Recensione a cura di

Scheda Film

Quando nel 1939 Bob Kane creò il personaggio di Batman il mondo dei supereroi non sarebbe più stato lo stesso. Kane introdusse una zona d’ombra nel fulgido universo dei superuomini, un eroe cioè che faceva dell’oscurità la sua principale caratteristica. Il messaggio pedagogico dei supereroi, come lo definisce Umberto Eco in Apocalittici e Integrati, con Batman cominciò a vacillare. Batman era un eroe che usava metodi molto poco ortodossi, spesso violenti, non possedeva alcun superpotere ma faceva uso soltanto di forza, agilità e congegni concepiti da lui stesso. Batman, più di ogni altro supereroe, affascinò da subito il mondo del cinema, tanto che molti cineasti ne trasposero il mito dark sul grande schermo: Lambert Hillyer nel 1943 ne curò l’adattamento a serial cinematografico insieme allo stesso Kane, poi fu la volta di Spencer Gordon Bennet nel 1949, quindi Leslie H. Martinson nel 1969 con il primo lungometraggio dedicato all’eroe di Gotham City dal titolo “Batman”, poi fu la volta di Tim Burton con i due film Batman (1989) e Batman, il Ritorno (1992), quindi Joel Schumacher con le sue due opere “Batman Forever” (1995) e “Batman & Robin” (1997). Infine arrivò Christopher Nolan con la sua preziosa trilogia: “Batman Begins” del 2005, “Il cavaliere oscuro” del 2008 e “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” del 2012. Nel corso degli anni l’anima del personaggio si è trasformata, passando in sostanza da icona pop a tenebroso antieroe con una graduale metamorfosi che ha trovati i punti salienti della sua attuazione nei film di Burton e Nolan. Ma se il Batman di Tim Burton è una sorta di caposaldo sociale per Gotham City, si interessa alla vita della città, ha amici e la sua casa è sempre frequentata, il Batman di Nolan è un asceta, sociopatico e velatamente misantropo, si mostra in società soltanto per vidimare la sua immagine pubblica, ma il suo habitat ideale è la notte. L’accentuazione dei toni tenebrosi dell’uomo pipistrello in Nolan diviene il leit motiv della sua trilogia e, per così dire, il fulcro narrativo.

Il film si apre con la sequenza, interamente girata in alta definizione, di una clamorosa rapina in banca ad opera di un misterioso gruppo di uomini mascherati che, durante il colpo si eliminano l’uno con l’altro, fino a rivelare, a fine rapina, il vero e unico ideatore: il Joker. Batman e il commissario Gordon indagano sulla rapina, aiutati dal nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent, un brillante uomo d’azione prestato alla politica. La banca rapinata era in realtà un gigantesco deposito di soldi della mafia e le organizzazioni criminali indicono una riunione per catturare il misterioso Joker. Nel bel mezzo del summit il Joker fa la sua comparsa davanti ai boss delle bande di Gotham, e stringe con loro un patto per uccidere Batman, il vero responsabile del declino del crimine organizzato. Inizia così un lungo braccio di ferro tra le due opposte fazioni: da una parte Joker e i criminali di Gotham, dall’altra Gordon, Batman e Harvey Dent.

The Dark Knight è un’opera in cui il supereroe è un mero corollario della figura centrale del villain (in questo caso il Joker appunto) che rimane saldamente al centro della scena e che conduce con la sua aura velenosa e distorta le redini della vicenda. Sontuosa la regia di Nolan, magistrale nel trasporre su pellicola le gotiche atmosfere di Gotham City riverberandole sulle anime dei protagonisti che subiscono una sorta di lento avvelenamento semantico. In sostanza tutti i personaggi di questo film entrano in un declino che ne svilisce la personalità, come se le loro identità venissero inesorabilmente corrotte dal Male che aleggia sulla metropoli. Memorabile l’interpretazione del compianto Heath Ledger, che entra a diritto nella storia del cinema. La scena in cui tiene testa a Batman durante l’interrogatorio è davvero palpitante, meraviglioso l’uso della luce nella sequenza: il Cavaliere Oscuro si materializza alle spalle del Joker fondendosi con l’ombra della stanza, lo colpisce violentemente alle spalle e inizia un interrogatorio che volge molto presto in farsa.

Titolo originale: The Dark Knight

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