi d’Amico, Vasco Pratolini – Durata: 177 min. – Attori principali: Alain Delon, Renato Salvatori, Annie Girardot, Katina Paxinou, Corrado Pani

    • Fino all’Ultimo Respiro (1960) e 9/10

      1960-07-23 11:05

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      Godard immerge il suo fulminante sguardo nel caos metropolitano, nell’alienazione e nell’anarchia della micro.criminalità. Il risultato è un’opera di un fulgore abbacinante, in cui perizia alla cinepresa e salti narrativi ne individuano la bellezza primordiale. Jean Paul Belmondo interpreta un ladruncolo d’auto che uccide un poliziotto dopo essere stato fermato per un’infrazione stradale. Inizia un viaggio in una Parigi anarchica e alienante, in cui il protagonista troverà l’amore totale e straniante in una sua vecchia fiamma, interpretata dalla bellissima Jean Seberg. Tra grotteschi inseguimenti e macchinose scene d’amore il film approda al suo tragico epilogo. Un film che tutti dovrebbero vedere per capire cos’è stata la Nouvelle Vague e chi le ha saputo dare linfa artistica con opere splendide come questa.

      Titolo originale: À bout de souffle – Regia: Jean-Luc Godard – Sceneggiatura: Jean-Luc Godard, François Truffaut – Durata: 90 min. – Attori principali: Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Jean-Pierre Melville, Henri-Jacques Huet

    • La Maschera del Demonio (1960) e 9/10

      1960-07-23 11:05

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      Un film condotto con magistrale senso della tensione questo di Bava, un regista italiano che davvero raccolse, a livello di critica e pubblico, molto meno di quel che si sarebbe meritato. Un bianco e nero spettrale, gotico, impastato di atmosfere impalpabili fa da cornice ad una vicenda che trae spunto da una short story del grande Gogol. La storia è quella del risveglio di una terribile strega per inconsapevole opera di un professore universitario in viaggio per lavoro. La strega calerà sul mondo con furia da Erinni e pianificherà spietatamente la sua atroce vendetta. Un caposaldo dell’horror non solo italiano, ma di sempre. Non a caso citato da Tarantino come archetipo imprescindibile. Un film che va visto con tutte le luci accese e una buona dose di ottimismo nel futuro.

      Titolo originale: id. – Regia: Mario Bava – Sceneggiatura: Nikolai Gogol, Ennio De Concini, Mario Serandrei, Marcello Coscia, mario Bava – Durata: 87 min. – Attori principali: Andrea Checchi, Ivo Garrani, John Richardson, Arturo Dominici, Barbara Steele

    • L’Occhio che Uccide (1960) e 9/10

      1960-07-23 11:05

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      Un film geniale e controverso questo di Michael Powell che non mancò di subire gli strali di censura e certa parte di una critica che non gli perdonò la truculenza del soggetto. Eppure Powell, con l’aiuto di un ottimo Leo Marks in sede di sceneggiatura, costruì qualcosa di veramente nuovo addentrandosi nelle più remote regioni della follia umana per trarne un lucido resoconto che non manca di affascinare. Il personaggio emblematico è quello di Mark Lewis, timido e impacciato operatore cinematografico, che decide di filmare la morte negli occhi delle persone che sanno di morire. Per fare questo trasforma la sua cinepresa in uno strano congegno mortale dotandola di una baionetta con la quale uccide e filma le sue vittime. Parallelamente l’uomo continua a condurre una vita più che normale, fatta di sottomissione psicologica e di autismo sociale. Splendido archetipo di un filone horror psicologico di cui Hitchcock fu indiscusso maestro.

      Titolo originale: Peeping Tom – Regia: Michael Powell – Sceneggiatura: Leo Marks – Durata: 101 min. – Attori principali: Anna Massey, Karlheinz Böhm, Moira Shearer, Maxime Audley

    • 1961

    • Divorzio all’italiana (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Pietro Germi, indimenticato grande esponente di una cinematografia italiana ora agonizzante, confeziona un film stilisticamente perfetto dove ironia e denuncia sociale si avvincono dando vita ad uno squarcio iconico potente. Marcello Mastroianni si innamora della cugina e comincia a tramare per poter divorziare senza conseguenze dalla moglie. Mormorii e pettegolezzi faranno il resto dell’opera creando un vero e proprio caso sociale. Un film che sorridendo apre una ferita nei costumi sociali degli italiani. Menzione speciale anche per una giovane e sensuale Stefania Sandrelli nel ruolo della cugina guastafamiglie.

      Titolo originale: id. – Regia: Pietro Germi – Sceneggiatura: Ennio De Concini, Pietro Germi, Alfredo Giannetti – Durata: 105 min. – Attori principali: Marcello Mastroianni, Daniela Rocca, Stefania Sandrelli, Leopoldo Trieste, Orlando Spadaro

    • Colazione da Tiffany (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Blake Edwards adatta un romanzo di Truman Capote per il grande schermo e ne traspone su pellicola l’intima leggerezza confezionando un capolavoro della storia del cinema. Paul si è appena trasferito nel suo nuovo appartamento di New York, ed è attratto dalla sua bella vicina Holly. La donna sembra possedere due vite: la prima è quella mondana in cui vola da una festa all’altra ed è perennemente al centro di ogni sguardo, la seconda è quella di una donna indifesa e complessata che si manifesta quando i due sono soli. Un’opera che denuda la dialettica uomo-donna e ne costruisce un complesso documento ricco di rimandi letterari e di deliziosi siparietti. Si aggiunga l’eterea presenza di Audrey Hepburn nel film che ha consacrato il suo mito, e si otterrà la cifra dell’importanza cruciale di quest’opera.

      Titolo originale: Breakfast at Tiffany’s – Regia: Blake Edwards – Sceneggiatura: Truman Capote, George Axelrod – Durata: 115 min. – Attori principali: Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal, Buddy Ebsen, Mickey Rooney

    • Viridiana (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Dopo varie allusioni e sfumature nei suoi precedenti film, Buñuel affronta di petto il tema del misticismo, e segnatamente della religione in rapporto all’uomo che cerca una via di redenzione. Nasce così quest’opera densa di situazioni morbose, di tensioni verso propositi sublimi e di sordidi effetti molto più terreni. La storia è quella di una donna, Viridiana, orfana dei genitori e sul punto di diventare suora, che va in visita al ricco zio. L’uomo se ne innamora perdutamente. A fronte di questa sua scellerata passione e di un tentativo di violenza carnale l’uomo s’impicca lasciando ogni suo avere a Viridiana. Inizierà un percorso mistico della giovane che compirà varie opere di carità che immancabilmente le ri ritorceranno contro. Il film suscitò molte polemiche con il Vaticano per la presunta irrisione della religione cattolica e soprattutto per la scena dell’ultima Cena plasmata iconograficamente sul celeberrimo quadro di Leonardo, scena considerata ingiustamente blasfema. Un film che porta in nuce il germe della lucida follia e che tenta di spiegare la nostra fragilità di fronte a Dio.

      Titolo originale: id. – Regia: Luis Buñuel – Sceneggiatura: Luis Buñuel, Julio Alejandro, Benito Pérez Galdós – Durata: 90 min. – Attori principali: Francisco Rabal, Fernando Rey, Silvia Pinal, Victoria Zinny, José Calvo

    • Splendore nell’erba (1961) e 10/10

      1961-02-01 16:56

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      splendor in the grassUn’opera di una bellezza sconvolgente questo Splendor in the Grass (titolo mutuato da un verso di Ode on Intimation of Immortality di William Wordsworth), che scatenò morigerati censori per il tema troppo esplicito della sessualità giovanile, finendo inevitabilmente per perdere di vista la delicata poetica dell’opera di Kazan e la sua straordinaria indagine psicologica. La storia è quella di due liceali che si innamorano in una piccola cittadina del Kansas nel 1928. Il loro amore verrà contrastato e infine tarpato dai genitori immersi in un clima moralizzatore da Controriforma. La ragazza ne soffrirà a tal punto da venire ricoverata in un istituto psichiatrico. Al suo rientro in società scoprirà che molte cose saranno cambiate. Immensa interpretazione di Natalie Wood che consente a Kazan di lasciar traspirare dal film ogni tema a lui caro: critica sociale, disagio giovanile, forza poetica dei sentimenti. Una meraviglia. Di più. Uno splendore.

      Titolo originale: Splendor in the Grass – Regia: Elia Kazan – Sceneggiatura: William Inge – Durata: 124 min. – Attori principali: Natalie Wood, Pat Hingle, Warren Beatty, Audrey Christie, Sean Garrison

    • La Sfida del Samurai (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Un film che segnò una vera e propria risorsa per registi e uomini di cinema che ne “saccheggiarono” l’impianto narrativo per riadattarlo al genere western (Sergio Leone) o metropolitano (Walter Hill). La storia è incentrata sulla figura eroica di un solitario samurai (interpretato dall’attore feticcio di Kurosawa, Toshiro Mifune) che nel Giappone del XVII secolo giunge ad un villaggio in cui è in atto una guerra senza quartiere tra due potenti famiglie locali. L’uomo sfrutterà l’odio dei due clan per divenire il trait d’union insanguinato tra i due contendenti, facendo leva sulla brama di potere e sulla corruttibilità degli uomini. Un film denso di azione in cui linearità narrativa e gusto iconografico appaiono inscindibili contribuendo a creare un riferimento nel cinema d’azione contemporaneo. Un film a cui non si può rinunciare per comprendere a pieno l’evoluzione creativa degli odierni action movies.

      Titolo originale: Yojimbo – Regia: Akira Kurosawa – Sceneggiatura: Akira Kurosawa, Ryûzô Kikushima – Durata: 110 min. – Attori principali: Toshiro Mifune, Tatsuya Nakadai, Yoko Tsukasa, Isuzu Yamada, Daisuke Katô

    • Vincitori e Vinti (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Judgment at NurembergUn’autentica parata di stelle per un produzione a dir poco colossale. In sintonia con la visione democratica di Kennedy arrivò un’opera che, per la prima volta, non relegava al ruolo di bestie i nazisti, ma tentava di presentarli come uomini, con la loro complessa sfera emozionale e psicologica. Il processo di Norimberga diviene in questo senso il palcoscenico ideale in cui Kramer giostra i sentimenti contrastanti di vincitori e vinti: una sorta di conflitto silenzioso delle coscienze e degli ideali, ancor prima che della feroce dialettica del dibattimento. La figura centrale della storia è il giudice Dan Haywood, chiamato a presediere e coordinare i lavori. Il suo compito è anche quello di far sì che giustizia e condanna della storia possano trovare un equilibrio perfetto. In filigrana le personalità complesse di ciascuno dei leader nazisti, ognuno con il proprio bagaglio di ricordi, errori, compromessi. Un’opera straordinaria che lascia trasparire dalla parola l’umanità delle persone, la disumanità della storia, il lato diabolico della ragione di stato. Da vedere con duplice valenza: didattica ed estetica.

      Titolo originale: Judgment at Nuremberg – Regia: Stanley Kramer – Sceneggiatura: Abby Mann, Montgomery Clift- Durata: 136 min. – Attori principali: Spencer Tracy, Burt Lancaster, Richard Widmark, Marlene Dietrich, Maximilian Schell, Montgomery Clift

    • 1961

    • Accattone (1961) e 10/10

      1961-02-01 16:56

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      Il primo film di Pasolini segna l’ingresso nella Settima Arte di un uomo dotato di una sensibilità e di un intuito iconografico davvero unici. Un poeta dietro la cinepresa che guarda la realtà con sguardo sociologico, che ama raccontare le storie di un proletariato brulicante di upersonaggi come Accattone. Una sorta di parassita vive alle spalle di donne che induce a prostituirsi per lui. Quando la prima compagna sarà arrestata si getterà su una seconda donna che ingenuamente gli cederà. Su tutto l’aura possente di questo personaggio appartenente a una dimensione ctonia, materiale, esperibile, con un’etica distorta ma preferibile al perbenismo borghese della Roma bene. Certa critica ha parlato anche di temi religiosi presenti nel film e trattati più o meno velatamente da Pasolini: a nostro parere è del tutto fuori luogo parlarne e anzi, chi lo fa dimostra in qualche modo di far deragliare la deriva semantica dell’opera stessa.

      Titolo originale: id. – Regia: Pier Paolo Pasolini – Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti – Durata: 120 min. – Attori principali: Franco Citti, Franca Pasut, Adriana Asti, Silvana Corsini, Paola Guidi

    • West Side Story (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Un film che ha ridisegnato i canoni del musical purificandolo dalla patina di buonismo hollywoodiano e calandolo nel contesto metropolitano dove il ballo significa lotta per la sopravvivenza. Grazie allo straordinario lavoro di Leonard Bernstein in sede di coreografia il ballo diviene pura narrazione. La storia è la rilettura in chiave moderna di Romeo e Giulietta con due bande rivali, i Jets e gli Sharks, che si affrontano nei bassifondi per il dominio territoriale. L’amore di Maria, sorella del capo degli Sharks, per Tony, appartenente alla banda rivale, cambierà i termini e la sorte della contesa. Dieci oscar per un monumentale inno al potere espressivo del corpo, della musica, delle immagini.

      Titolo originale: id. – Regia: Robert Wise, Jerome Robbins – Sceneggiatura: Ernest Lehman, Arthur Laurents, Jerome Robbins – Durata: 152 min. – Attori principali: Natalie Wood, Rita Moreno, Richard Beymer, George Chakiris, Russ Tamblyn

    • Una Vita Difficile (1961) e 9/10

      1961-02-01 16:56

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      Uno sguardo amaro, cinico e spietato a vent’anni di dopoguerra italiano. A come gli altisonanti ideali della Resistenza lasciano prosaicamente posto a ideali borghesi di benessere, denaro e frivolo disincanto. Alberto Sordi giganteggia nel personaggio che Risi ritaglia per lui ed è come al solito perfetto prototipo di sconfitto. La narrazione segue le vicende di Silvio Magnozzi, ex partigiano, ora votato alla scalata della società e ad un posto al sole nella borghesia italiana. La sua ambizione lo porterà a raggiungere l’obiettivo ma i frutti della sua inane fatica altro non sono che un diverso aspetto di una sconfitta già posta in essere prima di cominciare. Un documento insostituibile sulla mercificazione delle ideologie e sul decadimento morale degli uomini. Un tema purtroppo mai decaduto in Italia e sempre tristemente attuale.

      Titolo originale: id. – Regia: Dino Risi – Sceneggiatura: Rodolfo Sonego – Durata: 118 min. – Attori principali: Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina Volonghi

    • 1962

    • Lawrence d’Arabia (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Il nostro è un umile omaggio ad un grande maestro della cinepresa troppo spesso dimenticato: David Lean. Regista di film quali: Dottor Zivago, Passaggio in India, Il Ponte sul Fiume Kwai. In questo film scopre il fascino magnetico di Peter O’Toole che incarna uno degli ultimi grandi eroi britannici in terra straniera. Thomas Edward Lawrence è un giovane ufficiale britannico distaccato al Cairo nel 1916 e con l’ordine preciso di investigare sulle tensioni tra arabi e turchi occupanti. In breve diverrà il leader della ribellione contro l’oppressore turco e una figura leggendaria, venerata da ogni arabo. Un film epico e grandioso.

      Titolo originale: Lawrence of Arabia – Regia: David Lean – Sceneggiatura: T.E. Lawrence , Robert Bolt, Michael Wilson – Durata: 216 min. – Attori principali: Peter O’Toole, Alec Guinness, Anthony Queen, Jack Hawkins, Omar Sharif, José Ferrer

    • Il Sorpasso (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Dino Risi dirige un film che rimane nel cuore per la grande interpretazione di Gassman e per le atmosfere di inizio anni 60 della cara vecchia Italia splendidamente rese dalla sceneggiatura e dalla mano del regista. Uno sbruffone alla guida di un auto sportiva coinvolge, suo malgrado, uno studente modello attraverso la vita gaudente del periodo vacanziero romano. Sarà l’occasione per un viaggio dentro se stessi e dentro la vita stessa. Il contrasto tra fanfaronaggine e introspezione, tra strepito e silenzio, tra mondanità e intimità fanno di questo film un’opera sospesa tra gli estremi della realtà. Una narrazione foriera di sensazioni contrastanti e di vita vissuta a folle velocità tra due poli opposti che sembrano attrarre i protagonisti scambiandone i ruoli e le coscienze.

      Titolo originale: id. – Regia: Dino Risi – Sceneggiatura: Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari – Durata: 105 min. – Attori principali: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Jean-Louis Trintignant, Claudio Gora, Linda Sini

    • Jules e Jim (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      François Truffaut ancora una volta come un coltello nel burro affonda il suo sguardo nei sentimenti umani offrendoli scarnificati al pubblico ludibrio. In questa storia due uomini si innamorano della stessa donna, ma è banale destino che questa donna scelga uno dei due. Dopo la guerra e l’occupazione nazista di Parigi i protagonisti si ritroveranno, tuttavia qualcosa sarà cambiato nell’equilibrio sentimentale che aveva cristallizzato le loro esistenze. Un grande film che ancora oggi emoziona e coinvolge con una sceneggiatura moderna e incalzante e un profilo degli amanti analitico e spietato. Ciò che inquieta e intriga non è tanto il disincanto con il quale il regista guarda la vicenda ma la fuggevole passione che pulsa febbricitante sovrintendendo il caos degli avvenimenti: un sottile filo che cuce gli eventi e che Truffaut sagacemente mette in mano allo spettatore determinandone la valenza di Demiurgo. Un geniale ribaltamento che solo Truffaut poteva attuare.

      Titolo originale: Jules et Jim – Regia: François Truffaut – Sceneggiatura: Henri-Pierre Roché, François Truffaut, Jean Gruault – Durata: 105 min. – Attori principali: Jeanne Moreau, Oskar Werner, Henri Serre, Vanna Urbino, Boris Bassiak

    • L’uomo che Uccise Liberty Valance (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Il senatore Ransom Stoddard fa ritorno alla città natale per presenziare al funerale di un suo vecchio amico. Sarà l’occasione per ricordare quanto ha fatto per la sua cittadina e come ha raggiunto il successo, grazie anche all’uccisione della sua nemesi, Liberty Valance. Per la prima volta insieme John Wayne e James Stewart prendono parte al capolavoro della maturità di John Ford, un regista che ha riscritto l’epoca pionieristica americana in chiave moderna con un’attenta indagine psicologica e una concezione dell’immagine dinamica ed empatica.

      Titolo originale: The Man Who Shot Liberty Valance – Regia: John Ford – Sceneggiatura: James Warner Bellah, Willis Goldbeck, Dolores Johnson – Durata: 123 min. – Attori principali: John Wayne, James Stewart, Vera Miles, Lee Marvin, Edmond O’Brien

    • Che Fine ha Fatto Baby Jane? (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Da un romanzo di Henry Farrell un grande, grandissimo film di Robert Aldrich. Due sorelle vivono nella stessa villa decadente, vestigia di un passato in cui ambedue hanno ricoperto il ruolo di star del cinema. Jane fu infatti una star bambina eclissata dal successo della sorella Blanche. Ora che entrambi versano in solitudine devono abituarsi a convivere con la propria nemica. Un viluppo di sordidi rancori avvolgerà come un caldo manto la loro vita ascetica. Menzione di merito per le due straordinarie attrici protagoniste: Bette Davis e Joan Crawford: sublimi. Un’opera spietata che fa luce sui rancori familiari e sull’equilibrio instabile di un rapporto minato da rancori mai sopiti. Un film devastante, un lungo canto sull’amore corrotto.

      Titolo originale: What Ever Happened to Baby Jane? – Regia: Robert Aldrich – Sceneggiatura: Henry Farrell, Lukas Heller – Durata: 134 min. – Attori principali: Bette Davis, Joan Crawford, Victor Buono, Wesley Addy

    • Il Buio oltre la Siepe (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Un’opera di denuncia e critica sociale questa di Mulligan, incentrata sul romanzo di Nelle Harper Lee che valse all’autrice la vittoria del Premio Puilitzer nel 1960. Ambientato nel profondo Sud americano negli anni ’30, in Alabama, dove è ancora fortissima la componente razzista e discriminatoria nella società. Un agricoltore accusa un giovane di colore di aver stuprato una ragazza bianca. Il giovane viene arrestato e difeso dal brillante avvocato Atticus Finch che, nonostante il clima di pressione dell’opinione pubblica, decide di proseguire nel suo lavoro di avvocato. Durante il processo l’accusato tenterà di evadere ma sarà ucciso nel tentativo. Intanto si scatena l’odio contro la famiglia di Finch, sarà proprio un emarginato dalla società, un giovane ritardato vicino di casa di Finch, a riportare l’ordine nel caos e nella follia collettiva. Un grande film che svolge brillantemente un duplice intento: la denuncia sulla discriminazione razziale e la rilevanza artistica grazie a una regia incalzante e all’interpretazione notevole di Gregory Peck.

      Titolo originale: To kill a Mockingbird. – Regia: Robert Mulligan – Sceneggiatura: Harper Lee, Horton Foote – Durata: 129 min. – Attori principali: Frank Overton, Gregory Peck, Paul Fix, Brock Peters, Mary Badham

    • L’Angelo Sterminatore (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Un’opera claustrofobica più che surreale questa di Buñuel, un ordito teatrale che si dipana come in palcoscenico, con tutti i crismi aristotelici delle 3 unità: di luogo, di tempo e di azione. Di riflesso certo si legge anche l’aspra e feroce satira contro il solito ceto medio borghese, bolso e beota, che ne viene fuori massacrato da questa vicenda grottesca. Un gruppo di ricchi dignitari messicani si ritrova in una casa per un party, ben presto si renderanno conto che un’arcana forza impedisce loro di uscire dal salone delle feste. Improvvisamente, quando tutto sembra precipitare, si ritroveranno magicamente in una Chiesa: i loro atavici timori troveranno fondamento in un corpo a corpo mistico con l’Inconoscibile. Una trama bislacca per un’opera dai forti sapori ioneschiani, affascinante fino alla morte nei suoi nonsense, nella sua minuta caratterizzazione di figure patetiche, nei suoi tanti germi di innovazione. Un film straordinario.

      Titolo originale: El ángel exterminador – Regia: Luis Buñuel – Sceneggiatura: Luis Buñuel, Luis Alcoriza, José Bergamin – Durata: 95 min. – Attori principali: Silvia Pinal, Enrique Rambal, Jacqueline Andere, José Baviera, Augusto Benedico

    • Va’ e uccidi (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Un altro esempio di film deturpato da un titolo italiano dozzinale che di fatto lo trasforma in un giallo da ombrellone. E invece si tratta di un grande film, dove scenari politici e microcosmi psicologici si incrociano per dar vita ad un thriller serrato e intelligente. Tratto da The Manchurian Candidate di Richard Condon il film narra la storia di un veterano della guerra di Corea che fa ritorno a casa dopo aver subito un condizionamento mentale da parte del regime comunista. La sua missione occulta sarà di realizzare un attentato politico atto a sovvertire il Paese. Un prigioniero politico aiuterà a dagli la caccia e a scovarlo. Il film scatenò forti polemiche per la sua visione politica in cui non necessariamente i buoni sono gli americani. E solo per questo andrebbe visto e apprezzato.

