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Recensione a cura di

Scheda Film

Yasujirô Ozu, uno dei massimi registi giapponesi insieme a Kurosawa e a Mizoguchi, ci parla attraverso la poetica della quotidianità, l’anima delle piccole cose. In questo delicato film ci racconta la storia di due anziani coniugi originari della piccola città costiera di Onomichi che decidono di partire alla volta della grande metropoli Tokyo per una visita ai loro due figli sposati, un medico e una parrucchiera con le rispettive famiglie. Quando arriveranno nella grande città l’alienazione che infuria intorno a loro si tradurrà anche nei rapporti con i famigliari. I figli infatti non presteranno attenzione ai genitori, trattandoli come seccatori. I due riceveranno tuttavia amore da una persona non strettamente consanguinea, la vedova del loro figlio morto in guerra. La ragazza farà di tutto per mettere a proprio agio i due anziani visitatori. Un’opera incentrata sull’incomunicabilità tra generazioni e sul senso di straniamento che incute la metropoli. Un film che è un caposaldo dell’arte cinematografica e che conserviamo nel nostro cuore come una gemma inestimabile. Da segnalare lo splendido lavoro della Tucker Film che ha recentemente restaurato e riunito in un cofanetto blu-ray i sei capolavori di Ozu, opere che mancavano da tempo sugli scaffali: da non perdere per ogni appassionato di cinema.

Titolo originale: Tôkyô monogatari

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