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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 9,99

Wilder a volo radente sul labirinto dell’ambizione umana ne documenta da posizione privilegiata ogni sordido recesso. Per mezzo di un’opera che destò non pochi interrogativi sul ruolo della stampa in un paese democratico il regista austriaco estrae dal cilindro un personaggio che incarna l’archetipo del fallimento e del cinismo. Chuck Tatum è un giornalista allontanato dal grande circuito giornalistico della metropoli e relegato in un piccolo quotidiano di Albuquerque. L’uomo vede frustrato ogni suo progetto di carriera ma intravede in un avvenimento di cronaca la possibilità di dare una nuova spinta alle sue ambizioni professionali. Un operaio è infatti rimasto intrappolato in una miniera del Nuovo Messico e Tatum si getta a capofitto nella storia facendone un pezzo di richiamo. Ma il circo mediatico che si scatenerà intorno alla vicenda travolgerà anche lui. Una menzione di onore per Kirk Douglas con una recitazione davvero all’altezza della sceneggiatura. In filigrana l’occhio sempre vigile di Wilder plasma la storia senza alcun infingimento morale, semplicemente denudandone la cronaca e lasciando allo spettatore ogni eventuale implicazione morale.

Titolo originale: Ace in the Hole

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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