      Titolo originale: The Manchurian Candidate – Regia: John Frankenheimer – Sceneggiatura: Richard Condon, George Axelrod, John Frankenheimer – Durata: 126 min. – Attori principali: Frank Sinatra, Janet Leigh, Laurence Harvey, James Gregory, Angela Lansbury

    • Il Processo (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Un irresistibile viaggio attraverso uno dei romanzi più geniali del nostro tempo. Welles si misura con l’archetipo kafkiano del “surreale mistificante” e ne ordisce una visione personale dove la burocrazia insondabile di Kafa è sostituita dall’alienazione della nuova civiltà industriale che avanza. Un grande Anthony Perkins nel ruolo di K, un impiegatucolo dilaniato dalla morsa di un’oscura e inafferrabile amministrazione. L’uomo viene convocato per un processo ma nonostante i suoi immani sforzi non riuscirà ad essere giudicato né a conoscere le ragioni della convocazione. Memorabili alcune sequenze con la macchina da presa come quinto arto di Welles che scatta nervosa da un primo piano all’altro. Un’opera prima per gettare qualche dubbio nel mare delle certezze del progresso.

      Titolo originale: Le procès – Regia: Orson Welles – Sceneggiatura: Franz Kafka, Orson Welles, Pierre Cholot – Durata: 118 min. – Attori principali: Anthony Perkins, Elsa Martinelli, Jeanne Moreau, Orson Welles, Romy Schneider, Suzanne Flon

    • Salvatore Giuliano (1962) e 10/10

      1962-01-20 12:21

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      Un corpo giace come un orrido trofeo in un cortile. Ricoperto di sangue si distingue il viso fiero di un uomo che popolò l’immaginario di ogni siciliano per oltre un trentennio: il bandito Salvatore Giuliano. Incomincia così questo straordinario film di Rosi, forse il culmine della sua arte e della sua parabola registica. Tramite flashback viene ricostruita la vita del bandito e strettamente sovraordinata la vita della Sicilia dagli anni 30 agli anni 50: i rapporti della mafia con il potere, la repressione statale sui più deboli, le connivenze e le contraddizioni di una terra magnifica infestata di parassiti senza dignità. Memorabili le scene del sanguinoso eccidio dei contadini a Portella della Ginestra, il primo maggio del quarantasette, una macchia indelebile nella storia italiana. Un film che scuote violentemente le coscienze e che rimane uno dei momenti più alti del cinema italiano.

      Titolo originale: id. – Regia: Francesco Rosi – Sceneggiatura: Suso Cecchi d’Amico, Enzo Provenzale, Franco Solinas, Francesco Rosi – Durata: 107 min. – Attori principali: Frank Wolff, Salvo Randone, Renato Pinciroli, Massimo Mollica

    • Il Gusto del Sakè (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Nel suo ultimo film Ozu riprende la storia di Tarda Primavera e la ridipinge con i colori della “melancholia”. Un vedovo che vive nella zona industriale di Kawasaki con la figlia 24enne si rende conto che a quest’ultima occorre lasciare il nido e costruirsi una vita lontano da lui. A dispetto del suo rigore morale tenterà con ogni mezzo di convincere la ragazza a lasciarlo. Il passato diviene terra di confine brulicante di mostri della memoria. Il futuro un’opzione incerta e fumosa verso cui protendere arditamente la mano. Una speranza di rinascita aleggia su tutto, con un disperato afflato lirico che ne rinsalda il respiro e lo spinge silenziosamente al nostro cuore. Un lungo viaggio d’addio per il maestro Ozu, un gigante tra i giganti della Settima Arte.

      Titolo originale: Sanma no aji – Regia: Yasujirô Ozu – Sceneggiatura: Kôgo Noda, Yasujirô Ozu – Durata: 112 min. – Attori principali: Chishu Ryu, Shima Iwashita, Keiji Sata, Nakabura Nobuo, Kyoko Kishida

    • Lolita (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Kubrick rilegge Nabokov e lo espone alle intemperie della sua istrionica cinepresa ricavandone, manco a dirlo, l’ennesimo capolavoro. La sensualità dirompente di una quattordicenne è causa di rovinosa caduta per un intellettuale cinquantenne che, innamoratosi della giovane, ne sposa la madre per poterle stare vicino. La sua morbosa passione proromperà percorrendo il sottile limine che la divide dalla follia. E’ straordinario notare come Kubrick agisce su questa emozione mettendone in luce gli aspetti umani e terreni, più che la turpe immoralità (che lascia volentieri ai critici bacchettoni che affossarono il film non cogliendone il genio). La sensualità diviene aereo gioco, ilare divertimento che si intreccia con un tormento animale che permane a livello inconscio nell’uomo. E Kubrick attraverso il suo sguardo riesce a farci cogliere l’intimo contrasto di questa dicotomia dilatandone il processo di attuazione con una messa in scena solenne ed astuta.

      Titolo originale: id. – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Vladimir Nabokov, Stanley Kubrick – Durata: 152 min. – Attori principali: James Mason, Shelley Winters, Sue Lyon, Gary Cockrell, Jerry Stovin

    • La jetée (1962) e 9/10

      1962-01-20 12:21

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      Un esperimento surreale questo cortometraggio di Chris Marker (l’unico cortometraggio ad apparire in questa lista), definito in varie occasioni dallo stesso autore come “cineromanzo”, “opera per immagini”, “fotoracconto”. Si tratta della storia che ha ispirato nientemeno che “L’esercito delle 12 scimmie” di Gilliam. Dopo un’apocalisse nucleare un uomo viene inviato indietro nel tempo dagli ultimi resti dell’umanità rintanata nel sottosuolo. Il suo obiettivo è quello di scongiurare l’olocausto individuandone la causa. Ma l’uomo è tormentato da un suo olocausto privato: i lacerti mnemonici di un omicidio a cui assistette bambino. Un’opera realizzata esclusivamente per immagini (niente filmato), da molti considerata prova di genio e caposaldo ineludibile del genere fantascientifico. Noi, molto umilmente, ci accodiamo a questi giudizi.

      Titolo originale: id. – Regia: Chris Marker – Sceneggiatura: Chris Marker – Durata: 28 min. – Attori principali: Hélène Chatelain, Davos Hanich, Jacques Ledoux

    • 1963

    • 8½ (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      Un film autoreferenziale e strettamente autobiografico quello che Federico Fellini gira a inizio anni sessanta, in piena rivoluzione culturale e politica. Un’opera che mette in movimento una controcultura sotterranea, quasi reazionaria nelle forme, ma sottilmente rivoluzionaria, con la potente forza dell’ironia a innescare un moto segreto e invalicabile. Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) è un regista che cerca di rilassarsi dopo la sua ultima fatica cinematografica, ma viene puntualmente perseguitato da personaggi che cercano un lavoro nel cinema o da sogni e paranoie personali che si insinuano piano dal passato. Un film cristallino, puro e tagliente come un rubino appena intagliato da una mano esperta. Un Fellini che partorisce un tesoro immaginifico ad ogni inquadratura andando a campire un glossario di icone barocche, una legenda con cui leggere al meglio la sua poetica, la sua splendida umanità.

      Titolo originale: id. – Regia: Federico Fellini – Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano – Durata: 138 min. – Attori principali: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk

    • Il Gattopardo (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      Il Principe di Salina tenta disperatamente e anacronisticamente di conservare i propri privilegi nobiliari durante i tumulti siciliani del 1860. Un film epico in cui Luchino Visconti da prova di suprema abilità narrativa ma anche cinematografica con piani sequenza memorabili. Celebre la sequenza in cui il gattopardo fa sfoggio di signorilità e nobile portamento durante il ballo di famiglia. Visconti opera una rielaborazione dell’epica nobiliare attraverso un culto rinnovato per l’immagine, per la postura dei suoi interpreti, per le ambientazioni curate nel minimo dettaglio. Memorabile rimane infine l’interpretazione di un Burt Lancaster sempre “nella parte”. Un film epico e innovativo, orgoglio del cinema nostrano.

      Titolo originale: id. – Regia: Luchino Visconti – Sceneggiatura: Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Suso Cecchi d’Amico, Pasquale Festa Campanile – Durata: 187 min. – Attori principali: Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Romolo Valli, Terence Hill, Giuliano Gemma

    • Gli Uccelli (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      Alfred Hitchcock profondo innovatore anche in generi potenzialmente meno fertili come quello horror-catastrofista in cui può essere erroneamente incasellato questo film. Il Maestro prende in mano un racconto di Daphne de Maurier e ne trae un’opera in cui l’aspetto teatrale è preponderante con l’unità di tempo, azione e luogo a scandire il ritmo sempre più serrato del film. A Bodega Bay gli uccelli si comportano in modo strano e con l’arrivo di Melanie Daniels a casa del fidanzato le cose diverranno via via insostenibili. Barricati in casa osserveranno la furia dei volatili di ogni specie abbattersi sulla casa. Un’opera fondamentale nel percorso di Hitchcock che ricerca le radici del terrore andando a sondare le paure più ataviche e primordiali. Un capolavoro, ma ci siamo abituati con Sir Alfred.

      Titolo originale: The Birds – Regia: Alfred Hitchcock – Sceneggiatura: Daphne Du Maurier, Evan Hunter – Durata: 119 min. – Attori principali: Tippi Hedren, Suzanne Pleshette, Rod Taylor, Jessica Tandy, Veronica Cartwright

    • La Grande Fuga (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      Quando Sturges si posizionò dietro la cinepresa e studiò le migliori inquadrature per le scene di inseguimento in motocicletta con Steve McQueen, forse non realizzò di essere sul punto di realizzare un cliché iconografico indelebile. Eppure così è stato. E ancora oggi ammirare McQueen che saetta e si divincola come un serpente, in sella alla sua Triumph TR6 Trophy (camuffata da BMW nazista) vale l’intero film. La storia è quella di un manipolo di prigionieri angloamericani in una campo di prigionia nazista che progettano una fuga di massa per ostacolare il più possibile il nemico e favorire l’avanzata degli alleati nel Paese. Ogni soldato e ufficiale avrà un preciso compito nel piano e tutto sarà organizzato nei minimi dettagli, ma qualcosa andrà ugualmente storto. Un film, inutile dirlo, epico e appassionante. Le riprese sono di taglio espressionista con inquadrature vivide ed efficaci, ottimo compiendo ad una narrazione serrata e incalzante.

      Titolo originale: The Great Escape – Regia: John Sturges – Sceneggiatura: Paul Brickhill, James Clavell, W.R. Burnett – Durata: 172 min. – Attori principali: Charles Bronson, James Coburn, Donald Pleasence, James Garner, Steve McQueen, Richard Attenborough

    • Il Disprezzo (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      Un’opera di terribile forza introspettiva con il talento dirompente di Godard libero di spaziare nel microcosmo psichico dei protagonisti mettendone spietatamente a nudo i più intimi recessi. Si aggiunga la potente suggestione di Moravia che aleggia su tutto il film e si otterrà un’equazione pressochè adamantina di un’opera d’arte da decifrare ma anche da venerare. La storia è incentrata sul rapporto ambiguo di uno sceneggiatore italiano con un produttore americano. Lo sceneggiatore è stato chiamato per risollevare le sorti di un film diretto da Fritz Lang (che interpreta se stesso, in una sorta di “metacameo”). La moglie dello scrittore ha un moto di repulsione verso l’atteggiamento troppo servile dell’uomo nei confronti dell’americano. Le cose precipiteranno quando la donna si convince di essere usata come merce di scambio per i fini lavorativi del marito. Sensazionale il conflitto interiore di Brigitte Bardot: per com’è evidenziato, per com’è narrato e per com’è filmato. Una dimensione totalmente psicologica che non può non intrigare, affascinare, financo avvincere lo spettatore che diviene così morboso voyeur di una mente scarnificata appositamente per lui.

      Titolo originale: Le mépris – Regia: Jean-Luc Godard – Sceneggiatura: Alberto Moravia, Jean-Luc Godard – Durata: 103 min. – Attori principali: Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Fritz Lang, Giorgia Moll

    • Il Corridoio della Paura (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      Un lungo tunnel oscuro senza possibilità di rivedere l’uscita. Questo film di Fuller, splendido nella sua angoscia claustrofobica, ci offre la misura della follia attraverso gli occhi della cosiddetta normalità. Sarà l’occasione per Fuller di ribaltare il piano semantico di questo gioco e inquinare il senso di quest’operazione con la commistione dei due elementi in gioco. La narrazione è incentrata sulla decisione di un ambizioso giornalista di farsi internare in un manicomio per farl luce su un omicidio avvenuto all’interno di esso e su cui la polizia non è riuscita a fare chiarezza. L’intento dell’uomo è di far cadere la cortina di reticente follia dei tre testimoni coinvolti e smascherare il colpevole. ;a l’uomo rimarrà invischiato nell’elemento che pretendeva di dipanare. Un’opera oscura dove si annaspa per cercare un po’ d’aria fresca. Atmosfere cuper per rendere iconograficamente la follia e imprimerla a fondo nella pellicola.

      Titolo originale: Shock Corridor – Regia: Samuel Fuller – Sceneggiatura: Samuel Fuller – Durata: 101 min. – Attori principali: James Best, Gene Evans, Constance Towers, Peter Breck, John Craig

    • Il Servo (1963) e 9/10

      1963-01-11 10:48

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      il servoLosey con la complicità del grande Pinter crea un perfetto congegno narrativo. Una di quelle storie che si trasformano sotto il nasdo dello spettatore, che da parte sua non può far altro che subirne il perverso fascino sprofondando al contempo in una trappola semantica approntata dall’autore. Un ricco e viziato ragazzotto si sposta a Londra e assume un domestico per accudire i suoi opulenti possedimenti. Tra i due s’instaura un rapporto strano, viziato dal carisma corrotto del domestico che gradualmente diverrà carnefice mentale del suo datore di lavoro disponendone a piacimento volontà e desideri. La macchina iconica di Losey aderisce perfettamente al geniale dettato drammaturgico di Pinter e riesce a restituire il sapore sepolcrale della vicenda, i suoi risvolti diabolici, sempre rimanendo in perfetto equilibrio dimensionale sul mondo da noi conosciuto, esperito, toccato con mano. Un film perverso e geniale.

      Titolo originale: The Servant – Regia: Joseph Losey – Sceneggiatura: Harold Pinter, Robin Maugham – Durata: 112 min. – Attori principali: James Fox, Sarah Miles, Dirk Bogarde, Wendy Craig, Catherine Lacey

    • 1964

    • Il Dottor Stranamore (1964) e 10/10

      1964-01-07 00:15

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      Dr. Strangelove è l’essenza del genio di Kubrick. Una feroce parodia del militarismo e della cultura della deterrenza, una critica spietata e atrocemente ironica alla logica della forza bruta. In più un grande, immenso talento comico: quello di Peter Sellers che interpretando 3 ruoli (e forse 4) rende questo film una gemma preziosa della cinematografia. Memorabili alcune scene come il monologo del professore tedesco nel consiglio di guerra americano, o anche la cavalcata in sella alla bomba atomica appena sganciata da parte del pilota del b52 impazzito. Un’opera unica, preziosa, a noi amanti del cinema cara come un figlio.

      Titolo originale: Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Terry Southern, Peter George – Durata: 95 min. – Attori principali: Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Keenan Wynn, James Earl Jones

    • Bande à part (1964) e 9/10

      1964-01-07 00:15

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      Jean-Luc Godard con la sua consueta attitudine all’esplorazione delle pulsioni umane dipinge quest’opera in cui un trio di personaggi incrocia i propri destini e le proprie emozioni. Franz e Odile si conoscono al liceo e si scoprono affini. Franz convincerà il suo amico Arthur a derubare il benefattore di Odile. Comincerà il loro viaggio attraverso gli oscuri meandri della perdizione e dell’azzeramento emozionale. Un film dove le intenzioni valgono molto di più delle effettive azioni. Curiosità finale: a questo film è dedicato il nome della società di Quentin Tarantino con cui firma le Iene (“a band apart film”).

      Titolo originale: id. – Regia: Jean-Luc Godard – Sceneggiatura: Dolores Hitchens – Durata: 95 min. – Attori principali: Anna Karina, Danièle Girard, Louisa Colpeyn, Chantal Darget

    • Il Vangelo secondo Matteo (1964) e 9/10

      1964-01-07 00:15

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      Pier Paolo Pasolini al suo confronto con la spiritualità. Lui, uomo laico, intellettuale di sinistra agnostico, realizza un film delicato, in cui il misticismo e la divinità traspaiono dai gesti fisici, dall’amore terreno, dagli affetti e dalle emozioni. Un’opera laica sulla figura del Cristo? Certamente no! “Il vangelo secondo Matteo” è un anelito al Superno, uno sguardo delicato a ciò che ci sovrasta, colmo di umani interrogativi. Ed è anche uno struggente ritratto del Figlio di Dio attraverso occhi che lo cercano, che vogliono conoscere la sua divinità. Il film ripropone la vita di Cristo dagli insegnamenti nel Tempio fino al supplizio della Croce. Le sue azioni sono le azioni di un uomo santo spogliato di ogni elemento ultraterreno. Una santità tangibile, svelata di ogni terribile mistero. Ma quanta forza in quelle immagini, quanta sublime poesia in quel volto fatto di carne e dolci lineamenti. Un film che ci insegna una nuova dimensione del cristianesimo. Un brivido lungo duemila anni.

      Titolo originale: id. – Regia: Pier Paolo Pasolini – Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini – Durata: 142 min. – Attori principali: Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Mario Socrate

    • La Donna di Sabbia (1964) e 9/10

      1964-01-07 00:15

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      Teshigahara si dimostra talentuoso maestro di un cinema surreale, sul sottile limine del conflitto iconografico tra mera apparenza e vibrante metafora. Questa sua opera non è che una tappa di questa affannosa ricerca stilistico-estetica che ha condotto il regista giapponese attraverso il significato stesso di cinema, quasi a minarne le basi per approdare a qualcosa di realmente nuovo. La storia del film è incentrata su un abulico canovaccio in cui un giovane entomologo giunge, per seguitare le sue ricerche, in uno sperduto villaggio del Giappone. Si stabilirà presso una giovane vedova, in una grottesca casa posta al centro di una voragine naturale. Dal momento del suo ingresso nella casa la donna intesserà una rete di malia che avvolgerà il giovane scienziato fino a fargli perdere la testa. Un’opera dove si fatica a mettere a fuoco il senso stesso della realtà, ed è appunto qui che risiede il suo fascino e la sua grandezza. Un caleidoscopio di inferenze in forma di immagini e sensazioni. Indimenticabile e unico.

      Titolo originale: Suna no onna – Regia: Hiroshi Teshigahara – Sceneggiatura: Kobo Abe, Elko Yoshida – Durata: 123 min. – Attori principali: Kyoko Kishida, Eiji Okada, Koji Mitsui, Hicoko Ito, Kôji Mitsui, Sen Yano

    • Tutti per Uno (1964) e 8/10

      1964-01-07 00:15

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      Richard Lester spia i Beatles in una tipica giornata di lavoro per il quartetto di Liverpool. A tessere le fila di questo audace progetto la vulcanica sceneggiatura di Alun Owen che affianca ai 4 musicisti alcuni personaggi che sembrano sputati fuori da un fumetto creepy: il nonno di Paul con le sua viscida attitudine al gentil sesso, Norm e Shake, due stralunati promoter della band. Il film risulta un lungo omaggio obliquo alla musica dei Beatles, alla loro grandezza. Nobilitato dalla recitazione dei 4 baronetti che paiono a loro agio davanti ad una cinepresa l’opera forse travalica il suo ingrato compito didascalico per arrivare a centrare un obiettivo ben più ambizioso: carpire il segreto artistico di una formazione che ha sconvolto per sempre la storia della musica. Di sicuro un’opera godibile e artisticamente assai importante, anche per il suo lascito iconografico.

      Titolo originale: A Hard Day’s Night. – Regia: Richard Lester – Sceneggiatura: Alun Owen – Durata: 87 min. – Attori principali: Paul McCartney, John Lennon, George Harrison, Ringo Starr

    • Agente 007, Missione Goldfinger (1964) e 8/10

      1964-01-07 00:15

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      Probabilmente il solo film della serie di 007 che riesce a cogliere quel british sense of humour di Ian Fleming e a trasporlo sulla pellicola. James Bond è alle prese con un losco magnate dell’oro che intende rivalutare il proprio patrimonio attaccando la riserva aurea di Fort Knox e rendendola inservibile. Memorabili alcune scene, una su tutte la partita di golf tra Goldfinger e Bond, con sostituzione fraudolenta di una pallina (“lei ha giocato una palla non sua alla buca 18”) e conseguenti gag a denti stretti tra i due contendenti. Hamilton trova forse l’autentico Bond con una regia leggera e impareggiabile, screziata di ironia e meraviglia: le trovate scenografiche non divengono pretesto per costruire una storia ma ne divengono parte integrante non occludendone lo sviluppo semantico. Un plauso finale alla maschera serafica di Connery, l’unico e vero agente 007 che abbia mai calcato le scene di un set.

      Titolo originale:Goldfinger – Regia:Guy Hamilton – Sceneggiatura: Richard Maibaum, Paul Dehn, Ian Fleming – Durata: 110 min. – Attori principali: Sean Connery, Honor Blackman, Gert Fröbe, Shirley Eaton, Tania Mallet

    • Becket e il suo Re (1964) e 9/10

      1964-01-07 00:15

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      Basterebbe scorrere la lista degli attori protagonisti di questo sontuoso dramma storico per intuire la portata di questo film: John Gielgud, Peter O’Toole, Richard Burton, Gino Cervi, Paolo Stoppa. Inoltre si aggiunga il talento di un regista passato troppo a lungo sotto silenzio e impolverato da una coltre di oblio che non intacca minimamente il valore della sua arte. Tratto dal romanzo di Anouilh e riscritto con delizia scespiriana da Edward Anhalt (il cui lavoro gli valse l’Oscar) narra delle vicende di Enrico II, il quale nel 1154, appena incoronato, chiama alla sua corte l’amico Thomas Becket nominandolo prima Cancelliere personale e in seguito Arcivescovo di Canterbury. Il lento degrado del rapporto di amicizia tra i due minato dalle spinte indipendentiste della chiesa rispetto alla corona, è al centro della focale del regista che ne documenta implacabilmente la tragica genesi. Un’opera superbamente interpretata e sublimemente girata.

      Titolo originale: Becket – Regia: Peter Glenville – Sceneggiatura: Jean Anouilh, Lucienne Hill, Edward Anhalt – Durata: 148 min. – Attori principali: Paolo Stoppa, Gino Cervi, Richard Burton, Peter O’Toole, John Gielgud, Donald Wolfit, David Weston, Percy Herbert

    • 1965

    • Repulsion (1965) e 9/10

      1965-12-23 10:35

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      Polanski alla sua seconda prova fuori dalla patria Polonia, si getta in atmosfere claustrofobiche in cui disagio mentale e realtà distorta serrano la narrazione in una morsa senza respiro. Grande, grandissima la prova artistica di Catherine Deneuve chiamata ad affrontare un ruolo ostico e strisciante, riuscendo talmente bene nell’impresa da divenire essa stessa icona ineludibile dell’opera. La storia è la biografia di una donna belga trapiantata a Londra. La donna lavora in un istituto di bellezza e apparanentemente conduce una vita di straziante normalità. Ma dietro il paravento della forma si nasconde un profondo e instabile disagio psichico, un terrore soffuso su ogni cosa che la circonda che diviene sintomo ostile di una realtà che intende ghermirla. Si ripercorrono così le fasi di una vita in cui sofferenza e disillusione lasciano il posto ad una strisciante pazzia. Celebre la scena in cui la sorella della donna se ne va di casa lasciando la piccola chiusa con un coniglio morto in lento stato di decomposizione. Un film che è come una lama incandescente che sbrana la carne con ciclica, meccanica, feroce lentezza.

