Recensione a cura di

Scheda Film

Un immenso omaggio di Martin Scorsese al posto in cui è cresciuto e che ha foraggiato il suo estro artistico: Little Italy a New York. La storia è quella di una scalcagnata banda di balordi che si aggira per le strade del quartiere italiano in cerca di piccoli loschi affari. Li guida Johnny Boy (Robert De Niro), diviso tra l’amore per la cugina Teresa e le ambizioni mafiose incoraggiate da uno zio, boss di quartiere. Le strade di Little Italy si popolano di personaggi grotteschi, di risse pantagrueliche, di confronti rusticani. E dietro a tutto questo si intravede l’eterno amore di Scorsese per la sua gente, per le sue strade, per la sua casa natale. Tante le scene memorabili: la rissa nella sala da biliardo, il monologo di Charlie in chiesa davanti ad una statua della deposizione del Cristo che viene rivelata lentamente, con un delicato rollio dell’inquadratura. Ma forse la scena che rimane più vivida nella memoria è quella dell’incontro tra Johnny Boy (De Niro) e Charlie (Harvey Keitel). Il locale è completamente avvolto da una luce vermiglia che dona all’azione una sorta di atmosfera soffocante. Charlie vede entrare nel locale Johnny Boy mentre si sistema i calzoni, accompagnato da due ragazze che tiene abbracciate come due trofei. Rimane come folgorato dalla visione ma non gli si avvicina, lo guarda da lontano, quasi turbato. Una scena che denota la precoce maestria di Scorsese nel rendere l’importanza dei legami di amicizia nelle sue storie, un amore fraterno che crea legami indissolubili e grandi vincoli umani su cui imperniare la narrazione. Un’opera da cui non si può prescindere per penetrare a pieno nella poetica di Scorsese delle opere a venire.

Titolo originale: Mean Streets

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