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Recensione a cura di

Scheda Film

Wes Anderson, è un raffinato esteta fautore di un cinema capace di incantare con un’architettura intessuta d’ironia, di levità e di soffice simmetria. Ogni sua opera è plasmata su un modello di perfezione stilistica a cui il regista tende e si conforma con rigido formalismo. Non fa eccezione questo delizioso Moonrise Kingdom, delicata storia d’amore di due adolescenti incastonata in una sperduta isola del New England. Siamo nel 1965, nell’Isola di New Penzance Sam Shakusky si trova ad un campeggio dei Khaki Scouts, organizzazione fittizia molto simile ai Boy Scouts di Baden Powell. Durante la notte in tenda il piccolo Sam scappa praticando un foro nella tenda in cui dormiva portando con sè provviste ed attrezzatura e facendo perdere le proprie tracce. Inizia così una mobilitazione per ritrovare il fuggitivo che coinvolge il capo dei Khaki Scouts che si sente terribilmente in colpa, il capo della polizia dell’isola e i genitori di Suzy, tredicenne amica di Sam, che si è unita lui in questa fuga d’amore. I due dopo aver marciato attraverso boschi, guadato fiumi, evitato inseguitori e scalato montagne si accamperanno in una piccola spiaggia situata in una remota parte dell’isola scambiandosi sogni e progetti. Il loro è un piccolo incanto che si fonde con il palpitare del mare, con il tremolio delle stelle, con il lieve calore del primo bacio. Il mattino seguente i due vengono ritrovati e ricondotti al mondo civile: per Sam che è orfano e respinto dai genitori che lo hanno in affidamento, si prospetta il triste destino di essere affidato ai servizi sociali. Ma un cataclisma che si abbatte violentemente sull’isola spariglierà ancora una volta le carte, e Sam e Suzy potranno coronare il loro sogno d’amore dopo mille peripezie. I due ragazzi sono personaggi davvero incantevoli: Sam è un piccolo esploratore della Natura, il suo amore per Suzy è cristallino e puro. Suzy è una piccola artista che si sente oppressa da una famiglia che non si cura di lei e vede in Sam la prima persona realmente interessata a lei. Intorno ai due piccoli amanti un concerto di personaggi in bilico tra grottesco e iperbolico, in perfetto Wes Anderson style. Tante le scene memorabili che costellano questo piccolo gioiello, forse quella che rimane a lungo nel cuore è proprio la scena del primo bacio tra i due piccoli innamorati: i due ragazzi ballano in riva al mare al suono di un piccolo giradischi adagiato sulla spiaggia in primo piano, Sam e Suzy sono al centro dell’inquadratura, a destra una valigia gialla, a sinistra una vecchia lampada verde, il tutto in un’abbacinante simmetria. Sam balla come tutti i ragazzi, scomposto e fuori tempo, Suzy si dondola con grazia al ritmo di una vecchia canzone francese, poi le loro bocche si uniscono e per un attimo tutto sembra fermarsi, tutto sembra divenire subordinato a quel bacio.

Titolo Originale: Moonrise Kingdom

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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