      Titolo originale: id. – Regia: Roman Polanski – Sceneggiatura: Roman Polanski, Gérard Brach, David Stone – Durata: 105 min. – Attori principali: Catherine Deneuve, Yvonne Furneaux, Ian Hendry, John Fraser

    • I Pugni in Tasca (1965) e 9/10

      1965-12-23 10:35

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      Film d’esordio per un regista che non ha mai amato i compromessi. E lo spirito di Bellocchio è perfettamente infuso anche in quest’opera prima dove un dramma familiare è vivisezionato con rigore quasi scientifico mettendone a nudo gli oscuri recessi e le torbide implicazioni. La storia è ambientata nel piacentino, a Bobbio, in una casa di una famiglia borghese con una vedova non vedente che vive con i suoi 4 figli. Uno di questi, Alessandro, ha problemi caratteriali uniti ad una patologia epilettica. In un folle disegno pianificherà l’uccisione della madre e di un fratello menomato mentale adducendo pretesti umanitari. Comincerà un morboso e logorante lavorio per mettere in atto il suo allucinato progetto di morte. Un film che trasuda angoscia e in cui Ale è il Deus ex Machina e la vittima sacrificale, il Demiurgo e il Folle. Dietro la sua mente malata s’intravede lo sguardo freddo e acuto di Bellocchio, la sua abilità nel muovere i personaggi e nello scarnificarne la sfera psicologica. Tetro e appassionante.

      Titolo originale: id. – Regia: Marco Bellocchio – Sceneggiatura: Marco Bellocchio – Durata: 105 min. – Attori principali: Paola Pitagora, Lou Castel, Marino Masé, Liliana Gerace, Stefania Troglio

    • Falstaff (1965) e 10/10

      1965-12-23 10:35

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      Welles paga il suo debito con Shakespeare realizzando un’opera di struggente lirismo mediante una rischiosa operazione di “collatio” eseguita su diversi drammi scespiriani: Enrico IV, Enrico V, Le allegre comari di Windsor, Riccardo II. Si aggiunga che il film viene prodotto con grande scarsità di mezzi. Nonostante tutto questo un capolavoro plasmato dal nulla è il risultato, frutto del genio di un uomo di cinema come veramente pochi furono. Welles interpreta Falstaff, l’uomo che viene rinnegato dal suo amico d’infanzia, Enrico IV, non appena questi sale al trono. Il malinconico sguardo di Falstaff abbraccia un’intera vita e assiste impotente alla disgregazione di una rete di affetti e ricordi caduti improvvisamente nell’oblio. Un film che ritaglia i contorni dell’eroe decadente: nel totale abbandono la poetica della dissoluzione appare come un iperuranio suadente, a cui è impossibile resistere. Welles si sdoppia: sublime interprete e magico burattinaio a tirare i fili dei personaggi in scena. Possente e visionario.

      Titolo originale: Campanadas a medianoche – Regia: Orson Welles – Sceneggiatura: William Shakespeare, Orson Welles, Raphael Holinshed – Durata: 113 min. – Attori principali: Jeanne Moreau, John Gielgud, Marina Vlady, Margaret Rutherford

    • Il Bandito delle Ore Undici (1965) e 9/10

      1965-12-23 10:35

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      Pierrot Le Fou è una storia di libertà: dalle catene del conformismo, dalle convenzioni sociali, dalla routine omologatrice. Godard ritaglia un personaggio metallico: ama e non sa amare, delinque e non sa delinquere. Eppure lo amiamo fin dal primo momento che appare sullo schermo e ne restiamo perdutamente affascinati. La storia è quella di Ferdinand Griffon detto Pierrot. Stanco della vita ordinaria lascia la famiglia e fugge con una conturbante donna algerina di nome Marianne lasciandosi alle spalle un cadavere. Sarà una vita di fuga e sregolatezze, in precario equilibrio sulle fragili leggi umane. Un film denso di quel lirismo distaccato, à la Godard, dove lo spettatore è al centro di un complicato processo ermeneutico secondo il quale viene lasciato a lui l’ultimo inesorabile giudizio che diviene parte integrante della storia narrata.

      Titolo originale: Pierrot le fou – Regia: Jean-Luc Godard – Sceneggiatura: BJean-Luc Godard, Lionel White – Durata: 110 min. – Attori principali: Jean-Paul Belmondo, Anna Karina, Dirk Sanders, Raymond Devos, Graziella Galvani

    • Faster, Pussycat! Kill! Kill! (1965) e 9/10

      1965-12-23 10:35

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      Un film che distrugge ogni comfort, che fa tabula rasa di qualsiasi compromesso artistico per partire dalla bellezza di 3 corpi femminili. Russ Meyer in questo caso è l’indecifrabile Bonzo del “Ludibrium”, un antico gioco erotico latino considerato grottesco e triviale dai censori dell’epoca. Ed è sattamente la descrizione che più si attaglia a quest’opera che racconta le bislacche avventure di 3 prosperose donzelle che vagano per il deserto a caccia di sesso da divorare e soldi da arraffare. Naturalmente troveranno pane per i loro bianchi dentini in un incessante rivolgimento delle parti che spiazzerà ulteriormente (come se ce ne fosse stato bisogno) l’attonito spettatore. Un film definito di genere exploitation in cui ogni giudizio etico è ridicolo solo a pronunciarsi, in cui al contrario la cifra estetica trova compimento nel gusto di un regista che ha elevato ad arte la sesta misura di seno femminile, e scusate se è poco.

      Titolo originale: id. – Regia: Russ Meyer – Sceneggiatura: Russ Meyer, Jack Moran – Durata: 83 min. – Attori principali: Tura Satana, Haji, Lori Williams, Ray Barlow, Sue Bernard, Michael Finn

    • 1966

    • Il Buono, il Brutto e il Cattivo (1966) e 10/10

      1966-07-27 17:38

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      Una prova di forza quella di Sergio Leone, un film che sreadica letteralmente ogni canone classico del western per restituire un’opera di una vividezza, di una forza impressionante. Tre personaggi si contendono un bottino e lo inseguono attraverso la guerra civile messicana. Ognuno dei 3 ha dei conti in sospeso con gli altri 2. Clint Eastwood e Lee Van Cliff lavorano bene, ma è Sergio Leone che tesse la trama e confeziona quello che altro non è che un capolavoro assoluto. Revisione e sublimazione del genere western attraverso la cartina tornasole della caratterizzazione barocca dei personaggi. La forza espressiva non nasce dalla storia nè dalle grandi emozioni messe in campo, ma dal realismo ossessivo degli uomini che animano la narrazione. Un italiano che possa essere degnamente accostato ad un nome come John Ford, ditemi voi se non è motivo di vanto.

      Titolo originale: id. – Regia: Sergio Leone – Sceneggiatura: Luciano Vincenzoni, Sergio Leone, Agenore Incrocci – Durata: 161 min. – Attori principali: Clint Eastwood, Lee Van CLeef, Eli Wallach, Aldo Giuffrè, Luigi Pistilli

    • Blow Up (1966) e 9/10

      1966-07-27 17:38

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      Il dettaglio viene alla luce nella camera oscura… lentamente. E il fotografo si rende conto che nello scatto c’è la prova di un omicidio. La storia di Blow Up, ambientato in una Londra in piena rivoluzione beat, si dipana da questo fortuito accadimento. Michelangelo Antonioni firma una delle opere più affascinanti e molteplici che mai regista potesse concepire. Un’opera in cui la forza semiotica dell’immagine emerge devastante superando qualsiasi tentativo dialettico di raggiungere la conoscenza. Un film astrale e universale.

      Titolo originale: id. – Regia: Michelangelo Antonioni – Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Julio Cortázar – Durata: 111 min. – Attori principali: Vanessa Redgrave, Sarah Miles, David Hemmings, John Castle, Jane Birkin

    • Uccellacci e Uccellini (1966) e 9/10

      1966-07-27 17:38

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      Pasolini ironico, sardonico, deliziosamente ilare, si dibatte in materie religiose e in tematiche misticheggianti. Un padre e suo figlio sono reclutati nell’esercito celeste di San Francesco da un corvo parlante e iniziano il loro pellegrinaggio sulla terra villana e corrotta. Conosceranno le tristezze, le brutture e le angherie a cui sono sottoposti gli uomini semplici. Una visione sempre focalizzata sull’implicazione sociale, un occhio sempre puntato sulla gente più umile da cui sale la vividezza del narrato, la sua più candida forma. Una denuncia attraverso le immagini e la poesia che ne scaturisce, come spesso avviene nell’opera pasoliniana. Totò spinge la sua arte nel tragico, nel comico, nel vaudeville, con una leggerezza che toglie il fiato. Un film di rara bellezza.

      Titolo originale: id. – Regia: Pier Paolo Pasolini – Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini – Durata: 89 min. – Attori principali: Totò, Ninetto Davoli, Femi Benussi, Umberto Bevilacqua, Renato Capogna

    • L’Armata Brancaleone (1966) e 9/10

      1966-07-27 17:38

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      Monicelli scrive e dirige un’opera comica, usando l’arma a doppio taglio della parodia in chiave sguaiata ed elaborando un personaggio quasi surreale, in bilico tra Cervantes e Rabelais. Un gruppo di vagabondi perdigiorno viene in possesso di una pergamena che attesta il possesso della cittadella pugliese di Aurocastro. Il gruppo elegge il cavalier Brancaleone a leader di quell’impresa e si mette in marcia verso la Terra Promessa. Inutile dire che il viaggio sarà costellato da imprevisti e avventure di ogni giorno che metteranno in luce la cialtroneria cavalleresca del prode Brancaleone. Un’opera di straordinario spessore, impreziosita dalla recitazione di Gassman che dona al personaggio un alone di mistica fanfaronaggine. Un film da conservare per i tempi più tristi.

      Titolo originale: id. – Regia: Mario Monicelli – Sceneggiatura: Mario Monicelli, Agenore Incrocci – Durata: 120 min. – Attori principali: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Folco Lulli, Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno, Barbara Steele

    • La Battaglia di Algeri (1966) e 10/10

      1966-07-27 17:38

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      La Battaglia di Algeri è una di quelle rare gemme del cinema italiano che ha riscosso consensi unanimi di pubblico e critica non solo in Italia ma soprattutto in ambito internazionale. Opera commissionata dal governo algerino che ha scatenato non poche polemiche in Francia, con buona parte delle istituzioni francesi che l’hanno bollata di una visione troppo parziale dei fatti. Gillo Pontecorco, grazie anche alla fervida penna di un Solinas in stato di grazia, dipinge un’Algeri eterea e conflittuale, dove l’esercito francese reprime nel sangue la rivolta indipendentista del ’57. E’ proprio grazie a uno dei capi di quella rivolta, Ali La Pointe, divenuto martire, che 3 anni dopo il popolo algerino riuscirà a colmare quell’anelito libertario. Un’opera interamente girata in un bianco e nero elegantissimo, con epiche scene di guerriglia urbana, con una colonna sonora strepitosa firmata da Ennio Morricone: in breve un film che ha fatto scuola.

      Titolo originale: id. – Regia: Gillo Pontecorvo – Sceneggiatura: Gillo Pontecorvo, Franco Solinas – Durata: 121 min. – Attori principali:Yacef Saadi, Jean Martin, Brahim Hadjadj, Fawzia El Kader, Ugo Paletti

    • Chi ha Paura di Virginia Woolf? (1966) e 9/10

      1966-07-27 17:38

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      virginia woolfMike Nichols porta il teatro sul grande schermo traendo spunto da una pièce di Edward Albee. Si tratta di un’operazione rischiosa ma che si rivela di conturbante fascino e di innegabile spessore artistico, anche grazie ai due splendidi protagonisti di questo dramma a due voci: Elizabeth Taylor e Richard Burton. La sensazione fisica della teatralità di questo film la si prova dalle prime inquadrature: ossessive, quasi fisse, con unità di luogo, tempo ed azione. La storia è quella della convivenza ai limite delle umane possibilità tra un professore universitario di Storia e sua moglie, una donna cinica e alcolizzata. Tra scambi di battute al vetriolo e furiose liti si dipana il loro piccolo grande dramma della vita tra le mure domestiche. Un prezioso contributo al cinema psicologico e introspettivo, quello che guarda dentro l’anima delle persone e la scarnifica ai nostri avidi occhi di spettatori. Indimenticabile.

      Titolo originale: Who’s Afraid of Virginia Woolf? – Regia: Mike Nichols – Sceneggiatura: Edward Albee, Ernest Lehman – Durata: 131 min. – Attori principali: George Segal, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Sandy Dennis, Agnes Flanagan

    • Persona (1966) e 9/10

      1966-07-27 17:38

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      personaForse l’opera in cui Bergman spinse la sua arte più al limite, alla ricerca dei confini dove Logos e Es trovassero un esile superficie d’incontro. Ne uscì un’opera sfolgorante ove monade psicologica e involucro reale lottano aspramente in un conflitto invisibile, silenzioso, bianco. La storia è quella di Elizabeth, attrice teatrale, confinata a letto da un’imprecisato malessere e di Alma, la sua infermiera personale che combatte giorno dopo giorno l’ostinato mutismo della sua paziente. Alma apre il suo cuore a Elizabeth, ma facendo ciò si accorge di un misterioso transfert che sta operando sulla sua personalità, immergendola nella sfera emotiva e psicologica di chi vorrebbe curare. Un film ambizioso che intende riportare su pellicola ciò che non può essere filmato: le pulsioni umane. Ed è precisamente in questo che risiede la sua bellezza più primordiale e in definitiva più seducente.

      Titolo originale: id. – Regia: Ingmar Bergman – Sceneggiatura: Ingmar Bergman – Durata: 85 min. – Attori principali: Bibi Andersson, Liv Ullmann, Gunnar Björnstrand, Margaretha Krook, Jorgen Lindström

    • Fahrenheit 451 (1966) e 9/10

      1966-07-27 17:38

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      Un film controverso, osteggiato da gran parte della critica che non perdonò a Truffaut di aver tradito il suo estro spiccatamente europeo per dedicarsi ad un progetto troppo americanizzato (a cominciare dal romanzo da cui è tratto di Ray Bradbury). In realtà un film di grande levatura, dove l’amore per la parola scritta del regista francese, esalta registro narrativo e dimensione registica creando una storia che avvince e commuove. La narrazione prende forma in un imprecisato futuro, dove un dipartimento statale, i cosiddetti pompieri, è deputato a bruciare i libri. Uno dei pompieri, Montag, incontrerà Clarissa, una donna che gli infonde l’amore per la lettura. Comincerà la sua graduale evoluzione verso la consapevolezza che la parola scritta è quanto di più sacro e puro l’uomo possa custodire. Ottimo l’uso della cinepresa, sempre impegnata a documentare con naturalezza il susseguirsi degli eventi senza eccedere in primi piani o carrellate stucchevoli. Un film senza dubbio da vedere e da condividere con chi ci è caro.

      Titolo originale: id. – Regia: François Truffaut – Sceneggiatura: Jean-Louis Richard, François Truffaut, Ray Bradbury – Durata: 112 min. – Attori principali: Cyril Cusack, Julie Christie, Anton Diffring, Oskar Werner, Alex Scott

    • Andrey Rublyov (1966) e 10/10

      1966-07-27 17:38

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      Andrey RublyovUn film epico in cui narrazione biografica e rivisitazione storica del medioevo russo si compenetrano dando vita ad un sontuoso affresco iconografico. E’ questo il capolavoro della maturità di Tarkovsky, un regista che ha consacrato la propria ricerca estetica e ontologica alla Settima Arte, sicuramente tra i più grandi cineasti di sempre. La storia prende vita e forma nella Russia medievale del quattordicesimo secolo, sconvolta da guerre civili e congiure di palazzo. Ai margini del vortice della storia la figura di un monaco e del suo mistico contatto con l’aspra realtà. Un’ombra nella notte della storia. Un film divenuto archetipo di ogni film storico e che consacra definitivamente Andrey Tarkovsky a figura di primissimo piano nella storia del cinema.

      Titolo originale: id. – Regia: Andrei Tarkovsky – Sceneggiatura: Andrei Konchalovskiy, Andrei Tarkovsky – Durata: 165 min. – Attori principali: Anatoli Solonitsyn, Ivan Lapikov, Nikolaj Grinko, Rolan Bykov, Jurij Nikulin

    • Au Hasard Balthazar (1966) e 10/10

      1966-07-27 17:38

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      Un film duro e penetrante come un proiettile, terribile nella sua visione pessimistica della realtà, affascinante nel taglio registico che Bresson vi imprime, quasi a squadernare una realtà matrigna attraverso una pioggia di immagini scarnificate, crude, palesemente reali. Il protagonista di questa storia è un asino di nome Balthazar, il suo calvario attraverso una terra ostile, nelle mani di padroni che lo torturano, lo malmenano, annientano la sua essenza di creatura vivente. Breton al suo capolavoro, un’opera leopardiana nella raffigurazione della Natura, ma memore della lezione di certa narrativa russa come Dostoevsky o Gogol. Un film difficile da digerire che possiede le sacre stigmate della pietra miliare: uno dei film fondamentali per accostarsi al cinema francese.

      Titolo originale: id. – Regia: Robert Bresson – Sceneggiatura: Robert Bresson – Durata: 95 min. – Attori principali: Anne Wiazemsky, Walter Green, François Lafarge, Jean-Claude Guilbert

    • 1967

    • Il Laureato (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Un Dustin Hoffman imberbe, con la laurea fresca in tasca, è ammaliato da un’attempata signora di mezza età. Inizia così una torbida storia d’amore con Mrs. Robinson (sì, quella della canzone!), donna matura e sposata. Un dualismo che contrappone i due amanti e li compenetra, in un eterno rimando di passione e tentennamento. Mike Nichols dirige snidando le radici delle passioni umane e restituendo su pellicola le terribili conseguenze di un amore proibito. La materia primordiale che fuoriesce e che costituisce di fatto il nucleo portante dell’opera è il racconto quasi verista di un amore censurato dalle convenzioni sociali e dal perbenismo borghese. Un film antisociale e passionario, un’opera di indubbio spessore artistico.

      Titolo originale: The Graduate – Regia: Mike Nichols – Sceneggiatura: Calder Willingham, Buck Henry, Charles Webb – Durata: 106 min. – Attori principali: Dustin Hoffman, Anne Bancroft, Katharine Ross, William Daniels, Murray Hamilton

    • Quella Sporca Dozzina (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Aldrich, da grande narratore quale è, ci cala in questo epico racconto bellico in cui onore, coraggio e riscatto trovano un posto di primo piano nell’intreccio. La storia è quella di dodici criminali a cui viene proposto nel 1944 di riscattare la propria pena detentiva con una missione molto pericolosa all’interno della Germania nazista: far saltare un centro di comando nemico situato in una sorta di fortezza inespugnabile. A comandarli ci sarà il maggiore Reisman, uomo di valore da sempre insofferente alle imposizioni dall’alto. Il film acquisisce grande rilevanza per merito di una sapiente sceneggiatura, abile a disegnare il profilo psicologico di ogni eroe coinvolto nella storia e al contempo a fornire un’azione davvero emozionante. Un film che vi terrà incollati alla poltrona.

      Titolo originale: The Dirty Dozen – Regia: Robert Aldrich – Sceneggiatura: Nunnally Johnson, Lukas Heller, E.M. Nathanson – Durata: 150 min. – Attori principali: Lee Marvin, Ernest Borgnine, Charles Bronson, Jim Brown, John Cassavetes

    • Bella di Giorno (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Continua il viaggio di Buñuel nell’alveo del tormentato rapporto spiritualità-corporeità iniziato con Viridiana e qui giunto al suo massimo fulgore ermeneutico. Un’opera clamorosa questa perché spezza ogni certezza, ogni tentativo di razionalizzazione, e plasma la figura di una donna in bilico tra realtà e sogno, tra ninfomania e frigidità, tra corpo e spirito. Tratto da un romanzo di Joseph Kessel del 1929, narra la storia di Séverine Serizy, annoiata moglie di un medico parigino che si prostituisce segretamente in una casa d’appuntamenti con il nome d’arte di Belle de Jour. Tenta così di esorcizzare i suoi fantasmi coscienti ma non riuscirà a trovare un senso nel complicato gioco della vita. Fecero scalpore i tagli della censura italiana tra i quali una scena di Severine bambina che rifiuta di fare la Prima Comunione. Un’opera maledetta, si è detto, ma che al contrario risulta di una profondità ambigua e sconcertante, di un fascino torbido e morboso.

      Titolo originale: Belle de Jour – Regia: Luis Buñuel – Sceneggiatura: Luis Buñuel, Joseph Kessel, Jean-Claude Carrière – Durata: 101 min. – Attori principali: Catherine Deneuve, Francisco Rabal, Michel Piccoli, Geneviève Page, Georges Marchal

    • Gangster Story (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Un film che riscosse un successo talmente clamoroso che ogni suo dettaglio finì per influenzare i tardi anni ’60, come ad esempio la moda che rinverdì i fasti degli anni ’30 grazie al Bonnie and Clyde di Arthur Penn. Il film si discosta dalla violenza dei gangster movies di maniera per focalizzare il proprio messaggio sulle personalità dei due protagonisti e sul loro spirito ilare e ironico, nonostante tutto e tutti. La storia racconta le imprese di un piccolo balordo e di una cameriera che in poco tempo divennero la più famosa banda criminale degli Stati Uniti. La loro parabola di sangue è seguita per mezza America dall’occhio vigile e critico del regista che ne mette in luce contraddizioni e virtù, con una poetica scevra da ogni giudizio morale. Un’opera spumeggiante, splendidamente sceneggiata con una regia mai compiaciuta della sua arte.

      Titolo originale: Bonnie and Clyde – Regia: Arthur Penn – Sceneggiatura:David Newman, Robert Benton, Robert Towne – Durata: 112 min. – Attori principali: Warren Beatty, Faye Dunaway, Gene Hackman, Michael J. Pollard, Estelle Parsons

    • La calda Notte dell’Ispettore Tibbs (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Il film di Jewison usciva sul finire del 1967, pochi mesi dopo veniva barbaramente assassinato Martin Luther King. Proprio in questa concomitanza sta la chiave di lettura del film: il razzismo latente e manifesto del sud degli USA è ancora molto persistente in questo periodo per così dire civilizzato. Un rozzo e prevenuto sceriffo locale viene affiancato da un ispettore del FBI per risolvere un intricato caso di omicidio in una piccola cittadina del Mississippi. Razzismo e pregiudizi intorno alla figura di Tibbs ostacoleranno non poco il suo lavoro. Ma la sua umanità unita alla sua capacità professionale conquisteranno gradualmente il rozzo sceriffo. Un’opera di denuncia sociale, contro ogni forma di razzismo e becero pregiudizio. Una grande interpretazione di Rod Steiger (che gli valse l’Oscar). Un film da tenere bene a mente.

