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Scheda Film

Cosa accadrebbe se affidassimo le nostre emozioni alla coscienza binaria di un sistema operativo? Quale possibile interrelazione possono avere un uomo e una macchina? Che livello di umanità può raggiungere un software? Queste domande, e molte altre, frullavano da un po’ di tempo in testa a Spike Jonze e quando lesse una notizia sul web che era stato approntato un programma in grado di sostenere una conversazione digitale con un essere umano, la parte creativa del suo cervello cominciò a pulsare talmente forte che si sentì quasi obbligato a buttare giù di getto un soggetto e, in seguito, una sceneggiatura che si sarebbero tramutati in uno dei lavori cinematografici più affascinanti sul rapporto tra uomo e macchina.

Theodore Twombly è un singolare individuo, introverso e timido, che esercita un’altrettanto singolare professione: progetta e scrive lettere per conto di altri, infondendo nella parola scritta quelle emozioni che nella vita gli sono negate. Theodore è stato lasciato da sua moglie e trascorre le sue giornate in completa solitudine, spezzando l’isolamento soltanto grazie all’amica Amy che cerca di rincuorarlo. Un giorno Theodore acquista un nuovo sistema operativo dotato di intelligenza artificiale che ha la capacità di conformarsi alle esigenze dell’utente. Non appena installato nel suo computer Samantha fa il suo ingresso nella vita di Theodore. Samantha ben presto diviene una confidente dell’uomo raccogliendo tutte le sue paure, i suoi progetti, i suoi sogni. Gradualmente questo rapporto si tramuterà in amore e Theodore vivrà con Samantha una profonda relazione ritrovando per un certo periodo la serenità perduta. Quando Samantha si aggiornerà ed evolverà in una sorta di divinità multitasking capace di interfacciarsi con migliaia di uomini e computer nello stesso momento, Theodore comprenderà la tragica impossibilità di poter amare una creatura simile.

Il progetto di Jonze di coniugare fantascienza e melodramma trova la perfetta sintesi in quest’opera. Non è importante sapere quando o dove è ambientato Her. E’ possibile che sia un futuro distopico come è altrettanto possibile che sia un prossimo domani, non è questo il fulcro narrativo che il regista vuole farci cogliere. La chiave di lettura risiede proprio nel rapporto tra Theodore e Samantha, il loro tenero avvilupparsi, come un codice che venga a colmare lacune procedurali, come un sentimento talmente puro che nulla o nessuno ha il potere di scalfire, come un complicato avvicendarsi di pensieri e sintagmi binari, respiri e routines di debug. Samantha e Theodore, magari solo per un attimo vivono quella maestosa potenza dell’innamoramento che spoglia il reale di ogni costrutto ed unisce due esseri diversi ma complementari, affini per elezione, perduti ognuno nelle parole dell’altro.

Titolo Originale: Her

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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