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Recensione a cura di

Scheda Film

Wellman creò letteralmente dal nulla il gangster-movie partorendo un’opera che rimane per certi versi ancora insuperata in quanto a vigore espressivo e vis narrativa. Il resto lo fece Cagney con il suo straordinario talento mimico unito ad un incontestabile phisique du role. La storia è quella dell’ascesa e della caduta di un gangster metropolitano: Tom Powers nella tumultuosa America dei primi del 900, quando il proibizionismo segnò un manicheistico spartiacque tra legalità e mondo criminale. Dall’infanzia nelle strade più degradate di New York fino alle imprese criminalmente più ardite, l’uomo non viene mai discinto dal gangster ma ne è come vivificato attraverso un esaltante ritratto criminale. Celebre la scena cruenta in cui Cagney con una mitragliatrice mette a fuoco ad uno ad uno i bersagli, colpendoli con lo sguardo ancor prima delle pallottole. Un’opera che ha insegnato tantissimo a registi come Coppola, Scorsese e De Palma. Un vero e proprio archetipo che viaggiando nel tempo ha influenzato registi e sceneggiatori consacrando il gangster movie all’eternità.

Titolo originale: The Public Enemy

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