      Titolo originale: In the Heat of the Night – Regia: Norman Jewison – Sceneggiatura: Stirling Silliphant, John Ball – Durata: 109 min. – Attori principali: Sidney Poitier, Rod Steiger, Warren Oates, Lee Grant, Larry Gates

    • 1967

    • A Sangue Freddo (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Tratto dal celeberrimo romanzo-documento di Truman Capote questo film si segnala per una splendida analisi della mente criminale ponendola in relazione con l’apparato sociologico che sottende ad essa e ricavandone un quadro clinico spietato e desolante. La storia è quella di due balordi fannulloni che progettano una rapina in una sperduta casa del Kansas, nella cittadina di Holcomb. Quando si renderanno conto che i quattro membri della famiglia non hanno denaro li uccideranno senza pietà per evitare il riconoscimento. Inizierà con la fuga una lenta discesa all’inferno che culminerà con l’arresto, il processo e l’esecuzione. Un’opera che sconvolse l’America, proprio come l’atrocità del delitto e l’indagine di Capote.

      Titolo originale: In Cold Blood – Regia: Richard Brooks – Sceneggiatura: Truman Capote, Richard Brooks – Durata: 134 min. – Attori principali: Robert Blake, Scott Wilson, Paul Stewart, John Forsythe, Gerald S. O’Loughlin

    • Frank Costello, Faccia d’Angelo (1967) e 9/10

      1967-07-23 11:02

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      Ancora una volta segnaliamo lo sfregio perpetrato dalla distribuzione italiana con un titolo assolutamente osceno, utile forse per un poliziesco di quarta serie. A dispetto di questo un film meraviglioso, dove un Melville ispiratissimo ricostruisce la perfetta e sublime solitudine di un killer e ne restituisce le atmosfere crepuscolari, titaniche. In questo il regista è aiutato dalla strepitosa prova di Alain Delon in una delle sue parti migliori. Frank Costello è un killer solitario che si trova contro le forze dell’ordine e i suoi stessi compagni. Inizierà una battaglia silenziosa contro “l’altro da sè”, un conflitto dove il mondo esterno riluce in filigrana come un palcoscenico ostile, vendicativo, incombente. E dove l’eroe si erge solitario, con i suoi rituali di vita e di morte, con i suoi valori immensamente più alti rispetto a tutto il resto. Un film che mastica amaro, trasudando cinismo e grezzo romanticismo. Un’opera di rara bellezza.

      Titolo originale: Le Samouraï – Regia: Jean-Pierre Melville – Sceneggiatura: Jean-Pierre Melville, Georges Pellegrin, Joan McLeod – Durata: 106 min. – Attori principali: Alain Delon, Nathalie Delon, François Périer, Cathy Rosier, Jacques Leroy

    • 1968

    • 2001: Odissea nello Spazio (1968) e 10/10

      1968-04-05 11:10

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      Quando l’opera d’arte ci lascia senza parole si fatica anche a tentare di descriverla. Stanley Kubrick, come Caravaggio, tratteggia in una tela senza tempo la storia dell’uomo, la conquista dello spazio, la tensione critica tra umano e macchina, il mistero del Cosmo e dell’eterna (ri)nascita. Decine di scene di questo film sono divenuti patrimonio dell’immaginario dell’umanità, memorabili i primi piani di HAL 9000, le carrellate sui monoliti, il tunnel lisergico del viaggio nel tempo. Kubrick reinventa il concetto di Tempo attraverso un’indagine macerante, uno sguardo allucinato e perverso all’interno della monade uomo e delle sue ramificate aporie di sistema. Un’opera che non presuppone una visione passiva ma un confronto aperto, intessuto di interelazione ermeneutica, un reciproco scambio d’informazioni da cui lo spettatore esce comunque devastato e allibito, conscio di essere stato testimone di un evento eccezionale. Indimenticabile e feroce, un monumento iconico indistruttibile, un punto d’arrivo non solo del cinema ma dell’arte umana tout court.

      Titolo originale: 2001: A Space Odissey – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Arthur C. Clarke – Durata: 141 min. – Attori principali: Keir Dullea, Gary Lockwood,William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter

    • C’era una Volta il West (1968) e 9/10

      1968-04-05 11:10

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      Sergio Leone ci restituisce il sapore della frontiera, della sfida umana alla natura, del caro vecchio west. Un’opera realizzata con mezzi non certo hollywoodiani che rimane scolpita nell’immaginario di tutti noi. Una giovane donna viaggia da New Orleans verso l’estremo confine dello Utah per incontrare il suo nuovo marito. Troverà la sua nuova famiglia assassinata e comincerà il suo viaggio alla ricerca degli assassini in compagnia di un avventuriero e di un Cheyenne. Menzione speciale per Henry Fonda nel ruolo del cattivo e per Charles Bronson nel ruolo di Harmonica. Un film pionieristico e rivoluzionario che introduce il concetto di profilo psicologico nel genere western.

      Titolo originale: id. – Regia:Sergio Leone – Sceneggiatura: Sergio Leone, Dario Argento, Bernardo Bertolucci – Durata: 175 min. – Attori principali: Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Charles Bronson, Gabriele Ferzetti

    • Rosemary’s Baby (1968) e 9/10

      1968-04-05 11:10

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      Roman Polanski eclettico e inquieto nella sua smania di sondare nuovi generi, approda con quest’opera nell’horror più sottile e strisciante. Il terrore è generato dalle inferenze, dai sospetti, da accadimenti laterali: e il regista segue silenzioso la protagonista nel suo graduale decadimento morale e psicologico. La trama: una coppia si trasferisce in un nuovo appartamento e viene avvicinata da un’amichevole coppia di anziani, i nuovi vicini, che si prendono cura di loro. Poi cominceranno a succedere avvenimenti sempre più strani e terrificanti, fino alla gravidanza di Rosemary che svelerà i piani della diabolica coppia. Un grandioso uso della macchina da presa tiene lo spettatore incollato alla sedia e fa di quest’opera un riferimento assoluto nel suo genere.

      Titolo originale: id. – Regia: Roman Polanski – Sceneggiatura: Ira Levin, Roman Polanski – Durata: 136 min. – Attori principali: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer, Maurice Evans – RECENSIONE FAC

    • Hollywood Party (1968) e 9/10

      1968-04-05 11:10

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      Un irresistibile, incontenibile, irrefrenabile risata che dura novantanove minuti. Hollywood Party è davvero spassoso, a cominciare dalle gag spontanee di Peter Sellers e degli altri attori (si dice che il copione fosse di sole 12 pagine, il resto fu tutta improvvisazione) per finire agli spunti narrativi al limite del surreale. In sostanza Edwards scioglie le briglie al talento comico del suo attore-feticcio realizzando un piccolo capolavoro di ilarità. La narrazione, come detto, è ridotta all’osso. Una sconosciuta comparsa indiana (divertentissimo è l’appeal di Sellers sotto le spoglie dell’indiano) combina un guaio dopo l’altro sul set di una produzione americana. Non contento s’intrufolerà al party del produttore del film e continuerà con la sua involontaria opera di massacro passando da una gaffe all’altra. Intorno una cornice di personaggi esilaranti come il cameriere Levinson che si scola tutti i drink che dovrebbe servire agli ospiti del party. E poi una serie di trovate geniali: come elefanti che appaiono improvvisamente, o un’invasione di schiuma che sommerge tutto e tutti… Insomma se avete voglia di ridere guardate questo caposaldo della comicità: molte delle gag presenti nei film saranno imitate ad libitum in altrettanti film comici futuri. Un intramontabile classico della risata.

      Titolo originale: The Party – Regia: Blake Edwards – Sceneggiatura: Blake Edwards, Tom Waldman, Frank Waldman – Durata: 99 min. – Attori principali: Peter Sellers, Claudine Longet, Natalia Borisova, Jean Carson, Marge Champion

    • La Notte dei Morti Viventi (1968) e 9/10

      1968-04-05 11:10

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      Uno dei capisaldi del genere horror. Firmato da Romero in un bianco e nero spettrale ma anche conturbante nei suoi raffinati risvolti estetici, inaugura un filone a cui torme di sceneggiatori e registi attingeranno a piene mani senza mai raggiungere le atmosfere macabre e opprimenti dell’archetipo originario. La trama è basata sulla “resurrezione” dei morti in forma quasi ferina. Le creature vagano per il mondo in cerca di carne umana con la quale placare la propria fame. Ogni loro morso genera un contagio che trasforma chi lo subisce in zombie. Alcuni sopravvissuti si riuniranno in una casa per resistere alle fameliche orde. All’interno della casa si stabilirà un microcosmo di relazioni che spesso sfoceranno in aperti contrasti. Celebri moltissime scene che fanno parte dell’immaginario terrificante di ognuno di noi, come la scena in cui i morti viventi infilano decine di braccia pencolanti attraverso i varchi di una porta sbarrata. O la scena terribile in cui una baby zombie si nutre solertemente della propria madre. Un autentico horror cult da non perdere assolutamente.

      Titolo originale: Night of the Living Dead – Regia: George A. Romero – Sceneggiatura: John A. Russo, George A. Romero – Durata: 96 min. – Attori principali: Duane Jones, Judith O’Dea, Russell Steiner, Karl Hardman, Marilyn Eastman

    • Il Leone d’Inverno (1968) e 9/10

      1968-04-05 11:10

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      Un meraviglioso spaccato di storia vivificato da un copione devoto alla sua fonte teatrale (un play di Goldman che ne cura anche la riduzione cinematografica attraverso una sceneggiatura calibrata e aulica). Harvey, regista davvero poco prolifico e il cui climax artistico viene raggiunto proprio in quest’opera, gira con devozione e ha l’indubbio merito di lascia trasparire le possenti emozioni umane che nascono dagli intrighi di corte e dalla guerra per la Corona. L’azione, il luogo e il tempo del film sono focalizzati in un’unica ambientazione: una riunione tra Enrico il Plantageneto, re d’Inghilterra con il nome di Henry II, sua moglie Eleonora, e più tardi i loro 3 figli eredi al trono. La riunione si tiene in una località francese e dovrà stabilire una volta per tutti il nome del successore al trono. In questo frangente critico si scatenano furibonde le passioni e gli intrighi per l’ambito trono. Splendide le caratterizzazioni e l’interpretazione in particolare di Peter O’Toole nel ruolo del dispotico Monarca. Da segnalare il debutto cinematografico di un certo Anthony Hopkins. Un’opera di una forza dialettica talmente devastante che trovò delle difficoltà ad essere compresa da una certa parte della critica troppo legata a schemi formalistici.

      Titolo originale: The Lion in Winter – Regia: Anthony Harvey – Sceneggiatura: James Goldman – Durata: 134 min. – Attori principali: Peter O’Toole, Katharine Hepburn, Jane Merrow, Anthony Hopkins, Nigel Terry

    • 1969

    • Il Mucchio Selvaggio (1969) e 10/10

      1969-01-19 10:07

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      Sam Peckinpah punta la sua cinepresa su un gruppo di pistoleros cui le leggi del West si sgretolano intorno come biscotti nel frullatore. Nel 1914 una gang dopo un fallito colpo in banca si ritrova inseguita da un gruppo di cacciatori di taglie capitanati da un ex appartenente alla banda del mucchio selvaggio. I banditi troveranno un riscatto morale nella difesa di un paese oppresso dai governativi messicani. Sanguinosa e memorabile la battaglia finale con il canto elegiaco della mitragliatrice che sembra segnare la fine di un’epoca, oltre che degli uomini in conflitto. Un film che in un certo senso segna il punto di rottura con una tradizione western manichea dove i buoni e i cattivi erano sempre facilmente individuabili. Un’opera moderna e indistruttibile, con una potenza narrativa che sfocia nella pura evocazione.

      Titolo originale: The Wild Bunch – Regia: Sam Peckinpah – Sceneggiatura: Walon Green, Roy N. Sickner – Durata: 134 min. – Attori principali: William Holden, Ernest Borgnine, Robert Ryan, Edmond O’Brien, Warren Oates, Emilio Fernández

    • Un Uomo da Marciapiede (1969) e 9/10

      1969-01-19 10:07

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      John Schlesinger e Dustin Hoffman: un’accoppiata che da vita ad uno splendido film sull’alienazione metropolitana e sulla difficoltà di comunicare con i propri simili. Un ragazzotto di provincia arriva a New York carico di speranze, finirà a fare il Gigolò con l’aiuto di uno sbandato che vive ai margini della società. Tra i due si instaurerà una strana ma profonda amicizia, un legame che li porterà a fuggire tutto lo squallore metropolitano che li circonda per tentare di coronare il sogno di sole e orizzonte libero a perdita d’occhio. Un’opera straziante sull’emarginazione e sulla voglia di riscatto.

      Titolo originale: Midnight Cowboy – Regia: John Schlesinger – Sceneggiatura: Waldo Salt, James Leo Herlihy – Durata: 113 min. – Attori principali: Dustin Hoffman, Jon Voigt, Sylvia Miles, John McGiver, Brenda Vaccaro

    • Easy Rider (1969) e 9/10

      1969-01-19 10:07

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      Libertà. Di correre via, di viaggiare, di staccarsi dalla società, di calcare nuove strade, di essere diversi, non omologati. E’ questa l’atmosfera che si respira in questo road movie, divenuto IL road movie per antonomasia. Peter Fonda e Denis Hopper sono due motociclisti che non si voltano indietro, in sella alle loro moto percorreranno le strade di un’America bigotta e chiusa in se stessa. Il loro viaggio si spingerà là fin dove nessun piccolo borghese riuscirà anche solo ad immaginare di poter andare. Le loro moto divoreranno polvere e storie di uomini. Un film che ha fatto storia e che, tra le altre cose, ha segnato il debutto di un giovanissimo Jack Nicholson.

      Titolo originale: id. – Regia: Dennis Hopper – Sceneggiatura: Peter Fonda, Dennis Hopper, Terry Southern – Durata: 95 min. – Attori principali: Peter Fonda, Dennis Hopper, Antonio Mendoza, Phil Spector, Jack Nicholson

    • La mia Notte con Maud (1969) e 9/10

      1969-01-19 10:07

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      In precario equilibrio sui sentimenti Rohmer indaga sulla natura dell’amore. Ne viene fuori un’opera intrigante: per prospettiva emotiva e per indagine psicologica. Un ingegnere della Michelin si sposta per lavoro in un paesino del Clermont Ferrand e nota, durante una messa, un’avvenente fanciulla che si ripromette di incontrare. La stessa sera è invitato da un amico a casa di Maud, donna intelligente e disinibita, con cui trascorre una notte di parole e un solo misero bacio. Anni dopo si ripresenta a casa della donna dopo aver sposato la ragazza conosciuta a Messa. La dialettica lascerà posto al “forte sentire”. Rohmer, fine conoscitore dell’animo umano, modella una storia intorno al vorticare dei rimpianti, dell’amore in fieri. Un’opera che non mancherà di farci riaffiorare un bacio rubato, uno sguardo perduto, una donna volata via nel vento della memoria.

      Titolo originale: Ma nuit chez Maud – Regia: Eric Rohmer – Sceneggiatura: Eric Rohmer- Durata: 110 min. – Attori principali: Jean-Louis Trintignant, Françoise Fabian, Marie-Christine Barrault, Antoine Vitez

    • Butch Cassidy (1969) e 9/10

      1969-01-19 10:07

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      Hill maestro di un certo cinema di antagonismo e marginalità rispetto ai blockbuster hollywoodiani, firma un’opera ironica e per certi versi venata di una comicità ai limiti del surreale. Viene narrata la storia di due famosi banditi, realmente esistiti, Butch Cassidy e Sundance Kid. I due sono complementari: il primo è la mente di ogni rapina, il secondo il braccio armato con la sua infallibile Colt. La coppia seminerà il terrore tra le fila della Union Pacific, la compagnia ferroviaria americana incaricata di modernizzare un paese ancora selvaggio e privo di grandi vie di comunicazione. Le cose cambieranno quando un dirigente della Compagnia derubata mette insieme una squadra che metterà i due con le spalle al muro. Emigrati in Bolivia tenteranno di riciclarsi come ladri di banca, ma si troveranno in difficoltà con gli usi locali. Il film è un lungo appassionato esercizio di talento di Redford e Newman che davvero si completano a vicenda dando vita ad una delle più riuscite coppie cinematografiche di sempre. Splendida e leggiadra la regia di Hill che trova in ogni dialogo un motto arguto, uno scarto ironico che rende il film quantomai godibile.

      Titolo originale: Butch Cassidy and the Sundance Kid – Regia: George Roy Hill – Sceneggiatura: William Goldman – Durata: 136 min. – Attori principali: Robert Redford, Paul Newman, Katharine Ross, Ted Cassidy, Strother Martin

    • 1970

    • Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) e9/10

      1970-08-31 10:08

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      Elio Petri spinge un immenso Volontè ai confini della recitazione ricalcando un personaggio ineffabile, il volto stesso del potere impunito e impunibile. Un potente commissario di polizia uccide l’amante e semina indizi nella vana speranza di essere arrestato, scoprirà che il suo potere è connaturato alla sua terribile natura. Emblematico è il paragone con alcuni personaggi del nostro tempo e come questo film riesca a risultare assolutamente moderno nell’analogia. Il personaggio centrale del film, una sorta di deus ex machina che occupa come un semidio il proscenio, presenta una complessità notevole e offre diverse chiavi di lettura: dal crimine subliminale alla corruzione del potere, dalla perdizione sessuale alla patologia ossessiva e repressa che sfoga nelle sue azioni. Un’opera rarefatta e imponente allo stesso tempo.

      Titolo originale: id. – Regia: Elio Petri – Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro – Durata: 112 min. – Attori principali: Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Sergio Tramonti

    • Cinque Pezzi Facili (1970) e 9/10

      1970-08-31 10:08

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      Robert Dupea aveva tutto: una ricca famiglia e un promettente futuro da brillante pianista. Eppure l’uomo si lascia tutto alle spalle per un lavoro nel campo petrolifero e per una vita più che ordinaria lontano da casa. Quando la sorella lo richiamerà a Wahington per una grave malattia del padre sarà l’occasione per riaffacciarsi sul suo passato e capire l’origine psicologica delle sue scelte. Jack Nicholson è fantastico nel ruolo del protagonista, donando al personaggio uno spessore conturbante e in qualche modo mistificante. Bob Rafelson in cabina di regia affonda la sua indagine nel suo uomo mettendone a nudo debolezze e virtù, in forma freudiana, con metodo distaccato, analitico, quasi scientifico. Un film affascinante, raffinato, introspettivo. Un’opera di rottura.

      Titolo originale: Five Easy Pieces – Regia: Bob Rafelson – Sceneggiatura: Carole Eastman, Bob Rafelson – Durata: 98 min. – Attori principali: Jack Nicholson, Karen Black, Billy Green Bush, Lois Smith, Marlena MacGuire

    • I Senza Nome (1970) e 9/10

      1970-08-31 10:08

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      Le cercle rougeUn’opera che costruisce sul silenzio della marginalità il suo patrimonio semantico. Melville, regista che predilige un’umanità solitaria definisce le regole del caso facendo incontrare 3 uomini che un attimo prima non si conoscevano affatto e li unisce in un progetto comune: svaligiare una gioielleria. Si noti la scena in cui Delon e Volontè si incontrano: nell’avvicinamento dei due si respira una sorta di distonia, un’afonia palpabile. Poi i due lentamente si toccano, si conoscono e si uniscono in un’amicizia profonda, che non necessita di parole. Una pagina di altissimo cinema. La storia prosegue con le vite dei tre e il progetto del colpo che prende corpo e viene definito, fino al momento fatidico in cui occorre entrare in azione. Film bellissimo di un cineasta sensibile all’emozione della casualità, a come questa regoli vite e decida il destino degli uomini. Superbi i tre interpreti: Delon con il suo magnetismo, Volontè con la sua lucida follia e Montand con la razionalità dissolta in uno sguardo sempre obliquo.

      Titolo originale: Le cercle rouge – Regia: Jean-Pierre Melville – Sceneggiatura: Jean-Pierre Melville – Durata: 140 min. – Attori principali: Gian Maria Volonté, Alain Delon, Yves Montand, François Périer, André Bourvil

    • Piccolo Grande Uomo (1970) e 9/10

      1970-08-31 10:08

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      Uno dei Western più atipici e affascinanti mai girati. Arthur Penn prende in mano un romanzo di Thomas Berger e ne ricava un’opera scevra da ogni moralismo, intessuta di ironia e lirismo spontaneo. Jack Crabb rivive a 120 anni suonati la sua vita in un lungo flashback. Rapito dagli indiani a 10 anni fece ritorno al “mondo civile” a 20. La sua vita è la vita delle lande di confine, quando il mondo dei bianchi e quello dei pellerossa collidevano e al contempo si compenetravano scambiandosi tradizioni e valori. Penn dipinge gli indiani come il popolo che più di ogni altro subì umiliazioni e ingiustizie, ma non fa moralismi. Il suo è un atto d’amore verso una cultura sterminata, libera e leggera come il vento che frustava le praterie. Un grande Dustin Hoffman nel ruolo di Jack Crabb da scuola di recitazione. Un piccolo grande film.

      Titolo originale: Little Big Man – Regia: Arthur Penn – Sceneggiatura: Thomas Berger, Calder Willingham – Durata: 139 min. – Attori principali: Dustin Hoffman, Faye Dunaway, Martin Balsam, Richard Mulligan, Jeff Corey

    • M.A.S.H. (1970) e 9/10

      1970-08-31 10:08

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      Altman, in piena guerra in Vietnam, libera il suo ingegno in una farsa antimilitarista che risulta vincente per il suo approccio ilare e scanzonato ad un tema così delicato. Il pacifismo di fondo sale non da una stereotipata tensione drammaturgica ma da un sovvertimento del rigido ordinamento militare attraverso i suoi stessi elementi umani. Mash, ovvero Mobile Army Surgery Hospital, è una divisione medica dell’esercito che opera sul posto i feriti di guerra. Durante la guerra di Corea quest’unità è composta da 3 grotteschi e bislacchi dottori che invece di sottostare al regolamento militare trovano ogni espediente per evadere dalla base e sfogare nella ferina libidine i loro istinti. E anche una volta colti sul fatto riusciranno con il loro spirito sardonico ad eludere l’inevitabile punizione. Il film fu poi seguito da una fortunatissima serie Tv che imperversò nell’etere per tutti gli anni 70. Un grande film che insegna a ridere e a prendere posizione di fronte alle atrocità con un sorriso obliquo stampato in volto.

      Titolo originale: id. – Regia: Robert Altman – Sceneggiatura: Richard Hooker, Ring Lardner Jr. – Durata: 116 min. – Attori principali: Sally Kellerman, Donald Sutherland, Elliott Gould, Robert Duvall, Tom Skerritt

    • 1971

    • Arancia Meccanica (1971) e 10/10

      1971-07-23 10:57

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      A Clockwork Orange è una sorta di punto d’arrivo nella poetica di Stanley Kubrick. Rappresenta infatti la sua analitica indagine sull’estremismo comportamentale e sui disordini sociali legati a fenomeni di violenza e repulsione delle norme civili. La violenza è la protagonista invisibile di questa storia, in ogni sua sfaccettatura: da quella fisica a quella più strisciante che parte dalla psiche e si estende, e infine prevarica, il pensiero di altri esseri umani. La trama: il drugo Alex si aggira con i suoi compari in una città spettrale abbandonandosi ad efferatezze di ogni tipo, ma il destino ha in serbo qualcosa di speciale per lui. Quella stessa ferocia che lui ha riversato nella realtà gli sarà dantescamente ritorta contro. Un mito senza tempo, per capire chi siamo e di cosa siamo capaci.

