Nuova puntata semi-natalizia di Viaggio nella Luna, in questo nuovo episodio i ragazzi della truppa di VnL si occupano di due notevoli pellicole che hanno impressionato le loro giovani menti avide di fotogrammi, due opere che provengono da remoti paesi, culturalmente distanti dalla Vecchia Europa ma non meno fervidi intellettualmente: Corea del Sud e Iran. I due film in questione sono:

– The Handmaiden (2016) di Park Chan-Wook [distribuito in Europa con il titolo “Mademoiselle”, titolo originale “Ah-Ga-Ssi”]
– Under The Shadow (2016) di Babak Anvari

Marco, come anticipato nella puntata precedente, continua il suo viaggio nel nuovo cinema coreano, presentando la recensione di quest’opera a firma di quel Park Chan-Wook autore del meraviglioso Oldboy (2003). Il nuovo film di Park è di una bellezza incomparabile. Racconta la storia di tre persone che incrociano destini e intenti in una storia costruita su diversi piani semantici. Una ladra viene convinta da un conoscente a farsi assumere presso la casa di una nobile nippo-coreana che vive in Corea presso il tirannico zio, bibliofilo ed erotomane. La giovane avrà il compito di convincere la ricca giovane donna a sposare l’uomo, anch’egli truffatore e falsario, che si spaccia per Conte e intende impadronirsi delle ricchezze della Donna per poi disfarsi di lei facendola credere pazza. Da questo semplice abbozzo la mano barocca di Park innalza un sontuoso monumento iconografico intessuto di atmosfere rarefatte, di erotismo dilagante, di colpi di scena à la Hitchcock. Un film diviso in tre parti, ognuna delle quali sovverte la narrazione precedente portando alla luce un ribaltamento di fronte che sconcerta lo spettatore. Un’opera davvero splendida, che non ha mancato di mietere consensi di critica e pubblico. Presentata a Cannes 2016 deve ancora trovare una distribuzione italiana, cosa che suona davvero amara considerando la ben triste situazione in cui versa il nostro cinema.

Federico ci parla di un film Horror iraniano: Under The Shadow, opera incredibilmente profonda che proviene da un Paese che non si era (quasi) mai cimentato nel genere Horror. Il regista Babak Anvari mette in scena una storia oltremodo avvincente: una donna, a causa della lontananza del marito in guerra, si prende cura della figlia, ma comincia ad avvertire strane presenze intorno a lei. Il tema dei Genies malefici, tipicamente celtico, viene ripreso in chiave orientale da Anvari, ne risulta un’opera intessuta di una fotografia gotica e cupa e di una recitazione davvero ben calibrata.

Checcco infine nel suo angolo “Un film da rivedere” ci (ri)propone la visione di “Mon Oncle” il capolavoro di Jacques Tati, opera fondamentale nella filmografia del cineasta francese.

Infine Alessandro ci parla della sua partecipazione a due festival cinematografici tenutisi in Marocco e in Catalogna, manifestazioni dove ha potuto presentare il suo film “Tutti Morimmo a Stento” che recentemente si è aggiudicato il premio di miglior film al festival di Dublino sui Diritti Umani.

In studio conducono: Alessandro Nunziata, Federico Minguzzi, Marco Belemmi e Francesco Morosini. Buon Ascolto

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