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Scheda Film

Un film autoreferenziale e strettamente autobiografico quello che Federico Fellini gira a inizio anni sessanta, in piena rivoluzione culturale e politica. Un’opera che mette in movimento una controcultura sotterranea, quasi reazionaria nelle forme, ma sottilmente rivoluzionaria nei mezzi espressivi e nella metanarrazione, con la potente forza dell’ironia a innescare un moto segreto e invalicabile. Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) è un regista che cerca di rilassarsi dopo la sua ultima fatica cinematografica, ma viene puntualmente perseguitato da personaggi che cercano un lavoro nel cinema o da sogni e paranoie personali che si insinuano piano dal passato. Tante le scene memorabili entrate a far parte dell’immaginario collettivo di tutti noi: la danza sensuale di Barbara Steele a bordo piscina, il sogno con la gamba sospesa nell’aria legata a terra da una corda con una meravigliosa inquadratura verso il basso, l’harem dove la soubrette è costretta a ritirarsi ai piani alti per sopraggiunti limiti d’età e dove una conturbante Valchiria le chiede di esibirsi. Una miriade di situazioni come tasselli onirici di un grande disegno sotterraneo. Un film cristallino, puro e tagliente come un rubino appena intagliato da una mano esperta, che lascia frastornati come un sogno che non riusciamo a ricostruire. Dunque un Fellini che partorisce un tesoro immaginifico ad ogni inquadratura andando a campire un glossario di icone barocche, una legenda con cui interpretare la sua poetica, la sua splendida umanità. In assoluto il film italiano più amato all’estero.

Titolo originale: 8½

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