10.000 AC (10.000 BC)
Le premesse per il kolossal ci sono tutte: dimensione epica e mega ricostruzione storica, una vicenda di riscatto e eroismo (anche se un po’ stiracchiata), una storia d’amore ante litteram (si parla di dodicimila anni fa), un budget da sceicchi, un regista divoratore di kolossal come Emmerich (ricordiamo tra gli altri Indipendence Day).
Eppure il film è un vero e proprio fiasco sotto tutti i punti di vista.
La trama è ridicola. Cerca di essere una versione per famiglie di Apocalypto ma fallisce miseramente. Il plot è veramente infantile con i cattivoni che piombano nel villaggio, uccidono e distruggono, rapiscono la bella, l’eroe si mette sulle tracce dei cattivi etc etc. Di una linearità e di una prevedibilità disarmanti, di una banalità senza confini. Apocalypto, nel suo particolare taglio, era riuscito ad immergere lo spettatore nell’atmosfera storico-sociale, grazie ai dialoghi in lingua nativa inseriti con originalità all’interno del contesto narrativo, alla fedele ricostruzione antropologica, alla trama mai scontata. Ma Emmerich prende il film di Mel Gibson e lo trasforma in una marmellata da TV dei ragazzi. I dialoghi della sceneggiatura ricordano quelli di un Happy Days interpretato dai Flintstones. La recitazione e la resa scenica ricordano i b-movies interpretati dalle Winx.
Gli attori sembrano anzi totalmente slegati dallo storyboard e molte volte sembrano procedere su binari completamente opposti a l film. Si ha sempre la spiacevole sensazione di trovarsi di fronte ad una medicina da prendere e purtroppo bisogna rimanere seduti in ossequio ai popcorn che dobbiamo finire o al biglietto che pure ci è costato 7 euro.
Ma prendiamo in considerazione questi famosi effetti speciali che hanno fatto del film un campione di incassi prima ancora di varcare la soglia delle sale cinematografiche… Il film è infarcito di computer grafica e nei momenti più eclatanti la cosa salta subito all’occhio perchè lo stacco è notevole e fastidioso. La scena della carica dei mammuth sulla piramide (evitiamo di tirare in ballo ogni pretesa di veridicità storica per pudore) risulta poco credibile, slegata dal contesto, artificiale.
Il ruolo dei cattivi è poi stilizzato e completamente funzionale alla piattezza del resto del film. Incarnano una non ben definita civiltà che dovrebbe rassomigliare a quella egizia ma che finisce per sembrare il surrogato di una razza indefinibile e da cartoon.
Il film non merita ulteriori commenti e per quanto ci riguarda si becca 3 stelline su 10.
10000 A.C. - (10.000 B.C.)
Sul grande schermo compare il marchio Warner Bros, quindi ciò che seguirà non deve stupire se risulta essere ai confini della realtà!
Chi si aspettava di vedere una reale rappresentazione di ciò che accadeva 10000 A.C. rimarrà deluso, molto deluso, ma chi guarda scorrere le immagini con gli occhi del bambino, lasciando aperto il cuore alla speranza, senza sindacare se una lancia stuzzicadenti può uccidere un mammut, evitando di gridare assurdo se un eletto dal fato rimane illeso quando tonnellate di carne pelosa gli cadono addosso, emetterà grida di stupore e meraviglia.
Quando la forza dell’amore guida le nostre azioni le leggende si compiono, D’Leh (Steven Strait) ha uno spirito puro come quello di un angelo, il destino gli è amico, ma è talmente onesto da non spacciare per coraggio ciò che è solo buona sorte, è veloce come un centometrista, agile come un contorsionista, impavido come una tigre, innamorato di Evolet (Camilla Belle), indubbiamente la più bella e candida ragazza della Tribù, ma tutt’altro che sciocca, astuta come una volpe, ostinata come un toro.
Come ogni leggenda che si rispetti l’eroe deve superare le più terribili prove, prima di camminare dove gli angeli non osano volare, ma le battaglie gli hanno temprato la mente e le vittorie gli hanno dato un potere straordinario, che gli permetterà di affrontare impavido l’ultima battaglia.
In 109 minuti il regista Roland Emmerich, ci delizia con i suoi effetti speciali, animando aggressivi struzzi giganti affamati di uomi e non di vermicelli, riconoscenti tigri dai denti a sciabola e colossali mammut addomesticati come elefanti; ci mostra la prima bussola artificiale e assegna allo sciamanesimo un potere fiabesco, una forza di volontà ed una onnipresenza tipica di Dio.
Emmerich è un mago capace di entrare dentro l’anima dello spettatore, ne anticipa i pensieri, donandogli ciò che chiede.
Il film di Emmerich è amore e magia allo stato puro, in questo mondo pervaso di odio, infame politica e alta economia, i suoi dialoghi appaiono “foolish”, ma Emmerich è il funambolo illusionista capace di specchiare l’anima dello spettatore sul grande schermo.
Non è la scena ad essere prevedibile, Emmerich prevede ciò che lo spettatore già sa, d’altro canto la storia era stata già scritta 10.000 anni Avanti Cristo.
Giudizio complessivo: 8 stelle brillanti come la stella del Nord, affinché possiate navigare al largo da quella marea di filmetti incapaci di accendere la scintilla in grado d’illuminare le vostre notti. (by Massimiliano Ferri)


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