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Recensione a cura di

Scheda Film

Spike Lee rivela al mondo il suo talento con un film dai ritmi concitati e ben congegnati, da molti considerato come il suo capolavoro assoluto. Quando uscì nelle sale americane una parte della critica legata ai giornali repubblicani accusò Lee di fomentare rivolte razziali. La canzone Fight The Power dei Public Enemy, leit motiv del film, fu considerata socialmente eversiva dato che il testo incitava a ribellarsi al potere istituzionale, al capitalismo e in sostanza, allo stile di vita americano. L’arco cronologico del film si esaurisce in una giornata trascorsa in un quartiere di Brooklyn. Il proprietario di una pizzeria subisce un furto e concepisce la sua vendetta. Loschi personaggi sfideranno il caldo asfissiante per interagire, venire in conflitto, soverchiare l’altro da sè, in una girandola di azioni ostili. Ad un certo punto del film si ha come l’impressione di trovarsi invischiati in una concatenazione senza fine di causa-effetto con un frustrante senso di impotenza unito alla morbosa curiosità di sapere come andrà a finire. Un film emblematico per comprendere più da vicino le tensioni razziali nel formicaio umano che prende il nome di New York. Spike Lee non assume alcun atteggiamento moralistico nè si erge per giudicare, semplicemente documenta attraverso la cronaca, muovendo i suoi personaggi e narrando la storia con grande vigore espressivo.

Titolo originale: Do the Right Thing

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