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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 11,47

Scritto e sceneggiato da Robert Bolt su soggetto originale si svolge in Sud America nel 1750, nella foresta pluviale situata sopra le cascate Iguazu in una porzione di terra che oggi si divide in tre stati: Argentina, Brasile e Paraguay. Il film segue le vicende di un missionario gesuita, Padre Gabriel, che si inerpica in quella landa selvaggia per prendere contatto con gli indios e tentare di convertirli al cristianesimo. Il suo approccio è diverso da tutti gli altri che hanno tentato prima di lui, Gabriel suona il suo oboe affascinando con la melodia gli indios che lo accolgono nel loro villaggio permettendogli di costruire una chiesa, fulcro della nuova missione. Già nelle prime battute sono introdotti gli elementi che faranno la fortuna di questo film: la natura incontaminata e lussureggiante resa palpitante dalla splendida fotografia di Chris Menges (già collaboratore di Joffé nell’ottimo “Urla del Silenzio” del 1984), l’ipnotica colonna sonora di Ennio Morricone con il tema Gabriel’s Oboe che diviene una sorta di mantra catartico all’interno della narrazione e di fatto una delle melodie cinematografiche più note e amate di sempre, la grande prova recitativa di un Jeremy Irons in stato di grazia. Parallelamente viene introdotto un secondo personaggio, lo spagnolo Rodrigo Mendoza (Robert De Niro), schiavista e uomo d’armi che macchiatosi di un tremendo delitto, espia la sua colpa trasportandone fisicamente il fardello attraverso la foresta. La scena centrale del film è sicuramente questo novello Sisifo che arranca attraverso gli ostacoli della natura trascinandosi il peso della sua armatura. Una volta che quel tremendo peso metallico sprofonderà nelle acque di Iguazu Rodrigo sarà finalmente libero dalla sua vecchia vita di uomo d’arme e potrà unirsi ai missionari da fervente servo di Dio. Nel frattempo in Europa gli spagnoli si impegnano a cedere alla corona del Portogallo parte dei loro possedimenti in Sud America e la missione di Padre Gabriel rientra tra questi. Inizierà una trattativa serrata tra Chiesa, Spagna e Portogallo per il destino della missione. Come spesso accade la purezza degli Indios verrà calpestata dalla prevaricazione del colonialismo europeo. Nella visione di Joffé le passioni degli uomini incontrano la purezza di Dio attraverso l’incontaminata esistenza delle popolazioni indigene. La sua posizione è chiara e la sua critica alla feroce spartizione delle terre sudamericane è fin troppo manifesta.

Titolo originale: The Mission

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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