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Recensione a cura di

Scheda Film

Welles è in un periodo creativo particolarmente fervido quando la Columbia decide di affidargli la sua star di punta, Rita Hayworth, per il suo prossimo lavoro. Il problema è che il genio di Orson Welles difficilmente collima con le mire commerciali dei produttori hollywoodiani e la riprova è questo splendido film che fu tenuto colpevolmente fermo per 2 anni per timore di un danno d’immagine per Rita Hayworth, la gallina dalle uova d’oro della Columbia in quegli anni. Tratto da un romanzo di Sherwood King intitolato “Se muoio prima di svegliarmi” (If I Die Before I Wake) i cui diritti vennero acquistati dal produttore William Castle per la misera cifra di 600 dollari, è la storia di un marinaio irlandese che scorta un avvocato, sua moglie e il suo losco socio d’affari da San Francisco ad Acapulco in yacht. Presto l’uomo si accorgerà di essere capitato in un convitto di belve dove la più temibile e perfida delle fiere è la donna. che tenterà con ogni mezzo di trascinarlo in una spirale di veleno. Un’opera al nero che sarebbe davvero riduttivo classificare come noir. Si tratta di un’opera complessa, sublime nei suoi verminosi cunicoli semantici che si diramano dal suo centro per irretire uno spettatore quasi catatonico ed in totale balia della cinepresa e dell’ingegno di Welles.

Titolo originale: The Lady from Shanghai

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