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Recensione a cura di

Scheda Film

In tempi in cui il genere horror conosceva un periodo di relativa stasi dopo i fasti dei primordi con la saga di Frankenstein e Dracula, Tourneur, ottimamente supportato in produzione da Val Lewton vero appassionato e soggettista horror, e in fase di sceneggiatura da DeWitt Bodeen, plasma una storia inquietante di rara raffinatezza stilistica e di fulgida originalità. Si narrano le vicende di una donna di origine serba che custodisce un lugubre segreto. La donna è infatti convinta di essere discendente di un’antica razza balcanica che aveva la caratteristica di trasformare i suoi discendenti in belve feroci una volta che questi ricevevano uno stimolo sessuale. La donna seppur sposata non riesce a scacciare questo puntello psicologico e una serie di inquietanti accadimenti sembreranno dar ragione alla sua lucida follia. La paura che questo film instilla non è nella mostruosità delle immagini, ma è nel dubbio ancestrale, nell’ombra che si acquatta nei recessi mentali. Ed è una paura ben più efficace di qualsiasi altra.

Titolo originale: Cat People

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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