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Scheda Film

Un altro esempio di film deturpato da un titolo italiano dozzinale che di fatto lo trasforma in un giallo da ombrellone. E invece si tratta di un grande film, dove scenari politici e microcosmi psicologici si incrociano per dar vita ad un thriller serrato e intelligente. Tratto da The Manchurian Candidate di Richard Condon il film narra la storia di un veterano della guerra di Corea che fa ritorno a casa dopo aver subito un condizionamento mentale da parte del regime comunista di quel Paese. La sua missione occulta sarà di realizzare un attentato politico atto a sovvertire il Paese. Un prigioniero politico aiuterà a dagli la caccia e a scovarlo. Molto interessante il lavoro drammaturgico compiuto con consumato mestiere da George Axelrod nell’adattare il romanzo al grande schermo, grazie al suo lavoro il film conserva quell’atmosfera di psicodramma che ne costituisce l’essenza. Lo spettatore viene condotto per mano attraverso i misteri della mente umana e come questa possa venire stravolta da una riprogrammazione malevola tale da rendere potenzialmente uno spietato nemico chiunque. Il film scatenò forti polemiche per la sua visione politica in cui gli americani non sono necessariamente i buoni. E solo per questo andrebbe visto e apprezzato.

Titolo originale: The Manchurian Candidate

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