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Recensione a cura di

Scheda Film

Un esperimento surreale questo cortometraggio di Chris Marker (l’unico cortometraggio ad apparire in questa lista), definito in varie occasioni dallo stesso autore come “cineromanzo”, “opera per immagini”, “fotoracconto”. Si tratta della storia che ha ispirato che “L’esercito delle 12 scimmie” di Gilliam. Dopo un’apocalisse nucleare un uomo viene inviato indietro nel tempo dagli ultimi resti dell’umanità rintanata nel sottosuolo. Il suo obiettivo è quello di scongiurare l’olocausto individuandone la causa. Ma l’uomo è tormentato da un suo olocausto privato: i lacerti mnemonici di un omicidio a cui assistette bambino. Un’opera realizzata esclusivamente per immagini (niente girato), da molti considerata prova di genio e caposaldo ineludibile del genere fantascientifico. Quello che colpisce di questa opera è la forza iconica di ogni immagine, una sorta di piano onirico in cui veniamo immediatamente calati. Se ci pensate i nostri sogni sono costituiti da immagini, le parole sono una mera ricostruzione a posteriori che operiamo sul tessuto iconografico. La stessa operazione viene compiuta da Chris Marker (il suo corto ricorda la macchina cattura sogni di Wim Wenders in “Fino alla Fine del Mondo”): ogni singolo fotogramma diventa LA storia, semantica per immagini. Ventotto minuti di pura follia creativa, di grande estro cinematografico.

Titolo originale: La jetée

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