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Recensione a cura di

Scheda Film

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The Maltese Falcon è tratto da un romanzo di Dashiell Hammett e, tenendo fede alle atmosfere del libro, è un’opera dal ritmo incalzante che non concede respiro. John Huston gira raffinati piani sequenza riscrivendo in qualche modo il genere noir poliziesco, infondendo alla narrazione un afflato di continua tensione, di spasmodica attesa, grazie anche alla recitazione di attori del calibro di Humphrey Bogart e Peter Lorre. L’investigatore privato Sam Spade è chiamato ad indagare su una statuetta d’oro raffigurante un Falcone Maltese, l’oggetto continua a cambiare padrone e si rivela come un inafferrabile Graal a cui tutti tendono ma che nessuno riesce a sfiorare. Huston compie un’operazione di ridefinizione dei canoni conferendo ad ogni personaggio una screziatura oscura, un’ombra fuggevole che influenza il nostro giudizio contribuendo ad intorbidire il significato ultimo a cui ogni spettatore tende. Come per il Falcone Maltese anche le azioni e le idee che governano questa storia ci appaiono – a tratti – ingarbugliate, insondabili, imprendibili. Una grande opera che conserva il fascino di un noir miscelato ad un enigma dal mistero impenetrabile.

Titolo originale: The Maltese Falcon

Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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