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Recensione a cura di

Scheda Film

Percy Adlon ci regala questo piccolo grande film dove un manipolo di esistenze si incrocia in un desolatissimo motel nel deserto dell’Arizona, in mezzo al nulla. Ne nasce un concerto di grottesche personalità che alimenta il fuoco narrativo con delicatezza e levità. La narrazione si focalizza su due personaggi femminili che metteranno ordine nel caos di uomini e cose: Jasmin Münchgstettner, il donnone tedesco in costume bavarese che arriva in quel posto dimenticato da Dio dopo aver litigato con il marito, e Brenda la proprietaria che deve fare i conti con un marito sfaticato e un figlio che pensa solo a suonare il suo pianoforte. Le due donne impareranno lentamente a conoscersi e ad apprezzarsi reciprocamente. Jasmin si renderà utile nel Motel diventando, con la sua sobria eccentricità, un punto di riferimento per gli ospiti e Brenda. Ogni storia viene alla luce con naturalezza incastonandosi alle altre, in un unico coerente affresco multitestuale. Una menzione speciale per l’interpretazione di Jack Palance nel ruolo di Rudi Cox, una prova commovente, davvero notevole. Un film che ci riconcilia con l’uomo e le sue debolezze, con una splendida colonna sonora (ricordiamo la struggente Calling You di Jevetta Steele, nominata anche per l’Oscar).

Titolo originale: Out of Rosenheim

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