      Titolo originale: A Clockwork Orange – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Anthony Burgess – Durata: 136 min. – Attori principali: Malcolm McDowell, Patrick Magee, Michael Bates, Warren Clarke, John Clive

    • Harold e Maude (1971) e 9/10

      1971-07-23 10:57

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      Hal Ashby è il regista di questo film bizzarro, irriverente, ironico fino al midollo. La storia d’amore tra due improbabili personaggi diviene lo sfondo alle loro avventure minimaliste e surreali. Le azioni si susseguono con una naturalezza terrificante e con un senso del grottesco che traspare in filigrana. Ruth Gordon e Bud Cort, entrambi con grande esperienza teatrale, sono gli interpreti di questa commedia del nonsense, donando alla storia un tocco di disincanto molto apprezzabile. Un film che rimane nel cuore come una piccola scoperta da custodire in segreto.

      Titolo originale: Harold and Maude – Regia: Hal Ashby – Sceneggiatura: Colin Higgins – Durata: 91 min. – Attori principali: Ruth Gordon, Bud Cort, Vivian Pickles, Cyril Cusack, Ellen Geer

    • Punto Zero (1971) e 8/10

      1971-07-23 10:57

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      Kowalski è un “pesce baleno” in occhiali scuri e basette che attraversa gli States a bordo di una Dodge Challenger a velocità forsennata. Per scommessa deve arrivare a San Francisco in meno di 15 ore partendo dal Colorado. In questo breve tempo farà a tempo a diventare un modello e una speranza per alcuni, e una seria minaccia per altri. Il film ripropone il mito assoluto della libertà da ogni vincolo e da ogni pastoia. Un uomo che suo malgrado diviene icona di ribellione da ogni vincolo borghese e da ogni norma che restringa la libertà d’espressione. Un’opera rivoluzionaria contro ogni genere di omologazione.

      Titolo originale: Vanishing Point – Regia: Richard C. Sarafian – Sceneggiatura: Malcolm Hart, Guillermo Cabrera Infante – Durata: 99 min. – Attori principali: Barry Newman, Cleavon Little, Dean Jagger, Paul Koslo, Robert Donner, Charlotte Rampling

    • L’Ultimo Spettacolo (1971) e 9/10

      1971-07-23 10:57

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      Bogdanovich travalica (finalmente, verrebbe da dire) il sillogismo hollywoodiano del problema-soluzione-happyend per narrare una vicenda di disagio morale, psicologico, economico. Una lenta disgregazione di ogni valore dove la decadenza è essa stessa oggetto di anatomia scarnificante e assurge a fulcro semantico del messaggio. La storia è ambientata in una cittadina della sperduta provincia del Texas, all’inizio degli anni 50. Sonny è un uomo sopraffatto dagli eventi, che cerca di sopravvivere alla noia della vita di provincia. Prenderà in mano un cinema locale con alterne fortune, passerà da un’amante disillusa all’altra, coltiverà un’amicizia unilaterale con un ritardato mentale. Dietro Sonny intravediamo l’ombra inquieta e acuta di Bogdanovich che spinge il suo talento registico fino a disegnare l’essenza stessa dello spirito inquieto che anima il suo anti-eroe, denudandolo e infine glorificandolo con malcelata ironia.

      Titolo originale: The Last Picture Show – Regia: Peter Bogdanovich – Sceneggiatura: Larry McMurtry, Peter Bogdanovich – Durata: 127 min. – Attori principali: Jeff Bridges, Ellen Burstyn, Cloris Leachman, Timothy Bottoms, Ben Johnson

    • 1972

    • Il Padrino (1972) e 10/10

      1972-01-20 15:39

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      Francis Ford Coppola spinge la sua indagine cinematografica nel mondo della mafia italo-americana realizzando uno dei più bei film di sempre grazie alle strepitose interpretazioni di Al Pacino e Marlon Brando. La storia narra dell’ascesa della famiglia Corleone, un nucleo mafioso all’interno dell’ambiente americano. Se ne narrano non solo gli affari malavitosi ma anche gli amori, le faide familiari, le ferree tradizioni, la routine giornaliera. Coppola ci fa amare queste persone, ci fa essere avidi di sapere cosa accade alle loro vite, ci rende partecipi dei loro fallimenti e delle loro vittorie. Un’opera straordinaria, che rimane nella storia della settima arte e la vivifica.

      Titolo originale: The Godfather – Regia: Francis Ford Coppola – Sceneggiatura: Mario Puzo, Francis Ford Coppola – Durata: 175 min. – Attori principali: Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Robert Duvall, Richard S. Castellano, Diane Keaton, Talia Shire, John Cazale

    • Aguirre, furore di Dio (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      Werner Herzog alla sua prova più matura. Klaus Kinski interpreta un soldato spagnolo alla ricerca di El Dorado, la mitica città d’oro dispersa in Sud America. Un film imperniato sulla grande interpretazione dell’attore protagonista e sulla splendida regia di Herzog. Sullo sfondo la natura lussureggiante dell’Amazzonia. L’elemento naturale è cardinale nell’impianto narrativo e nel tessuto ideologico che sottende ad esso: il confronto con una natura ora atroce competitrice, ora fedele compagna distingue sempre le azioni del protagonista sublimandole in una tensione costante, soffusa, vibrante. Un’opera che canta l’eterna tensione tra uomo e ambiente, tra l’ambizione umana e la furia degli elementi, in bilico tra antropocentrismo e tirannia della Natura.

      Titolo originale: Aguirre, der Zorn Gottes – Regia: Werner Herzog – Sceneggiatura: Werner Herzog – Durata: 93 min. – Attori principali: Klaus Kinski, Helena Rojo, Ruy Guerra, Peter Berling

    • Il Fascino Discreto della Borghesia (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      Un Luis Buñuel surreale, sardonico e irriverente mette impietosamente alla frusta 6 individui piccolo-borghesi che per tutta la durata del film tentano invano di cenare insieme. Ogni volta saranno interrotti dalle più grottesche apparizioni e dai più bizzarri impedimenti. La cena diviene presto metafora d’impresa oltre i limiti umani, di impedimento assurdo e invalicabile, in un crescendo narrativo ancora oggi ineguagliato. Un film che strizza un occhio al dadaismo e un occhio alla critica sociale. Evidente l’influenza che il teatro di Ionesco, di cui se ne rinviene qualche prodromo caratteriale in alcuni protagonisti, ha esercitato su quest’opera. Un’opera favolosa, nel senso etimologicamente più pertinente che possiede il termine.

      Titolo originale: Le charme discret de la bourgeoisie – Regia: Luis Buñuel – Sceneggiatura: Luis Buñuel, Jean-Claude Carrière – Durata: 102 min. – Attori principali:Fernando Rey, Paul Frankeur, Delphine Seyrig, Stéphane Audran, Jean-Pierre Cassel

    • Un Tranquillo Weekend di Paura (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      Da un romanzo di James Dickey nasce un’opera avvincente e ben congegnata che prende spunto dal viaggio di 4 amici che decidono di trascorrere un fine settimana su un lago a pescare e a campeggiare. La loro tranquilla vacanza si trasformerà in un calvario di morte e sofferenza grazie ad alcuni balordi della zona. Un grande Burt Reynolds e un altrettanto grande John Boorman alla regia, veramente notevole nel rendere alla perfezione l’atmosfera di crescente inquietudine e straniamento. Un ultimo rimpianto per il titolo originale “deliverance” tristemente mutato dal distributore italiano in un titolo buono forse per un film horror di quarta mano. Che dire: al peggio non c’è mai fine.

      Titolo originale: Deliverance – Regia: John Boorman – Sceneggiatura: James Dickey – Durata: 109 min. – Attori principali: Jon Voight, Ned Beatty, Burt Reynolds, Ronny Cox, Bill McKinney

    • Corvo Rosso non avrai il mio Scalpo (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      jeremiah johnsonAncora un’opera massacrata dai titolisti italiani con un titolo assolutamente orripilante. Nonostante questo un’opera splendida, intensa e universale in cui Robert Redford interpreta un trapper asceta che ama solitudine e isolamento. Suo malgrado riceverà in moglie una donna indiana e un lavoro odioso per un drappello militare. Inizierà un’epopea che lo porterà ai confini del mito. Sydney Pollack alla regia per un film da vedere ad ogni costo. Ultima curiosità: il personaggio di Jeremiah Johnson con il viso di Redford presterà le sembianze al Ken Parker di Berardi e Milazzo, fumetto cult italiano.

      Titolo originale: Jeremiah Johnson – Regia: Sydney Pollack – Sceneggiatura: Vardis Fisher, Raymond W. Thorp, Robert Bunker – Durata: 108 min. – Attori principali: Robert Redford, Will Geer, Delle Bolton, Josh Albee, Joaquín Martínez

    • Solaris (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      Andrei Tarkovsky è sicuramente un grande regista, forse fin troppo presto messo da parte dalla critica internazionale. In quest’opera visionaria e surreale affronta il problema dickiano dello scollamento dal piano reale. La missione Solaris ha stabilito una base orbitante intorno ad un pianeta che sembra ospitare una qualche forma di vita intelligente. Dopo la misteriosa morte di uno dei 3 scienziati di bordo il protagonista è inviato a prenderne il posto. Inizierà un lungo viaggio attraverso una realtà non definita, intessuta di sogno e memorie passate. Un film che non esitiamo a definire un capolavoro metafisico.

      Titolo originale: Solyaris – Regia: Andrei Tarkovsky – Sceneggiatura: Stanislaw Lem, Andrei Tarkovsky, Fridrikh Gorenshtein – Durata: 165 min. – Attori principali: Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Jüri Järvet, Vladislav Dvorzhetsky, Nikolai Grinko

    • Ultimo Tango a Parigi (1972) e 8/10

      1972-01-20 15:39

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      ultimo tango a parigiUn film distruttivo e distrutto, si potrebbe sintetizzare con questo calembour la genesi di “Ultimo Tango a Parigi”. “Distruttivo” perchè spezzò molte convenzioni di un certo tipo di cinematografia, mostrando una sensualità pulsante e ferina, scevra da ogni canone borghese. “Distrutto” perchè il film fu attaccato in modo talmente violento che venne addirittura sequestrato e materialmente distrutto (fortunatamente alcune copie scamparono alla furia nazista-censoria). La storia è quella di Paul (Marlon Brando) che vaga senza meta in una Parigi alienante. Ha da poco perso la moglie ed è senza più scopo. L’incontro con una giovane borghese scatenerà una passione che varcherà i confini del prestabilito per esplorare ogni più nascosto recesso dell’erotismo. Monumentale interpretazione di Brando che con il suo talento (molte scene furono improvvisate dall’attore) crea il film e ne diviene Demiurgo e Nemesi.

      Titolo originale: id. – Regia: Bernardo Bertolucci – Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Franco Arcalli, Agnès Varda – Durata: 136 min. – Attori principali: Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Giovanna Galletti, Gitt Magrini

    • Sussurri e Grida (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      Quest’opera rappresentò per Bergman la naturale evoluzione del suo percorso speculativo sull’incomunicabilità iniziato con Persona. E sia la poetica che la narrazione ripercorrono il precedente lavoro e ne sviluppano l’ordito. La storia è ambientata in una casa rurale della Svezia di inizio secolo. La giovane padrona di casa sta morendo di cancro e riceve la visita delle sue sorelle. Inizierà un graduale deperimento dei rapporti umani fra le tre donne causato da un confronto dialettico perennemente fuori registro. L’impressione è che ognuna delle donne resti ermeticamente chiusa nella propria Monade e non riesca, nonostante gli sforzi, a comunicare con l’esterno. Un’opera dove la parola si fa sofferenza, diviene quasi aerea, irraggiungibile, veicolo di incertezza. Bergman ci consegna un altro capolavoro, e lo fa con il sorriso amaro di chi sa quanto è stato difficile strapparlo alla propria poetica e trasporlo su pellicola.

      Titolo originale: Viskningar och rop – Regia: Ingmar Bergman – Sceneggiatura: Ingmar Bergman – Durata: 91 min. – Attori principali:Harriet Andersson, Ingrid Thulin, Erland Josephson, Liv Ullmann, Kari Sylwan

    • Cabaret (1972) e 9/10

      1972-01-20 15:39

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      Bob Fosse compie forse la più complicata ed azzardata operazione di collatio della storia del cinema. Il coreografo regista per mettere in piedi la drammaturgia di questo film fonde insieme tre romanzi, una piece teatrale ed un musical. Il risultato è uno straordinario pastiche dove immagine e parola cantata si avvinghiano fino a formare un unico affascinante corpus. La storia è imperniata sulla ballerina di avanspettacolo Sally Bowles (interpretata da un’ispiratissima Liza Minelli) che nella Berlino degli anni 30 colleziona amanti viaggiando sulla lama sottile del nascente antisemitismo nazista. Inutile dire che le scene di ballo, coreografate dallo stesso Fosse, sono a dir poco sublimi. Ma non meno sensazionale è l’impianto dialogico che aggiunge una forte sensazione di contrasto emozionale al cantato e al ballato. Un’opera dove il corpo è libero di esprimersi e dove fatalmente si resta incatenati a seguirne le duttili plastiche armonie.

      Titolo originale: id. – Regia: Bob Fosse – Sceneggiatura: Joe Masteroff, John Van Druten, Jay Presson Allen, Christopher Isherwood – Durata: 124 min. – Attori principali: Helmut Griem, Liza Minnelli, Michael York, Marisa Berenson

    • Milano Calibro 9 (1972) e 8/10

      1972-01-20 15:39

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      Scerbanenco crea, Di Leo dispone. Si sintetizza così quest’opera in cui Noir, Thriller e Gangster Movie fondono i loro stilemi generando un archetipo che avrebbe poi caratterizzato un genere ben definito: il poliziesco all’italiana, tanto amato in seguito da registi come Tarantino e Rodriguez. La storia è imperniata sull’omonima raccolta di racconti di Scerbanenco, precisamente ispirandosi al racconto “Stazione Centrale ammazzare subito”. E’ la storia di un malavitoso, Ugo Piazza, che terminati 3 anni di carcere, viene sospettato dagli ex compagni della Banda di essersi intascato un congruo malloppo. Inizierà la sua odissea per affrancarsi dall’accusa e per trovare i veri responsabili. Celebre e precognitiva la battuta: “Se va avanti così dovranno creare l’antimafia anche a Milano”. Ottimo il montaggio che conferisce un ritmo serrato alla narrazione. In ogni fotogramma si riconosce precisa la mano del regista nel restituire le atmosfere sordide della vicenda. Menzione finale per Moschin e il suo sguardo glaciale, ottimo per sedurre ballerine e fermare pallottole in volo.

      Titolo originale: id. – Regia: Fernando Di Leo – Sceneggiatura: Giorgio Scerbanenco, Fernando Di Leo – Durata: 100 min. – Attori principali: Gastone Moschin, Mario Adorf, Philippe Leroy, Barbara Bouchet, Frank Wolff, Lionel Stander, Luigi Pistilli, Ivo Garrani

    • 1973

    • Amarcord (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Un Fellini che guarda con fervida tenerezza alla sua città natale e ne ricrea atmosfera e magia negli studi di Cinecittà. Una Rimini da cui escono personaggi che sembrano fate e folletti a zonzo nella bruma della sera e su cui cala l’occhio paterno del grande Federico. Una città smembrata e passata al setaccio nella sua umanità, nella sua storia, nella sua presenza immemore nella mente del regista riminese. Segnalazione per la spassosissima scena in cui Ciccio Ingrassia si arrampica su un albero e grida ai 4 venti il suo desiderio di una donna. Tutto lo spirito autentico di una terra ai confini tra papato, bisanzio e nuovo millennio sta in questo vagolante singulto, in questo grido apotropaico. Un brivido senza fine per tutti gli amanti del cinema.

      Titolo originale: id. – Regia: Federico Fellini – Sceneggiatura: Federico Fellini, Tonino Guerra – Durata: 123 min. – Attori principali: Pupella Maggio, Armando Brancia, Ciccio Ingrassia, Nando Orfei, Magali Noël

    • Il Dormiglione (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Un Woody Allen agli esordi gira uno dei suoi film più divertenti e surreali. Un impiegatucolo sfigato e inconcludente viene ibernato e si risveglia in un improbabile futuro per combattere un regime totalitario e repressivo. Tantissime le trovate parodistiche ai limiti della fantascienza. Una su tutte: l’orecchio del dittatore, unico frammento di corpo sopravvissuto ad un attentato bombarolo, usato per clonare di nuovo un nuovo dittatore. Un ricordo speciale anche per la macchina “orgasmatic” che dona piacere sessuale a chi ne fa uso. Un’opera di dirompente intelligenza, dove la comicità divampa dall’ironia, dallo sguardo disincantato e irriverente del protagonista. Alcune trovate sono tuttora ineguagliate per carica parodistica e invenzione scenica.

      Titolo originale: Sleeper – Regia: Woody Allen – Sceneggiatura: Woody Allen, Marshall Brickman – Durata: 89 min. – Attori principali: Woody Allen, Diane Keaton, John Beck, Mary Gregory, Don Keefer, John McLiam

    • La Montagna Sacra (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Alejandro Jodorowsky è un regista dalla visuale ultraterrena, surreale e mistificante. Un film che toglie ogni certezza, elimina ogni punto di riferimento. Una cavalcata onirica attraverso icone religiose, grotteschi idoli pagani e miracoli a buon mercato. Un messia errante incontra una mistica guida che lo introdurrà alla conoscenza di sette figure che rappresentano altrettanti pianeti del sistema solare. Insieme formeranno un manipolo di ardimentosi alla volta della Montagna Sacra, per abbatterne gli dei che la presiedono e divenire immortali. Un’opera splendida dove la realtà agonizza, da consumarsi quindi con i piedi ben piantati a terra.

      Titolo originale: The Holy Mountain – Regia: Alejandro Jodorowsky – Sceneggiatura: Alejandro Jodorowsky – Durata: 114 min. – Attori principali: Alejandro Jodorowsky, Horacio Salinas, Zamira Saunders, Juan Ferrara, Adriana Page

    • Papillon (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Franklin J. Schaffner alla sua prova più impegnativa. Una storia di detenzione e amicizia in cui Steve McQueen e Dustin Hoffman danno prova di una bravura recitativa per alcuni versi ineguagliata. Nella Guyana francese vengono rinchiusi in una colonia penale di massima sicurezza i soggetti ritenuti più pericolosi dal governo francese. Ma Henri Charriere detto Papillon non è facilmente imprigionabile e questo film è la storia del suo infinito anelito di libertà. La forza di un uomo risiede nel suo sogno, nel suo essere libero a prescindere da tutto e da tutti. Un classico inestimabile.

      Titolo originale: id. – Regia: Franklin J. Schaffner – Sceneggiatura: Dalton Trumbo, Lorenzo Semple Jr., Henri Charrière – Durata: 151 min. – Attori principali: Steve McQueen, Dustin Hoffman, Victor Jory, Don Gordon, Anthony Zerbe

    • La Stangata (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Nella Chicago degli anni 30 un piccolo truffatore cerca la vendetta contro un boss che ha ucciso il suo partner. Organizzerà contro di lui una gigantesca messa in scena per truffarlo con l’aiuto di una vecchia volpe della mala. Un film dove il binomio Paul Newman e Robert Redford rimane scolpito nell’immaginario come una delle coppie per anotnomasia, e il binomio “fa” da solo il film. Pregevoli le ricostruzioni dell’epoca e la sceneggiatura che sostiene l’impianto narrativo. Menzione speciale per la regia di George Roy Hill che confeziona un racconto godibile e in definitiva un film di squisita fattura.

      Titolo originale: The Sting – Regia: George Roy Hill – Sceneggiatura: David S. Ward – Durata: 129 min. – Attori principali: Paul Newman, Robert Redford, Charles Durning, Robert Shaw, Eileen Brennan

    • L’Esorcista (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Un film che ha segnato un’epoca e che ha consegnato il genere horror alla grande platea. Con l’opera di Friedkin infatti l’horror assume una valenza universale e diviene il terrore per il soprannaturale, per il demoniaco. La storia ci racconta di un’attrice che nota cambiamenti inquietanti nel comportamento e nell’aspetto della figlia dodicenne. Nel frattempo un prete esperto di esoterismo sta perdendo la sua fede per la perdita della madre. Sarà suo compito compiere un esorcismo sulla ragazzina e cancellare da lei la parte demoniaca che la sta tormentando. Menzione di rito per il notevole romanzo di William Peter Blatty da cui è tratto il film, l’autore cura anche la sceneggiatura. Infine plauso al regista (che in verità nella sua carriera non ci ha lasciato molto altro di interessante) che in quest’opera restituisce con notevole maestria le atmosfere infernali. Da vedere con le luci accese.

      Titolo originale: The Exorcist – Regia: William Friedkin – Sceneggiatura: William Peter Blatty – Durata: 122 min. – Attori principali: Max von Sydow, Ellen Burstyn, Lee J. Cobb, Linda Blair, Kitty Winn

    • Mean Streets (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      mean streetsUn immenso omaggio di Martin Scorsese al posto in cui è cresciuto e che ha foraggiato il suo estro artistico: Little Italy a New York. La storia è quella di una scalcagnata banda di balordi che si aggira per le strade del quartiere italiano in cerca di piccoli loschi affari. Li guida Charlie (Robert De Niro), diviso tra l’amore per la cugina Teresa e le ambizioni mafiose appoggiandosi a uno zio, boss di quartiere. Le strade di Little Italy si popolano di personaggi grotteschi, di risse pantagrueliche, di confronti rusticani. E dietro a tutto questo si intravede l’eterno amore di Scorsese per la sua gente, per le sue strade, per la sua casa natale. Un’opera a cui non si può e non si deve rinunciare.

      Titolo originale: id. – Regia: Martin Scorsese – Sceneggiatura: Martin Scorsese, Mardik Martin – Durata: 112 min. – Attori principali: Robert De Niro, Harvey Keitel, David Proval, Amy Robinson, David Carradine

    • La Grande Abbuffata (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Un film che per certi versi ricorda molto da vicino il teatro di Pinter: vuoi per il taglio teatrale della sceneggiatura (l’ambientazione è quasi esclusivamente unica), vuoi per il sapore cinico e amaramente ironico che permea l’intreccio. Un’opera di un’intelligenza acuta e penetrante questa di Marco Ferreri, che si conferma affabulatore e cineasta di grande levatura. La storia è quella di quattro uomini che si ritrovano in un casolare con un obiettivo comune: morire di sesso e di cibo. I quattro sono un ristoratore, un pilota di aerei, un produttore televisivo e un magistrato. Una menzione d’onore per tutti e quattro gli attori protagonisti, davvero arduo trovare chi prevalga. Un film grottesco, se vogliamo surreale nella sua minuziosa indagine realista a fronte di una storia in bilico tra assurdo e possibile.

