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Recensione a cura di

Scheda Film

Prezzo: EUR 9,99

Una corrosiva discesa nel cinico mondo dei media e dei diabolici poteri persuasivi che questi mezzi di comunicazione esercitano sull’opinione pubblica. Lumet affonda il suo sguardo nel potere della comunicazione e ne mette spietatamente a nudo contraddizioni, disumanità e bassezze morali. Un’opera profonda e intelligente nel suo saettante sarcasmo. Howard Beale è uno speaker televisivo sul punto di essere licenziato dal network. In un ultimo disperato messaggio davanti alle telecamere l’uomo annuncia in diretta il suo suicidio. Immediatamente diventa un caso nazionale con milioni di persone che divengono suoi discepoli. Beale diviene così una sorta di santone tonitruante contro le ingiustizie della società, contro tutti i torti quotidiani che ogni cittadino deve subire. Una sorta di populismo ante-litteram che di questi tempi si presta a molte analogie. Naturalmente dietro vi sono i dirigenti televisivi che si servono dell’uomo per far levitare gli indici dell’audience, e a cui poco importa del messaggio che questi lancia dai loro teleschermi. Cinico, amaro, spietato: un film che a noi italiani insegna a capire dove siamo arrivati e perchè.

Titolo originale: Network

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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