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Recensione a cura di

Scheda Film

Piccola perla della fantascienza degli anni ’50. realizzato con un modesto budget fu nobilitato da una sceneggiatura intensa e incalzante (che Richard Matheson adattò da un suo stesso romanzo) e da una regia creativa nel sorprendere lo spettatore con soluzioni tecniche innovative per rendere l’idea dell’immensità del mondo esperibile. Scott Carey è colpito da una nube radioattiva e comincia gradualmente a perdere peso e statura. L’orizzonte del suo mondo si allargherà a dismisura e presto la casa diverrà un vero e proprio campo di sopravvivenza dove il nostro eroe dovrà lottare con un ragno per sopravvivere. Splendide alcune scene intermedie della “decrescita” come il fidanzamento con la nana, o ancora prima, il fallimento sessuale con la moglie. Un’opera che non manca di spunti speculativi come l’impotenza umana dinanzi al progresso, sostanziale metafora dell’incapacità di rapportarsi al crudele meccanismo del reale con i suoi titanici ritmi. Film deturpato da un titolo italiano degno di un B movie.

Titolo originale: The Incredible Shrinking Man

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