La sedicesima puntata della sesta stagione di VnL arriva così, all’improvviso, tra capo e collo come un “coppino” da parte dell’amico manesco e buontempone che non può mancare, e non manca mai, all’interno di una cricca di adolescenti pralinata di ormoni.
Il sipario si apre e il “neo-occhialato” Marco Belemmi non si tiene, insomma, carico come Coilman de “Gli Impossibili” è obbligato a prorompere in una scrosciante cascata di lodi in merito a “Parasite”, la settima creatura del sud coreano Bong Joon-Ho, quel Bong che nel 2013 ci ha sballato con quella bomba di “Snowpiercer” e che, col suo “Okja”, film Netflix del 2017, è stato protagonista della tanto discussa diatriba sulla Croisette del Festival di Cannes di quell’anno.


Dopo qualche chiacchiera in libertà, Federico ci racconta dell’ultimo “Halloween” – diretto seguito dell’omonima pellicola del ’78 del mitologico Capenter – di David Gordon Green, sceneggiato a quattro mani con Danny McBride e prodotto da Jason Blum della Blumhouse. Un film sicuramente senza infamia che, però, al contempo è incapace di osare a causa del troppo rispetto che nutre per il prodotto seminale di quattro decadi fa, risultando poco innovativo e mancante di quel mordente in grado di renderlo autenticamente avvincente.


Esaurita questa micro-reprimenda sul nuovo “Halloween”, la ciurma di VnL si ferma un attimo per parlare dell’effettiva aspettava di vita di queste celeberrime saghe di genere che perdurano ancor oggi, decidendo a fine dibattito che, forse-ma-forse, sarebbe meglio rimboccare le coperte una volta per tutte ai vari Michael Myers, Jason Vorhees, Freddie Krueger e chi più ne ha più ne metta, visto che, nonostante tutto, ne abbiamo ancora un ottimo ricordo.


Prosegue il nostro Checco nazionale, portando in auge una piccola perla della cinematografia italiana: “Strane storie – Racconti di fine secolo”, una pellicola del 1994 dell’ottimo Sandro Baldoni di cui non si è mai parlato abbastanza. “Strane storie…” è un film tripartito e surreale, con un finale incredibile, col “nostro” Ivano Marescotti che qui è accompagnato nel suo viaggio in treno da Silvia Cohen, Mariella Valentini e Alfredo Pea.

A fine puntata, Federico riprende la parola, parlandoci del più che ottimo “Incident in a Ghostland” (“La casa delle bambole – Ghostland” è il suo titolo italiano) di Pascal Laugier, il regista 47enne scoperto da Christophe Gans, già autore del potentissimo, nonché prossimo all’essere proclamato capolavoro, “Martyrs” (2008).


Ghostland” è un horror/thriller che gioca con lo spettatore, un prodotto veramente appassionante e avvincente che ribalta la visione a più battute, un film che sfrutta i classici topoi di genere, li impana, li frigge e, non appena si respira aria di banalità… BADA-BOOM! Prende un’altra direzione lasciando lo spettatore piacevolmente avvinto e stupito. Da vedere.

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