      Titolo originale: id. – Regia: Marco Ferreri – Sceneggiatura: Marco Ferreri, Rafael Azcona, Francis Blanche – Durata: 130 min. – Attori principali: Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol

    • Effetto Notte (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Cinema sul cinema, un film nel film. E’ con questo metasignificato che si potrebbe circoscrivere la cifra stilistica di un’opera sfolgorante per intelligenza, acume critico, amore per il cinema, ricerca psicologica nelle identità umane. Truffaut parla del cinema, e lo fa in un film diretto, scritto e interpretato da lui stesso: un autobiografismo che commuove per franchezza e pletora di dettagli. Ambientato negli studi cinematografici di Nizza, dove un regista affermato di nome Ferrand sta girando il suo ultimo lavoro. Dovrà combattere con le bizze della troupe, con i guai di scena e con milioni di metafore che affolleranno i giorni di ripresa e confonderanno realtà e girato. Menzione speciale per la scena del sogno in cui il regista bambino ruba le fotografie di Citizen Kane dalla vetrina di un cinema. Un film venerato da critica e addetti ai lavori (famosa è la dichiarazione d’amore di Woody Allen in tal senso). Una pellicola per capire e financo addentrarsi a ciò che davvero si nasconde dietro la Settima Arte.

      Titolo originale: La nuit américaine – Regia: François Truffaut – Sceneggiatura: Jean-Louis Richard, Suzanne Schiffman, François Truffaut – Durata: 115 min. – Attori principali: Jacqueline Bisset, François Truffaut, Valentina Cortese, Jean-Pierre Aumont, Alexandra Stewart

    • American Graffiti (1973) e 9/10

      1973-02-03 10:56

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      Un’opera evocativa e dal profondo retrogusto nostalgico questo film di Lucas nasconde tutta l’insicurezza delle nuove generazioni per una realtà spesso incodificabile, celata come un remoto arcano dietro una cortina di cose e persone. American Graffiti non è tanto un “come eravamo” ma un “come avremmo potuto essere”. Tutto accade in una notte. Tante storie si incrociano in un medesimo settore cronologico e recitano ognuna una misteriosa parte di ricerca incompiuta. Ogni personaggio sembra faticare a trovare un proprio equilibrio. Su quattro personaggi in particolare si concentrerà lo sguardo di Lucas e in un improvviso salto temporale ci permetterà di conoscerne il futuro e gli ideali della maturità in aspro confronto con il presente. Un film che profuma di gioventù, di imprese balzane, di musica ascoltata alla radio. Struggente, ironico e melanconico.

      Titolo originale: id. – Regia: George Lucas – Sceneggiatura: George Lucas, Gloria Katz, Willard Huyck – Durata: 110 min. – Attori principali: Richard Dreyfuss, Ron Howard, Paul Le Mat, Charles Martin Smith, Cindy Williams

    • 1974

    • La Conversazione (1974) e 9/10

      1974-01-16 19:33

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      Un Francis Ford Coppola ante litteram si cimenta con una spy story dal forte sapore introspettivo e autunnale. Un paranoico genio delle intercettazioni entra in crisi di coscienza quando scopre che una coppia che sta spiando sta per essere uccisa. Una dettagliata riflessione sul ruolo della parola carpita, della comunicazione, delle parole segrete. Un grande, grandissimo Gene Hackman nei panni di un personaggio che ci appare vero nelle sue nevrosi e soprattutto nelle sue più intime debolezze. In definitiva un’opera sul potere del logos.

      Titolo originale: The Conversation – Regia: Francis Ford Coppola – Sceneggiatura: Francis Ford Coppola – Durata: 113 min. – Attori principali: Gene Hackman, John Cazale, Allen Garfield, Frederic Forrest, Cindy Williams, Harrison Ford

    • Frankenstein Junior (1974) e 8/10

      1974-01-16 19:33

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      Mel Brooks estrae dal cilindro questa devastante e sardonica commedia dove tesse la parodia di vecchi film horror con invidiabile leggerezza. Ma non si tratta soltanto di un mero esercizio comico, perchè in questo film c’è una sottile ricerca filologica sulle ambientazioni legata ad una tecnica registica che impreziosisce il valore artistico dell’opera. E comunue si ride. E c’è veramente di che ridere a crepapelle in questo film realizzato in uno splendido bianco e nero e con la partecipazione del compianto e bravissimo Martin Feldman. La storia riprende il Frankenstein della Shelley, rivisitato in chiave comico-satirica. Un film semplicemente esilarante.

      Titolo originale: Young Frankenstein – Regia: Mel Brooks – Sceneggiatura: Mel Brooks, Gene Wilder, Mary Shelley – Durata: 106 min. – Attori principali: Gene Wilder, Peter Boyle, Marty Feldman, Cloris Leachman, Teri Garr

    • Chinatown (1974) e 10/10

      1974-01-16 19:33

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      Jake Gittes è un detective privato specializzato in banalissimi casi di adulterio. Viene assunto da una donna per investigare sulla fedeltà del marito. Inizia da questo semplice assunto un’intricatissima vicenda di delitti e segreti che porterà l’investigatore sul baratro di un nuovo mondo, a due passi da lui e tuttavia totalmente sconosciuto nel suo millenario oscurantismo. Roman Polanski dirige una coppia di straordinari attori: Jack Nicholson e Faye Dunaway, in una vicenda dai risvolti gialli con venature mistico-esistenziali. Un film che richiede attenzione ai particolari ma che ripaga con una bellezza scenica infinita.

      Titolo originale: id. – Regia: Roman Polanski – Sceneggiatura: Robert Towne – Durata: 130 min. – Attori principali: Jack Nicholson, Faye Dunaway, John Huston, Perry Lopez, John Hillerman, Bruce Glover

    • Il Padrino – Parte Seconda (1974) e 9/10

      1974-01-16 19:33

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      Il film riprende con naturalezza e forza iconografica l’azione e la storia del primo film chiudendo in qualche modo un cerchio perfetto. Continua la saga della famiglia Corleone, tratta dal romanzo di Mario Puzo, e tramite flashbacks veniamo a conoscenza dell’infanzia e della giovinezza di Vito Corleone interpretato nel suo periodo giovane da Robert De Niro. Il film procede così diviso in due parti: da una parte la storia del Patriarca dall’altra l’ascesa di Michael, suo figlio. Un’opera fondamentale che non può essere tralasciata, grazie soprattutto alla sapiente regia di Coppola che non concede mai respiro nel dipanarsi della trama. Un film evocativo e ieratico nella sua forza narrativa.

      Titolo originale: The Godfather: Part II – Regia: Francis Ford Coppola – Sceneggiatura: Mario Puzo, Francis Ford Coppola – Durata: 175 min. – Attori principali: Robert De Niro, Al Pacino, Gastone Moschin, Robert Duvall, Bruno Kirby, Diane Keaton, Talia Shire, John Cazale

    • Una Moglie (1974) e 9/10

      1974-01-16 19:33

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      Diciamolo pure, John Cassavetes è forse il regista più sottovalutato dell’intero panorama cinematografico americano. Già attore in Rosemary’s Baby, è stato in seguito autore e regista di film importanti come questo “a woman under the influence”, che il distributore italiano ha allegramente decapitato in un titolo da settimana enigmistica. Un film splendido in cui follia e afasia sono al centro dell’indagine di Cassavetes. Bravi i due attori principali: Peter Falk e Gena Rowlands. La storia narra l’inesorabile deriva depressiva di una tranquilla moglie della borghesia americana, che viene ricoverata per il suo stato mentale precario. Al suo ritorno tenterà con tutte le sue forze di riprendersi la sua famiglia ma troverà un cambiamento radicale in suo marito. Un film denso di rabbia repressa. Un’opera unica, da vedere ed esorcizzare.

      Titolo originale: A Woman Under the Influence – Regia: John Cassavetes – Sceneggiatura: John Cassavetes – Durata: 155 min. – Attori principali: Peter Falk, Gena Rowlands, Fred Draper, Lady Rowlands, Katherine Cassavetes

    • L’Enigma di Kaspar Hauser (1974) e 9/10

      1974-01-16 19:33

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      Herzog muove la sua ricerca sull’identità umana, e segnatamente come questa trovi giustificazione dopo una tabula rasa dei suoi elementi costitutivi. Compie quest’operazione prendendo spunto da una vicenda che ha appassionato legioni di letterati e scienziati tedeschi (Trackl e Handke ne parlarono diffusamente nei loro scritti). La storia è quella di Kaspar hauser, un giovane che apparve a Norimberga nel 1828 e di cui non si sapeva nulla del passato e nulla del presente. Il ragazzo dapprima emarginato divenne oggetto di studio. Nello stesso tempo l’occhio attento di Herzog segue di soppiatto l’identità del giovane plasmarsi e prendere forma in base ai suoi nuovi rapporti sociali. La parola diverrà modulo di interazione con il nuovo contesto. Un’opera smisuratamente acuta, che ci spinge a domandarci qual è la nostra vera natura, una volta azzerato ogni dato presente nel nostro cervello. Una domanda che ci avvolge come una calda coperta e al tempo pende sopra il nostro capo come una spada di Damocle.

      Titolo originale: Jeder für sich und Gott gegen alle – Regia: Werner Herzog – Sceneggiatura: Werner Herzog – Durata: 110 min. – Attori principali: Bruno S., Brigitte Mira, Walter Ladengast, Willy Semmelrogge, Michael Kroecher

    • 1975

    • Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Grande prova di abilità di Milos Forman che dirige un Jack Nicholson semplicemente superlativo in una storia dal forte sapore di denuncia sociale. La storia di un criminale di mezza tacca che si finge pazzo per ottenere l’infermità mentale, ma il manicomio in cui viene inserito lo marchierà indelebilmente. Celebre la scena in cui l’indiano, uno degli ospiti del manicomio, stacca un lavandino dalla parete e lo getta contro la finestra per conquistare la libertà. E’ anche la celebrazione della bellezza dei rapporti umani e della loro tremenda fragilità in ambienti oppressivi. Un’opera che ci fa arrabbiare, che ci commuove, che ci diverte: un film bellissimo.

      Titolo originale: One Flew Over the Cuckoo’s Nest – Regia: Milos Forman – Sceneggiatura: Lawrence Hauben, Bo Goldman, Ken Kesey – Durata: 90 min. – Attori principali: Jack Nicholson, Danny DeVito, Peter Brocco, Dean R. Brooks, Michael Berryman

    • L’Uomo che volle farsi Re (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Due soldati di Sua Maestà dopo burrascose vicende giudiziarie abbandonano le armi e approdano in Kafiristan, un paese dove nessun occidentale aveva mai messo piede dai tempi di Alessandro Magno, uno dei 2 diverrà una divinità suo malgrado. Sean Connery e Michael Caine sono i protagonisti di questa storia in cui umano e divino coesistono e imparano a conoscersi. Un film di avventura, di quelli da vedere in un solo fiato in cui fotografia e ritmo narrativo si intrecciano in un’opera imponente e incantevole. L’attenzione per la fotografia viene ripagata da un lussureggiante ambiente colto nella sua più spontanea postura. I personaggi interagiscono con esso in modo naturale.

      Titolo originale: The Man Who Would Be King – Regia: John Huston – Sceneggiatura: Rudyard Kipling, John Huston, Gladys Hill – Durata: 129 min. – Attori principali: Sean Connery, Michael Caine, Christopher Plummer, Saeed Jaffrey, Jack May

    • 1975

    • Rocky Horror Picture Show (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Il più cult dei film cult, impossibile non innamorarsi di questo delizioso, irriverente, scostumato musical denso di canzoni epiche, di costumi in lattice, e di improbabili personaggi venuti dallo spazio profondo. Epica l’interpretazione di Tim Curry, un vampiro transgender, travestito e bisex, ubriaco di sesso, che irretisce i poveri Brad e Janet e trasformandoli in pure macchine del piacere. Un inno al piacere fisico, alla libertà sessuale, e alla gioia di vivere. Interessanteanche come documento di affrancamento dalla logica borghese e dai suoi perbenistici, angusti orizzonti morali. Un film fantastico e inebriante in cui tutto sembra concesso e in cui l’espressività trova libero sfogo per librarsi e volare all’impazzata.

      Titolo originale: The Rocky Horror Picture Show – Regia: Jim Sharman – Sceneggiatura: Richard O’Brien, Jim Sharman – Durata: 100 min. – Attori principali: Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Richard O’Brien, Meat Loaf

    • Fantozzi (1975) e 8/10

      1975-12-30 12:59

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      Paolo Villaggio stravolge la comicità italiana con una satira graffiante sul mondo del lavoro. Il ragionier Ugo Fantozzi è il prototipo del grigio impiegatucolo di un’enorme quanto imprecisata mega-azienda. Le sue disavventure sono ormai scolpite nell’immaginario collettivo italiano. Un geniale innesto tra cinema e “vita vera” condito da esilaranti gags. Alcune scene fanno ormai parte del bagaglio culturale italiano. La genialità dell’opera risiede nel suo contatto diretto e costante con la realtà di ogni giorno, con le sue piccole problematiche: una capacità mimetica di restituire la squallida routine di vite segnate da lavori monotoni e di sublimarla attraverso lo strumento sottile dell’ironia e della parodia. Un vero “cult de noantri”, in definitiva.

      Titolo originale: id. – Regia: Luciano Salce – Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luciano Salce, Paolo Villaggio – Durata: 108 min. – Attori principali: Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Giuseppe Anatrelli, Liù Bosisio, Umberto D’Orsi

    • Lo Squalo (1975) e 8/10

      1975-12-30 12:59

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      Un’epica battaglia tra un manipolo di audaci e un gigantesco squalo al largo di Amity. Spielberg tesse la ragnatela di sequenze con sobria sapienza costruendo un film che massacra tempi morti e dialoghi da laboratorio. Notevole la perizia del regista nel realizzare le scene d’azione in alto mare dove gli attacchi dello squalo assumono un impatto visivo di notevole caratura, grazie non tanto all’uso di effetti speciali quanto all’abile mano che governa la cinepresa. E un corposo senso di impotenza ci sale su per le gambe… Nuotare non sarà mai più lo stesso dopo questo film!

      Titolo originale: Jaws – Regia: Steven Spielberg – Sceneggiatura: Peter Benchley, Carl Gottlieb – Durata: 124 min. – Attori principali: Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss, Lorraine Gary, Carl Gottlieb

    • Nashville (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      nashvilleNon è tanto il cast nè tantomeno l’ambientazione a fare di Nashville un capolavoro del cinema contemporaneo, quanto piuttosto l’introspezione psicologica di ogni singolo personaggio e la scarnificazione di ogni desiderio represso che sale in questo film con la potenza e l’impatto visivo di una scena d’azione. Altman vuole l’uomo, nelle sue debolezze, nelle sue falsità, nella sua ipocrisia. La storia ruota intorno ad una convention politica e a come viene preparata da alcuni aspiranti uomini di potere. Ogni singola storia convergerà verso un destino comune, ogni singolo sforzo si intreccerà inevitabilmente con quello di un altro personaggio chiamato in causa. Un film che ci mette dinanzi ad uno specchio.

      Titolo originale: id. – Regia: Robert Altman – Sceneggiatura: Joan Tewkesbury – Durata: 159 min. – Attori principali: David Arkin, Barbara Baxley, Ned Beatty, KAren Black, Keith Carradine

    • Barry Lyndon (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Stanley Kubrick si è cimentato con quasi ogni genere di film nella sua gloriosa carriera. Con Barry Lyndon il geniale regista si confronta con il diciottesimo secolo inglese narrando le imprese di un giramondo irlandese che fa di tutto per diventare nobile passando per duelli, guerre e ricche vedove bramose del suo giovane corpo. Un film stilisticamente puro e perfetto come un fiocco di neve. Mentre in altre opere di Kubrick la dimensione onirica o psicologica aveva una forte valenza, talvolta riuscendo a prevaricare l’azione, in Barry Lyndon lo spazio epico travolge ogni psicologismo: la successione degli eventi è ciò che più preme al regista e in definitiva allo spettatore avido di conoscere il destino del protagonista. E così la storia avvolge come una calda coperta e dispiace che arrivi la fine di quella che a buon diritto può esser considerata un’epopea cavalleresca. Da vedere e rivedere ad libitum.

      Titolo originale: id. – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Stanley Kubrick, William Makepeace Thackeray – Durata: 184 min. – Attori principali: Ryan O’Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Krüger, Steven Berkoff

    • Amici Miei (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Un film entrato nella storia della commedia italiana, a buon diritto. Inizialmente destinato a Pietro Germi finì per essere girato dal grande Monicelli, con Germi che figurò nei crediti della sceneggiatura. Narra le imprese, o meglio le zingarate, di cinque uomini di mezz’età, nella Firenze degli anni ’70. Inguaribili burloni i cinque sublimano nell’arte dello scherzo e della presa in giro i problemi della vita e le amarezze personali. Inutile dire che le interpretazioni degli attori principali, da Tognazzi a Moschin, da Celi a Noiret, rendono incredibilmente ilare l’opera, unitamente a una sceneggiatura costellata di scene memorabili, una su tutte la supercazzola del Mascetti al vigile urbano. Un’opera che fa ridere fino alle lacrime, ma che al contempo fa anche riflettere sulla parte comica della vita a fronte di ogni disperazione sotterranea. Taumaturgico.

      Titolo originale: id. – Regia: Mario Monicelli – Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli, Pietro Germi – Durata: 109 min. – Attori principali: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete, Adolfo Celi

    • Lo Specchio (1975) e 10/10

      1975-12-30 12:59

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      Un ingrato compito per il recensore tentare di fermare con le aride parole ciò che questo film dipana in forma aerea e impalpabile alito elegiaco. Si tratta di un’opera autobiografica in cui Tarkovsky traccia un bilancio della propria vita ripercorrendo l’infanzia con la sorellina e la madre, mentre il padre abbandona la famiglia per sparire nell’oblio. I personaggi si confondono e si dissolvono l’uno nell’altro mentre potenti scorrono i versi poetici che fanno da anima all’intera impalcatura semantica del film. Poi con uno stacco la fase adulta quando l’autore si separa dalla moglie e dal figlio: il dolore del distacco, il levigato spiritualismo che caratterizza la routine quotidiana, di nuovo una sorta di appannamento nella rievocazione dei personaggi e delle loro fumose identità. Un film magnifico, che non può e non deve essere circoscritto ad una mera sintesi nè essere inscatolato in qualche processo speculativo. Semplicemente una poesia per immagini che scorre ammaliando e commuovendo. Non chiediamo di più ad un film.

      Titolo originale: Zerkalo – Regia: Andrei Tarkovsky – Sceneggiatura: Aleksandr Misharin, Andrei Tarkovsky, Arseni Tarkovsky – Durata: 108 min. – Attori principali: Margarita Terekhova, Anatolij Solonitsyn, Alla Demidova, Yuri Nazarov, Nikolaj Grinko

    • La Recita (1975) e 10/10

      1975-12-30 12:59

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      O thiasosOpera universale e maestosa, epica nella sua appassionante narrazione di vent’anni di storia greca attraverso gli occhi di una famiglia di teatranti in tournee con il loro dramma ottocentesco. Vi sono tre livelli distinti e tuttavia in perenne contatto per osmosi: il livello storico con i il crudo susseguirsi degli eventi, l’aggressione fascista, il dominio nazista, la liberazione, la difficile politica del dopoguerra. Il livello personale con i rapporti tra i membri del cast,le loro passioni, le loro piccole rivalse. Il livello teatrale con una sorta di mitopoiesi derivata dal mito degli Atridi e riflessa sui personaggi in scena come nella vita, in una sorta di nebbia narrativa che confonde palcoscenico e vita reale e ne trae altissime pagine di pura elegia formale. E su tutto lo sguardo di Angelopoulos, un regista straordinario nel cesellare persone e luoghi, nel far trasparire la poesia in forma d’immagini, nel realizzare ingegnosi tecnicismi per non far perdere l’orientamento allo spettatore attonito ed estasiato. Un vero capolavoro di alta scuola.

      Titolo originale: O thiasos – Regia: Theodoros Angelopoulos – Sceneggiatura: Theodoros Angelopoulos – Durata: 230 min. – Attori principali: Vanghelis Kazan, Eva Kotamanidu, Aliki Gheorguli, Stratos Pahis, Maria Vassiliou, Petros Zarkadis

    • Dersu Uzala, il Piccolo Uomo delle Grandi Pianure (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Kurosawa trascende il suo stesso stile e per una volta abbandona il milieu giapponese per narrare una storia di un cacciatore mongolo, una mistica creatura in comunione con una natura materna seppur tremendamente ostile. Tratto dal libro di viaggio dello scienziato ed esploratore russo Arseniev rappresenta solo formalmente una deviazione semantica nel linguaggio filmico di Kurosawa: in realtà la sua visione poetica delle cose è sempre presente avvolgendo lo spettatore in un soffuso alone di leggenda sussurrata, di piccoli gesti preziosi. Nel 1902 Arseniev si trova con una spedizione russa lungo il fiume Ussuri, in terra mongola. Le condizioni tremendamente avverse mettono in seria difficoltà la spedizione, ma l’intervento di un misterioso personaggio, un cacciatore nomade di nome Dersu Uzala, si rivelerà provvidenziale. Lentamente Arseniev riesce a fare breccia attraverso la scorza di incomunicabilità che lo separa dall’uomo e instaura con lui una profonda amicizia che trascende ogni vincolo sociale. Kurosawa è straordinario nel riportare su pellicola l’intensità dell’unione tra uomo e natura, l’immacolata purezza di un uomo slegato da ogni contesto civile. Un’opera che trasuda lirismo e che commuove con la forza straordinaria delle sue immagini.

      Titolo originale: Dersu Uzala – Regia: Akira Kurosawa – Sceneggiatura: Vladimir Arsenyev, Akira Kurosawa, Yuri Nagibin – Durata: 144 min. – Attori principali: Juri Solomin, Maksim Munzuk, Yuri Solomin, Svetlana Danilchenko, Dmitri Korshikov

    • Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) e 9/10

      1975-12-30 12:59

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      Lumet, sempre interessato a circumnavigare l’emisfero mediatico e le sue implicazioni sociologiche, spinge la sua analisi nella cronaca nera e partendo da un articolo su un quotidiano costruisce un’opera frenetica, oscura e perfettamente congegnata. La storia è interamente basata su una rapina in banca finita male, con i rapinatori che assediati dalla polizia prendono in ostaggio i dipendenti della filiale e si barricano all’interno dell’edificio. Gradualmente la vicenda verrà masticata dal grande carrozzone dei media che la trasformerà in una surreale sarrabanda di ipocrisia. Interessante è l’esperimento di imperniare il tessuto narrativo in un’unica ambientazione con forte sapore teatrale. Il grande lavoro di Pacino nel cesellare il protagonista compie il resto dell’opera e fa di questo film un imprescindibile punto fermo nel filone gangster movie serrandolo a doppio filo con il filone della critica al potere dei media.

