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Scheda Film

Uno dei migliori thriller degli anni novanta, vincitore di cinque oscar e dell’Orso d’oro a Berlino, raccoglie la grande lezione di Alfred Hitchcock tessendo una storia giocata sul profilo psicologico dei suoi interpreti principali. Tratto dal romanzo omonimo di Thomas Harris e ottimamente adattato per il grande schermo da Ted Tally, Silence of the Lambs è fondamentalmente una battaglia di coscienze, un confronto serrato tra identità psicologiche disparate la cui interrelazione da origine alla narrazione.

Clarissa Starling (Jodie Foster) è una giovane e brillante recluta del FBI che, per volontà del suo diretto superiore Jack Crawford, viene chiamata ad indagare su Bufalo Bill, fantomatico serial killer che scuoia le sue vittime. Clarissa sarà inviata a chiedere l’aiuto di Hannibal Lecter, psicologo detenuto in un carcere di massima sicurezza, antropofago e artista, e reputato a conoscenza di particolari fondamentali sulla vita dell’assassino a cui l’FBI sta dando la caccia. L’incontro con Lecter è il punto focale del film. Hannibal dotato di smisurato gusto ed erudizione inizialmente gioca crudelmente con la giovane Clarissa, indispettito dal fatto che Crawford abbia osato inviare una semplice recluta per ottenere informazioni. Gradualmente però si instaurerà uno strano rapporto fra i due di mutuo rispetto. La battaglia psicologica tra Lecter e la Starling è giocata su dialoghi serrati, su particolari raccapriccianti e sul disagio che la donna prova ad essere in quel posto, fianco a fianco con i peggiori psicopatici del Paese. Alla fine Lecter convincerà Crawford di voler collaborare ma approfittando di una cella temporanea nella quale lo rinchiudono riuscirà ad evadere in una sequenza che rimane nella storia del cinema. Clarissa intanto grazie alle mezze parole di Lecter riuscirà ad inviduare la casa di Bufalo Bill e dopo una disperata lotta finale ad avere ragione di lui.

Grazie alla mostruosa interpretazione di Hopkins, come già accennato, le scene degli incontri con Lecter sono tra le più significative dell’opera. Gli occhi di ghiaccio dell’uomo non perdono di vista Clarissa mentre scarnificano la sua mente mettendone a nudo ogni più intima pulsione. L’inquadratura è come attratta magneticamente dal macabro spettacolo e indugia a lungo sullo sguardo di Lecter conferendo un’atmosfera spettrale, un lungo brivido di angoscia che passa da Clarissa allo spettatore. Un grande capitolo di cinema.

Titolo originale: The Silence of the Lambs

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