5 voti 4.8

Scheda Film

Carl Theodor Dreyer, regista danese antesignano del genere epico, campisce la sua Giovanna d’Arco in un salire di ossessivi primi piani che appaiono ancora oggi come tremendamente efficaci e anzi, in qualche modo funzionali alla prospettiva intimista che Dreyer vuole dare della Santa. La cronaca agiografica è rivisitata con occhio sempre indagatore e mai fermo alla mera cronaca. Giovanna d’Arco è prima di tutto una donna che ha diritto di soffrire per l’orrore che le viene imposto, e solo in un secondo momento appare come l’eroina ammantata di luce eterna che la storia ecclesiastica ci ha consegnato. La Santa appare sì nel suo fulgore mistico, ma anche e soprattutto in una nuova luce più umana, derivata da un’attenta indagine psicologica condotta sul personaggio e dal taglio realistico di cui Dreyer era strenuo fautore. Celebri le scene in cui a Giovanna vengono tagliati i capelli, o in cui la Santa ritratta l’abiura estorta sotto tortura e viene condannata al rogo. Rilevante è la presenza nel film di Antonin Artaud, drammaturgo e catalizzatore intellettuale dell’Epoca. In definitiva un film che ha aperto nuovi orizzonti espressivi e che rimane tuttora insuperato per la sua grandezza.

Titolo originale: La passion de Jeanne d’Arc

Video & Photo

2 videos 6 photos

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.