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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 9,99

Un ingrato compito per il recensore tentare di fermare con le aride parole ciò che questo film dipana in forma aerea e con impalpabile alito elegiaco. Si tratta di un’opera autobiografica in cui Tarkovsky traccia un bilancio della propria vita ripercorrendo l’infanzia con la sorellina e la madre, mentre il padre abbandona la famiglia per sparire nell’oblio. I personaggi si confondono e si dissolvono l’uno nell’altro mentre potenti scorrono i versi poetici che fanno da anima all’intera impalcatura semantica del film. Poi con uno stacco la fase adulta quando l’autore si separa dalla moglie e dal figlio: il dolore del distacco, il levigato spiritualismo che caratterizza la routine quotidiana, di nuovo una sorta di appannamento nella rievocazione dei personaggi e delle loro fumose identità. Il regista inserisce nel tessuto narrativo poesie di suo padre Arsenij, celebre è la composizione “Primi Incontri” a cui Tarkowskij abbina immagini di routine quotidiana che creano con il flusso poetico una sorta di malìa riverberante, un dettato ipnotico e sensuale che sale dall’anima: “Quando il destino ci seguiva passo a passo, come un pazzo con il rasoio in mano.” recita la voce fuori campo, e la donna a cui il poeta dedica questi versi si ferma, quasi ad ascoltare questi versi da un remoto orizzonte. Un film magnifico, che non può e non deve essere circoscritto ad una mera sintesi nè essere inscatolato in qualche processo speculativo. Semplicemente una poesia per immagini che scorre ammaliando e commuovendo. Non chiediamo di più ad un film.

Titolo originale: Zerkalo

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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