Recensione a cura di Marco Belemmi

Scheda Film

La vita di una donna come strumento di lotta, come principio connotativo irripetibile e unico, preziosa orma sulla battigia sempre sul punto di essere cancellata dalla prima alta marea. Questo film del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, qui alla sua seconda prova, tocca davvero alcune corde sopite nell’animo con placida sobrietà e grazie al labirintico volto di Sonia Braga disegna una storia difficile da dimenticare.

Clara è una matura donna di 65 anni, vedova in pensione, dedita alle sue passioni: scrivere, ascoltare musica, passeggiare in riva al mare. Clara abita a Recife in un vecchio palazzo chiamato Aquarius, vestigia di un passato dove l’edilizia veniva incontro ai bisogni dell’alta borghesia della città che chiedeva eleganza e austerità. Quel passato ora non c’è più, soppiantato da un caos dove l’etica dell’Eleganza è stata inopinatamente travolta dall’Etica del Profitto. Clara è una donna forte e combattiva, ha sconfitto un cancro, è sopravvissuta alla straziante perdita dell’amato compagno di vita, ha avuto una storia professionale ricca di soddisfazioni come critico musicale e scrittrice di successo. Ora passa le sue giornate imprigionata nei ricordi, scossa da emozioni in divenire, cullata dal rumore dell’Oceano e da voli pindarici che la trasportano lontano. La sua pacata routine è interrotta dalle richieste della ditta che ha acquisito la proprietà del condominio. La società ha comprato uno dopo l’altra tutte le unità abitative e resta solo quella di Clara per avere in mano l’intera struttura e poter erigere un nuovo e moderno residence. Ma Clara non vuole lasciare quella casa dove ricordi e sensazioni le serrano il cuore, dove mille attimi impressi nella sua memoria e vissuti tra quelle mura le ricordano ogni giorno chi è, cos’ha fatto, come ha potuto diventare quel che adesso è. Dapprima con garbo poi via via sempre più con insolente insistenza le richieste diverranno ben presto mobbing, ma Clara opporrà una silenziosa e ferma resistenza a quella violenza.

Imbevuto di una poetica minimalista e sorniona questo film si fa apprezzare per la splendida recitazione di Sonia Braga, davvero Deus Ex Machina di una storia attagliata sulla sua pelle. L’attrice e il personaggio si fondono in una commistione ammaliante, dando vita ad una affascinante creatura opposta alla stridente cacofonia della modernità. Impossibile non amare questo personaggio, impossibile non innamorarsi di lei.

Titolo Originale: Aquarius

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