      Titolo originale:Dog Day Afternoon – Regia:Sidney Lumet – Sceneggiatura: P.F. Kluge, Thomas Moore, Frank Pierson, Leslie Waller – Durata: 125 min. – Attori principali: Al Pacino, John Cazale, Penelope Allen, Sully Boyar, Carol Kane

    • 1976

    • Taxi Driver (1976) e 10/10

      1976-12-28 12:07

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      Un Robert De Niro assolutamente gigantesco in un’interpretazione che ha fatto scuola. Martin Scorsese ci racconta la storia di Travis Bickle, veterano del Vietnam riciclatosi come tassista. Le continue ingiustizie a cui l’uomo assiste, non ultima il maltrattamento di una prostituta minorenne, lo sprofonderanno in uno stato di negazione totale, la feccia che lo circonda si fonderà osmoticamente con la sua angoscia interiore fino ad avvolgere il mondo intorno a lui facendolo esplodere. La chiave di volta di quest’opera resta la radiografia psicologica del protagonista e la sua inesorabile deriva nella follia. Un documento se vogliamo quasi clinico di cui il regista rende conto con spietata lucidità. Pietra miliare della storia del cinema.

      Titolo originale: id. – Regia: Martin Scorsese – Sceneggiatura: Paul Schrader – Durata: 113 min. – Attori principali: Robert De Niro, Jodie Foster, Cybill Shepherd, Harvey Keitel, Peter Boyle

    • Quinto Potere (1976) e 9/10

      1976-12-28 12:07

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      Una corrosiva discesa nel nero mondo dei media e dei loro diabolici poteri persuasivi. Lumet affonda il suo sguardo nel potere della comunicazione e ne mette spietatamente a nudo contraddizioni, disumanità e bassezze morali. Un’opera profonda e intelligente nel suo saettante sarcasmo, incredibilmente affossata da una certa parte di critica italiana, sicuramente non all’altezza di opere così complesse. Howard beale è uno speaker televisivo sul punto di essere licenziato dal network. In un ultimo disperato messaggio davanti alle telecamere l’uomo annuncia in diretta il suo suicidio. Immediatamente diventa un caso nazionale con milioni di persone che divengono tele-discepoli di una sorta di santone in guerra con le ingiustizie della società. Naturalmente dietro vi sono i dirigenti televisivi che si servono dell’uomo per far levitare gli indici dell’audience, e a cui poco importa del messaggio che questi lancia dai loro teleschermi. Cinico, amaro, spietato: un film che a noi italiani ci insegna a capire dove siamo arrivati e perchè.

      Titolo originale: Network – Regia: Sidney Lumet – Sceneggiatura: Paddy Chayefsky – Durata: 121 min. – Attori principali: Peter Finch, William Holden, Faye Dunaway, Robert Duvall, Ned Beatty

    • L’Inquilino del Terzo Piano (1976) e 9/10

      1976-12-28 12:07

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      Un incubo rattrappito in quattro anguste pareti che divengono veicolo di allucinazioni lisergiche e sottile confine dall’orrore sussurrato. Polanski getta le basi del “terrore domestico” di Rosemary’s Baby con questo splendido prequel concettuale in cui la casa diviene trappola mentale che ghermisce la sua preda separandola fatalmente dal contesto sociale. Trelkowski è un impiegatucolo che prende casa a Parigi per motivi di lavoro. L’uomo scopre che la precedente inquilina dell’apartamento si era suicidata gettandosi dalla finestra. Inizierà una liturgia di scoperte e ritrovamenti che riaffiorano nella casa come turpi vestigia di un passato che gradualmente lo afferra e lo trascina in un vortice di follia. Tutto l’impianto narrativo e visivo diviene funzionale alla paranoia del protagonista mentre il senso opprimente di claustrofobia assume proporzioni intollerabili. Un’opera di capitale importanza per addentrasi nella poetica del regista polacco e carpirne gli embrioni di mutamento semantico e poetico.

      Titolo originale: Le locataire – Regia: Roman Polanski – Sceneggiatura: Gérard Brach, Roman Polanski, Roland Topor – Durata: 126 min. – Attori principali: Josiane Belasko, Jacques Rosny, Maïté Nahyr, Patrice Alexsandre, Serge Spira, Jacky Cohen, Eva Ionesco

    • Tutti gli Uomini del Presidente (1976) e 9/10

      1976-12-28 12:07

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      Il film documento di Pakula è uno sguardo finalmente disincantato dentro i torbidi rivolgimenti dell’America repubblicana che da un lato portava avanti una politica estera aggressiva e dall’altro instaurava un regime interno da caccia alle streghe bollando qualsiasi avversario come sovversivo o comunista. La vera storia dei due giornalisti del Washington Post che scoperchiarono il vaso di Pandora con l’inchiesta sul Watergate. La vicenda prende le mosse nel 1972 con l’arresto di 5 uomini introdottisi nel quartier generale del Partito Democratico. Inizia da qui una girandola serrata di avvenimenti che culminerà con le dimissioni del presidente Nixon. Magistrale Redford nel ruolo di Bob Woodward e Pakula in cabina di regia. Un film che divora la cronaca rimodulandola in un flusso avvincente di avvenimenti. Una visione audacemente nitida di una realtà in disfacimento, un punto di vista privilegiato e obiettivo sopra uno degli avvenimenti che ha segnato la storia degli Stati Uniti.

      Titolo originale: All the President’s Men – Regia: Alan J. Pakula – Sceneggiatura: Carl Berstein, Bob Woodward, William Goldman – Durata: 138 min. – Attori principali: Dustin Hoffman, Robert Redford, Jack Warden, Martin Balsam, Hal Holbrook, Jane Alexander

    • Nel Corso del Tempo (1976) e 9/10

      1976-12-28 12:07

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      Un Wim Wenders ante litteram, istrionico e pecoreccio, filma in splendida presa diretta un road movie fracassone e intimista, capace di inchiodare lo spettatore alla poltrona per 3 lunghe ore con la malìa del suo formalismo iconografico e le biografie sgangherate dei due protagonisti. La storia è imperniata sull’incontro tra due personalità antitetiche: uno è un riparatore di proiettori e macchine da presa che gira la Germania per lavoro, l’altro uno psicolinguista che si è appena separato dalla moglie dopo un viaggio in Italia. I due stringeranno un improbabile sodalizio condividendo un viaggio che li porterà a disegnare un Paese dibattuto tra boom economico e lacerazioni etnico-politiche. I due, come due angeli squinternati, poseranno il loro candore sopra una miriade di storie e situazioni ricavando da ognuna un brano della propria ridicola redenzione. Wenders, dopo Alice nelle Città e Falso Movimento conclude la trilogia dedicata al viaggio riuscendo a coglierne l’aspetto più toccante: il senso avido di fratellanza, il fascino delle distanze da percorrere, il ricordo smanioso della gente incontrata.

      Titolo originale:Im Lauf der Zeit – Regia:Wim Wenders – Sceneggiatura:Wim Wenders – Durata: 175 min. – Attori principali: Rüdiger Vogler, Hanns Zischler, Lisa Kreuzer, Rudolf Schündler, Hans Dieter Trayer

    • Rocky (1976) e 8/10

      1976-12-28 12:07

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      Un film di redenzione, una catarsi attraverso lo sport, questo che l’accoppiata Avildsen – Stallone concepì e mise in scena a metà degli anni 70. Un’opera che focalizza la sua indagine sul ritratto di un uomo dei bassifondi, un immigrato emarginato con problemi economici, che grazie al suo talento sportivo riuscirà ad affrancarsi dalle misere condizioni in cui si trova e a divenire punto di riferimento per la sua comunità. Ma Rocky non è soltanto un’opera con risvolti sociologici, ma anche e soprattutto un grande film di sport, dove la Boxe per la prima volta viene spettacolarizzata con una tecnica registica mai vista prima. Grazie ad un uso della cinepresa quasi in presa diretta i combattimenti di Rocky assumono la drammaticità di un evento titanico dove l’eroe è messo a nudo e la sua lotta diviene la lotta di chi lo guarda. Un film in definitiva che ha il pregio di aver inoculato nella Settima Arte la sensazione che lo Sport può essere vissuto come una battaglia spettacolare, come un meraviglioso luogo dove l’uomo è quasi esortato a travalicare i propri limiti e a trascendere la propria condizione.

      Titolo originale: id. – Regia: John G. Avildsen – Sceneggiatura: Sylvester Stallone – Durata: 119 min. – Attori principali: Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Burgess Meredith, Thayer David, Joe Spinell

    • 1977

    • Guerre Stellari (1977) e 10/10

      1977-09-17 10:30

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      Che dire di questo film? Semplicemente che ha inventato un genere: la fantascienza. O comunque lo ha diffuso nel fenomeno del cinema di massa rendendola di fatto accessibile alla grande platea. E compiendo questa operazione di diffusione ha portato il genere fantascientifico a livelli eccelsi, con l’aiuto di una storia bella e avvincente. Merito di Lucas e di una serie di felici concause: colonna sonora, cast, effetti speciali. La storia è quella di un regime tirannico e di una ribellione in atto. Harrison Ford interpreta Han Solo, un piccolo contrabbandiere che si troverà invischiato, suo malgrado, nella lotta dei ribelli per ristabilire la democrazia nell’Universo conosciuto. Memorabili alcune scene come la battaglia tra i caccia imperiali e il Millennium Falcon, la nave di Han Solo. Un autentico must da conservare nella memoria.

      Titolo originale: Star Wars – Regia: George Lucas – Sceneggiatura: George Lucas – Durata: 121 min. – Attori principali: Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness

    • L’Amico Americano (1977) e 9/10

      1977-09-17 10:30

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      Wim Wenders in un’opera al nero, tratta da un romanzo di Patrigia Highsmith. Curioso notare come in questo film appaiano numerosi registi nel ruolo di personaggi comprimari: Nicholas Ray, Daniel Schmid, Peter Lilienthal, Samuel Fuller. Tutti cineasti i cui gangster movies hanno fatto scuola e a cui Wenders ha pagato un omaggio tangibile facendoli recitare un cameo nel film. La storia è quella di un trafficante di quadri (Bruno Ganz, come al solito magistrale) che trasforma un piccolo corniciaio di provincia (Dennis Hopper), malato terminale di leucemia, in un sicario per i suoi disegni criminosi. L’uomo si renderà infine conto del baratro a cui ha costretto il corniciao e tenterà di salvarlo. Un’opera con tempi molto serrati, dinamica, coinvolgente, ben girata. Con due grandi attori e un intreccio narrativo davvero emozionante. Cosa chiedere di più a un film?

      Titolo originale: Der amerikanische Freund – Regia: Wim Wenders – Sceneggiatura: Patricia Highsmith, Wim Wenders – Durata: 125 min. – Attori principali: Bruno Ganz, Dennis Hopper, Lisa Kreuzer, Nicholas Ray, Samuel Fuller

    • Io e Annie (1977) e 9/10

      1977-09-17 10:30

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      Un film nevrotico, ironico e irrazionale questo Annie Hall di Woody Allen, dove il regista da sfogo a tutta la propria creatività dando vita ad un personaggio che scarnifica la propria mente, le proprie ossessioni, le proprie emozioni. Il risultato è un’opera infinitamente affascinante, dove ognuno di noi si cala nei panni di Alvy Singer e ne condivide ogni più capillare nevrosi. La storia è un gigantesco flashback dove il protagonista rivive la sua vita, le sue fobie e soprattutto il suo amore per Annie, un’aspirante cantante che tenta la via del successo. Ne seguiremo rotture e riconciliazioni, scenate e dichiarazioni d’amore bislacche e autoironiche, fino ad arrivare là dove nessun amante è mai giunto prima. Un film succulento, pieno di scanzonato sarcasmo e di amore vero, quello che Allen ritroverà di lì a poco in un altro capolavoro: Manhattan. Guardatelo, innamoratevi e ridete senza moderazione.

      Titolo originale:Annie Hall – Regia: Woody Allen – Sceneggiatura: Woody Allen, Marshall Brickman – Durata: 93 min. – Attori principali: Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon

    • La Sera della Prima (1977) e 9/10

      1977-09-17 10:30

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      Un’opera in cui Cassavetes rende omaggio al teatro e anzi, ne decreta l’assolutezza ontologica a fronte di una vita in cui spesso il peso di una realtà ostile e incombente diviene insostenibile. Una divina Gena Rowlands lo affianca in questo progetto e ne oblitera la grandezza con un’interpretazione davvero degna di nota. La storia è quella di un’anziana attrice di teatro che rimane coinvolta, suo malgrado, nella morte di una fan. La donna inizierà a subire le conseguenze dell’incidente con sogni, allucinazioni e apparizioni inquietanti. Nello stesso tempo l’attrice è preda di una crisi di nervi per il tono troppo pomposo della sua nuova commedia. Verrà in suoi aiuto il co-protagonista, un uomo per tutte le stagioni che, tra le altre mansioni, riveste anche quella di amante. Un film splendido che sdoppia realtà e finzione per poi fonderle in un processo di lenta mistificazione. Lo spettatore è travolto dai 3 piani che si intersecano all’infinito: realtà, teatro e sogno. Un’opera di fresca e pungente intelligenza che costringe a pensare.

      Titolo originale: Opening Night – Regia: John Cassavetes – Sceneggiatura: John Cassavetes – Durata: 144 min. – Attori principali: Joan Blondell, Ben Gazzara, Gena Rowlands, John Cassavetes, Laura Johnson

    • Padre Padrone (1977) e 9/10

      1977-09-17 10:30

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      Vincitore della palma d’oro a Cannes e tratto da uno splendido libro autobiografico di Gavino Ledda, questo film dei Taviani è in primo luogo un poetico tentativo di far luce sul rapporto uomo-natura. La storia è infatti incentrata su Gavino, un giovane che viene strappato dal padre alla società per pascolare un gregge di pecore. Il ragazzo si troverà immerso in una solitudine straniante, in una natura aspra e forte, nel completo silenzio sociale. Su lui l’odiosa autorità del padre che lo costringe a fare quella vita grama. La partenza per il servizio militare in Italia, la scuola serale e l’indipendenza dal padre lo porteranno a tentare di prevalere sul severo genitore. L’opera dà il meglio di sè non tanto nel complicato rapporto tra padre e figlio quanto nella comunione con una natura ostile ma nello stesso tempo madre protettiva. Un’opera straordinaria, per fotografia e impatto emotivo.

      Titolo originale: id. – Regia: Paolo e Vittorio Taviani – Sceneggiatura: Gavino Ledda, Paolo Taviani, Vittorio Taviani – Durata: 118 min. – Attori principali: Omero Antonutti, Nanni Moretti, Marcella Michelangeli, Saverio Marconi, Fabrizio Forte

    • Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (1977) e 9/10

      1977-09-17 10:30

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      Un film pensato, scritto e girato da Spielberg, quando ancora si occupava di cinema in modo, per così dire, artigianale. E i risultati sono a dir poco sublimi, con l’edificazione di un’opera in cui mistero e speranza danzano avvinti dando vita ad una storia appassionante. Dopo aver assistito all’apparizione di un ufo nel cielo, un operaio delle linee elettriche comincia ad avere strane visioni con la peculiarità di sentire in esse 5 distinte note che gli rimbalzano continuamente nella mente. L’uomo non sa darsi pace e decide di andare ad investigare in un luogo suggeritogli dalle visioni. Qui scoprirà un centro scientifico eretto da poco con all’interno scienziati di molte nazionalità. Sarà l’inizio di una straordinaria avventura in cui la parola fratellanza varcherà milioni di chilometri nello spazio per ricongiungersi con “gli altri”. Opera in cui l’altro da sè compie un passo decisivo verso la luce e in cui la conoscenza in un battito di ciglia diviene sterminata, quasi infinita.

      Titolo originale: Close Encounters of the Third Kind – Regia: Steven Spielberg – Sceneggiatura: Steven Spielberg, Hal Barwood, Jerry Belson, John Hill, Matthew Robbins – Durata: 132 min. – Attori principali: Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon, Bob Balaban

    • 1978

    • Il Cacciatore (1978) e 9/10

      1978-07-28 11:27

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      La guerra scava dentro le persone e le trasforma in qualcosa di diverso, alieno, inconoscibile. Questo grande film di Michael Cimino ruota intorno a questa proposizione e ne sonda la violenza intrinseca. Un gruppo di amici, il Vietnam, qualcuno che rimane indietro e che non torna a casa. Robert De Niro torna all’Inferno per riprendersi un amico d’infanzia e trova una macchina allucinata e senzadio. Un viaggio nell’alienazione per un’opera di assoluto rilievo, un manifesto contro ogni guerra. In evidenza la scena della roulette russa in cui i due reduci si trovano drammaticamente uno davanti all’altro. Un’opera drammatica e sconvolgente, che ha aperto gli occhi agli americani sugli orrori del Vietnam.

      Titolo originale: The Deer Hunter – Regia: Michael Cimino – Sceneggiatura: Michael Cimino, Deric Washburn, Louis Garfinkle – Durata: 182 min. – Attori principali: Robert De Niro, John Cazale, Christopher Walken, John Savage, Meryl Streep

    • I Giorni del Cielo (1978) e 9/10

      1978-07-28 11:27

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      Terence Malick, grande esteta della macchina da presa, scrive e dirige questo splendido film nel 1978, un’opera che scava nei sentimenti dei personaggi coinvolti nel plot e li espone allo spettatore come fossero tesori preziosi riportati finalmente alla luce. La storia è quella di Bill (Richard Gere) e Abby (Brooke Adams), una coppia di amanti che si finge fratello e sorella. Dalla spietata Chicago in cui non riescono a sopravvivere si spostano a sud, verso il Texas, accompagnati da Linda, una ragazza che sarà la narratrice della storia. Approdano in una fattoria e iniziano a lavorare come manovali, finchè il proprietario malato non si innamorerà della ragazza: una tempesta di emozioni perderà tutti i protagonisti. Un’opera di straordinario spessore psicologico, uno spietato osservatorio dove vivisezionare i moti dell’anima e imparare da essi.

      Titolo originale: Days of Heaven – Regia: Terrence Malick – Sceneggiatura: Terrence Malick – Durata: 94 min. – Attori principali: Richard Gere, Brooke Adams, Sam Shepard, Linda Manz, Robert J. Wilke

    • L’Albero degli Zoccoli (1978) e 9/10

      1978-07-28 11:27

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      Ermanno Olmi nella sua opera più rappresentativa, paga un omaggio alle sue origini contadine e ai luoghi della sua infanzia, tessendo le trame di una saga familiare nelle campagne di Bergamo sul finire del secolo scorso. Cinque famiglie di contadini vivono nella stessa grande casa colonica lavorando duramente per conto del padrone della casa e delle terre circostanti. Si intrecciano storie e piccoli drammi tra questa gente umile, ma forte ed orgogliosa. Il film prende il titolo dall’albero avito da cui uno dei contadini intagliava gli zoccoli per i figli: sarà anche il motivo per cui la famiglia verrà scacciata dalla casa. Un film epico, inutile dirlo, dove valori quali dignità, umiltà, alto senso del dovere, lavoro, saggezza popolare troveranno ampio risalto. Il film è stato vincitore dell’edizione di Cannes del 1978, trovando la grande consacrazione che merita. Un’opera impegnativa (dura 3 ore), ma dalla grande verve poetica: una poesia degli umili e delle piccole cose.

      Titolo originale: id. – Regia: Ermanno Olmi – Sceneggiatura: Ermanno Olmi – Durata: 186 min. – Attori principali: Luigi Ornaghi, Francesca Moriggi, Omar Brignoli, Antonio Ferrari, Teresa Brescianini

    • 1979

    • Apocalypse Now (1979) e 9/10

      1979-11-08 11:32

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      Il viaggio iniziatico di un giovane militare nel Vietnam in missione per fermare Kurtz, un ex colonnello dell’esercito americano, mercenario e misterioso faccendiere perso nel nulla della giungla cambogiana. Un film torrenziale, mistico, tenebroso. Una prova recitativa di altissimo spessore per entrambi i protagonisti: Martin Sheen e Marlon Brando. Alcune scene appartengono alla memoria di ogni appassionato della settima arte. Una su tutte: la cavalcate delle Valchirie in sottofondo e il volo degli elicotteri con il loro carico di napalm destinato ad una zona densa di vietcong e civili inermi. Francis Ford Coppola ci regala un caposaldo del cinema moderno che ci stringe il respiro e ci ispira la nausea per ogni forma di guerra.

      Titolo originale: id. – Regia: Francis Ford Coppola – Sceneggiatura: John Milius, Francis Ford Coppola, Michael Herr – Durata: 153 min. – Attori principali: Marlon Brando, Martin Sheen, Robert Duvall, Frederic Forrest, Laurence Fishburne, Harrison Ford, Dennis Hopper, Scott Glenn

    • Alien (1979) e 9/10

      1979-11-08 11:32

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      Ridley Scott si cimenta ancora una volta con la fantascienza (dopo Blade Runner). Sigourney Weaver domina il palcoscenico incarnando l’icona di una donna combattiva che si trova a fronteggiare una minaccia insondabile e terrificante. Un’astronave da trasporto merci incrocia un SOS inviato da un pianeta sulla sua rotta, il computer risveglia l’equipaggio dal sonno criogenico e lo esorta ad investigare. Scesi sul pianeta dell’origine del segnale si troveranno di fronte il relitto di una nave spaziale sconosciuta. Una forma ostile di vita aliena contaminerà uno degli esploratori portando a bordo un essere che sfogherà sull’equipaggio la sua atavica fame di prede. Un film moderno e inquietante che insinua una malia dell’ombra, un crescente senso d’insicurezza, una perversa ammirazione per la ferocia aliena all’umano. Menzione per la memorabile scena splatter del parto del piccolo alien.

      Titolo originale: id. – Regia: Ridley Scott – Sceneggiatura: Dan O’Bannon, Ronald Shusett – Durata: 117 min. – Attori principali: Sigourney Weaver, Tom Skerritt, Veronica Cartwright, Harry Dean Stanton, John Hurt

    • I Guerrieri della Notte (1979) e 8/10

      1979-11-08 11:32

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      Walter Hill dirige uno dei primi film sulle bande giovanile newyorchesi, e lo fa con un taglio emozionante e denso di pathos. Le vicende narrate sono quelle dei Warriors, una banda di Rhode Island che si reca al raduno di tutte le bande della città sotto la guida di un unico leader che tenta di unificare tutte le bande. Ma qualcosa andrà storto e tornare a casa per i guerrieri diverrà il compito più difficile… Annotazione per alcune scene memorabili come lo scontro con la banda dei Baseball Furies, alcuni allegri ragazzi dipinti e vestiti come giocatori di baseball, con tanto di mazze regolamentari per spaccare teste.

      Titolo originale: The Warriors – Regia: Walter Hill – Sceneggiatura: Sol Yurick, David Shaber, Walter Hill – Durata: 92 min. – Attori principali: Michael Beck, James Remar, Dorsey Wright, Brian Tyler, David Harris

    • Manhattan (1979) e 9/10

      1979-11-08 11:32

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      Woody Allen riscrive il codice dell’amore post-moderno in chiave metropolitano con una delicata narrazione impreziosita da un grande bianco e nero. Ne risulta un film che sfiora i margini della commedia e del diario intimista scorrendo via come un unico possente brano poetico. La storia è quella di Isaac, un 42enne sceneggiatore TV, che ha appena divorziato da Jill. La sua ex moglie sta scrivendo un libro di memorie con particolari imbarazzanti riguardo alla loro vita privata. Isaac nel frattempo tenta di rifarsi una vita con una 17enne. Un lungo canto all’amore perduto e alla felicità latente. Un’opera pervasa da quell’amaro cinismo intriso d’ironia che solo Allen sa infondere, e ciò nonostante un film intimamente lirico.

