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Recensione a cura di

Scheda Film

L’unico film western di Stevens diventò un autentico caso per il suo enorme successo di pubblico. Eppure Stevens non si concesse repliche, ma preferì dedicarsi ad altri generi. Un’opera rivalutata da una certa critica che lo aveva giudicato troppo scontato e banale, oggi viene giustamente considerato un autentico caposaldo del cinema western. La storia è quella del pistolero Shane che giunge in una rigogliosa valle per piantarvi dimora finirla con il suo passato. Shane non ha però fatto i conti con il temibile Ryker, ricco e spietato latifondista, che vuole cacciare i coloni dalla valle per accaparrarsi la terra. Inutile dire che Shane si schiererà con i coloni e debellerà dopo una lotta serrata l’esercito dei malvagi. Un film dalla trama lineare ma dal grande rilievo metaforico, con l’abbandono alle vastità della frontiera americana e con il fine lavoro di cesello psicologico sui personaggi. Un’opera senza tempo che ci ha insegnato ad amare il western e gli spazi incontaminati.

Titolo originale: Shane

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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