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Recensione a cura di

Scheda Film

Jake La Motta e la sua parabola sportiva e biografica. Scorsese rimane talmente affascinato dalla lettura della biografia di La motta da decidere di farne un film coinvolgendo il fido Paul Schrader, già collaboratore del regista in Taxi Driver, per stenderne la sceneggiatura. Gli eventi della vita del campione sono paradigmatici di come le vicende personali possano riflettersi sulle vicende sportive dell’atleta riverberando sul ring tutte le contraddizioni di un uomo che non conosceva limiti neppure nei propri affetti più cari. La gelosia paranoica nei confronti della moglie, l’irascibilità, la violenza efferata anche contro i propri familiari sono alcuni dei tratti distintivi di un uomo che, nel momento in cui fu battuto da Sugar Ray Robinson sul ring, perse tutto: titolo mondiale, matrimonio, casa, patrimonio. Il suo triste declino fu in qualche modo attenuato dalle sue esibizioni nei night club italo-americani che lo chiamavano ad intrattenere il pubblico. Un De Niro strepitoso forgia il personaggio con professione maniacale, un vero e proprio modello per chi si vuole dedicare al mestiere della recitazione. Completa il quadro di questo grande film la regia di Scorsese, sempre attenta ad ogni impennata emotiva e sempre puntuale nel restituire una storia il più possibile avvincente e aderente alla narrazione.

Titolo originale: Raging Bull

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