      Titolo originale: id. – Regia: Woody Allen – Sceneggiatura: Woody Allen – Durata: 96 min. – Attori principali: Woody Allen, Diane Keaton, Michael Murphy, Mariel Hemingway, Meryl Streep

    • Stalker (1979) e 10/10

      1979-11-08 11:32

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      Un uomo scavalca furtivamente un recinto nella notte. E’ uno stalker, colui che conosce la strada e conduce i visitatori nella Zona. La sua meta è la Stanza, il posto dove i sogni possono trasformarsi in realtà. Con lui viaggiano il Professore e lo Scrittore, due uomini alla deriva nel tumulto della vita, della loro stessa cultura. Un altro grande film di Andrei Tarkovsky: oscuro, umbratile, diafano, dilatato e impercettibile, come un verso di Dylan Thomas sussurrato nella notte. Un tuffo a capofitto dentro i più oscuri meandri del sentire umano, di una realtà ostile e inconoscibile, di un malessere diffuso e ineludibile. Ma anche un tentativo di dare una spiegazione: “Cosa risuona in noi in risposta al rumore elevato ad armonia? E come si trasforma per noi nella fonte di un immenso piacere?” Un’opera che è come un lungo respiro: infonde vita.

      Titolo originale: id. – Regia: Andrei Tarkovsky – Sceneggiatura: Arkadi Strugatsky, Boris Strugatsky – Durata: 163 min. – Attori principali: Aleksandr Kaidanovsky, Alisa Frejndlikh, Anatoli Solonitsyn, Nikolai Grinko, Natasha Abramova

    • Il Matrimonio di Maria Braun (1979) e 9/10

      1979-11-08 11:32

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      Rainer Werner Fassbinder è un regista troppo spesso dimenticato. Eppure è davvero un grande artista che dona nuova linfa alla vita culturale tedesca degli anni 70, non solo dal punto di vista cinematografico, ma anche teatrale e narrativo. In questo film analizza la vita di una donna sposata ad un reduce della seconda guerra mondiale: sconfitta, disillusione, mancanza di riferimenti culturali costelleranno la vita di questa piccola eroina del popolo. Un autentico cult da vedere e fare proprio.

      Titolo originale: Die Ehe der Maria Braun – Regia: Rainer Werner Fassbinder – Sceneggiatura: Rainer Werner Fassbinder – Durata: 120 min. – Attori principali: Hanna Schygulla, Klaus Löwitsch, Ivan Desny, Gisela Uhlen, Elisabeth Trissenaar

    • Oltre il Giardino (1979) e 9/10

      1979-11-08 11:32

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      Chance il giardiniere è una creatura che si ama da subito, dalla prima inquadratura. Ashby plasma questo personaggio come docile creta ritagliandone una personalità indecifrabile, quasi autistica nella sua feroce routine giornaliera scandita dalla TV, dalle rose da innaffiare, dall’auto da spolverare. Peter Sellers incarna quest’uomo grottesco divenendone la maschera ineffabile. Seguiremo le avventure di Chance che dall’umile ruolo di giardiniere tuttofare diventerà, di equivoco in equivoco, consigliere spirituale del presidente degli Stati Uniti, venendo scambiato per un genio incomparabile. Memorabile, si è detto, l’interpretazione di un Peter Sellers alla sua penultima apparizione prima che un’odiosa morte ce lo strappasse per sempre. Un’opera per sorridere e per decifrare noi stessi attraverso gli occhi limpidi di una mente semplice.

      Titolo originale: Being There – Regia: Hal Ashby – Sceneggiatura: Jerzy Kosinski, Robert C. Jones – Durata: 130 min. – Attori principali: Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Peter Sellers, Jack Warden, John Harkins

    • 1980

    • Shining (1980) e 10/10

      1980-08-12 09:15

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      Ci sono opere che travalicano il genere di cui trattano o in cui vengono impropriamente incasellate, e divengono semplicemente universali. E’ questo il caso di questo grandioso film di Kubrick che si avvale di una interpretazione ai limiti dell’umano, quella di un Jack Nicholson diabolico e ossessivo oltre ogni dire. La trama: Jack Torrance viene assunto come guardiano invernale di un grande albergo e porta con sè la propria famiglia. Presto saranno completamente isolati e Jack cambierà grazie a un milieu che lo seduce oscuramente e inesorabilmente. Storiche alcune scene come la scoperta di ciò che Jack stava realmente scrivendo nel suo romanzo, o l’immagine della donna nella vasca da bagno e la sua lenta e inesorabile corruzione, o infine lo squarcio nella porta in cui fa capolino un Nicholson demoniaco e sogghignante. Siamo di fronte a un fondamento della storia del cinema da cui non si può prescindere.

      Titolo originale: id. – Regia: Stanley Kubrick – Sceneggiatura: Stephen King, Stanley Kubrick, Diane Johnson – Durata: 142 min. – Attori principali: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Loyd, Scatman Crothers, Barry Nelson

    • The Blues Brothers (1980) e 9/10

      1980-08-12 09:15

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      John Landis gira il suo masterpiece nel 1980 avvalendosi del talento comico di John Belushi e Dan Akroyd. Due scalcinati fratelli sono in missione per conto di Dio, la missione è quella di aiutare un orfanatrofio del loro quartiere, recluteranno la vecchia band passando per nomi del calibro di Aretha Franklin, Ray Charles e James Brown. Scusate se è poco. Memorabili alcune scene come quella in cui Jake si toglie gli occhiali scuri e con il suo sguardo magnetico irretisce, per un attimo fatale, un’agguerritissima ex armata di mitra. Un film divertente e musicalmente indimenticabile.

      Titolo originale: id. – Regia: John Landis – Sceneggiatura: Dan Aykroyd, John Landis – Durata: 133 min. – Attori principali: Dan Aykroyd, John Belushi, James Brown, Cab Calloway, Aretha Franklin, Ray Charles, Carrie Fisher

    • Toro Scatenato (1980) e 9/10

      1980-08-12 09:15

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      Un viaggio emozionale attraverso la boxe in compagnia di un grande campione che la vita ha sopraffatto: Jack La Motta. Le vicende familiari del campione sono paradigmatiche della sua parabola ascendente e poi discendente nello sport. Un De Niro strepitoso forgia il personaggio con professione maniacale, un vero e proprio standard per chi si vuole dedicare al mestiere della recitazione. Completa il quadro di questo grande film la regia di Scorsese, sempre attenta ad ogni impennata emotiva e sempre puntuale nel restituire una storia il più possibile avvincente e aderente alla narrazione. Un film magistrale.

      Titolo originale: Raging Bull – Regia: Martin Scorsese – Sceneggiatura: Jake LaMotta, Joseph Carter, Peter Savage – Durata: 129 min. – Attori principali: Robert De Niro, Cathy Moriarty, Joe Pesci, Frank Vincent, Frank Adonis

    • L’Impero Colpisce Ancora (1980) e 9/10

      1980-08-12 09:15

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      Secondo capitolo della saga di Guerre Stellari, oppure quinto, se seguiamo lo svilente progetto della trilogia prequel, mai all’altezza di opere come questa. Noi preferiamo continuare a chiamarlo “secondo capitolo”, sperando di confinare i prequel nell’oblio più profondo. Il film si avvale della regia di Irvin Kerschner che sostituisce Lucas, ma non lo fa rimpiangere. La storia lavora sui personaggi donando spessore e volume psicologico a ciascuno dei 3 protagonisti: Ian Solo vince la sua naturale inclinazione anarchica e si unisce alla ribellione, Luke si rende conto delle sue potenzialità e si reca da Yoda per affinare le sue arti Jedi, Leila si innamora perdutamente di Ian ma non vuole dipendere dal suo individualismo. Intanto l’Imperatore costruisce una nuova Morte Nera e affida il comando al suo braccio destro Darth Vader. Un’opera colossale ma non priva di una propria intima e pacata bellezza.

      Titolo originale: The Empire Strikes Back – Regia: Irvin Kershner – Sceneggiatura: Leigh Brackett , Lawrence Kasdan, George Lucas – Durata: 124 min. – Attori principali: Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Alec Guinness

    • The Elephant Man (1980) e 9/10

      1980-08-12 09:15

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      Un film atipico nella poetica di Lynch dove visione e complessità semantica recitano di solito un ruolo di primo piano. Un’opera dunque che si discosta dal suo linguaggio ma che appare ugualmente grandiosa per fotografia (uno straordinario bianco e nero del direttore della fotografia Freddie Francis) e macchina narrativa. E’ la storia di John Merrick, affetto da neurofibromatosi che ha sfigurato i tratti del suo volto e che lo ha confinato in una tenda di un circo ambulante come principale attrazione. L’uomo è oggetto della svilente curiosità morbosa del pubblico fino a quando non viene preso in consegna da un chirurgo che si incarica di ricoverarlo nel London Hospital per studiare la sua patologia. Presto lo scienziato si renderà conto che la mostruosa maschera di carne cela umanità e sensibilità fuori dal comune. Un’opera di denuncia di Lynch verso la condizione abietta che i freaks debbono subire per soddisfare la turpitudine dei cosiddetti normali. Un film toccante, emozionante, palpitante nei suoi momenti di alto lirismo.

      Titolo originale: id. – Regia: David Lynch – Sceneggiatura: Christopher De Vore), Eric Bergren, Frederick Treves, Ashley Montagu, David Lynch – Durata: 124 min. – Attori principali: Anne Bancroft, John Hurt, Anthony Hopkins, John Gielgud, Wendy Hiller

    • 1981

    • I Predatori dell’Arca Perduta (1981) e 9/10

      1981-01-15 15:26

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      Steven Spielberg inventa un nuovo genere e un nuovo personaggio: l’archeologo Indiana Jones. La storia è un perfetto cocktail tra commedia brillante e film d’azione spettacolare. Una grande attenzione a ricostruzione storica e scenografia completa l’opera. La trama è quella del professor Jones che si trova coinvolto in una macchinazione nazista per impadronirsi della mitica Arca dell’Alleanza, una sorta di super-arma a sfondo mistico che Hitler ha intenzione di usare per i suoi loschi propositi di conquista. Ma non ha fatto i conti con Indy. Harrison Ford con questo film diviene immediatamente un’icona indelebile nell’immaginario della grande platea cinematografica. Un’opera davvero notevole, perchè rompre i canoni del clichè hollywoodiano e propone qualcosa di realmente innovativo.

      Titolo originale: Raiders of the Lost Ark – Regia: Steven Spielberg – Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, George Lucas, Pilip Kaufman – Durata: 115 min. – Attori principali: Harrison Fors, Karen Allen, Paul Freeman, John Rhys-Davies, Denholm Elliott

    • 1997: Fuga da New York (1981) e 8/10

      1981-01-15 15:26

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      John Carpenter piazza la sua cinepresa in una New York futuristica trasformata in prigione a cielo aperto. In questa metropoli-ghetto si aggira la peggiore feccia del globo, tiranneggiata dal Duca, il leader di questo microcosmo criminale. Quando l’aereo presidenziale cadrà e il primo cittadino USA cadrà in mano al Duca sarà Iena Plissken a dover togliere le castagne dal fuoco per conto del governo. Un film oscuro e ben sceneggiato, con un ritmo narrativo incalzante e un protagonista mitologico. Interessante l’uso della luce in questa pellicola, uno spettro di sfumature cupe che copre ogni tonalità di nero: da quelle nebbiose e tremolanti degli esterni (perennemente in notturna) a quelle gotiche e incerte degli interni, dove gli uomini si rintanano per trovare scampo dalla furia degli eventi.

      Titolo originale: Escape From New York – Regia: John Carpenter – Sceneggiatura: John Carpenter, Nick Castle – Durata: 99 min. – Attori principali: Kurt Russel, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Donald Pleasance, Isaac Hayes

    • Interceptor, il Guerriero della Strada (1981) e 8/10

      1981-01-15 15:26

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      Secondo film della saga di Mad Max firmato dall’australiano George Miller. Uno dei rari casi in cui il secondo capitolo si fa largamente preferire al primo per un affinato senso del ritmo narrativo, della fotografia e del talento registico nel trasporre il racconto in immagini. Un giovanissimo Mel Gibson presta il suo bel faccione a questo avventuriero in un futuro post atomico abbastanza imprecisato. Il nostro eroe aiuterà una comunità di scampati all’Apocalisse a difendere il prezioso carburante dagli assalti di una banda di tagliagole senza scrupoli. Molto interessante è l’uso delle inquadrature nel dare il senso di vuoto circostante agli attori della storia. Un film adrenalinico, con qualche notevole spunto fantascientifico, merito della sceneggiatura dello stesso Miller e di Terry Hayes. Consigliato senza riserve.

      Titolo originale: Mad Max 2: The Road Warrior – Regia: George Miller – Sceneggiatura: George Miller, Terry Hayes, Brian Hannant – Durata: 95 min. – Attori principali: Mel Gibson, Bruce Spence, Michael Preston, Max Phipps, William Zappa

    • U-Boot 96 (1981) e 9/10

      1981-01-15 15:26

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      Un film claustrofobico questo “Das Boot” di Petersen tratto da un romanzo di Lothar Günther Buchheim. Un’opera che mantiene i riflettori puntati sulla vita di un equipaggio di sottomarino durante la Seconda Guerra Mondiale. La cura maniacale per ogni dettaglio, per le emozioni inscatolate dei personaggi, per i dialoghi serrati e profondi, per il taglio antimilitarista della storia: tutto ciò fa di quest’opera un film assolutamente da vedere. La storia è quella di un sottomarino tedesco e del suo equipaggio impegnato in missioni pericolose intorno all’Inghilterra nel 1941. Il mezzo navale fa base nel porto francese di La Rochelle, ma l’equipaggio trascorre lunghissimi mesi in mare aperto senza mai vedere la luce del sole. Inseguimenti, ombre negli abissi, corazzate da abbattere: tutto questo fa parte del loro orizzonte, e nient’altro. Una grande impostazione registica rende molto coinvolgente l’intreccio narrativo, complimenti a Petersen per averci fatto salire a bordo.

      Titolo originale: Das Boot – Regia: Wolfgang Petersen – Sceneggiatura: Lothar G. Buchheim, Wolfgang Petersen, Dean Riesner – Durata: 149 min. – Attori principali: Jürgen Prochnow, Klaus Wennemann, Herbert Gronemeyer, Hubertus Bengsch, Martin Semmelrogge

    • Mephisto (1981) e 9/10

      1981-01-15 15:26

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      La sublime capacità di Szabó nel trasfigurare le atmosfere teatrali della vicenda fino a lambire, in una sorta di comunione spirituale, una realtà ostile e perversa: appare questa come una delle possibili chiavi per scardinare la semantica di questo splendido film. La vicenda è tratta dal romanzo di Klaus Mann in cui si narra la storia di un oscuro attorucolo di provincia che durante l’ascesa del regime nazista assurse a icona del potere. Una cruda metafora del delicato equilibrio che intercorre tra potere precostituito e arte, in cui servilismo e talento puro si mescolano rendendo ardua una chiara lettura del messaggio estetico. Un grande Brandauer nel ruolo del protagonista, sa infondere al personaggio uno spessore commovente e dolcemente apatico. Menzione di merito infine per la sontuosa ricostruzione storica. Un’opera da cui imparare molto, che getta uno sguardo finalmente obliquo ad uno dei più terribili cataclismi politici dello scorso secolo.

      Titolo originale: id. – Regia: István Szabó – Sceneggiatura: Péter Dobai, Klaus Mann, István Szabó – Durata: 144 min. – Attori principali: Klaus Maria Brandauer, Ildiko Bansagi, Krystyna Janda, Karin Boyd, Rolf Hoppe

    • 1982

    • Blade Runner (1982) e 10/10

      1982-01-13 11:04

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      Fantascienza al suo apice con Ridley Scott che adattando un romanzo del maestro Philip K. Dick raggiunge vette incommensurabili. Una pellicola buia, tortuosa e sotterranea. Un serrato confronto tra umanità e finzione, tra carne e plastica. La storia è quella di un cacciatore di androidi che durante la caccia a 4 replicanti in giro per una metropoli alienante, dovrà lottare con la propria repulsione verso queste creature e con l’amore nascente verso una di queste sintesi cibernetiche dell’uomo. Un plauso a scena aperta al celebre monologo nel quale il freddo replicante Rutger Hauer fa balenare le cose sulle quali mai occhio umano avrebbe potuto posarsi nè tantomeno apprezzarne la delicata poesia di fondo. Una pietra miliare.

      Titolo originale: id. – Regia: Ridley Scott – Sceneggiatura: Hampton Fancher, David Webb Peoples, Philip K. Dick – Durata: 117 min. – Attori principali: Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, Daryl Hannah

    • Fitzcarraldo (1982) e 10/10

      1982-01-13 11:04

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      La storia di un uomo che vuole costruire un teatro d’opera in mezzo alla giungla amazzonica, un viaggio dentro l’anima di questo personaggio che, come per una sorta di processo osmotico, si identifica e si fonde con il suo magistrale interprete: Klaus Kinski. I suo sforzi titanici per portare la cultura in mezzo al nulla diverranno parte integrante di questa piccola grande epopea. Il suo grande sogno si identifica in un’immensa cattedrale nel deserto, un’opera a se stante, costruita per rendere omaggio ai grandi della lirica senza alcun legame con l’ambiente circostante. Capolavoro di Werner Herzog e famelica interpretazione di Kinski. Uno dei 10 film che noi di FAC ci porteremmo su un’isola deserta, senza esitare.

      Titolo originale: id. – Regia: Werner Herzog – Sceneggiatura: Werner Herzog – Durata: 158 min. – Attori principali: Klaus Kinski, Claudia Cardinale, José Lewgoy, Miguel Ángel Fuentes, Paul Hittscher

    • Gandhi (1982) e 9/10

      1982-01-13 11:04

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      Attenborough si accosta alla biografia del grande uomo di pace indiano cogliendone l’intimo senso di equilibrio spirituale e il morbido carisma, decisamente aiutato nell’impresa da un gigantesco Ben Kingsley nel ruolo del protagonista. Ne scaturisce un’opera imponente in cui la vita dello statista è ripercorsa con storica naturalezza mentre in filigrana si intravede il fine lavoro di cesello del regista nel restituire i crismi di un mondo sferzato dal colonialismo inglese e brulicante di tradizioni e sentimento transnazionale. Si ripercorre la vita di gandhi dagli studi in Inghilterra, l’apprendistato politico in Sudafrica, il rientro in patria con i primi digiuni politici di protesta, fino alla consacrazione di un leader che seppe unire un intero popolo sotto la bandiera di un pacifismo mai di facciata, ma vero, reale, corporeo. Un film da non perdere per nessun motivo al mondo, per insegnare ai nostri figli il supremo valore della non violenza in un mondo in cui ogni cosa travalica brutalmente l’altra.

      Titolo originale: id. – Regia: Richard Attenborough – Sceneggiatura: John Briley – Durata: 191 min. – Attori principali: Ben Kingsley, Candice Bergen, Edward Fox, Ian Bannen, Martin Sheen

    • Fanny e Alexander (1982) e 10/10

      1982-01-13 11:04

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      Il lascito spirituale di un grande uomo di cinema: un’opera maestosa, lirica e rivoluzionaria. Distribuita in due versioni, una di 190 minuti, l’altra di 312, più attinente alla visione di Bergman che desiderava presentare al pubblico una saga familiare à la Mann. La storia è appunto quella di una famiglia, gli Ekdahl, in una città svedese (Uppsala) agli inizi del 900, precisamente dal 1903 al 1905. Fanny e Alexander sono gli esuberanti figli di una donna che perderà presto il marito e si risposerà con il vescovo luterano della città. I bambini entreranno subito in conflitto con l’uomo che li ridurrà a dei piccoli miserabili. Intorno la grande maestria di Bergman nel ricostruire la sua adorata Svezia di inizio secolo. E poi: stridenti contrasti familiari, visioni fiabesche, religione e magia come elementi che danzano e si fondono nella storia. Un vero e proprio testamento di uno dei più grandi registi di sempre.

      Titolo originale: Fanny och Alexander – Regia: Ingmar Bergman – Sceneggiatura: Ingmar Bergman – Durata: 188 min. – Attori principali: Erland Josephson, Pernilla Allwin, Gertil Guve, Ewa Froeling, Harriet Andersson

    • 1983

    • Monty Python: il Senso della Vita (1983) e 8/10

      1983-01-15 15:23

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      Commedia, musical, sarcastica parodia, cabaret teatrale. Il Senso della vita dei Monty Python è tutto questo e molto di più: un film che getta uno sguardo irriverente alle fondamenta esistenziali dell’uomo e le strapazza non poco. Un umorismo che non fa prigionieri quelli della banda inglese di buontemponi, ma anche un sapiente uso della cinepresa che restituisce un’opera stilisticamente notevole. La storia del significato della vita visto attraverso situazioni improbabili, sgangherate rivisitazioni storiche e scene irresistibili. Memorabile quella del ciccione che esplode nel ristorante. Un film caustico e saturo di british humour.

      Titolo originale: The Meaning of Life – Regia: Terry Jones – Sceneggiatura: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam – Durata: 107 min. – Attori principali: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin

    • Scarface (1983) e 9/10

      1983-01-15 15:23

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      L’ascesa di Tony Montana ai vertici del crimine è anche il viaggio iniziatico di un giovane Al Pacino attraverso gli oscuri meandri della perdizione. Brian de Palma ci regala alcune scene indimenticabili come la sparatoria nell’appartamento dei pusher colombiani. Un’attenzione maniacale alla genesi psicologica del protagonista rende quest’opera unica: una sorta di prontuario sulla corruzione delle emozioni e sulla deriva umana in senso lato. Il periplo del protagonista nel mondo del crimine è anche il suo oscuro viaggio al centro di un io deturpato e perverso. Un film da assaporare lentamente, come un calice di buon vino.

      Titolo originale: id. – Regia: Brian De Palma – Sceneggiatura: Oliver Stone – Durata: 170 min. – Attori principali: Al Pacino, Steven Bauer, Michelle Pfeiffer, Mary Elizabeth Mastrantonio, F. Murray Abraham

    • Videodrome (1983) e 9/10

      1983-01-15 15:23

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      Max Renn è sempre alla ricerca di roba forte da trasmettere sul suo canale televisivo Channel 83. Quando s’imbatterà in Videodrome, una serie con scene di un’efferatezza e di una violenza senza uguali, rimarrà quasi ipnotizzato. Col tempo si renderà conto che non si tratta di un semplice programma televisivo ma di una finestra sull’ignoto, e la sua vita non sarà più la stessa. Cronenberg dirige il suo film più riuscito trasponendo su pellicola atmosfere oscure e angoscianti trasposte sulla relazione tra uomo e finzione, tra realtà e iperuranio catodico. Citazione speciale per James Woods nella parte del protagonista, davvero un’ottima prova di abilità interpretativa.

      Titolo originale: id. – Regia: David Cronenberg – Sceneggiatura: David Cronenberg – Durata: 87 min. – Attori principali: James Woods, Sonja Smits, Deborah Harris, Peter Dvorsky, Leslie Carson

    • Zelig (1983) e 9/10

      1983-01-15 15:23

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      Il geniale e irrequieto Woody Allen alle prese con un’opera biografica girata in forma di documentario. Parodistico, ironico, deliziosamente s