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Scheda Film

Autentica perla del cinema indiano, Palma d’oro a Cannes, che ha avuto anche il merito di essere stata la prima pellicola indiana ad essere stata distribuita nelle sale italiane (che a suo tempo rifiutarono anche un gigante come Satyajit Ray). La regista Mira Nair spinge l’occhio della sua cinepresa nei bassifondi dell’umanità, dove emarginazione e miseria offuscano ogni possibile via di fuga. Ne ricava un documento straziante e autenticamente vivo e palpitante. La narrazione prende l’avvio dall’abbandono del piccolo Krishna di 10 anni da parte di sua madre e del circo per il quale lavorava. La causa è una bicicletta che il piccolo ha distrutto e che deve rifondere per poter riaggregarsi alla carovana circense. Krishna tenterà di racimolare le 500 rupie necessarie vivendo di espedienti a Bombay, pantagruelica metropoli, tentacolare e infida ai suoi occhi innocenti. Dovrà calarsi in un sottobosco popolato da prostitute, criminali di mezza tacca, mendicanti e senzatetto. Un’opera il cui interesse è prima di tutto sociologico, poi certamente estetico. Un modo nuovo di guardare il proprio Paese senza rifuggirne le contraddizioni, ma anzi riverberandole nello sguardo di un bambino che va incontro alla dura battaglia della sopravvivenza.

Titolo originale: Salaam Bombay!

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