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Elia Kazan traspone su pellicola lo struggente dramma teatrale di Tennessee Williams. Ne esce un film possente e intenso, splendidamente interpretato e con un adattamento drammaturgico davvero all’altezza. La storia è incentrata sulla figura di Blanche DuBois, una nevrotica donna che intreccerà il suo destino a quello della sorella Stella e del marito Stanley. Un’anatomia delle passioni umane portata prima sul palcoscenico e poi sul grande schermo, che non muta assolutamente la cifra estetica e speculativa dell’opera. Notevole la capacità di Kazan di conservare inalterato il sapore prettamente teatrale dell’opera concepita per il palcoscenico, a cui il regista intelligentemente lascia inalterata la fluidità dialettica dei dialoghi e l’ambientazione quasi interamente in interno (fatto salvo per qualche scena in esterno girata a New Orleans). Il rapporto tra piéce teatrale e versione cinematografica fu talmente stretto e vincolante che la produzione decise di assumere quasi per intero il cast della versione teatrale andata in scena a Broadway. Con l’eccellente eccezione di Jessica Tandy che a teatro interpretava Blanche e fu sostituita da Vivien Leigh, attrice di maggior richiamo mediatico grazie al successo planetario di Via col Vento. L’attrice venne tuttavia considerata il punto debole e l’oggetto estraneo dell’opera, ma nel corso degli anni il suo volto si attagliò a tal punto alle fattezze di quello di Blanche che l’attrice soffrì di problemi di sdoppiamento della personalità e fatalmente l’interpretazione le fu grande causa di sofferenza.

Titolo originale: A Streetcar Named Desire

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