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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 12,99

In un bianco e nero sfibrato e malinconico Alexander Payne mette su pellicola questa storia screziata da un amaro confronto con la vecchiaia e i suoi grotteschi retaggi. Il suo sguardo è lucido e obiettivo, non è interessato a muovere i fili retorici del Pathos nè quelli del compatimento, semplicemente narra con tenero disincanto una vicenda in cui padre e figlio si perdono e si ritrovano attraverso l’ingenua poetica di un viaggio senza scopo. Colossale l’interpretazione di Bruce Dern del personaggio principale, una mimica e un linguaggio corporeo che donano a Woody Grant una sfumatura di appannata meraviglia, di sospesa incredulità e di sfrontato cinismo che innalzano quest’opera a punto di riferimento cinematografico.

Woody Grant è un anziano padre di famiglia con problemi di alcolismo. Il suo rancoroso disprezzo verso il mondo è pareggiato solo dalla sua tenera ingenuità. Così quando riceve per posta un biglietto di una società chiamata Mega Sweepstakes Marketing in cui si dice che il destinatario è vincitore di un premio da un milione di dollari di una lotteria, Woody decide unilateralmente di mettersi in viaggio per il Nebraska, con destinazione Lincoln, la città in cui ha sede la società che dovrebbe consegnargli il premio. La sua ostinazione è leggendaria e a nulla valgono i tentativi del figlio David che tenta di spiegargli che si tratta soltanto di una bieca operazione di marketing e che in realtà non ha vinto nulla. Così dopo vani tentativi di dissuaderlo David parte con Woody alla volta di Lincoln. Il loro viaggio sarà occasione per ritrovare una vicinanza che il tempo e i guai della vita avevano dissolto.

Un piccolo angolo fiorito che ristora l’anima questo film di Alexander Payne: Woody è un’icona che rimane marchiata a fuoco nell’immaginario dello spettatore che esce dal cinema stordito ed estasiato, inebriato da una storia in bilico tra dramma e commedia, con una poetica sghemba e commovente che soltanto i grandi film possono far balenare.

Titolo Originale: Nebraska

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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