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Recensione a cura di

Scheda Film

Ultimo film del ciclo americano di Wenders (dopo l’Amico Americano e Hammett: indagine a Chinatown), nasce grazie ad un incontro con Sam Shepard, versatile attore con inclinazioni alla drammaturgia (ricordiamo la sua collaborazione alla sceneggiatura di Zabriskie Point di Antonioni nel 1970). Ne scaturisce un road movie intimista e melanconico, uno dei film più amati del regista tedesco.

Un uomo vaga solo e senza meta nel deserto, senza memoria. Il suo nome è Travis e sembra in stato confusionale. A poco a poco ricostruirà il sottile filo dell’esistenza venendo recuperato dal fratello e riportato a Los Angeles. Qui ritrova il figlio Hunter che dopo la separazione e l’abbandono dei genitori vive insieme agli zii. Inizialmente tra i due sarà difficile poter comunicare, troppe cose sono state lasciate indietro. Gradualmente Travis riuscirà a far breccia in Hunter e a ritrovare una sintonia tale da coinvolgere il ragazzo in un progetto: ritrovare la madre dispersa nelle sabbie del tempo. I due dopo averne seguito le tracce viaggeranno fino a Houston in Texas per constatare che la donna lavora in un Peep Show mostrando il suo corpo a invisibili voyeur dietro uno specchio. Quello specchio sarà la paratia che dividerà Travis da Jane ma non impedirà loro di comunicare. Da quell’incontro si saprà finalmente la storia di Travis che in preda ai fumi dell’alcool bruciò accidentalmente la roulotte dove viveva con Jane e Hunter per poi vagare nel deserto per quattro anni cercando di espiare l’accaduto e rimuovendolo dalla sua coscienza. Travis fornisce l’indirizzo dell’Hotel dove Hunter riposa, ma non vuole oltrepassare quella labile superficie di cristallo, non vuole incontrare Jane. Riprenderà il suo mesto pellegrinaggio lasciandosi alle spalle madre e figlio ricongiunti.

Un film che anche grazie alla cristallina chitarra di Ry Cooder dispensa un fascino unico, come un sogno che persiste nella memoria lasciandoci sul palato atmosfere indecifrabili che sciolgono ricordi e sensazioni sopite. Come ebbe a precisare lo stesso Wenders si tratta del primo film in cui la trama prevale sulla ricerca e sulla sperimentazione. La vivisezione emozionale che Wenders opera su Travis denudandone l’io è l’evento più emozionante di Paris, Texas. Quando Travis incontra Jane e attraverso uno specchio trova il coraggio di parlarle è grande cinema, nulla di più.

Titolo originale: Paris, Texas

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