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Scheda Film

Un viaggio attraverso la perdizione, l’annullamento totale di una donna, la sua freudiana deriva sociale fino alla resurrezione attraverso lo stesso destino che l’ha così intimamente ferita. Da uno splendido romanzo di Margarete Böhme adattato da un ottimo Leonhardt e messo in scena da un geniale Pabst con uso di tecniche sorprendentemente moderne (contrasti di luce, piani sequenza ossessivi, sequenzialità dei primi piani). Narra la storia di Thymian, figlia di un farmacista, violentata da un assistente del padre, ripudiata dal violentatore e dal padre finisce prima in un istituto correttivo poi in un bordello dove subisce umiliazioni tremende. Alla fine riscatterà una vita di sofferenze attraverso l’amore di un nobile e tornerà sui suoi passi per vendicarsi del suo passato. Un ritratto di donna sconvolgente nella sua lucidità. Guardare questo film ancora oggi lascia un senso mal represso di rabbia frammista a esaltazione allucinata.

Titolo originale: Tagebuch einer Verlorenen

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