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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 10,58

Vincitore della Palma D’oro 2016 a Cannes e di numerosi altri premi questo film corona il grande impegno culturale e politico di Ken Loach, regista britannico da sempre sensibile a tematiche di ingiustizia sociale, di oppressione e di disparità che fanno della classe più umile una sorta di parafulmine su cui si abbatte ogni genere di aberrazione del cosiddetto Stato di Diritto. I film di Ken Loach sono da sempre un veicolo di perforanti critiche ad un sistema squilibrato, ingiusto e oppressivo. Una delle frasi più celebri di Ken Loach esprime perfettamente la sua idea di cinema: “Un film non è un movimento politico, nè un partito, e neppure un articolo di giornale. E’ solo un film. E il meglio che può fare è aggiungere la sua voce al pubblico sdegno per ogni ingiustizia”. Ken Loach è il regista degli invisibili, di chi non ha voce, di chi è emarginato per la propria condizione sociale, o per il proprio colore della pelle, o semplicemente perchè sfruttato da un meccanismo economico che stritola la manovalanza in funzione del consolidamento del capitale. Daniel Blake diviene così un simbolo di opposizione, di furente ribellione verso questa insopportabile pressione che schiaccia dall’alto gli strati più bassi della società, un uomo qualunque che leva il suo grido di battaglia.

Daniel Blake è un rispettato carpentiere di Newcastle. Arrivato alla soglia dei 60 anni viene colpito da una grave patologia cardiaca che lo rende inabile al lavoro. Inizia così il suo calvario burocratico per richiedere il sussidio statale determinato dal suo stato di malattia. Daniel precipita così nell’affilata cremagliera della burocrazia inglese, un perverso meccanismo dove l’utente viene rimpallato da un ufficio all’altro dopo interminabili attese telefoniche, dove viene umiliato da visite mediche degradanti, dove viene sommerso da innumerevoli moduli da compilare. Daniel si rende presto conto che nell’attesa che arrivi l’agognato sussidio dovrà procurarsi un lavoro in nero per poter sopravvivere, sebbene questo comporti il rischio di una dura sanzione in caso venga scoperto. In uno dei suoi pellegrinaggi da un ufficio statale all’altro Daniel incontra Katie, ragazza madre di due figli, anch’essa preda della feroce burocrazia. Daniel si batte per lei, perchè riconosce in lei una vittima proprio come lui, una persona alla deriva su cui il sistema si abbatte impietosamente. Il rapporto paterno tra i due è la chiave di lettura del film, meravigliosa opera di avvicinamento di due anime del tutto diverse ma accomunate dall’aspra contingenza.

Un film che prima di tutto commuove con la forza della sua umanità, con la potenza di un linguaggio che fa della solidarietà e della fraterna cooperazione tra gli uomini l’unico baluardo di civiltà. Daniel è un eroe del nostro tempo, un invisibile ombra che ci passa accanto tra migliaia di altri esseri umani, una luce che pulsa sempre più sfolgorante in un contesto di indifferenza, di totale apatia. Daniel siamo noi, come vorremmo essere, come dovremmo essere: persone che hanno a cuore altre persone che si trovano in difficoltà, uomini e donne che si oppongono strenuamente alla moderna deriva di ogni più elementare sentimento di umana collaborazione.

Titolo Originale: I, Daniel Blake

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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1 Commenti

  1. Massimo De Bortoli 29 Giugno 2018

    Un piccolo grande capolavoro di un regista che ancora una volta racconta, in modo veritiero e a volte duro, la nostra società, i rapporti umani ed il mondo del lavoro in mano a persone senza scrupoli.