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Recensione a cura di

Scheda Film

Un patinato melodramma in cui Eros e Thanatos danzano fino alla fine con disinvolta leggiadria. Renoir stupisce ancora una volta per il suo realismo senza prigionieri, in cui la nuda verità è fatta oggetto di pubblica esposizione senza alcun tipo di disincanto. La storia è incentrata sul complesso intreccio di amori nella Parigi degli anni a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Un pilota è innamorato follemente della moglie di un Marchese che a sua volta tradisce la moglie ma che farà di tutto per riconquistarla. Ai margini della narrazione: gli amorazzi dei servi, dei borghesi, dei cittadini di Parigi, in una folle e dionisiaca danza d’innamoramento. L’uso spregiudicato dei dialoghi come lame affilate all’interno di scene spesso estemporanee è usato da Renoir per creare un crescente senso di sospensione, di spaesamento, di straniamento in chi guarda. Un’opera che fu un fallimento al botteghino ma che oggi riscopriamo apprezzandone la straordinaria modernità e il meraviglioso incanto dialettico.

Titolo originale: La règle du jeu

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