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Recensione a cura di

Scheda Film

Quando Geoffrey Homes pubblicò “Build My Gallows High” probabilmente non si sarebbe atteso un successo così improvviso per il suo romanzo dal taglio prettamente hard-boiled. Eppure Tourneur credette immediatamente in questo romanzo e affidò alla stesso Homes la sceneggiatura del film. Il risultato è uno dei noir più cupi e affascinanti mai prodotti a Hollywood, grazie anche all’estro di Tourneur che utilizzò tutta la sua nuance europea per risciacquare la sua opera dai rigidi canoni hollywoodiani. La storia è quella di un ex investigatore privato, Jeff Bailey, che si è rifatto una vita come gestore di una stazione di servizio, ma il suo passato tornerà a visitarlo. Riapparirà una donna fatale che in precedenza lo aveva coinvolto in una brutta storia d’omicidio e facendogli inevitabilmente perdere la testa. La donna cercherà nuovamente di trascinarlo verso la perdizione e Jeff si troverà presto davanti ad una tragica scelta da compiere. Un’opera al nero dove sordide passioni strisciano nell’ombra e traviano i fragili animi degli uomini. Un film aspro e appassionante con un Robert Mitchum già in stato di grazia.

Titolo originale: Out of the Past

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