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Un film che cambia il nostro modo di intendere il Cinema e che suscita nuove idee ad ogni visione. Ancora oggi un’opera fertile, abbacinante nel suo svettante messaggio estetico ed etico. Fritz Lang racconta la storia di una futuristica città in cui classe operaia e classe dirigente sono rigidamente divise sotto il comando di un dittatore. Le cose cambieranno con l’incontro di Maria, una proletaria, e Frederer, il figlio del padrone assoluto di Metropolis, la città-universo che annulla ogni orizzonte. Il loro amore sarà spezzato dallo scienziato Rotwang che rapirà Maria per realizzare un robot con le sue fattezze per incitare i lavoratori a ribellarsi.

Una degenerazione dell’architettura moderna: Metropolis è un insieme composito di arterie aeree, labirinti sotterranei, tunnel vertiginosi e scale, su cui si affacciano enormi terrazze esposte al sole. Il cielo è esso stesso saturo di un’enorme rete di treni veloci e mongolfiere. L’aggiunta di colore evidenzia la complessità della megalopoli. Ogni impostazione, ogni piano beneficia di un fantastico lavoro su scale e prospettive. A questo universo stratificato si aggiunge una storia turbolenta, un groviglio di indagini e inseguimenti nelle viscere della città. Culminanti in una sequenza sublime sotto la neve, questi crossover sono punteggiati da un sound design inaspettato: una partitura jazzistica e ottimista, che maschera la minaccia militare che incombe su Metropolis. Ma il vero cuore della storia è Tima, un androide deviato dalla sua funzione principale. Fuggito dai denti di una sordida cospirazione, Tima non sa nulla delle sue origini. La sua amnesia le fa credere di essere umana. Mentre la storia e i personaggi si muovono verso l’azione e l’efficienza, la ragazza robot guarda il mondo in modo contemplativo e si risveglia ai sentimenti umani. Impressionando con la sua dolcezza e innocenza, Tima rivela una delle sequenze più belle del film.

Spettacolare uso delle immagini come rarefatte icone impreziosite da una cura per il dettaglio, da un amore per la fotografia che hanno del sovrannaturale. Una straordinaria capacità registica di carpire le emozioni attraverso un nuovo linguaggio appositamente codificato fa di quest’opera un classico senza tempo e una palestra preziosa per ogni uomo che voglia cimentarsi con l’Arte del cinema.

Titolo originale: Metropolis

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