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Recensione a cura di

Scheda Film

Luchino Visconti si occupa di affetti familiari descrivendo i tumultuosi rapporti di 5 fratelli al seguito della madre nella città di Milano, dopo essere emigrati dalla Basilicata, in seguito alla morte del padre. Uno dei 5 fratelli, Rocco, intreccerà un rapporto con una prostituta contendendola al fratello Simone. Inizierà un dualismo che sfocerà nella tragedia. Un film analitico, descrittivo, empatico in cui Visconti impiega tutta la sua arte di fine indagatore dell’animo umano e delle passioni che lo travolgono. Un’opera monumentale sul degrado degli affetti che ricorda da vicino le grandi passioni sotterranee che muovono i fili dei romanzi di Dostoevskij. Centrale in quest’opera è il nucleo familiare inteso come unico potente mezzo di aggregazione, un nido pascoliano in cui riparare dalle procelle di un mondo ostile, alieno, non esperibile. La difficoltà di inserimento nella società, l’incomunicabilità, le emozioni represse, la violenza, l’amore come possibile redenzione. Un film intorno ad un lessico familiare perduto e riconquistato.

Titolo originale: Rocco e i suoi Fratelli

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Marco Belemmi

Sono un essere senziente. Mi occupo di varia umanità dall’età di circa due anni. Sono giunto al mezzo secolo di esperienza vissuta su questo Pianeta. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla Poetica dell’ultimo Caproni nel 1996. Interessato al cinema dall’età di tre anni e mezzo dopo una sofferta visione dei Tre Caballeros della Disney, opera discussa e aspramente criticata in presenza delle maestre d’asilo. Alla perenne ricerca di un nuovo Buster Keaton che possa riportare luce nelle tenebre. Registi preferiti: Akira Kurosawa, Stanley Kubrick, Andrei Tarkovsky.

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