Recensione a cura di

Scheda Film

Mankiewicz, regista sensibile alle tortuosità delle passioni umane e abile artigiano della cinepresa, ricavò questo film da un racconto di Mary Orr e ne fece un’opera dove vita e recitazione si compenetrano dando luogo ad un intreccio appassionante sul degrado delle relazioni umane. Anche in questo caso, come già in Sunset Boulevard di Wilder ad esempio, il cinema guarda e parla di se stesso in prima persona generando quello che molti semiologi hanno identificato come metacinema (l’opera più clamorosa in questo campo semantico sarà Effetto Notte di Truffaut). La storia è incentrata sulla stella di Broadway Margo Channing. La donna prende sotto la sua protezione una ingenua aspirante attrice, Eve Harrington. Sarà l’inizio di una lenta metamorfosi che trasformerà una spaesata ragazza in una mostruosa arrampicatrice sociale capace di passare sul cadavere della sua protettrice pur di arrivare al successo. Un film affascinante, splendidamente interpretato da Bette Davis e Anne Baxter, che segnò il debutto di un’attrice di belle speranze che di lì a poco avrebbe conosciuto un successo clamoroso: Marilyn Monroe. Un’opera al nero sulla corruzione delle passioni umane e delle più elementari aspirazioni.

Titolo originale: All About Eve

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