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Recensione a cura di

Scheda Film

Un Woody Allen agli esordi gira uno dei suoi film più divertenti e surreali. Nel 1973 Miles Monroe, clarinettista jazz, dopo essere stato ricoverato per aver accusato dolori lancinanti allo stomaco, viene ibernato per errore e si risveglia duecento anni dopo, in un improbabile futuro, per combattere un regime totalitario e repressivo. Riesce a sfuggire alla polizia travestendosi da robot. Finisce per conoscere una poetessa algida e sofisticata con cui prosegue nella sua fuga. Catturato viene sottoposto al lavaggio del cervello ma i ribelli lo salvano e gli affidano la missione di uccidere il Leader di cui attualmente rimane soltanto il naso (in seguito ad un attentato) che sta per essere clonato. Tantissime le trovate grottesche che giocano con il genere fantascientifico creando una sorta di giocosa parodia. Una battuta su tutte: Se io credo in Dio? Puoi definirmi un ateo teologico esistenziale. Io credo in un’Intelligenza dell’Universo con l’eccezione di qualche cantone svizzero.”. Un ricordo speciale anche per la macchina “orgasmatic” che dona piacere sessuale a chi ne fa uso, una specie di cabina telefonica dove si entra per fare sesso unilateralmente. Un’opera di dirompente intelligenza, dove la comicità divampa dall’ironia, dallo sguardo disincantato e irriverente del protagonista, dalle sue battute destabilizzanti.

Titolo originale: Sleeper

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