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Scheda Film

Jacques Becker fu un regista di assoluto rilievo nella storia della Settima Arte francese. Cresciuto all’ombra di un gigante quale Jean Renoir apprese da lui i ferri del mestiere con i quali seppe elaborare uno stile originale: un linguaggio asciutto ed essenziale che plasmò adattandolo ad ogni nuovo progetto narrativo. Fu anche una figura abbastanza controversa nel milieu culturale francese a causa della sua intransigenza e del suo rigore intellettuale che lo portarono spesso a criticare cineasti e intellettuali della sua epoca, prendendo di fatto le distanze da una sorta di ossessivo criticismo e da un’ostinata quanto effimera ricerca avanguardistica, in sostanza in quel fervido movimento di ingegni che sfociò poi nella Nouvelle Vaugue. Del resto cineasti come Truffaut e Godard, autorevoli esponenti di quel movimento, vedevano proprio in Becker un modello a cui paradossalmente ispirarsi. Con “Touchez pas au grisbi” Becker pose le basi per una rielaborazione in chiave europea del mito noir che divampava oltreoceano nei romanzi di Hammet e Chandler e nei film di Lang, Hawks, Wilder e Welles, in quello che venne subito ribattezzato il Noir Mediterraneo. Il Noir di Becker è una sorta di desertificazione del canovaccio americano, un’operazione in cui Becker sfronda di ogni orpello il genere per approdare ad un minimalismo conturbante che conferisce alla narrazione un approccio più realista.

Max è un gangster di mezza età che vorrebbe ritirarsi dopo aver messo a segno l’ultimo colpo in cui si è impadronito di un’ingente quantità di lingotti d’oro. Amante delle belle donne e della vita mondana, Max è anche un accorto professionista che sa come muoversi e quando fermarsi. Il suo unico errore è forse quello di aver scelto come amico e socio Riton, invaghito di Josie, una soubrette che lo tradisce con il gangster rivale Angelo. Questi viene così a sapere da Josie del Grisbì (il nome con cui la mala parigina chiamava il bottino di un colpo) su cui hanno messo le mani Max e Riton e decide di tentare di impossessarsene. Rapisce così Riton e ricatta Max per avere il Grisbì. Max si troverà così a scegliere tra l’amico e il sogno di una vita.

Un film dove si respira l’aria della notte, con i suoi odori, le sue luci, la sua brulicante umanità. Il personaggio di Max è incarnato perfettamente nel volto solcato di rughe di Jean Gabin, che sembra condividere con Max la purezza morale e la maturità professionale di un uomo che non accetta compromessi. Uno spossato guerriero che dopo una vita di scontri intende ad ogni costo fermarsi e ritirarsi nella quiete di un buen retiro. Meravigliosa la scena in cui, capite le intenzioni di Angelo, prende con sè Riton per metterlo al corrente delle mire del rivale, offrendo all’amico Foie Gras e Champagne, mentre l’inquadratura indugia sul particolare del coltello che voluttuosamente affonda nel Foie Gras.

Titolo Originale: Touchez pas au grisbi

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