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Recensione a cura di

Scheda Film

Distribuito in Italia anche con il titolo di Lulu è il secondo dei due film di Pabst usciti nel 1929 (l’altro è Diario di una Donna Perduta). Anche in questo film un ritratto di donna fatale: ammaliatrice, maitresse perversa e oggetto del desiderio Lulu è l’archetipo della sensualità. Seduce il fidanzato della figlia di un ministro per poi flirtare con il figlio di questi. Sposatasi col padre chiede di essere uccisa ma uccide a sua volta. Uscita di prigione ripara a Londra con l’amante. Qui dopo varie peripezie conoscerà la lama di Jack lo Squartatore. Una donna eccessiva in tutto: smodata negli affetti, affabulatrice fino all’ipnosi, grondante di un fascino oscuro e ineludibile. Icona di donna cesellata da un Pabst espressionista e magnetico affabulatore. Nulla del film è ovvio, ogni particolare è studiato con attenzione. La tecnica di Pabst è evidente in oni inquadratura ed in ogni soluzione che tendeva ad eludere i problemi oggettivi che realizzare un film in quei tempi comportava. Pabst ad esempio adotta un notevole ertificio tecnico: la pratica del taglio del movimento per minimizzare l’effetto stridente del montaggio, che presentava sempre cambi di scena troppo violenti e innaturali. Pabst fa solo un sottile uso della tecnica in modo da non risultare pedante. Eppure, nelle sue mani, tagliare anche il minimo movimento può comunicare in modo significativo e quasi subliminale uno stato d’animo o una sensazione. Ad esempio, dopo che Schigolch ha consegnato le carte ad Alwa inizia a scivolare via dallo schermo verso destra. Mentre la scena cambia, il suo movimento è continuato da Rodrigo mentre si insinua nella stessa direzione verso Lulu in un’altra parte della nave. In nessun momento la cinepresa prende il sopravvento prevaricando la narrazione e neppure il montaggio. Anche guardando con l’esplicito scopo di individuare schemi tecnici, si fa fatica a rinvenirli, e per farlo occorre allontanarsi dalla fluidità ipnotica del film che scorre con una coerenza e una forza semantica incredibili. Pabst si dimostra dunque grandissimo uomo di cinema, un vero pioniere di questa nobile Arte che contribuì a codificare attraverso stilemi raffinati e ultramoderni.

Titolo originale: Die Büchse der Pandora

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