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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 9,50

Un’opera multitestuale caratterizzata da una raffinata cura per i particolari, una fotografia sublimata in un bianco e nero inquieto e fuggente, un infinito amore per ogni singolo personaggio presentato in scena, un’attenzione maniacale a dialoghi e situazione affettive. Il film di Haneke incanta con nobile sobrietà e cristallino lirismo iconografico. Fa un po’ rabbia pensare che cineasti di questa caratura non siano purtroppo più italiani come un tempo, ma austriaci, tedeschi, spagnoli, turchi, cinesi… E’ davvero difficile cercare di collocare Das weisse Band in una tassonomia che lo possa identificare: ha i connotati del film storico, ma è anche una mystery story, ha i crismi di un melodramma neorealista ma lo si potrebbe associare anche ad un documento antropologico. La storia è ambientata in un villaggio rurale nel nord della Germania del 1911. La vita del villaggio è scandita dai ritmi lavorativi nei campi. Il Barone è una sorta di Demiurgo che presiede i suoi possedimenti e ne amministra i lavori tra i suoi fattori. Una serie di avvenimenti inquietanti e inspiegabili turberà la routine degli abitanti del villaggio e gradualmente frantumerà ogni certezza e ogni legame affettivo. Un vero e proprio affresco della vita nelle campagne, ma anche un potente disegno delle relazioni familiari di inizio secolo e delle sottili relazioni che si intrecciano tra i vari rappresentanti della comunità: il maestro, il precettore, il medico, il pastore, la puerpera, la governante. Un’opera di inesauribile estro artistico che consacra uno dei più interessanti registi contemporanei a vero e proprio Maestro.

Titolo originale: Das weisse Band

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