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Recensione a cura di

Scheda Film

Un grandioso film di animazione di Sylvain Chomet con disegni semplicemente sublimi e uno storyboard surreale, ironico e affascinante. La madre di un giovane ciclista insegue suo figlio attraversando l’oceano in pedalò fino alla metropoli di Belleville dove lo dovrà strappare dalle grinfie di un losco biscazziere avvinazzato che l’ha rapito per alimentare un giro di scommesse clandestine. La donna sarà aiutata da tre vecchine, vecchie glorie del teatro vaudeville, che vivono nutrendosi di rane e ricordi. Fa da cornice alla storia una città grottesca, fagocitata da giganteschi cartelli pubblicitari, da veicoli brulicanti e improbabili, da cittadini bolsi come quadri di Botero (persino la Statua della Libertà è in versione boteriana). Alcune scene veramente deliziose come la gara dei ciclisti rapiti su biciclette che azionano piccoli ciclisti meccanici sui quali scommettono denaro i malavitosi accorsi per godersi lo spettacolo. Un bilioso turbinare di situazione tragicomiche, di personaggi bislacchi e improbabili, di condizioni abiette e di resurrezioni epiche. Il mondo di Chomet è un diorama allampanato e malinconico dove si muovono personaggi che parlano attraverso suoni gutturali, un dissestato palcoscenico dove il capocomico mette in scena piccoli drammi inzuppati di umorismo surreale à la Tati. Su tutto aleggia la poetica delle piccole cose: oggetti, animali ed essere umani dimenticati dal tempo, emarginati dalla frenesia quotidiana, che assurgono a protagonisti di una storia incantevole.

Titolo originale: Les triplettes de Belleville

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