6 voti 4.7

Scheda Film

Mel Brooks estrae dal cilindro questa devastante e sardonica commedia dove tesse la parodia di vecchi film horror, e tout court del cinema stesso, con invidiabile leggerezza. Ma non si tratta soltanto di un mero esercizio comico, perchè in questo film c’è una sottile ricerca filologica sulle ambientazioni legata ad una tecnica registica che impreziosisce il valore artistico dell’opera. E comunque c’è veramente di che ridere a crepapelle in questo film realizzato in uno splendido bianco e nero e con la partecipazione dei compianti Gene Wilder e Martin Feldman che formano una coppia di collaudata vis comica (Wilder partecipò anche alla stesura della sceneggiatura con brillante risultato). La storia riprende il Frankenstein della Shelley rivisitato in chiave comico-satirica: il dottor Frankenstein, nipote del celebre scienziato, è un affermato neurochirurgo che vive negli Stati Uniti. Viene richiamato nel castello avito in Transilvania per un’eredità. Una volta scoperto il laboratorio che fu di suo nonno e ritrovati gli strumenti con i quali l’avo diede vita alla creatura, si lascia trasportare dagli eventi e decide di concludere l’esperimento di suo nonno. Con l’aiuto di un’assistente un po’ bislacco richiamerà in vita il mostro Frankenstein ma con il cervello sbagliato. Decine le scene memorabili: dal nome di Flau Blucher capace di far imbizzarrire i cavalli, alla scelta del cervello da inserire nell’energumeno da parte di Igor che si risolve in un dialogo esilarante tra il professore e il suo assistente (Ehm, ti dispiacerebbe dirmi di chi era il cervello che gli ho messo dentro? A.B. qualcosa! A.B. qualcosa”? Ab-norme, sono quasi sicuro sia quello il nome…), all’esclamazione “si può fare” urlata di fronte alla possibilità di riportare in vita l’essere inerte.

Titolo originale: Young Frankenstein

Video & Photo

2 videos 12 photos

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.