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Recensione a cura di

Scheda Film

Dr. Strangelove è l’essenza del genio di Kubrick. Una feroce parodia del militarismo e della cultura della deterrenza, una critica spietata e atrocemente ironica alla logica della forza bruta, al codice della prevaricazione. Tutto questo mantenendo una levità nei toni, un sarcasmo mai brutale, una soffice parodia che fa sorridere. Inoltre Kubrick può avvalersi di un immenso talento comico: quello di Peter Sellers che interpretando tre ruoli (forse quattro) rende questo film una gemma preziosa della commedia. Un generale americano decide unilateralmente di inviare i codici di attacco ai suoi bombardieri B-52 stazionanti vicino ai confini russi. Ogni aereo porta ordigni da svariati megatoni che scatenerebbero immediatamente un conflitto nucleare devastante. Ogni aereo ha un preciso obiettivo da distruggere e tutti gli aerei convergono sui target d’attacco. Un colonnello dell’aviazione inglese, Mandrake, ospite della struttura del generale impazzito, cerca in ogni modo di fermarlo. Anche il presidente degli Stati Uniti da ordine di fermare l’attacco ma un aereo dello stormo non può ricevere l’ordine di annullamento e continua il suo folle volo. Memorabili alcune scene come il monologo del professore tedesco Strangelove nel consiglio di guerra americano, dove spiega ad un pubblico via via sempre più interessato, le prospettive di un ripopolamento della razza umana nel sottosuolo per evitare la contaminazione delle radiazioni in superficie, o anche la cavalcata del capitano del B-52 in sella alla bomba atomica appena sganciata.

Titolo originale: Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb

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