25 voti 4.8

[amazon_link asins=’B00IEFX2RQ’ template=’ProductAd’ store=’filalcin-21′ marketplace=’IT’ link_id=’97e828e9-31a1-11e8-bf3b-b5dc45e11075′]

Un film autoreferenziale e strettamente autobiografico quello che Federico Fellini gira a inizio anni sessanta, in piena rivoluzione culturale e politica. Un’opera che mette in movimento una controcultura sotterranea, quasi reazionaria nelle forme, ma sottilmente rivoluzionaria nei mezzi espressivi e nella metanarrazione, con la potente forza dell’ironia a innescare un moto segreto e invalicabile. Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) è un regista che cerca di rilassarsi dopo la sua ultima fatica cinematografica, ma viene puntualmente perseguitato da personaggi che cercano un lavoro nel cinema o da sogni e paranoie personali che si insinuano piano dal passato. Tante le scene memorabili entrate a far parte dell’immaginario collettivo di tutti noi: la danza sensuale di Barbara Steele a bordo piscina, il sogno con la gamba sospesa nell’aria legata a terra da una corda con una meravigliosa inquadratura verso il basso, l’harem dove la soubrette è costretta a ritirarsi ai piani alti per sopraggiunti limiti d’età e dove una conturbante Valchiria le chiede di esibirsi. Una miriade di situazioni come tasselli onirici di un grande disegno sotterraneo. Un film cristallino, puro e tagliente come un rubino appena intagliato da una mano esperta, che lascia frastornati come un sogno che non riusciamo a ricostruire. Dunque un Fellini che partorisce un tesoro immaginifico ad ogni inquadratura andando a campire un glossario di icone barocche, una legenda con cui interpretare la sua poetica, la sua splendida umanità. In assoluto il film italiano più amato all’estero.

Titolo originale: 8½

Video & Photo

2 videos 9 photos
  1. massimiliano 11 Aprile 2021

    Kubrick, da questo film, ha imparato molte cose. Tra i più bei film mai fatti nella storia. C'è tutto.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.