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Recensione a cura di

Scheda Film

“Fronte del porto” è stato, tra le altre cose, la giustificazione di Kazan per la sua decisione di testimoniare contro alcuni colleghi (in pratica a divenire un delatore) nell’ambito di un’inchiesta volta a scovare i rossi tra le fila hollywoodiane nella caccia alle streghe del periodo maccartista. Nel film, quando il capo del sindacato grida: “Hai fatto la spia contro di noi, Terry,” il personaggio interpretato da Brando gli grida di rimando: “Sono in piedi, qui ora. Ho strisciato per tutti questi anni. Non sapevo nemmeno di farlo.” Questo riflette la convinzione di Kazan che il comunismo è stato un male che lo ha sedotto temporaneamente, e occorreva essere contrari nella vita così come nell’Arte. La linea di condotta di Terry trova un’eco drammatico in “Una Vita” l’autobiografia di Kazan, dove il regista scrive le sue sensazioni dopo che il film ha appena vinto otto premi Oscar, tra cui miglior film, attore, attrice e regista: “Quella notte gustai la mia vendetta ridendo. `Fronte del porto ‘è la mia storia; ogni giorno Ho lavorato su quel film, raccontava il mondo in cui mi trovavo e in cui non volevo più stare”. Quindi un’opera prettamente autobiografica ma anche un’opera con grande attenzione alla scenografia, ai dettagli delle singole inquadrature, alle atmosfere proletarie: tutto queste fa di “Fronte del Porto” un elemento palpitante, vivo, legando lo spettatore al crescendo narrativo. Marlon Brando interpreta un giovane pugile, Terry Malloy, che lavora come scaricatore di porto e che di fatto è al soldo del boss del sindacato che tiranneggia la vita di tutti i lavoratori. Terry assisterà all’uccisione di un uomo da parte di due scagnozzi del boss e inizierà il suo viaggio catartico verso la redenzione attirandosi le ire del potente sindacato. Un film in chiaroscuro, con una fotografia netta che indugia su visi e ambientazioni per un contesto che non offre vie di scampo, un ambiente corrotto e marcio che soffoca ogni prospettiva e dal quale Terry Malloy-Elia Kazan vuole fuggire ad ogni costo.

Titolo originale: On the Waterfront

Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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